Lega, L’Espresso: “Soldi pubblici usati per pagare propaganda personale di Salvini”

Una società ad hoc finanziata dal gruppo Lega al Senato per pagare lo staff comunicazione di Matteo Salvini. In molti casi, le stesse persone già assunte al Viminale per seguire il ministro dell’Interno. Secondo quanto ricostruito da L’Espresso, in questo modo il Carroccio usava soldi pubblici derivanti dall’attività parlamentare per stipendiare chi segue la propaganda personale del leader di partito.

La società, spiega la versione online del settimanale, si chiama Vadolive srl ed è stata costituita da una parente di Alberto Di Rubba. Un nome, quello del commercialista bergamasco e revisore dei gruppi parlamentari al Senato del Carroccio, che ritorna più volte nelle trame della rete segreta dei professionisti della Lega raccontata da ilfattoquotidiano.it. Una girandola di società cominciata dopo le indagini sui 49 milioni di euro di fondi pubblici oggetto di una truffa ai danni dello Stato tra cui rientra anche la Dea Consulting, poi diventata Partecipazioni srl, appartenente proprio a Di Rubba e Andrea Manzoni, entrambi legati al tesoriere del Carroccio, Giulio Centemero. All’indirizzo dello studio Dea Consulting ha sede anche la Mc srl, amministrata dallo stesso Centemero. Mc è la società che edita siti di propaganda salviniana come Il populista o TuttoSalvini.info.

Vadolive, scrive L’Espresso, ha sede allo stesso indirizzo di uno degli uffici dello Studio Dea e nel suo primo anno di attività ha incassato circa 200mila euro dal gruppo parlamentare leghista. A novembre il contratto sarebbe poi stato interrotto anticipatamente e, questo risulta dai documenti in mano al settimanale, la Vadolive ha utilizzato i soldi ricevuti per pagare proprio la Dea Consulting di Di Rubba e anche la squadra di Luca Morisi, il capo della comunicazione di Salvini.

Persone che si occupano della propaganda del leader della Lega e che allo stesso tempo risultano stipendiate anche dal ministero dell’Interno. Doppia paga quindi, almeno nel caso di Matteo Pandini, capo ufficio stampa del Viminale, oppure di Leonardo Foa, figlio del presidente della Rai Marcello e collaboratore del ministro insieme a Fabio Visconti, Andrea Zanelli e Daniele Bertana, anche loro secondo L’Espresso pagati da Vadolive e per un periodo anche dal Viminale, come risulta dall’elenco dei collaboratori.

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