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Autonomie, fumata nera dopo vertice a Palazzo Chigi: “Incontro positivo”. La Lega propone Bagnai ministro Affari Europei

Fumata nera dopo un vertice affollato a Palazzo Chigi e che aveva al centro del dibattito le Autonomie. I ministri si incontreranno di nuovo lunedì 8 luglio nel primo pomeriggio. Oltre al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, all’incontro hanno preso parte anche i ministri Giovanni Tria, Barbara Lezzi, Erika Stefani, Enzo Moavero Milanesi, Riccardo Fraccaro, Danilo Toninelli, Lorenzo Fontana, Alberto Bonisoli, Sergio Costa, Giulia Grillo, Elisabetta Trenta e Marco Bussetti. “Il mio testo è pronto da mesi”, ha dichiarato il leader leghista entrando al summit, spiegando che il documento “può essere modificato”. Poi ha annunciato anche che chiederà al capo del governo tempi brevi per la nomina di un ministro per gli Affari Europei: “Va fatto subito”. Secondo indiscrezioni, per la carica il Carroccio ha proposto Alberto Bagnai.

Autonomie: “Il testo è pronto da mesi”. Accordo su fondo di perequazione
Il capo del Carroccio cerca di stringere i tempi sulle Autonomie, ma non mette paletti sulla discussione che seguirà alla diffusione della prima bozza. “Il mio testo è pronto da mesi”, ha detto entrando in riunione. E a chi gli chiede se è disposto ad accettare modifiche alla sua proposta risponde: “Il Cdm dovrà approvare un’intesa che dovrà essere sottoposta alle Regioni, perché sono le Regioni a essere protagoniste e devono dire sì o no. Poi il Parlamento potrà discutere, ci son le commissioni che possono approfondire, suggerire, modificare. Per carità di Dio. Ma se dal Cdm non esce un testo, di cosa stiamo parlando? L’importante è che esca un testo“. Parole che il vicepremier aveva già pronunciato in mattinata, quando aveva annunciato: “Ho pranzato adesso con Zaia e Fontana, è da tempo che siamo pronti, speriamo che questa sia l’ultima riunione”.

Nella prima ora di colloqui, raccontano fonti di governo, è stato soprattutto il tema delle risorse e la ricerca di un meccanismo che non porti squilibri tra Nord e Sud al centro del dibattito. Il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, uscendo in anticipo dal vertice, ha rilasciato brevi dichiarazioni: “La riunione è in corso, è finita la parte finanziaria adesso si parla di competenze e deleghe – ha detto – Nessun intoppo, anzi, va molto bene”.

Secondo fonti di governo citate da Adnkronos, durante il vertice sarebbe stata raggiunta un’intesa per introdurre il fondo di perequazione, vale a dire un meccanismo che consenta di raccogliere e ripartire tra tutte le regioni eventuali extra gettiti.

Si parlerà anche del ministro agli Affari Europei: “Lega propone Bagnai”
Oggi Matteo Salvini ha anche annunciato che avrebbe proposto a Giuseppe Conte un nome per la carica di ministro agli Affari Europei, poltrona rimasta vacante dopo che Paolo Savona è diventato presidente della Consob. “Sicuramente stasera discuteremo anche della nomina del ministro agli Affari europei – ha dichiarato il leader del Carroccio – È urgente perché sta nascendo la nuova Europa e non possiamo non esserci”. All’uscita dal vertice, fonti fanno sapere all’Adnkronos che la Lega ha proposto Alberto Bagnai per la carica.

Il ministro dell’Interno ha anche detto che, comunque, l’annuncio non arriverà sicuramente stasera “ma ne parlo con Conte e Di Maio che sono alla riunione sulle autonomie. Prima si fa e meglio è”. Per il commissario europeo che l’Italia dovrà nominare “c’è più tempo – continua Salvini -, quello si va a discutere più avanti”.

“Vertice positivo, fatti passi avanti. Mancano alcuni aspetti”
La prima a uscire dal summit di governo è il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, che assicura: “È andata bene ci sono stati dei passi in avanti. Stiamo costruendo una proposta che rispetti tutti i dettami costituzionali. Abbiamo trovato la quadra su alcuni aspetti, su altri no”.

Anche il sottosegretario agli Affari Regionali, Stefano Buffagni, parla di incontro positivo e assicura: “Si lavora, si lavora. Stiamo parlando di temi importanti, di cose che possono influenzare la vita delle persone e quindi credo sia importante prendere tempo”.

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Governo, rinviato anche l’assestamento di bilancio. Tria al G20 di Osaka per chiudere la trattativa con l’Ue

Un Consiglio dei ministri svuotato, dove alla fine saranno discussi prevalentemente i provvedimenti in scadenza. La riunione che doveva dare il via alla risposta italiana contro le evidenze sollevate da Bruxelles per evitare la procedura d’infrazione si trasforma in un nulla di fatto: il ddl di assestamento di bilancio non sarà al tavolo del cdm in programma questa sera. Il governo infatti ha scelto un’altra strategia: come fanno sapere del ministero dell’Economia, Giovanni Tria porterà in via informale la sua proposta ‘anti-procedura’ a un incontro che ci sarà venerdì a Osaka tra i ministri finanziari europei, a margine del G20. Il titolare del Tesoro incontrerà i colleghi e il commissario Ue Pierre Moscovici, in vista della riunione della Commissione Ue del 2 luglio, e “ci sarebbero le premesse” per chiudere un accordo. Anche per questo motivo, spiegano le stesse fonti del Mef, è stato rinviato, a lunedì prossimo, il via libera all’assestamento di bilancio.

“Vogliono andare a Osaka e vogliono farlo dopo” il G20 in Giappone, ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, riferendosi implicitamente al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia. Un cambio di programma deciso dopo le tensioni nella maggioranza esplose nel vertici di martedì sull’autonomia: la Lega voleva a tutti i costi portare il testo sull’intesa con le Regioni proprio nel Consiglio dei ministri di oggi, ma il M5s ha frenato e chiesto un ulteriore momento di condivisione. L’effetto domino ha portato al mancato accordo anche sul dossier Autostrade e ora al rinvio dell’esame dei conti. Il premier, che fin da subito si è intestato la guida della trattativa con Bruxelles insieme a Tria, ha preferito che il documento venisse prima portato in via informale all’attenzione dell’Europa.

L’assestamento di bilancio che doveva essere discusso è infatti il documento che il ministro dell’Economia presenta alle Camere entro il 30 giugno di ciascun anno e che appunto “assesta” i conti dopo il primo semestre, correggendoli rispetto a quelle che erano le previsioni della manovra. In questo caso il ddl si inseriva però in un pacchetto messo a punto dal Mef, insieme a un dossier di tecnico, da presentare alla Commissione Ue dimostrando una riduzione del deficit significativa, fino a 8 miliardi, frutto dei dividendi di Cdp e Bankitalia, delle maggiori entrate per la fatturazione elettronica e le operazione di recupero fiscale, così come delle minori spese per reddito di cittadinanza e quota 100.

Il dossier dovrebbe dare maggior peso alla posizione italiana, tanto che ieri (martedì, ndr) lo stesso ministro Tria si era mostrato per la prima volta ottimista: “Non vedo ostacoli per un accordo”. Un ottimismo ribadito oggi dal Tesoro, convinto che i numeri saranno decisivi sul tavolo del negoziato con la Ue. Dopo il G20 di Osaka, i prossimi appuntamenti saranno la decisione della Commissione Ue del 2 luglio e poi l’Ecofin del 9 luglio. Al termine dei vertici in Giappone, il ddl di assestamento dovrebbe tornare sul tavolo del Consiglio dei ministri per il primo luglio, probabilmente accompagnato da una relazione al Parlamento, come ha spiegato il sottosegretario Giorgetti.

Sullo sfondo restano le divisioni del governo su autonomia e Autostrade, i due argomenti che resteranno tabù nel Cdm di questa sera. L’immagine di stallo è emersa dai due vertici notturni di ieri a Palazzo Chigi: fumata nera sull’autonomia, nessuna decisione su Autostrade. Trapela dal Carroccio una forte irritazione per il nuovo stop al tema caro alle regioni del Nord. Per il M5s i temi critici sono la scuola, i trasferimenti fiscali dallo Stato alle Regioni e i trasporti. “Io pretendo un minimo di serietà, la stessa schiettezza con la quale noi esponiamo le nostre richieste. Se una parte del Governo non è disposta ad andare avanti con questa riforma lo dica chiaramente, è inutile tirare fuori delle scuse infantili come ‘non è scritta bene’. Non si vengano a tirare fuori questioni inesistenti. Poi noi trarremo le conseguenze del caso”, ha commentato il governatore Attilio Fontana.

Mentre resta latente il tema Tav, altro argomento sul quale Lega e Cinquestelle hanno opinioni opposte. La coordinatrice del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova, ha dichiarato che “il progetto continua“, seppur nel “pieno rispetto per le decisioni di ogni governo”. Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, si è affrettato a ribadire che “non è partito alcun bando, si tratta di manifestazioni d’interesse da parte di eventuali imprese, che durerà tre mesi, ed ha la clausola del recesso senza oneri e senza alcuna motivazione da parte dello Stato interessato”. Martedì Salvini era stato chiaro sulla Torino-Lione: “Spero che la lezione delle Olimpiadi sia servita”.

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Governo, dopo il Consiglio dei ministri Conte invia la lettera all’Unione europea: ‘Serve fase costituente per nuove regole’

La promessa di Giuseppe Conte era quella di un Consiglio dei ministri “interessante”. E al termine della riunione di governo fonti di Palazzo Chigi hanno annunciato che è stata inviata la lettera del premier indirizzata agli altri 27 Paesi membri Ue, al presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker e al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Un testo dai contenuti politici, come aveva anticipato Conte, che nel piano del governo è il primo passo la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Il premier sottolinea ai leader europei la necessità di aprire “una ‘fase costituente‘ per ridisegnare le regole delle nostre società e delle nostre economie”. Tradotto: l’Italia si impegnerà a rispettare i vincoli attuali, ma ora vanno cambiati.

Conte spiega che l’Italia “non intende sottrarsi” alle regole del Patto di stabilità e crescita “né intende reclamare deroghe o concessioni rispetto a prescrizioni che, finché non saranno modificate, sono in vigore ed è giusto che siano tenuto in conto dai Governi di tutti gli Stati membri”. Allo stesso tempo però il governo italiano “con la medesima determinazione” avverte “l’urgenza e la necessità di stimolare che miri a ridefinire la governance economica dell’Eurozona e dell’Unione, che non si è dimostrata adeguata ad assolvere i compiti per i quali era stata pensata”, si legge ancora nella lettera del premier.

Conte ha voluto accelerare i tempi e al Consiglio dei ministri ha portato insieme al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, una prima bozza del ddl di assestamento di bilancio. Con il ddl, l’intenzione di Conte è quella di preparare una risposta più concreta all’Europa e certificare che l’indebitamento netto del 2019 sarà quantomeno intorno al 2,1/2,2% del Pil, sotto il 2,5% stimato dalla Commissione Ue. Al momento però non è noto se l’esecutivo abbia trovato un’intesa sul testo.

Lo scontro M5s-Lega sul decreto Crescita
Il Cdm che deve preparare lo schema numerico, infatti, è iniziato con un’ora di ritardo. Il premier non aveva fatto i conti con il nuovo scontro tra M5s e Lega che si è consumato alla Camera. Il Carroccio voleva inserire nel decreto Crescita un emendamento sui fondi europei per il Sud. Il M5s si è messo di traverso con la ministra Barbara Lezzi. La discussione a Montecitorio è rinviata a giovedì su richiesta del relatore pentastellato Raphael Raduzzi. Al termine del Cdm, fonti della Lega hanno annunciato che un accordo è stato trovato e che il testo tornerà in commissione per modifiche meramente tecniche. E le stessi fonti del Carroccio sottolineano che “la prossima settimana” il testo sulle Autonomie approderà in Consiglio dei ministri,  oltre a essere stilato un impegno a tutelare i 15mila lavoratori Ilva. Fonti del Movimento 5 stelle precisano invece che l’emendamento della Lega al dl Crescita verrà “stralciato” e che il testo sulle Autonomie approderà in Cdm solo dopo la discussione della riforma in un tavolo politico ad hoc, dove bisognerà sciogliere i nodi ancora presenti.

Approvato il ddl Cantierambiente voluto da Costa
Intanto questo Cdm, terminato poco dopo le 22.15, ha approvato anche il ddl Cantierambiente, ovvero le disposizioni per il potenziamento e la velocizzazione degli interventi su dissesto idrogeologico e sulla salvaguardia del territorio. Il provvedimento, voluto fortemente dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, realizza gli obiettivi indicati nel Piano ‘Proteggi Italia’, consentendo di spendere i 6,5 miliardi di euro che costituiscono il Piano Marshall contro il dissesto. L’obiettivo del provvedimento, si legge in una nota del ministero dell’Ambiente, è quello “di ridurre la burocrazia, semplificare i passaggi amministrativi, anticipare i fondi per la progettazione, affiancare le regioni, programmare cicli di interventi per la messa in sicurezza del territorio”. Via libera del Cdm anche alla nomina, su proposta del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone come nuovo capo di stato maggiore della Marina.

Il vertice sulla Giustizia con Bonafede e Buongiorno
Tempi dei processi dimezzati e sanzioni per i magistrati che non li rispettano, ma anche interventi sul Consiglio superiore della magistratura, con una stretta sulla meritocrazia come criterio per le nomine e per gli avanzamenti di carriera e un tetto al compenso dei togati. Questi i principali argomenti sul tavolo del vertice sulla giustizia, iniziato in tarda serata a Palazzo Chigi e a cui partecipa il premier, i vice Salvini e Di Maio, assieme ai ministri Bonafede e Buongiorno. Oltre alla riforma dei processi civile e penale, su cui da tempo lavora il Guardasigilli, entrano nel dossier dunque anche i temi legati allo scandalo che ha coinvolto il Consiglio superiore della magistratura, con gli incontri tra toghe e politici per distribuire i posti ai vertici delle principali procure italiane, emersi dall’inchiesta di Perugia.

L’annuncio di Conte prima del Consiglio dei ministri
“Abbiamo in animo con il ministro Tria una bozza di assestamento in modo da certificare il monitoraggio positivo dei conti pubblici, del quadro di finanza e in modo da avere un ulteriore documento ufficiale da portare ai nostri interlocutori”, ha spiegato Conte. L’obiettivo è quello di dimostrare “che abbiamo le nostre previsioni e stime ad avere il sopravvento rispetto ad altre stime che non corrispondono ai reali flussi di cassa“, ha aggiunto il premier da Palazzo Madama. Prima di lasciare il Senato ha però specificato che “questa sera inizieremo la discussione dell’assestamento di bilancio, se non riusciremo a completare ci aggiorneremo“.

Il governo vuole avere in mano dati concreti, come chiesto dalla Commissione, il prima possibile. Questa mattina c’è stato il vertice economico convocato a Palazzo Chigi con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria proprio per definire una linea nella trattativa con Bruxelles.  Anche se oggi è stato chiarito che al Consiglio europeo del 20 e 21 giugno non sarà in agenda l’eventuale apertura della procedura di infrazione per debito eccessivo contro l’Italia, è probabile che il premier Conte possa parlarne con Jean Claude Juncker e avere altri incontri bilaterali. Oltre alla sua lettera che sarà “un messaggio politico“, come ha detto lo stesso presidente del Consiglio, avrà bisogno anche dei numeri per convincere entro la fine del mese la Commissione Ue a non raccomandare formalmente l’apertura della procedura.

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