Archivio Tag: Campania

Giletti contro De Luca: “Solo chiacchiere e distintivo. Vada negli ospedali e non predichi dietro una scrivania comoda dicendo cazzate”

Doppio intervento di Massimo Giletti nei confronti del presidente della regione Campania Vincenzo De Luca nel corso dell’ultima puntata di Non è l’Arena (La7). Prima facendo i conti in tasca alla sanità campana e accusando De Luca di non dire la verità sui fondi effettivamente a disposizione: “Lei governa una regione importante per questo paese, dovrebbe dire la verità, invece è solo chiacchiere e distintivo”. Poi sul tema della scuola: “La scuola ci permette di formare quelli che saranno i dirigenti di questo Paese, tenere a casa ai ragazzi è un danno enorme che facciamo a loro e a tutto il Paese. Basta con chi ha successo con frasi inutili, chi amministra un Paese dovrebbe stare zitto e andare negli ospedali a vedere cosa non funziona. Non a predicare dietro una scrivania comoda dicendo cazzate!”

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Napoli, tampone gratis o a prezzi ridotti al rione Sanità: “18 euro per un test. Solo con costi accessibili si può fare screening di massa”

Al via nel popoloso rione Sanità di Napoli la prima campagna di screening per il Covid dedicata alle fasce più deboli. “È una doppia iniziativa – spiega Angelo Melone presidente dell’Associazione Sa.Di.Sa – Sanità diritti in salute – il tampone solidale, che offriamo a un costo di 18 euro ed il tampone sospeso, ossia accettiamo donazioni per consentire a chi non può permettersi i 18 euro di poter comunque effettuare il tampone. Siamo convinti che soprattutto in questa fase sia necessario uno screening di massa che però può essere posto in essere solo con prezzi accessibili. A Napoli il costo dei tamponi nei laboratori privati è troppo alto e molte famiglie non possono permetterselo, mentre con il pubblico invece i tempi di attesa sono spesso troppo lunghi”.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Sa.Di.Sa e dalla Fondazione San Gennaro è stata realizzata attraverso la sinergia con altre realtà del territorio. “I tamponi sono certificati – spiega Melone – abbiamo uno staff di medici, infermieri e un biologo, ma è un progetto che è stato possibile grazie alla partecipazione di farmacie, attraverso le quale abbiamo potuto effettuare gli ordini dei tamponi, ma anche grazie al supporto del presidente della Municipalità 3 Ivo Poggiani e di don Antonio Loffredo, parroco del rione Sanità. Poi i ragazzi del quartiere, in molti ci hanno contattato solo per rendersi utili con le prenotazioni e le donazioni”. Oggi, martedì 17 novembre, sono partiti i primi test all’interno della basilica di San Severo fuori le mura in Piazzetta san Severo a Capodimonte. “Ci stanno arrivando centinaia di richieste, sia di prenotazione che di donazione – racconta la vicepresidente di Sa.Di.Sa. Giada Filippetti Della Rocca – noi abbiamo preparato tutto nel rispetto delle normative. Le persone si prenotano attraverso il numero dedicato e così facendo riusciamo a evitare assembramenti. All’interno della struttura ci sarà poi un percorso di accesso e uno di uscita”. Il progetto prevede di effettuare migliaia di tamponi nelle prossime settimane. “Utilizzeremo dei test antigienici rapidi – spiega Stefano Viglione – che serviranno ad effettuare uno screening di massa, ne prevediamo almeno 50 o 100 al giorno. I casi positivi verranno comunicati all’Asl e scatterà la quarantena. La volontà è anche quella di aiutare la sanità pubblica e privata con l’enorme richiesta di tamponi”. Un progetto, destinato a diffondersi in altri quartieri della città. “Arrivano telefonate da tante zone di Napoli – dice Roberto Granatiero – già ci stiamo organizzando per estenderlo nelle aree limitrofe”

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Caro governatore De Luca, nessun colpo di grazia a chi dovrà ricostruire: faccia presto!

L’emergenza coronavirus sta letteralmente disintegrando le sicurezze economiche di molte categorie. È un intero circuito che salta e che si trova a fare sacrifici. Da un lato la chiamata ai saccheggi dei supermercati di chi vive senza un reddito può essere la spia di un problema di tenuta sociale, soprattutto nel Mezzogiorno. Dall’altra le preoccupazioni degli industriali di fronte all’incertezza sulla riapertura di tante aziende.

Questo periodo passerà, sicuramente. E quando ne usciremo, dovremo essere noi giovani, forze fresche, insieme alla generazione dei nostri genitori a ricostruire. Nel frattempo questi due attori, che saranno protagonisti, devono essere protetti. Mi permetto una proposta utile, che può dare un po’ di ossigeno immediato. È una esigenza che da qualche giorno, dato che siamo alla fine del mese, molti miei coetanei e le famiglie iniziano ad avvertire.

Caro Vincenzo De Luca: istituisca, come Regione, un bonus che consenta di coprire i canoni di locazione agli studenti universitari campani, fuori regione e non, che sono dovuti rientrare nei comuni di residenza. Si muova con i sindaci, instaurando una solida collaborazione istituzionale e ponendo fine ad un dibattito pieno di polemiche come quello delle ultime settimane. Per evitare che in Campania e nei suoi piccoli centri, tra qualche settimana, ci siano difficoltà serie.

Le famiglie, non avendo un salario o uno stipendio che entra e vivendo già in zone depresse, hanno bisogno immediatamente di soldi per mettere il piatto a tavola. Si inizi da ora. Perché finita l’emergenza e sconfitto il virus, si dovranno adottare delle scelte. Bisognerà elencare delle priorità, perché le risorse saranno scarse. E sarà necessaria tutta l’autorevolezza possibile.

Certo, il coronavirus colpisce tutti ma non diamo il colpo di grazia a chi sarà indispensabile per la ricostruzione. Faccia presto!

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Alluvioni, più di cent’anni fa il nubifragio di Cetara. E oggi, come ieri, la storia si ripete

Tutta la Campania era stata battuta da un violento nubifragio, che aveva prodotto enormi colate detritiche. Poiché in principio era sembrato che il disastro avesse colpito solo l’isola di Ischia, il telegrafo di una caserma della Guardia di Finanza aveva avvertito con molto ritardo il presidente del Consiglio: una catastrofe ben peggiore di quanto valutato sul momento!

All’inviato del Corriere della Sera il segretario comunale di Cetara aveva detto: “Il disastro è immane, spaventoso e terribile. Il fiume che attraversa il nostro sventurato paese, ingrossatosi nella notte sotto la furia dell’uragano, ha travolto tutte le case dalla parte alta del paese. Non possiamo precisare il numero delle vittime”.

Questa non è la cronaca del disastro che ha colpito la costiera amalfitana il 20 dicembre 2019, ma il racconto della catastrofe che sconvolse la costiera nell’ottobre del 1910. Venticinque morti a Maiori, mentre se ne contavano più di cento a Cetara, “una tomba che non renderà più i suoi morti” come scrisse l’inviato Guelfo Civinini sul Corriere della Sera. Con la Croce Rossa e i militari arrivarono anche i fotografi della rivista più importante e moderna dell’epoca, L’Illustrazione Italiana.

Fu la prima alluvione documentata da fotografie diffuse dai media. Le foto mostrarono le strade del paese ricoperte dal fango e le case distrutte dalle colate detritiche innescate dal nubifragio, provocando una forte emozione in tutta la nazione. Non era stata ancora inventata la pellicola e le riprese richiedevano una lunga esposizione, giacché gli scatti erano impressi su lastre ortocromatiche che non riproducono bene le diverse tonalità di grigio.

A proposito dell’alluvione nella costiera amalfitana del 1954, Indro Montanelli scrisse sul Corriere della Sera che “forse qui (nella bellezza naturale di questa costa) l’origine della tragedia. Gente che vive 360 su 365 giorni dell’anno in un simile scenario non è invogliata a prevedere i disastri; e, quando il disastro arriva, ne è colta fatalmente alla sprovvista”. Sembra di leggere il copione di un cine-panettone. Ignaro che non c’è luogo al mondo dove le bombe d’acqua hanno fatto tante vittime e tanti danni come in quella magica costiera, Montanelli non ha neppure fatto a tempo a ingoiare un nuovo sintagma: bombe d’acqua.

Manlio Casaburi, giornalista salernitano che scriveva su Il giornale della Provincia, riuscì a intrufolarsi nel codazzo del sovrano in visita pastorale. Scrisse: “Il Re, con passo svelto, tra Sua Eccellenza Sacchi e il Prefetto, comincia a salire verso la parte alta del paese, soffermandosi spessissimo a guardare i crepacci e le spaccature dei palazzi […] Guarda con evidente impressione il terribile disastro e, poiché vede che l’altezza del materiale che ha seppellito Cetara raggiunge il secondo piano dei palazzi, rivolgendosi al Prefetto, gli domanda: ‘Ma è ghiaia questa?’ E il prefetto: ‘Sì, tutta ghiaia, Maestà’. Al suo ritorno a Roma, sconvolto da quello spettacolo di distruzione, Vittorio Emanuele mise subito a disposizione del Presidente del Consiglio dei Ministri cinquantamila lire per gli aiuti e la ricostruzione”.

Il Corriere della Sera del 24 ottobre 2010 diede ampio risalto alla notizia, aggiungendo nell’occhiello: “Il Papa invia cinquemila lire a favore delle vittime”. Tra Chiesa e Stato non c’era ancora stato il disgelo finale dei Patti Lateranensi. Ma, questa volta, il Pontefice si era astenuto dall’invocare il castigo di Dio, come aveva fatto in occasione dell’alluvione romana del dicembre 1870.

Pochi giorni fa ho pubblicato una raccolta di scritti e dialoghi in tema di Disastri, una edizione aggiornata a tutto il 2019. Anno in cui le notizie sui disastri alluvionali si sono avvicendate a cadenza quasi giornaliera nei cinque continenti. Nel dialogo iniziale che si svolge tra un folletto e uno gnomo, di palese ispirazione leopardiana, il folletto risponde allo gnomo in merito alla questione della responsabilità.

Gnomo: Finalmente qualche idea sensata, ma solo un’idea, un bimbo mai nato, nevvero?
Folletto: Tutti costoro si sono comportati come i personaggi di una poesia di Charles Osgood sulla responsabilità. Più o meno, racconta la storia di quattro persone: Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

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