Svizzera, oggi si vota in un doppio referendum per aumentare le tasse sui grandi capitali e legalizzare i matrimoni gay

Oggi la Svizzera è chiamata alle urne: si vota in un doppio referendum per aumentare la tassazione dei grandi capitali e per legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. In realtà, le nozze omosessuali erano state approvate in parlamento già lo scorso anno, ma i partiti conservatori hanno raccolto abbastanza firme – 50 mila – per rimettere in discussione la legge. I sondaggi però indicano – soprattutto da parte di donne e giovani – una netta maggioranza, tra il 63 e il 66%, della popolazione a favore del diritto. Se le previsioni dovessero esser confermate, l’Italia rimarrebbe uno dei pochi paesi europei – insieme a Polonia e Ungheria – a non consentire i matrimoni omosessuali.

All’inizio del 2020 i seggi elettorali svizzeri avevano già segnalato un cambio di sensibilità: un altro referendum aveva infatti reso reato l’omofobia. Un notevole passo avanti – secondo gli analisti – per un Paese in cui, nonostante la depenalizzazione dell’omosessualità nel 1942, la Polizia ha continuato a tenere “registri gay“, come eventuale prova d’immoralità in caso di crimini. Con il voto di quest’anno la Svizzera aggiornerebbe la norma sulle unioni civili del 2007 e potrebbe così allinearsi alle legislazioni di Francia, Germania, Austria, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. Il quesito referendario include anche la possibilità di adozioni congiunte, non solo del figlio del proprio partner. Le coppie di donne avranno inoltre accesso alla donazione di spermatozoi, anche se i figli avranno diritto a conoscere l’identità del padre biologico. Rimangono infatti vietati l‘anonimato per il seme, ma anche la donazione di ovuli e l’utero in affitto. Le unioni civili già registrate si trasformerebbero poi in nozze, garantendo anche diritti come l’acquisizione della cittadinanza, se uno dei componenti della coppia fosse straniero. Il fronte del “No” è sostenuto da un trio di partiti nazionalisti e conservatori, guidato dal partito popolare svizzero di destra (Udc). La sua campagna elettorale si è concentrata prevalentemente sui diritti dei minori, con cartelloni che mostrano bambini in lacrime e slogan che affermano che la nuova legge “ucciderà il padre”. Il governo ha provato a rassicurare, appellandosi ai casi di famiglie omogenitoriali già esistenti.

L’altro quesito è stato presentato invece dai giovani Socialisti e chiede di “sgravare i salari e tassare equamente il capitale per lottare contro le disparità nella ripartizione della ricchezza e dei redditi”. Se approvato, i guadagni provenienti da dividendi, azioni, affitti e interessi sul patrimonio saranno soggetti a un’imposta aggiuntiva, del valore di poco meno del doppio di quella ordinaria. Per un sondaggio del primo settembre le probabilità che il nuovo sistema tributario passi sono in bilico, con il 40% dei voti favorevoli, contro il 55% dei contrari. La maggioranza degli svizzeri ha già votato per corrispondenza e le urne chiuderanno alle ore 12. Si attendono i primi esiti nel pomeriggio.

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