Sanità, la Campania non è più commissariata. Ma ora serve il lavoro di tutti

By Antonio Marfella

La cosa gravissima, e che i freddi numeri non dicono, è che non mancano certo strutture di eccellenza e medici bravi in regione per il tumore al polmone. Ma siamo costretti a registrare un veramente eccessivo numero di mancate diagnosi precoci all’esordio, dovuto alla somma dei fattori patogenetici incidenti (fumo individuale, fumo passivo, Terra dei fuochi, inquinamento da trasporti e traffico eccessivo e fuori controllo).

Ne consegue che le nostre strutture di eccellenza non raggiungono il numero minimo sufficiente di casistiche chirurgiche adeguate, mentre disponiamo dei migliori oncologi del mondo per il trattamento medico (ovviamente ad altissimi costi) dei tumori del polmone avanzati e non più operabili.

Abbiamo urgente bisogno non solo di ragionare con saggezza, razionalità e attenzione sui disastri che conseguono a una totale mancanza, ormai da troppi anni, di controllo del territorio, della sanità e del vivere civile nella nostra regione. Ma abbiamo urgentissimo bisogno di farlo tutti insieme, governo e cittadini, con un minimo di sentimento se non di carità cristiana, almeno della dimenticata pietas latina da cui tutti noi discendiamo.

Nei comportamenti, nei comunicati stampa, nella dichiarazione di “successi” o di tragedie da tutte le parti in causa – governo e cittadini – serve maggiore rispetto reciproco e autentica pietas per riuscire a salvare il salvabile in tempi che si stanno facendo sempre più brevi, come solo Papa Francesco e Greta Thunberg pare si siano resi conto. Gli antichi lo sapevano, il lettore dell’Eneide lo sa bene e lo sapevano i nostri nonni quando ci insegnavano la devozione, il rispetto e la gratitudine verso Dio, verso la Patria e verso la famiglia. Più in generale, il sentimento della pietas è stato ridicolizzato e praticamente distrutto dai social. Ora lo dobbiamo resuscitare, se vogliamo sopravvivere.

Di fatto, non esiste civiltà senza la pietas: smarrire quest’ultima equivale a precipitare nella barbarie. Infatti, quella in cui viviamo non è una civiltà, ma una barbarie costituita dalla continua e pervasiva propaganda mediatica “a tutela e migliore diffusione dell’immagine”, non certo della Verità e tanto meno della salute pubblica. Non possiamo pensare solo a comunicare con soddisfazione sui social e in pompa magna “successi” o “tragedie” che impongono il massimo, silenzioso e “pietoso”, se non “caritatevole”, impegno di ogni politico e di ogni cittadino italiano.

Abbiamo urgentissimo bisogno non solo di statisti veri che sappiamo comprendere la gravità dei numeri che i propri collaboratori forniscono, come nel caso della Campania, ma soprattutto che lo sappiano fare – se non con amore caritatevole per chi soffre – almeno con quella pietas latina che poneva innanzi a tutto la silenziosa soddisfazione di avere fatto semplicemente il proprio dovere.

È con questo spirito che vado divulgando correttamente, affinché li comprendano bene tutti, i dati terribili delle Terre dei fuochi, dalla Campania alla Lombardia. E spero solo di trovare un giorno dei politici che – in guerra come siamo contro il disastro ambientale e quindi sanitario, che sembra ogni giorno di più irreversibile – non mi facciano proclami di gioia né di dolore, ma che affrontando con pietas se non con carità la propria lotta di ogni giorno, non mi assicurino altro che “sangue, sudore e lacrime”. Per vincere e non perdere – come stiamo facendo – la terribile guerra in atto per non distruggere il nostro ambiente e, con esso, la nostra salute.

L’articolo

Oggi, venerdì 6 dicembre, festeggiamo in Campania l’uscita dal commissariamento della nostra Sanità. È un momento storico e bellissimo per chi come me sa bene cosa significhi operarsi di cancro al nord, curato da medici e infermieri di oltre dieci anni d’età media inferiore ai nostri, con strutture in dotazione organica completa e non più che dimezzati, come da noi da ormai troppo tempo.

Il nostro governatore Vincenzo De Luca è felicissimo; con lui lo siamo tutti noi come sanitari. Ma come cittadini e ammalati purtroppo non riusciamo ancora a sorridere. La Campania resta ancora ultima nella valutazione nazionale della segue…

Source: Il Fatto Quotidiano

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