Salvini indagato per nave Gregoretti, Giunta per le Immunità deciderà il 20 gennaio

Potrebbe arrivare il 20 gennaio il voto della Giunta per le Immunità del Senato che dovrà esprimersi sulla richiesta del Tribunale dei ministri di Catania di procedere contro Matteo Salvini per il caso della nave Gregoretti. L’ex ministro dell’Interno, come nel caso della nave Diciotti, è indagato per sequestro di persona. Nel luglio scorso 131 migranti soccorsi nel Mediterraneo erano stati trattenuti per diversi giorni a bordo della nave militare, poi arrivata al porto Augusta. Il Viminale però aveva autorizzato lo sbarco solo quando era arrivata la disponibilità da parte di altri paesi alla redistribuzione. Il procuratore Carmelo Zuccaro aveva avanzato il 21 settembre scorso richiesta motivata di archiviazione per l’ex ministro dell’Interno: il tribunale dei ministri di Catania ha deciso invece di contestare il reato al leader della Lega.

Il presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, annuncia che alle 13.30 sarà incardinato. “Daremo un termine di 15 giorni al senatore Salvini per presentare una memoria o chiedere di essere ascoltato, come è sua facoltà – spiega all’Adnkronos – Abbiamo fissato un intenso calendario di lavori su questo caso e su tutte le altre vicende che sono all’attenzione della Giunta, comprese le ratifiche delle elezioni”.

Per il caso Diciotti (precedente e molto simile a quello della Gregoretti) i colleghi senatori avevano sottratto Salvini al giudizio della magistratura, anche grazie al voto online sulla piattaforma Rousseau, che aveva sancito il no a procedere anche da parte del Movimento 5 stelle. Ieri però, con il Carroccio all’opposizione e il M5s al governo col Pd, gli equilibri sono cambiati. “La magistratura italiana butta soldi e tempo a perseguire me che ho agito nel pieno interesse del Paese sulla scorta di accordi internazionali e non persegue chi davvero delinque – ha detto – Sono curioso di vedere che posizione terrà il Movimento Cinque Stelle che sulla vicenda analoga della Nave Diciotti votò contro la richiesta del Tribunale dei Ministri”. La risposta è arrivata direttamente dall’ex collega di governo. “Quando bloccammo la Diciotti era perché non si ridistribuivano i migranti – ha detto Di Maio a Porta a porta – Il blocco della Gregoretti non fu un’azione decisa dal governo perché allora la redistribuzione era stata decisa: fu un’azione personale del ministro degli Interni”. Da qui la decisione del capo politico del Movimento: “Voteremo sì alla richiesta di autorizzazione a procedere contro Salvini”.

A questo punto, val la pena ricordare brevemente cosa successe e come si comportarono i protagonisti della vicenda a fine luglio 2019. Quando la Nave Gregoretti arrivò a largo delle coste siciliane con 131 migranti a bordo, lalvini ne impedì lo sbarco per oltre tre giorni, salvo poi concederlo in virtù dell’accordo già esistente con gli altri paesi europei sulla redistribuzione dei migranti. Erano gli ultimi giorni del governo Conte 1, i rapporti tra Lega e Movimento 5 Stelle erano lì lì per disfarsi del tutto. Sul caso Gregoretti, il premier Conte e il vicepremier Di Maio preferirono restare in silenzio, non commentando il comportamento dell’altro vicepremier. E quando a Di Maio chiesero un parere, l’attuale ministro degli Esteri disse: “Non si trattino i nostri militari su quella nave come pirati“, chiedendo “rispetto per loro”. Sottolineando poi che “l’Italia non può sopportare nuovi arrivi di migranti, noi abbiamo dato come Paese e quei migranti devono andare in Europa“. Su Salvini neanche una parola, il che venne letto dai retroscenisti politici come una sorta di vendetta per il sostegno della Lega al Tav. Dopo una settimana cadde il governo.

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