Crisi di governo, la diretta – Il giorno di Conte alla Camera. Orlando: “Tentativo di farci cadere fallirà. Non ci si può permettere vuoto politico”

Oggi a mezzogiorno Giuseppe Conte si presenta ai deputati: la crisi arriva nelle Aule del Parlamento per un chiarimento alla luce del sole e, soprattutto, davanti agli occhi degli italiani. A Montecitorio il presidente del Consiglio pronuncerà il primo discorso con si gioca le sorti del suo esecutivo. Il voto decisivo sarà quello di martedì a Palazzo Madama, ma il passaggio di oggi alla Camera sarà il primo tassello: nel suo discorso, Conte lancerà un appello alla responsabilità, tratteggiando un piano che, da qui alla fine della legislatura, possa garantire all’Italia il rilancio necessario dopo la pandemia. Chiave sarà il riferimento al Recovery Fund, che declinerà su coesione, innovazione e sostenibilità. Forse, almeno in questo primo frangente, non vi sarà alcun riferimento diretto all’avversario Matteo Renzi. Per ora i due alleati, M5s e Pd, hanno chiuso la porta a un ritorno di Italia Viva. “La porta l’ha chiusa Renzi e ieri l’ha ulteriormente blindata continuando ad attaccare il Pd”, ha detto questa mattina il vicesegretario dei democratici, Andrea Orlando.

Cinquestelle e dem fanno appello ai responsabili, di fronte a una crisi “aperta da Renzi in modo irresponsabile”, ha ribadito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, intervistato dal Corriere della sera. “Conte in Aula parlerà e lì ci sarà una distinzione tra costruttori e distruttori”, ha ripetuto ancora il pentastellato, dicendosi “fiducioso” sul voto a Palazzo Madama. “Sicuramente non riuscirà il tentativo di far cadere il governo”, ha detto anche Orlando, ospite di Mattino Cinque. “Non ci si può permettere un vuoto politico – ha spiegato – Si può discutere di tutto ma non con vuoti di governo, che avrebbe un effetto sui mercati che pagherebbero gli italiani“. Il concetto chiave è lo stesso: intanto Conte deve superare lo scoglio della fiducia, raccogliere più Sì che No. Poi, per usare ancora le parole di Orlando, “ci sarà il tempo e il modo di rafforzare e migliorare” il governo. Quello della “maggioranza assoluta”, ha voluto sottolineare anche Di Maio, è “un giochino di Renzi per costruire uno specchietto per le allodole. La maggioranza assoluta serve per lo scostamento di bilancio e per pochissimi altri atti. E quando servirà ce l’avremo“.

Nessuno scontro con Italia Viva, almeno per ora, ma un appello alla responsabilità. seguendo la linea tracciata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Questa sembra essere la posizione nel giorno del primo test in Parlamento. Dai renziani arriva invece ancora una mano tesa, una tentazione rivolta soprattutto al Pd: “Non abbiamo mai messo veti o pregiudiziali sui nomi. Noi appoggeremmo un governo che avesse chiaro che cosa bisogna fare per il Paese. Alcuni ministri del governo Conte bis non avevano neanche lebtto il Recovery Plan che stavano per approvare”, ha detto Maria Elena Boschi in un’intervista a Repubblica. Per ora però, anche tra i ranghi dei democratici, nessuno sembra voler cedere: “Noi non siamo interessati a mettere uno nostro al posto di Conte, senza spiegare al Paese perché avviene il passaggio o le ragioni politiche che giustifichino questo trauma”, ha detto ancora Orlando a Mattino cinque. Poi ha aggiunto:”Si è tolto il governo senza sapere se farne nascere un altro, il rischio è incommensurabile rispetto agli effetti”.

CRONACA ORA PER ORA

9.45 – Mastella: “Sono tutti terrorizzati dal voto”
“Ci sono, ma non si vede. Sono il medico a cui si domanda la cura. Sono tutti terrorizzati dal voto. Anche quelli dell’opposizione. Se ti vuoi salvare io ti indico la strada”. Così Clemente Mastella su La Repubblica.

9.20 – Rosato (Iv): “Il governo Conte, rigenerato, riparta: è la cosa più semplice”
“La cosa più semplice è che il governo Conte, rigenerato, riparta. Può darsi anche che trovino i responsabili. I costruttori è un’immagine molto bella del Presidente Mattarella, ma che io non sfrutterei. Io in questa fase vorrei un governo con l’80% del parlamento, quindi non è che mi darebbe fastidio la presenza di responsabili”. Lo ha detto Ettore Rosato a radio Cusano campus.

9.00 – Orlando: “Renzi ha chiuso la porta, ieri l’ha blindata”
“La porta l’ha chiusa Renzi e ieri l’ha ulteriormente blindata continuando ad attaccare il Pd”. Lo ha detto Andrea Orlando a Mattino cinque.

8.50 – Orlando: “Governo? Non riuscirà il tentativo di farlo cadere”
“Il tentativo di far cadere il governo non riuscirà e questa è la cosa più importante. Non ce lo possiamo permettere, non se lo può permettere il Paese”. Lo ha detto il vice segretario del Pd, Andrea Orlando, a Mattino Cinque.

8.40 – Salvini: “Se Conte non ha i numeri, elezioni o governo di centrodestra”
“Oggi il problema per molte famiglie il problema è la salute con i vaccini che mancano e la scuola con migliaia di ragazzi in classe senza sicurezza e le scadenze fiscali che nessuno ha rimandato, che tutto questo è in secondo piano perchè Mastella e Tabacci cercano senatori di notte è imbarazzante. Io non ci rimarrei mai così al governo. Se Conte non ha i numeri le strade sono due: o le elezioni oppure se Mattarella ritenesse il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia” Lo afferma il leadear della Lega, Matteo Salvini.

8.30 – Di Maio: “In Aula vedremo costruttori e distruttori”
“Noi siamo fiduciosi per martedì, ma al momento attuale è una crisi aperta, aperta da Renzi in modo irresponsabile. Conte in Aula parlerà e lì ci sarà una distinzione tra costruttori e distruttori”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul Corriere della sera. “Trovo folle pensare ad elezioni nel mezzo di una pandemia – osserva – ma voglio chiarire subito che tra governi stiracchiati, governicchi e governissimi allora meglio il voto”.

8.20 – Bonaccini: “Niente veti personali”
“In questi giorni ho letto di veti su Renzi come di veti su Conte – prosegue – e i veti personali sono la negazione stessa della politica e della funzione di governo. Bisognerebbe avere la capacità di guardarsi negli occhi e di confrontarsi. Il resto è solo un danno diretto all’Italia. O c’è uno scatto in avanti o i cittadini chiederanno un cambio più radicale”. Così il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini su La Stampa.

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