M5s, la nuova organizzazione parte da elezione di “facilitatori”. Poi mandato zero nei Comuni e alleanza con le civiche

La nuova organizzazione del Movimento 5 stelle sarà affidata alla figura dei “facilitatori”: ci saranno 16 o 18 persone a livello nazionale che si occuperanno dei vari temi cari al M5s e pure di questioni legali, comunicazione e organizzazione interna. A loro si affiancheranno altri “facilitatori” su base regionale. L’annuncio di Luigi Di Maio è arrivato dopo le decine di assemblee sul territorio, nel corso delle quali aveva già dato qualche anticipazione: “Insieme decideremo”, ha scritto oggi sul Blog delle Stelle, “voto per voto (voterete per parti separate su Rousseau) se questa può essere la strada per riorganizzarci”. Perché, ha continuato, “abbiamo di fronte un’ulteriore evoluzione del Movimento”. Ma chi potrà accedere? “I ruoli di facilitatori non saranno ruoli in cui si proporrà il singolo, bisognerà presentarsi con dei progetti, con un team alle spalle, bisogna essere competenti nella materia per cui ti proponi. E lo stesso vale a livello regionale”. Insomma, una vera e propria idea di segreteria che poco prima Di Maio aveva rivelato in un’intervista al Fatto Quotidiano. Inoltre, il capo politico ha anche anticipato novità su due temi cruciali del Movimento: il “mandato zero” per i consiglieri comunali e l’alleanza con le liste civiche.

I 5 stelle, dopo le sconfitte alle scorse Regionali e dopo il colpo subito alle Europee, hanno lanciato da alcuni mesi una nuova riorganizzazione che possa rinforzare e far ripartire i grillini sui territori. Ovvero proprio là dove sembrano essere più in difficoltà. Non è un processo semplice perché va a toccare quelli che sono i pilastri del Movimento pensato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Si mette infatti in discussione la regola, finora intoccabile, del vincolo del secondo mandato per i consiglieri comunali: “Dobbiamo”, ha continuato Di Maio sul Blog, “investire molto di più sui nostri consiglieri comunali e municipali e per questo discuteremo insieme del mandato ‘zero’ dei consiglieri comunali, che significa che il primo mandato si neutralizza, è un mandato che non vale per la regola dei due mandati, è il primo mandato in cui si fa esperienza, perché nessuno potrà mai dire che un consigliere comunale nel primo mandato, si arricchisce o gestisce potere. In realtà fa un’esperienza preziosa per il Movimento, che si può portare anche ad altri livelli, anche in altre istituzioni una volta che quella persona ha completato il suo mandato zero”.

L’altro pilastro che viene ridiscusso è quello dell’alleanza con le liste civiche. Questo è uno dei temi su cui maggiormente i territori aspettano una risposta e su cui contavano già dalla scorsa tornata amministrative. “Dovremo fare una riflessione insieme“, ha detto Di Maio, “e capire se su alcuni territori è arrivato il momento di presentarci alle elezioni comunali o regionali insieme a liste di movimenti o comitati con cui abbiamo già collaborato, con cui abbiamo lavorato e con cui è assurdo scontrarci alle elezioni comunali quando ci presentiamo ma è meglio fare squadra e quindi essere più forti”.

“Il Movimento”, ha chiuso il Capo politico, “ha sempre saputo adeguarsi alle difficoltà che trovava davanti. Ci hanno dato per morti per tanti anni, ci hanno sempre dato per morti, ogni elezione ci davano per morti. Ci evolvevamo, ci riorganizzavamo e partivamo più forti di prima. Questa è l’ennesima volta in cui ci danno per morti, ma saremo più forti di prima”. E questo perché, ha garantito Di Maio, “il Movimento è resiliente”: “Resilienza è la nostra capacità, quando incontriamo difficoltà e avversità di trarne sempre un potenziamento. È stato così negli ultimi dieci anni”.

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