Autonomia, tra Lega e M5s è scontro. Il Carroccio: “Fanno muro, riunione a vuoto”. La replica: “Serve condivisione”

Ore 13: domani (26 giugno) arriva in consiglio dei ministri. Ore 22.30: piccoli intoppi burocratici. Ore 23.30: nessun testo nella riunione del governo. Ore 23.45: nuova riunione ad hoc fissata per mercoledì 2 luglio. La giornata del dossier Autonomie è partita con un’accelerazione e si è conclusa con una frenata, magari fisiologica, di certo fastidiosa per la Lega. Perché la strada resta piena di ostacoli e il dialogo con gli alleati di governo è ben lungi dall’aver imboccato la direzione giusta. A distanza di 9 ore, del resto, le parole del leader del Carroccio sono state completamente smentite dai fatti. “Il testo è pronto per il cdm di domani, con grande vantaggio per tutte le Regioni italiane, altrimenti a Roma si ingolfa tutto” aveva detto Salvini in mattinata. A sera, però, quel “tutto pronto” è diventato “lavori in corso, dobbiamo superare le resistenze dei burocrati”. Il vicepremier leghista lo ha detto a Cartabianca, dopo le 22.30. Dopo meno di un’ora, però, le agenzie hanno battuto la notizia del nulla di fatto: “Niente accordo Lega-M5s, l’intesa sull’Autonomia non va in consiglio dei ministri”.

Il motivo è spiegato da fonti interne della Lega: “I 5 stelle fanno muro e si nascondo dietro ai burocrati. Ennesima riunione a vuoto. Chiedono tempo e chiedono un incontro il prossimo mercoledì. Nessun nodo risolto. Bloccano qualsiasi iniziativa”. “Nessun blocco, è nel contratto e si farà. Le riunioni servono per far condividere le cose. Quando si governa in due le cose si fanno in due” hanno risposto dal Movimento 5 Stelle. Unica cosa certa è il nulla di fatto: tutto rimandato, nonostante tre ore di vertice serale a Palazzo Chigi, con Salvini che ha iniziato la riunione per poi lasciare la poltrona a Giancarlo Giorgetti e raggiungere gli studi Rai. La conseguenza dell’impasse sull’Autonomia è naturale: difficile se non impossibile trovare un accordo sull’altro tema di giornata, ovvero Autostrade. Il Movimento 5 Stelle ha reso noto che è pronto a chiedere la revoca della concessione alla società controllata dal gruppo Atlantia. Una posizione nata dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, confermata in giornata da un post di Luigi Di Maio su Facebook, ma invisa alla Lega, che invece vorrebbe non penalizzare la società a maggioranza Benetton in ottica di un eventuale coinvolgimento nella vicenda Alitalia.

Ore 13.09, Salvini: “Tutto pronto, domani testo in cdm”
La maratona sul tema Autonomia era iniziata a ora di pranzo, con Salvini che dopo aver annunciato il vertice serale, aveva assicurato che la strada era assolutamente in discesa. “Stasera abbiamo un’altra riunione sull’Autonomia, per carità, facciamola pure, ma noi siamo pronti da tempo. Il testo base è pronto per la riunione di domani del consiglio dei ministri, con grande vantaggio per tutte le Regioni italiane, altrimenti a Roma si ingolfa tutto. Le Olimpiadi ci dicono che dove corrono gli enti locali l’Italia vince”. Il riferimento all’assegnazione dei giochi invernali 2026 a Milano e Cortina, quindi, è stata presa ad esempio delle politiche virtuose delle regioni: un refrain condiviso con altri esponenti leghisti di primo piano ma evidentemente non con il Movimento 5 Stelle. A far capire che la serata e la riunione di governo non sarebbe stata uan passeggiata è stato l’annuncio dei pentastellati, che nel tardo pomeriggio hanno fatto sapere di esser pronti a chiedere la revoca delle concessioni autostradali alla società controllata dalla famiglia Benetton. I grillini lo avevano promesso dopo il crollo del Ponte Morandi e ci tengono a mantenere una promessa che però non può andare giù alla Lega, convinta di poter contare su Atlantia come ipotetica soluzione della vicenda Alitalia. Le nuvole nere in maggioranza sono diventati lampi a tarda sera, quando Salvini, ospite a Cartabianca su Raitre, ha fatto capire che c’erano intoppi sulla questione autonomie.

Ore 22.30, Salvini: “C’è ancora qualche discussione a livello di burocrazie ministeriali”
Lavori in corso. C’è ancora qualche discussione a livello di burocrazie ministeriali, noi siamo pronti” ha detto il vicepremier, che ha lasciato il vertice per andare in tv, dove comunque si è sbilanciato sui tempi di approdo del provvedimento in cdm: “Bisogna fare le cose per bene, noi siamo pronti. Avere un’Italia con meno burocrazia e poter amministrare i soldi più velocemente è un vantaggio per Nord, Sud e Isole“.

Ore 22.40, fonti Lega: “M5s fa muro, nessun nodo risolto”. Il testo non va in cdm
A distanza di 10 minuti, poi, la possibilità di sbloccare la questione è definitivamente tramontata. La fumata nera è arrivata dopo tre ore di vertice, con la Lega ad accusare gli alleati di governo: “Sull’Autonomia i 5 stelle fanno muro e si nascondo dietro ai burocrati. Ennesima riunione a vuoto. Chiedono tempo e un incontro il prossimo mercoledì. Nessun nodo risolto. Bloccano qualsiasi iniziativa”. Altro che tutto pronto, quindi, con la tematica assai cara al Carroccio che sarà assente nell’ennesimo consiglio dei ministri, che a questo punto sarà dedicato quasi esclusivamente all’assestamento di bilancio. A notte fonda, poi, è arrivata la versione del Movimento: “L’autonomia è nel contratto e si farà. Le riunioni servono per far condividere le cose. Quando si governa in due le cose si fanno in due. Quindi nessun blocco”.

Le differenze di vedute tra Lega e Movimento 5 Stelle
Le divergenze tra gli alleati di governo sul tema, del resto, non sono una novità. L’accelerazione di Salvini, in tal senso, è sembrato più un salto in avanti per spaccare il fronte. Luigi Di Maio, dal canto suo, è fermo sulla sua posizione, ribadita nel vertice pentastellato a cui hanno partecipato tutti i suoi ministri competenti in materia: Costa, Grillo, Toninelli, Bonisoli e Fraccaro. In casa 5Stelle sono ancora molti i nodi da sciogliere: come quello di non creare il divario tra scuole del nord e quelle del sud; come distribuire i soldi del Mef e alcune prerogative a cui il ministero dei Trasporti non vorrebbe rinunciare. Per questo la linea del Movimento è quella di ‘approfondire’ e ‘migliorare’, allungando i tempi per arrivare al via libera definitivo. I 5Stelle, non a caso, vorrebbero portare il testo all’esame del Parlamento, dandogli piena facoltà di emendabilità e, soprattutto, farlo passare al vaglio di tutte le commissioni. Salvini, invece, non ne vuole sentir parlare e dopo il via libera di palazzo Chigi sarebbe disponibile a un altro confronto con le regioni, ma poi il passaggio in Parlamento dovrà essere rapido e indolore. Questo è probabilmente il punto più caldo. Il Carroccio sarebbe anche pronto a digerire un ok preliminare al testo nel Cdm, seguito da un tavolo con le Regioni la prossima settimana, ma poi niente esame in commissione. E, soprattutto, modifiche minime. Salvini vuole capitalizzare, perché sa che dall’assestamento di bilancio del titolare del Mef, Giovanni Tria, il messaggio sarà più che chiaro: l’Italia fa quello che l’Europa chiede. Lo schema su cui Tria e Conte hanno costruito una nota di aggiornamento al Def anticipata, dovrà convincere la Commissione europea a non porre la scure della procedura di infrazione sull’Italia. Portandosi dietro, molto probabilmente, una scia consistente di polemiche e lasciando un alone di mistero sui conti del 2020. Sull’altro fronte, quello dei 5Stelle, se da un lato si tira un sospiro di sollievo, dall’altro si ha tutto l’interesse a ridurre al minimo i temi su cui far esultare Salvini e a raccogliere consensi. Quindi, meglio che l’Autonomia viaggi con una velocità da crociera. E stasera se ne è avuta l’ennesima conferma, con l’impasse che ha coinvolto anche la questione Autostrade. Il vertice post Autonomie, guarda caso, è stato interlocutorio.

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