Scrivere è il modo migliore per capire (e cambiare) il proprio mondo

La psicoterapia aiuta ad affrontare molteplici problemi, disturbi e difficoltà personali. Attraverso il colloquio e altri strumenti, gli psicoterapeuti cercano di innescare il cambiamento. Uno strumento molto utilizzato nella terapie psicologiche è la scrittura.

Nei compiti a casa, gli homework, il paziente deve svolgere una serie di esercizi che amplificano il lavoro fatto durante la seduta. In particolare, gli esercizi di autosservazione e la trascrizione dell’autosservazione stessa costituiscono l’asse portante di molte psicoterapie di stampo cognitivista e cognitivo comportamentale.

È riconosciuto da più parti che la scrittura ha un ruolo importante nel favorire uno stato di equilibrio nell’individuo. Per sua natura, la mente umana cerca costantemente di comprendere quello che le accade. Siamo ossessionati da un’esperienza negativa proprio per il costante tentativo di comprenderla. Il modo migliore per farlo è trasformarla in parole. Al contrario il non farlo porta più facilmente a pensarci in continuazione, con un dispendio di energie mentali non impiegabili in altri progetti (Pennebaker e Joshua).

Con l’invenzione della scrittura qualche migliaio di anni fa, i segni perdono il rapporto con le cose per legarsi ai suoni e il linguaggio comincia a essere visualizzato. Con la visualizzazione avviene la separazione tra conoscente e conosciuto, tra la persona che pensa e il prodotto del suo pensiero.

Lo spazio tra chi parla e quello che dice permette la crescita di un sé, di un senso di identità. Se prima dell’alfabeto e della scrittura il problema principale era quello di immagazzinare e gestire l’informazione, con la scrittura il problema principale diventa quello di comprenderne il significato perché quello che una persona scrive rimane scritto, indipendentemente dalla persona stessa. Con il problema del significato nasce una sorta di condivisione comune.

Il linguaggio introduce la capacità di strutturare l’esperienza in sequenze, cioè di costruire un racconto con il susseguirsi di fenomeni, di sequenziare. La concatenazione ordinata di fatti diventa cronologica e il tempo diventa un fattore causale dello svolgersi delle cose. Ogni passaggio determina il successivo e si crea una distinzione tra il mondo interno e il mondo esterno.

Lo spazio del Sé, che si crea con la scrittura, permette lo sviluppo di un linguaggio mentale in grado di articolare il mondo interno, mondo che però è sprovvisto di descrizione: diventa necessario dare un nome a emozioni, sensazioni, attitudini, interessi, metterli in relazione tra loro e costruire categorie concettuali astratte, adatte a ogni epoca (Guidano).

In conclusione, lo scrivere in generale favorisce la presa di distanza dai propri pensieri e sentimenti, la ricostruzione di sequenze in ordine cronologico e con queste la causalità del tempo nell’accadere delle cose. Tutti elementi centrali nel percorso del cambiamento personale.

L’articolo Scrivere è il modo migliore per capire (e cambiare) il proprio mondo proviene da Il Fatto Quotidiano.

 – Leggi

Lascio un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »