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Emergenza caldo in tutta Europa, incendi fuori controllo in Catalogna. Italia, 3 morti per malore. Venerdì bollino rosso in 16 città









Incendi, decessi per malori e allarme per i livelli di ozono. Sono già molti i danni provocati dal caldo intenso che ha colpito l’Europa e che è destinato a prolungarsi anche nei prossimi giorni. Nella regione della Catalogna, in Spagna, circa 350 vigili del fuoco e sette aerei stanno fronteggiando l’incendio peggiore degli ultimi vent’anni, che sta mettendo in pericolo più di 20mila ettari di boschi e colline. In Italia, invece, sono già tre le vittime del caldo: un anziano è morto a causa di un malore nella provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, un clochard di 70 anni è deceduto vicino alla stazione di Milano Centrale, mentre in Veneto una terza persona è stata vittima di colpo di calore. Ma i problemi maggiori rischiano di arrivare nei prossimi giorni. In Veneto, il caldo ha provocato l’innalzamento delle concentrazioni di ozono oltre la soglia di sicurezza. Questo significa che “sussiste un rischio per la salute umana” anche in caso di “esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione”, come anziani, bambini, donne in gravidanza e persone affette da disturbi respiratori. Intanto, in 16 città, da Bari a Milano è scattato il bollino rosso per venerdì, mentre Regioni come Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Sardegna si sono mobilitate con piani di prevenzione e appelli alla sicurezza.

Caldo e vento alimentano le fiamme in Catalogna
È il peggior incendio degli ultimi due decenni quello scoppiato nel nord-est della Spagna, in Catalogna. Secondo le autorità, la zona colpita dalle fiamme è di 5.500 ettari, ma per il ministro degli Interni regionale, Miquel Buch, 20mila ettari sono in pericolo. Circa 350 pompieri stanno combattendo contro le fiamme dalla scorsa notte e a loro si è unita una squadra militare di 120 specialisti. Secondo le prime ricostruzioni, la causa dell’incendio è stata un deposito di concime immagazzinato in maniera impropria. Le fiamme sono divampate mercoledì pomeriggio vicino al villaggio di Torre del Espanol. I vigili del fuoco hanno dichiarato che le alte temperature e un calo nel livello di umidità alimenterà l’incendio, destinato quindi a diffondersi rapidamente. “Le difficoltà sono tali che non possiamo parlare di un incendio in fase di controllo o spegnimento. Al contrario, siamo in una fase in cui il fuoco avanza”, ha spiegato Buch. Nel frattempo, nel sud della Francia si è toccato il record storico per il mese di giugno: a Saint-Julien-de-Peyrolas i termometri hanno toccato i 41,9 gradi.

Tre decessi in Italia e un bimbo salvo per miracolo
Sono due gli anziani morti per malori probabilmente legati alle temperature registrate oggi. Il corpo di un uomo di 82 anni è stato trovato questa mattina nelle campagne delle Marche, tra Acquaviva Picena e San Benedetto del Tronto. L’uomo, scomparso la sera prima, era cercato da carabinieri e vigili del fuoco. A Milano, un clochard di 70 anni, di origini rumene, è stato colto da un malore questa mattina davanti alla Stazione centrale. Soccorso da alcuni passanti, che hanno chiamato il 118, l’uomo è morto prima dell’arrivo dei soccorsi. Sembra che fosse affetto da cardiopatia. Nel Veneto, in provincia di Verona, dove c’erano 38 gradi, una terza persona è deceduta a causa di un colpo di calore. Un bambino di Cremona, invece, è stato lasciato in macchina sotto il sole in un parcheggio del centro commerciale di Gadesco Pieve Delmona. L’auto aveva i finestrini alzati ed era chiusa a chiave. Fortunatamente, una guardia giurata l’ha visto ed ha rotto il finestrino per salvarlo. Il piccolo è stato portato all’ospedale e non è in pericolo di vita. Dalle indagini risulta che la madre, di origini cinesi, lo aveva lasciato allo zio, di 24 anni, che era entrato nel centro commerciale per acquistare delle lattine di birre. Ora il giovane rischia una denuncia per abbandono di persone minori o incapaci.

Allarme ozono in Veneto
Le altissime temperature registrate in Veneto hanno provocato l’innalzamento delle concentrazioni di ozono ad un livello tale da giungere al superamento della soglia di sicurezza, di 180 microgrammi per metro cubo, definita dalla normativa come il “livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione”, ad esempio anziani, bambini, donne in gravidanza, persone affette da disturbi respiratori. Mercoledì 26 giugno, si sono registrati superamenti della soglia di informazione in nove centraline di quattro diverse province. Le concentrazioni di ozono hanno superato la soglia di sicurezza  a Verona, TrevisoBoscochiesanuova (Verona), Pieve d’Alpago (Belluno), Cinto Euganeo (Padova), Conegliano (Treviso), Este (Padova), Legnago (Verona) e San Bonifacio (Verona). Tra venerdì e sabato, però, le correnti nord-orientali potrebbero determinare un contenuto calo delle temperature, diminuendo almeno in parte la formazione di ozono.

La situazione nei prossimi giorni
La fase più calda, comunque, è solo all’inizio. Venerdì si venerdì si raggiungeranno picchi da primato con temperature massime che schizzeranno fino a toccare valori prossimi ai 42-43 gradi sul Nord Ovest e intorno ai 39-40 gradi sul resto del Nord e in alcune aree del Centro. Saranno sedici le città, secondo il ministero della Salute, da bollino rosso: Bolzano, Brescia, Firenze, Perugia, RietiRoma, Bari, Bologna, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. In queste città è allerta di livello 3, la più alta, che scatta in presenza di “condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”. Bollino “arancione”, invece, ad Ancona, Cagliari, Campobasso e Genova. È allarme anche per i 50mila senza tetto. E mentre la Coldiretti conta i danni per frutta e verdura, a Bologna si attiva un sistema di tutela anziani con numeri verdi e monitoraggi continui. Con il caldo si sono registrati anche boom di ricoveri che aumentano i disagi negli ospedali e i pronto soccorso a causa della carenza di medici e infermieri. Un lieve miglioramento dovrebbe arrivare solo a partire dal weekend: una brezza al Nord dovrebbe abbassare le temperature di circa 5 gradi.

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Catalogna, chiuso processo ai leader indipendentisti. Procura chiede 25 anni per Junqueras

La sentenza è attesa in autunno e tra i 12 imputati, di cui 9 in carcere, c’è anche Oriol Junqueras, l’ex vicepresidente della Generalitat nonché eurodeputato, che rischia 25 anni per ribellione. Perché per la Procura di Madrid l’organizzazione del referendum sulla secessione e la successiva dichiarazione di indipendenza della Catalogna è stato un vero e proprio colpo di Stato. Il verdetto del Tribunale supremo arriverà dopo l’estate, ma gli imputati hanno già in mente di appellarsi alla Corte europea dei diritti umani. Per quattro mesi i giudici hanno esaminato il ruolo degli imputati, tra leader e attivisti catalani, nell’ottobre del 2017. Junqueras, nella sua dichiarazione finale, ha affermato che “votare e difendere la repubblica non può essere considerato un crimine“, e poi ha lanciato un appello a “tornare alla politica“, perché la questione dell’indipendenza della Catalogna non può essere affrontata in un tribunale.

Lui è il principale imputato, in assenza dell’ex presidente del governo catalano, Carles Puigdemont, che è fuggito in Belgio. E anche lui, come Junqueras, è appena stato eletto europarlamentare. Oggi, per l’udienza finale, si sono alternati in aula tutti e 12 i leader indipendentisti alla sbarra, tra i quali la ex presidente del parlamento catalano Carme Forcadell e i leader della società civile Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, promotori del referendum secessionista del primo ottobre 2017. E tutti hanno fatto appello ad una soluzione politica. Secondo Jordi Sanchez “non è stata una giornata di violenza”, ma “un atto di protesta e disobbedienza“.

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