“C’è il rischio d’infiltrazione della criminalità nella distribuzione del vaccino per il Covid”: l’allarme del pm anticorruzione

“Il vaccino anti Covid 19 non è solo una sfida sanitaria al virus, è anche una sfida etica: assicurare che arrivi a tutti, indistintamente, in tempi ragionevoli e secondo criteri e parametri certi e controllabili, in un settore ad alto rischio corruzione come quello della sanità: solo in Italia, e solo durante la pandemia, sono state aperte 46 inchieste per condotte corruttive o penalmente rilevanti, e bisognerà stare molto attenti che non avvengano analoghi fenomeni corruttivi durante la produzione e distribuzione su larga scala del vaccino”. A lanciare l’allarme è il pubblico ministero Giovanni Tartaglia Polcini, consigliere giuridico del ministero degli Affari Esteri, in passato titolare di indagini su vicende di malversazione nella sanità campana (spicca quella per la quale è stata rinviata a giudizio l’ex ministra Nunzia De Girolamo), nonché membro del comitato scientifico del centro studi Eurispes.

Ed è in quest’ultima veste che Tartaglia Polcini interviene su ilfattoquotidiano.it per sottolineare che tra gli interessi legittimi che si animeranno intorno al vaccino, bisognerà stare molto attenti a quelli illegittimi delle mafie. “Il vaccino è un farmaco che sarà diffuso a livello globale, e a livello globale ci saranno rischi di infiltrazione della criminalità. A cominciare da un tema mai troppo affrontato ma serissimo: quello della contraffazione del farmaco. Lei immagina uno scenario nel quale il vaccino non arriverà per tutti e si scatenerà la corsa a procurarselo, quali danni potrebbe provocare una organizzazione malavitosa in grado di fornire vaccini contraffatti?”.

Nei primi mesi del 2021 lo scenario potrebbe essere proprio questo: una minoranza di soggetti fragili o aventi diritto per varie ragioni, ai quali dare la precedenza, e una maggioranza che potrebbe reagire con insofferenza alle attese. Tartaglia Polcini sottolinea che dietro alla distribuzione dei farmaci “c’è una catena di fornitori, trasportatori e stoccatori che viene stabilita attraverso appalti molto rilevanti che è un settore anch’esso ad altissimo rischio di corruzione”.

C’è poi il tema della ricerca e della produzione, “il rischio di bolle speculative sui prezzi e quello dell’accesso generalizzato al vaccino. Le faccio un esempio, una delle più diffuse corruzioni nella sanità è quella della scalata illecita delle liste d’attesa”. Che nel nostro caso potrebbe tradursi in tangenti per farsi inserire nelle categorie di chi sarà vaccinato per primo? “Esatto. I timori ci sono ed esistono a livello planetario – afferma il magistrato – per fortuna l’Italia è un paese dove si cerca di fare di tutto per assicurare l’uguaglianza di tutti i cittadini. Abbiamo un sistema sanitario nazionale che lavora per il diritto universale alla salute, abbiamo un sistema di garanzie assicurato da una magistratura indipendente, dall’obbligatorietà dell’azione penale, dall’esistenza di una stampa libera che esercita un controllo sul potere. Ma ci sono anche paesi dove non esiste un forte stato di diritto e dove i fenomeni di corruzione intorno al vaccino potrebbero moltiplicarsi”, conclude l’ex pm.

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