Stop alla caccia grossa della cornacchia molesta a Pordenone: il Tar sospende la doppia ordinanza del sindaco
PORDENONE – La caccia grossa alla cornacchia considerata “molesta” a Pordenone è stata per il momento interrotta da un decreto del presidente del Tar del Friuli Venezia Giulia. A darne notizia è la Lega Antivivisezione (Lav) che ha ottenuto la sospensione con effetto immediato delle due ordinanze con le quali il sindaco del capoluogo friulano aveva dato ordine di sopprimere il volatile, che evidentemente in queste settimane difende anche la prole.
Una prima ordinanza firmata da Alessandro Basso porta la data del 29 maggio. Quando si è diffusa la notizia del ricorso dell’associazione ambientalista, il primo cittadino ha firmato una nuova ordinanza, praticamente una duplicazione della precedente, così da vanificare l’istanza al Tar. La Lav, assistita dall’avvocato Alessandro Sperotto del foro di Pordenone, si è rivolta direttamente al presidente del Tribunale amministrativo ottenendo una vittoria. La decisione è arrivata l’8 giugno mentre era in corso un presidio ambientalista in via Damiani a Pordenone. Era iniziato alle 6 e vi hanno preso parte esponenti di Lav, Oipa, Meta e Anonymous for the Voiceless.
“L’abbattimento dell’animale indicato nei provvedimenti impugnati costituirebbe un danno grave e (palesemente) irrimediabile – scrive il Tar – Non appare del tutto convincente l’argomentazione motivazionale secondo cui non si riesca a (e sarebbe addirittura impossibile) conseguire – pur se con l’ausilio della scienza, delle moderne tecniche, dei sofisticati strumenti e dei potenti mezzi (civili e militari) dei quali l’Ordinamento amministrativo può disporre – l’obiettivo di neutralizzare la condotta iper/aggressiva di una cornacchia, senza però giungere all’estremo rimedio del suo abbattimento”.
Era proprio il comportamento dell’uccello, aggressivo nei confronti di chi transita nei pressi del suo nido, ad aver avviato le segnalazioni giunte in municipio. Qualche passante era stato colpito alla testa. Così il sindaco aveva dato incarico alla forestale di provvedere, ordinando “l’intervento straordinario di rimozione forzata dell’esemplare molesto di corvide da attuarsi mediante prelievo selettivo eutanasico”.
“Siamo felicissimi di questo risultato – ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV – la condanna a morte degli animali è sempre inaccettabile, tanto più quando avviene nei confronti di animali selvatici che si comportano come qualsiasi genitore di fronte a possibili minacce verso la prole, un comportamento che adotterebbe anche qualunque essere umano”. Gli ambientalisti invocavano soluzioni alternative rispetto all’abbattimento, in nome di una convivenza pacifica con il mondo animale. “Ora il sindaco Basso faccia immediatamente scaricare le armi e avvii un confronto con le associazioni per individuare insieme una soluzione incruenta e praticabile che rispetti la vita degli animali e garantisca la serenità dei cittadini” ha concluso la Lav.
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