Coronavirus, al telefono la voce che trema di mio padre mi ha tolto il fiato

By Alberto Marzocchi

“Sembra un’influenza un po’ più contagiosa, non dovete preoccuparvi”. “Anch’io mi sono fatto la stessa idea. Tienici aggiornati, a presto”.

Era il 25 febbraio. La notizia delle prime persone contagiate nel nostro Paese era arrivata quattro giorni prima. Quel martedì ero al telefono con mio padre. Insieme a mia madre, stava dall’altra parte del mondo. Li rassicurai. Feci lo stesso, nei giorni a venire, con le persone che mi stavano intorno, assolvendo al tacito compito che spetta a quelli che si sono presi, nel rispettivo microcosmo di relazioni, il mio stesso, particolare tipo di ruolo. Quello dell’inossidabile ottimista.

Quel martedì i casi segue…

Source: Il Fatto Quotidiano

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