Coronavirus, 92mila contagi e 10mila morti. Altri 889 decessi in 24 ore. Rispetto a venerdì meno nuovi positivi: 5.794, giù tasso di crescita

Oltre 90mila contagi e 10mila morti. Crescono i numeri dei positivi e dei decessi a causa del coronavirus, ma la pandemia avanza un po’ più lentamente rispetto a ieri. In totale, stando ai dati della Protezione Civile, in Italia ci sono 92.472 casi (+5.794 rispetto a venerdì) e sono morte 10.023 persone (+889). I guariti sono 12.384, di cui 1.434 in un giorno, e in terapia intensiva si trovano 3.856 pazienti. Sono attualmente ammalate 70.065 persone. La crescita percentuale nelle ultime 24 ore è stata del 6,90%, mentre venerdì era del 7,39.

La Lombardia rallentano nuovi contagi – In Lombardia si registrano 2.117 nuovi casi accertati e 542 decessi nelle ultime 24 ore. Dall’inizio della pandemia, lo scorso 20 febbraio, le persone che hanno contratto il Covid-19 diventano quindi 39.455, mentre i morti sono 5.944. Il tasso di crescita è del 5,67%, più basso del 6,9 fatto registrare venerdì. I ricoverati sono 11.142, solo 15 in più di ieri. In terapia intensiva si trovano 1.319, ovvero 27 pazienti in più di ieri, mentre sono state dimesse 961 persone che portano a circa 9mila le persone guarite.

I dati dalle province della regione più colpita – Nel Bergamasco i casi sono 8.349 (+289, ieri l’aumento era stato di 602), in provincia Brescia 7.678 (+373), in quella di Cremona 3.605, nel Lecchese 1.316. La provincia di Milano fa registrare 314 nuovi contagi che portano il totale a 7.783. Di questi 3.159 sono nella città capoluogo, che registra 150 casi in più (+4,99%). A Codogno, il primo focolaio, si registrano solo 2 nuovi positivi.

Le altre regioni – Oltre alla Lombardia, che percentualmente cresce meno della media nazionale, anche le altre regioni colpite per prime dalla pandemia sembrano rallentare. L’Emilia-Romagna raggiunge i 12.383 casi (+6,86), il Veneto tocca quota 7.930 (+5,77) e le Marche arrivano a 3.373 (5,5). Meno di 200 nuovi casi in Liguria (2.822, +4,67). Maggiori incrementi rispetto al trend nazionale si registrano in Piemonte (7.671, +8,16%) e Toscana (3.817, +10,6). Crescita sostenuta ma su numeri più piccoli al Sud: la Campania tocca i 1.592 contagiati (+9,49%), la Puglia ne conta 1.458 (+9,2) e la Sicilia 1.359 (8,72). Crescita a due cifre ma su un numero di casi totali più contenuti in Abruzzo (1.133, +11,4%), Valle d’Aosta (511, +13,05), Sardegna (624, +17,73), Calabria (555, +12,3), Basilicata (182, +20,5) e Molise (123, 12,8%). Nel Lazio ci contano 2.505 casi (+9,1), in Friuli Venezia Giulia sono 1.436 (+9,03), l’Umbria ha 969 contagiati (+9,61). Le province autonome di Trento e Bolzano ne contano rispettivamente 1.505 (+8) e 1.109 (10,5).

Borrelli: “Riaprire? Attenta riflessione” – Il bollettino quotidiano della Protezione Civile è stato diramato dal capo Angelo Borrelli, tornato operativo dopo aver accusato sintomi influenzali. Il numero uno del Dipartimento è tornato sull’invito di Matteo Renzi a una riapertura di fabbriche e scuole tra l’inizio di aprile e il 4 maggio, bocciato dagli scienziati: “Credo ci debba essere un’attenta riflessione”, ha spiegato chiarendo che “il Paese è fermo e c’è l’esigenza di assicurare un minimo di operatività e di vita per la stessa sopravvivenza di tutti”. Ma, ha sottolineato, “credo che presto saranno prese ulteriori decisioni, siamo vicini alla fatidica data del nuovo decreto”, il 3 aprile, e il governo “prenderà delle decisioni sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico- scientifico”.

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