A26, adesso anche il Pd attacca Autostrade: ‘Garantisca sicurezza o faccia passo indietro’. Toti: ‘C’era tempo di lastricare d’oro i viadotti’

La chiusura dell’A26 per verifiche da parte di Autostrade sui viadotti Fado e Pecetti dopo la segnalazione della procura di Genova sui “gravi ammaloramenti” delle due infrastrutture rischia di mettere in ginocchio la Liguria, con Genova prossima all’isolameto, e provoca uno scossone politico. Perché di fronte all’ennesima contestazione dei magistrati anche nel Pd inizia ad alzarsi voci che chiedono misure forti nei confronti del concessionario.

“Non abbiamo più tempo. Chi non è in grado di garantire la sicurezza e la viabilità, faccia un passo indietro”, è la richiesta del deputato ligure Franco Vazio, vicepresidente della commissione Giustizia della Camera. Parole che arrivano mentre Autostrade ha deciso di riaprire parzialmente la viabilità del tratto tra l’allacciamento con la A10 e lo svincolo di Masone, evitando almeno in parte l’isolamento di Genova, già gravata dal crollo del ponte Morandi. Una situazione che ha mandato su tutte le furie il governatore ligure Giovanni Toti che parla di “tempo di guerra” e chiede “stanziamenti straordinari” nonché uno “scudo legislativo” per “agire” e “mettere in sicurezza l’asset più importante della logistica di questo Paese, cioè 4 porti della Liguria”. Quindi ha attaccato anche Autostrade: “Per un anno e 4 mesi non si è fatto assolutamente niente. Aspi in 1 anno e 4 mesi avrebbe dovuto lastricare d’oro quei viadotti perché ne aveva il tempo e le possibilità e non aspettare a muoversi quando la procura glielo ha chiesto”.

Il primo passo del formale del governo lo ha compiuto il ministro per le Infrastrutture, Paola De Micheli, che in mattinata ha incontrato i vertici della concessionaria di proprietà della holding della famiglia Benetton. La convocazione è scattata lunedì sera, subito dopo la chiusura per “verifiche” del Fado e del Pecetti, quest’ultimo al centro dell’inchiesta sui presunti falsi report, nata dall’indagine per il collasso del Morandi. L’amministratore delegato Roberto Tomasi, spiega la società, ha “illustrato le modalità tecniche individuate per riaprire al traffico l’autostrada A26″ e “ha manifestato l’intenzione di accelerare ulteriormente il piano nazionale di interventi sulla rete”.

In mattinata è stata anche convocata anche una Giunta regionale straordinaria per fare il punto. Le prime misure già predisposte e prevedono separazione del traffico merci da quello privato lungo sulla strada Guido Rossa e su lungomare Canepa, da e per il porto di Genova. Il sindaco Marco Bucci ha disposto l’utilizzo gratuito dell’intera rete urbana di trasporto pubblico Amt fino alla cessazione dell’emergenza per la chiusura dell’A26 che sta provocando gravi disagi al traffico cittadino. Toti ha invece chiesto al ministero e ad Autostrade “di avere tutti i caselli gratis sulla rete autostradale ligure” fino a quando la situazione non sarà risolta.

L’arrabbiatura di Toti – che ha chiesto anche una “task force” per Genova, un “advisor tecnico” per comprendere la reale situazione del sistema viabilità e si è domandato dove siano finiti i tecnici del ministero – è condivisa dal procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi: “Le istituzioni devono avere consapevolezza. Non si può girare la testa dall’altra parte. Non faccio allarmismo, è consapevolezza della situazione”, ha detto a Radio 24. Il procuratore ha poi proseguito: “Condivido le parole del presidente della Regione Toti, occorre un altro passo e un piano generale di intervento sullo stato delle infrastrutture. Non è compito della procura verificare se sono o meno in condizioni di sicurezza”.

Per il M5s, quello della A26 è un episodio che “va a confermare i sospetti sulle abnormi responsabilità di Autostrade per l’Italia in merito alle mancate manutenzioni, emersi in tutta la loro drammaticità il 14 agosto del 2018″. In un post sul Blog delle Stelle si legge: “Ora ci chiediamo: è pensabile che una regione, con uno dei centri produttivi più importanti del Mediterraneo, sia appesa a un filo e si trovi a vivere in queste condizioni, a causa dell’incuria e della sciatteria della holding dei Benetton?”, definiti i “signori del casello”. Duro anche il commento del vice-ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Buffagni: “Quello che è grave sui viadotti che una società privata, dopo i disastri che ha fatto l’anno scorso in cui sono morte 43 vittime, evidentemente è nelle stesse condizioni. Se la procura è intervenuta evidenziando questi report falsi è una gravità impressionante perché chi mette a repentaglio la sicurezza degli italiani è un criminale”.

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