Governo, dopo il Consiglio dei ministri Conte invia la lettera all’Unione europea: ‘Serve fase costituente per nuove regole’

La promessa di Giuseppe Conte era quella di un Consiglio dei ministri “interessante”. E al termine della riunione di governo fonti di Palazzo Chigi hanno annunciato che è stata inviata la lettera del premier indirizzata agli altri 27 Paesi membri Ue, al presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker e al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Un testo dai contenuti politici, come aveva anticipato Conte, che nel piano del governo è il primo passo la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Il premier sottolinea ai leader europei la necessità di aprire “una ‘fase costituente‘ per ridisegnare le regole delle nostre società e delle nostre economie”. Tradotto: l’Italia si impegnerà a rispettare i vincoli attuali, ma ora vanno cambiati.

Conte spiega che l’Italia “non intende sottrarsi” alle regole del Patto di stabilità e crescita “né intende reclamare deroghe o concessioni rispetto a prescrizioni che, finché non saranno modificate, sono in vigore ed è giusto che siano tenuto in conto dai Governi di tutti gli Stati membri”. Allo stesso tempo però il governo italiano “con la medesima determinazione” avverte “l’urgenza e la necessità di stimolare che miri a ridefinire la governance economica dell’Eurozona e dell’Unione, che non si è dimostrata adeguata ad assolvere i compiti per i quali era stata pensata”, si legge ancora nella lettera del premier.

Conte ha voluto accelerare i tempi e al Consiglio dei ministri ha portato insieme al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, una prima bozza del ddl di assestamento di bilancio. Con il ddl, l’intenzione di Conte è quella di preparare una risposta più concreta all’Europa e certificare che l’indebitamento netto del 2019 sarà quantomeno intorno al 2,1/2,2% del Pil, sotto il 2,5% stimato dalla Commissione Ue. Al momento però non è noto se l’esecutivo abbia trovato un’intesa sul testo.

Lo scontro M5s-Lega sul decreto Crescita
Il Cdm che deve preparare lo schema numerico, infatti, è iniziato con un’ora di ritardo. Il premier non aveva fatto i conti con il nuovo scontro tra M5s e Lega che si è consumato alla Camera. Il Carroccio voleva inserire nel decreto Crescita un emendamento sui fondi europei per il Sud. Il M5s si è messo di traverso con la ministra Barbara Lezzi. La discussione a Montecitorio è rinviata a giovedì su richiesta del relatore pentastellato Raphael Raduzzi. Al termine del Cdm, fonti della Lega hanno annunciato che un accordo è stato trovato e che il testo tornerà in commissione per modifiche meramente tecniche. E le stessi fonti del Carroccio sottolineano che “la prossima settimana” il testo sulle Autonomie approderà in Consiglio dei ministri,  oltre a essere stilato un impegno a tutelare i 15mila lavoratori Ilva. Fonti del Movimento 5 stelle precisano invece che l’emendamento della Lega al dl Crescita verrà “stralciato” e che il testo sulle Autonomie approderà in Cdm solo dopo la discussione della riforma in un tavolo politico ad hoc, dove bisognerà sciogliere i nodi ancora presenti.

Approvato il ddl Cantierambiente voluto da Costa
Intanto questo Cdm, terminato poco dopo le 22.15, ha approvato anche il ddl Cantierambiente, ovvero le disposizioni per il potenziamento e la velocizzazione degli interventi su dissesto idrogeologico e sulla salvaguardia del territorio. Il provvedimento, voluto fortemente dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, realizza gli obiettivi indicati nel Piano ‘Proteggi Italia’, consentendo di spendere i 6,5 miliardi di euro che costituiscono il Piano Marshall contro il dissesto. L’obiettivo del provvedimento, si legge in una nota del ministero dell’Ambiente, è quello “di ridurre la burocrazia, semplificare i passaggi amministrativi, anticipare i fondi per la progettazione, affiancare le regioni, programmare cicli di interventi per la messa in sicurezza del territorio”. Via libera del Cdm anche alla nomina, su proposta del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone come nuovo capo di stato maggiore della Marina.

Il vertice sulla Giustizia con Bonafede e Buongiorno
Tempi dei processi dimezzati e sanzioni per i magistrati che non li rispettano, ma anche interventi sul Consiglio superiore della magistratura, con una stretta sulla meritocrazia come criterio per le nomine e per gli avanzamenti di carriera e un tetto al compenso dei togati. Questi i principali argomenti sul tavolo del vertice sulla giustizia, iniziato in tarda serata a Palazzo Chigi e a cui partecipa il premier, i vice Salvini e Di Maio, assieme ai ministri Bonafede e Buongiorno. Oltre alla riforma dei processi civile e penale, su cui da tempo lavora il Guardasigilli, entrano nel dossier dunque anche i temi legati allo scandalo che ha coinvolto il Consiglio superiore della magistratura, con gli incontri tra toghe e politici per distribuire i posti ai vertici delle principali procure italiane, emersi dall’inchiesta di Perugia.

L’annuncio di Conte prima del Consiglio dei ministri
“Abbiamo in animo con il ministro Tria una bozza di assestamento in modo da certificare il monitoraggio positivo dei conti pubblici, del quadro di finanza e in modo da avere un ulteriore documento ufficiale da portare ai nostri interlocutori”, ha spiegato Conte. L’obiettivo è quello di dimostrare “che abbiamo le nostre previsioni e stime ad avere il sopravvento rispetto ad altre stime che non corrispondono ai reali flussi di cassa“, ha aggiunto il premier da Palazzo Madama. Prima di lasciare il Senato ha però specificato che “questa sera inizieremo la discussione dell’assestamento di bilancio, se non riusciremo a completare ci aggiorneremo“.

Il governo vuole avere in mano dati concreti, come chiesto dalla Commissione, il prima possibile. Questa mattina c’è stato il vertice economico convocato a Palazzo Chigi con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria proprio per definire una linea nella trattativa con Bruxelles.  Anche se oggi è stato chiarito che al Consiglio europeo del 20 e 21 giugno non sarà in agenda l’eventuale apertura della procedura di infrazione per debito eccessivo contro l’Italia, è probabile che il premier Conte possa parlarne con Jean Claude Juncker e avere altri incontri bilaterali. Oltre alla sua lettera che sarà “un messaggio politico“, come ha detto lo stesso presidente del Consiglio, avrà bisogno anche dei numeri per convincere entro la fine del mese la Commissione Ue a non raccomandare formalmente l’apertura della procedura.

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