Migranti, ammiraglio Guardia costiera libica: “Basta fare gare di velocità con le ong. Con loro nuovo esodo verso l’Italia”

“Con un pieno ritorno delle attività delle ong nel Mediterraneo ci sarà un esodo di migranti verso l’Italia”. A sostenerlo è il portavoce della Guardia costiera libica, l’ammiraglio Ayoub Qassem, in un’intervista all’Agenzia di stampa Agi. “Il governo italiano – dice – non deve permettere alle persone salvate da queste navi di poter sbarcare perché altrimenti si diffonderà di nuovo la cultura dell’emigrazione verso l’Europa, con evidenti ripercussioni sia sulla Libia che sull’Italia”. 

Secondo Ayoub Qassem ci sarebbe una continua interferenza delle ong nelle operazioni di soccorso. Una dichiarazione rilasciata proprio nel giorno dell’arrivo a Lampedusa della nave Alex di Mediterranea e dello stallo della Alan Kurdi in acque internazionali dopo il salvataggio di migranti al largo delle coste libiche. “Non possiamo continuare a fare gare di velocità con le imbarcazioni delle ong. Quando il centro di coordinamento di soccorso riceve la conferma del nostro intervento, non deve permettere ad altri di entrare in azione. Noi non vogliamo scontrarci con le ong”, ha affermato l’ammiraglio dei guardacoste libici. L’armatore della nave della ong Mediterranea, Alessandro Metz, aveva raccontato del salvataggio di 55 migranti compiuto in acque libiche: “Per fortuna è avvenuto prima che intervenisse la motovedetta della Guardia costiera libica che ha intimato l’alt”.

“Le ong favoriscono i trafficanti di essere umani. E abbiamo il sospetto che ottengano ricompense dirette, oltre a quelle indirette, per ogni persona che fanno arrivare in Europa”, ha aggiunto Qassem. “Ogni intervento che fanno loro è per favorire l’immigrazione in Libia dall’Africa subshariana e per avere maggiore peso politico in Europa”, continua l’ufficiale libico. “A questo si aggiunge l’aspetto materiale: non solo aumentano le raccolta dei fondi a proprio favore ma non escludiamo che abbiano finanziamenti direttamente legati ai trafficanti di essere umani”, arriva a sostenere l’ammiraglio. 

Sui “trafficanti di esseri umani” più volte è intervenuto anche Matteo Salvini, che, dopo l’attracco della nave Alex a Lampedusa con a bordo i migranti provenienti dalla Libia, ha attaccato nuovamente le ong: “Sono tornate davanti alla Libia: così incentivano le partenze e il rischio di naufragi e fanno felici gli scafisti”. In realtà, fino ad oggi nessuna indagine ha certificato di rapporti tra scafisti e ong. “Non è stato fino ad ora provato il preventivo accordo tra trafficanti di esseri umani ed ong“, ha detto pochi giorni fa il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio.

Sempre oggi, tra l’altro, Salvini ha dichiarato la Libia “un porto non sicuro”. Ma ha anche affermato che la guardia costiera libica sta facendo un buon lavoro: “Stiamo lavorando con il governo libico perché la situazione torni tranquilla”. E, sul rischio che dal Paese arrivino altri 8mila migranti, ha detto che non verranno smistati in Europa: “C’è una guardia costiera che lavora bene, c’è un governo legittimamente riconosciuto e con loro ragioniamo”.

 

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