Milano, ore 7:30. Ingorgo a Porta Venezia, come se fosse un giorno qualsiasi

Mi precipito all’Esselunga di viale Piave, orario d’apertura 7.30, desisto troppa fila. Mi fermo all’altezza semaforo con viale Majno e vedo sfrecciare auto, motorini, camioncini, camion, come se fosse un giorno qualsiasi di una settimana lavorativa. Mi chiedo: dove va tutta questa carrellata di gente? Sono tutti operatori sanitari? Escludendo il fatto che alimentari e farmacie per primarie necessità dovrebbero essere sotto casa, forse, a quell’ora hanno solo individuato una smagliatura nella rete di controllo delle forze dell’ordine. Efficientissima, ho visto poliziotti correre in bicicletta (da veri runner) contro il furbetto del jogging ad ogni costo, intorno al parco.

Visto che l’asintomatico è la specie più temuta, non avete capito che dovete stare a casa, uscendo rendete vani i sacrifici di chi invece ci rimane.

Confidential da Wuhan dove la Pirelli, una volta venduta ai cinesi, ha trasferito fabbrica e quartier generale. Antonio Gallo, manager della comunicazione, riceve una telefonata dalla sua collega cinese che ha visto in rete servizi sul nostro autoisolamento troppo permissivo e dice sbalordita: voi questo lo chiamate lockdown? Loro sono stati confinati in casa per 65 giorni, potevano uscire una sola volta a settimana per fare la spesa e andare in farmacia, tutto nello stesso giorno. Banche, uffici postali, trasporto pubblico, tutto chiuso. Li ricordiamo tutti i droni che, a mo’ di Grande Fratello, dall’alto intimavano con voce robotica: “Fratello, perché sei uscito, vai subito a casa?”. Loro sono una Repubblica monopartitica, insomma una specie di dittatura, ma così facendo, dopo 75 giorni, Wuhan è ritornata alla normalità. Noi quanti ce ne vogliono mettere per passare alla fase 2?

La regina, mentre suo figlio e il premier – entrambi più giovani – si sono ammalati, lei a quasi 94 anni, con l’autorevolezza di vera leader del mondo, ha parlato guardando dritto negli occhi un’intera nazione ma è come se avesse parlato ad ognuno di noi: dobbiamo essere fieri di far parte di una generazione che ha sconfitto il coronavirus. E lo sconfiggeremo. A me è venuto un luccichio negli occhi.

A noi viene chiesto solo il sacrificio di rimanere a casa, poca roba in confronto a chi combatte il “mostro” in prima linea: medici, infermieri, pazienti. Fiorello ha inventato un termine meraviglioso che gli scippo: facciamo casismo. E io lo faccio volentieri perché così salviamo vite umane.

P.S. E auguri a mamma Agata, oggi in solitudine compie 85 anni. Anche lei è bell’esempio di “bisnonnismo” (non inteso in termine militare, ovviamente).

vignetta ciompi piromallo

pagina Facebook di Januaria Piromallo
vignetta by Guido Ciompi

L’articolo Milano, ore 7:30. Ingorgo a Porta Venezia, come se fosse un giorno qualsiasi proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »