Fondazione Open, l’inchiesta sull’ex cassaforte di Renzi si amplia. La Finanza a caccia di carte di credito “a disposizione di parlamentari”

Una “articolazione di un partito politico“. Secondo la procura di Firenze, che oggi ha ordinato una serie di perquisizioni in undici città, era questo la Fondazione Open, di cui era presidente l’avvocato Alberto Bianchi. Gli uomini delle Fiamme Gialle sono entrati in azione con una serie di perquisizioni a Firenze, Milano, Torino, Roma, Napoli, Parma, Bari, La Spezia, Pistoia, Alessandria e Modena. La procura contesta a vario titolo anche riciclaggio e autoriciclaggio, appropriazione indebita e false comunicazioni sociali. Le persone perquisite sarebbero state tra i finanziatori della Fondazione. Gli uomini della Finanza, oltre ai documenti, starebbero cercando carte di credito e bancomat che, secondo quanto riporta l’Ansa, sarebbero stati messi a disposizione di parlamentari. Obiettivo delle perquisizioni anche ricevute relative a presunti rimborsi spese versati dalla Open a deputati e senatori.

La Fondazione Open, attiva dal 2012 al 2018, era nata per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi, tra le quali la convention della Leopolda, ed è da tempo oggetto di indagini dei pm fiorentini. Al centro dell’inchiesta su Bianchi, che è indagato a Firenze per traffico di influenze illecite tra il 2016 e il 2018, c’è un presunto pagamento effettuato dalla società di costruzioni Toto all’avvocato per una consulenza. Stando ai riscontri della procura, parte di quel denaro sarebbe stato poi versato dal legale nelle casse della Fondazione. La procura procede anche per reati in violazione della legge sul finanziamento dei partiti politici. Nei giorni scorsi il Tribunale del Riesame, confermando i sequestri eseguiti a carico del legale, scriveva che il gruppo Toto ha compiuto operazioni “dissimulatorie” per finanziare la Fondazione. Gli inquirenti hanno concentrato le indagini c’è un incarico per un contenzioso con Autostrade affidato al suo studio legale dalla Toto Costruzioni Generali. Secondo i giudici tra i Toto e l’avvocato, che ora risponde anche di finanziamento illecito, nel 2016 c’erano “rapporti molto intensi”.

Peri giudici del Riesame “a fronte della fattura numero 4 del 2 agosto 2016 emessa nei confronti della Toto Costruzioni Generali” Bianchi “aveva ricevuto la somma di 801.600 euro”. Poco più di un mese dopo l’incarico, il 12 settembre 2016, Bianchi versò due contributi: uno alla Fondazione Open da 200.838 euro e un altro al Comitato per il Sì al referendum costituzionale per altri 200mila euro. “Sempre nel 2016 – si legge nell’ordinanza – ‘Alberto Bianchi e associati studio legale’ aveva ricevuto dalla Toto Costruzioni Generali, la somma di 1.612.000 oltre a Iva al 22 per cento per 354.640, totale fatturato 1.966.640 quale pagamento di prestazioni professionali”. I giudici rilevano che le operazioni, “tenuto conto del loro peculiare profilo temporale e dell’entità delle somme versate alla Open, appaiono dissimulatorie di trasferimento di denaro da Toto Costruzioni Generali” alla Open.

C’è poi la vicenda di Patrizio Donnini, fondatore della Dot Media, società di comunicazione che ha lavorato anche per la Leopolda. In un’altra inchiesta a Firenze, Donnini è indagato per appropriazione indebita e autoriciclaggio. Si indaga sulle compravendite tra la Immobil Green Srl dell’imprenditore e la Renexia dei Toto, relative al settore dell’energia eolica. Tramite la Immobil Green Srl nel 2016 e 2017 sono state acquistate cinque società autorizzate a produrre energia dal vento. Società poi rivendute alla Renexia con una plusvalenza da 950mila euro, finita nel mirino degli inquirenti. Compravendita avvenuta “nella massima trasparenza”, assicuravano i legali di Donnini.

L’articolo Fondazione Open, l’inchiesta sull’ex cassaforte di Renzi si amplia. La Finanza a caccia di carte di credito “a disposizione di parlamentari” proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Translate »