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Coronavirus, Germania per la prima volta oltre gli 11mila contagi in 24 ore. Berlino inserisce 11 regioni italiane nelle zone a rischio

Esplodono i nuovi contagi da coronavirus in Germania, dove per la prima volta è stata superata la soglia dei 10mila casi in un giorno. Positivo anche il ministro della Salute, Jens Spahn, mentre Berlino inserisce gran parte dell’Italia, fra le zone a rischio Covid. L’inserimento vale a partire da sabato prossimo. Intanto la Francia supera il milione di contagi di coronavirus dall’inizio della pandemia e in Russia continua a salire la curva dei contagi, 15.971 nell’ultima giornata con 290 decessi, arrivando così a un totale di 1.463.306 infezioni (il Paese conta circa 144 milioni di abitanti) e più di 25mila vittime.

Germania – Tra le regioni italiane che da sabato entrano nelle zone a rischio Covid ci sono anche Lombardia, Lazio e Toscana. Rientra nella lista anche la provincia di Bolzano. Nell’elenco aggiornato figurano anche Polonia, Svizzera e quasi tutta l’Austria. Le regioni italiane ritenute a rischio dalla Germania sono: Val d’Aosta, Umbria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Veneto, Lazio, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Sardegna e la provincia di Bolzano-Sudtirolo. Stando alle regole in vigore, chi rientrerà da questi luoghi dalle ferie autunnali, dovrà fare una quarantena di 14 giorni o sottoporsi a un test per il Covid all’arrivo in Germania. L’Istituto Robert Koch ha segnalato 11.287 nuovi infetti in 24 ore, oltre 4mila in più rispetto a ieri. Il record finora era stato segnato sabato scorso, con 7.830 contagi. Numeri che portano il Paese guidato da Angela Merkel a 392.049 casi dall’inizio della pandemia con 9.905 vittime. 306.100 i pazienti guariti. Così come in Italia, però, i dati non sono paragonabili a quelli della scorsa primavera, dal momento che attualmente si fanno molti più test. Ma l’allerta resta altissima, perché la pressione sugli ospedali continua ad aumentare in tutta Europa. Sempre in Germania ieri è risultato risultato positivo il ministro della Salute, Jens Spahn, anche se Berlino ha fatto sapere che l’esecutivo non andrà in quarantena. Proprio lui, in giornata, aveva chiarito: “Non vedo al momento la possibilità di un secondo confinamento nel senso stretto cui si fa sempre riferimento”.

Ucraina – Segna numeri record, con 7.053 nuovi contagi e 116 decessi. Anche qui è record: per la prima volta è stata superata quota 7mila. Stando ai dati del ministero della Salute di Kiev, i casi registrati nel Paese dall’inizio dell’epidemia salgono così a 322.879, mentre le persone decedute a causa del morbo sono ufficialmente 5.927.

Sudamerica – Non va meglio in Sudamerica: le autorità sanitarie dell’Argentina hanno annunciato che nelle ultime 24 ore anche qui è stato registrato l’ennesimo record, con 18.326 casi che hanno portato il totale generale a 1.037.325. Lo scrive oggi l’agenzia di stampa Telam. Il ministero della Salute di Buenos Aires ha poi precisato che vi sono stati altri 423 morti, che hanno fatto salire il bilancio generale a quota 27.519. Fra i contagiati, inoltre, 4.573 sono ricoverati nei reparti di rianimazione, con una occupazione dei letti del 64,4% sul territorio nazionale, e del 63,1% nell’area metropolitana della capitale. Il rapporto ministeriale segnala una situazione sanitaria al limite della saturazione nelle città di Viedma e Rosario. Attualmente l’Argentina è al quinto posto al mondo per numero di contagi, dopo Stati Uniti, India, Brasile e Russia.

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Trova un gattino per strada e lo adotta: dopo due mesi va dal veterinario e scopre che è un puma

Quando ha visto per strada quei due gattini ha pensato che fossero stati abbandonati e non ci ha pensato due volte a portarli a casa a casa con sé, adottandoli. La femmina purtroppo era troppo debole e non è sopravvissuta ma il maschio, invece, ce l’ha fatta ed è stato chiamato Tito. Il piccolo felino era molto vivace e così un giorno, due mesi dopo, si è fratturato una zampa mentre giocava e così la sua padrona l’ha portato dal veterinario. Una volta lì però, ha fatto una scoperta: quello che aveva tra le braccia non era un cucciolo di gatto ma di jaguarundi, un felino di medie dimensioni diffuso dal Texas al Sudamerica e appartenente alla famiglia dei puma.

È quanto successo a una adolescente argentina, Florencia Lobo, nella provincia di Tucuman: “Ero convinta fosse un gatto ma appena l’ha visto il veterinario – ha raccontato ai quotidiani locali – ci ha detto che non sapeva di che animale si trattasse. Di certo non era un gatto normale”. La donna ha poi contattato la riserva naturale “Horco Molle”, dove hanno confermato che non si trattava di un semplice gatto, ma di un puma jaguarundi. Il “suo” Tito è stato così portato nella riserva dove ha ricevuto cure mediche necessarie e presto sarà reinserito nel suo habitat naturale: “Questi animali non sono animali domestici, devono stare nel loro habitat. Anche se sembrano innocui ed è facile affezionarsi, non devono stare nelle nostre case”, ha spiegato l’ente argentino per la protezione degli animali condividendo in un post su Facebook le foto di Tito.

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