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Conti pubblici, Tria: “Non vedo ostacoli a un accordo con l’Ue”. La Commissione discuterà su procedura martedì prossimo

Rispetto alla procedura d’infrazione per debito “sono ottimista” e “non vedo ostacoli per un accordo” con l’Unione europea. Parola del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ospite al seminario di economia internazionale di villa Mondragone per la prima volta si sbilancia in maniera netta rispetto alla negoziazione con Bruxelles per evitare un contenzioso per debito eccessivo. La ragione dell’ottimismo è semplice: “Noi pensiamo che l’Italia rispetti in modo sostanziale le regole di bilancio europee”, ha spiegato Tria. Intanto il portavoce del presidente della Commissione Jean Claude Juncker ha annunciato che “il Collegio dei commissari Ue è stato aggiornato sulla situazione italiana, ha avuto una discussione, e ha deciso di ritornare sulla questione la prossima settimana”, in particolare martedì 2 luglio. La Commissione “prosegue il lavoro preparatorio” sulla procedura “in linea con quanto stabilito nei Trattati”.

Tria però è convinto che l’Italia riuscirà a far valere le sue ragioni: “Per un’economia a crescita zero l’obiettivo di un deficit pubblico del 2,1% per l’anno corrente rappresenta una politica di bilancio più che prudente e noi arriveremo a questo livello di deficit grazie ad una gestione prudenziale anche se stiamo implementando le politiche sociali programmate decise con l’ultima legge di bilancio”, ha spiegato parlando a villa Mondragone.

Il taglio delle tasse, ovvero la flat tax chiesa dal vicepremier Matteo Salvini, “certamente fa parte dei nostri obiettivi”, aggiunge Tria. Così come il Mef sta lavorando per evitare “l’aumento dell’Iva dall’anno prossimo”. “Per il futuro l’idea – continua il titolare del Tesoro – è quella di tenere il deficit basso e continuare con l’obiettivo di diminuzione del debito non attraverso l’innalzamento delle tasse ma attraverso più basse spese correnti: questo è il nostro impegno verso il Parlamento e stiamo lavorando per soddisfare questo mandato con la prossima legge di bilancio”.

La partita con l’Europa si gioca però soprattutto sulla situazione dei Conti nel primo semestre. Il Consiglio dei ministri in programma mercoledì ha il mandato di approvare il ddl di assestamento di bilancio. “In questo assestamento possiamo registrare, dopo il controllo della Corte dei conti, come la nostra politica di Bilancio molto prudente ci stia portando in modo naturale entro livelli di sicurezza del deficit e non c’è bisogno di tagliare nulla dei programmi di spesa già approvati”, ha sottolineato Tria. “I dati del primo semestre e le previsioni del secondo ci dicono che la spesa sarà sostanzialmente inferiore“, ha aggiunto il ministro, confermando quindi i risparmi su Reddito di cittadinanza e Quota 100. Il tutto sta ora nel riuscire “a dimostrare alla Commissione europea che questi risparmi esistono”, ha concluso Tria, specificando che “li manteniamo come risparmi e non saranno utilizzati“.

Le parole del ministro sono state salute con entusiasmo dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: “Mettono fiducia non solo ai mercati ma anche a noi italiani”. “Però, ricordiamolo bene – ha aggiunto – il debito pubblico è una questione italiana non europea”, per poi ribadire che le parole di Troia sono “molto positive”, perché “non è nell’interesse del Paese subire una procedura di infrazione che sappiamo quello che comporta”.

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Governo, dopo il Consiglio dei ministri Conte invia la lettera all’Unione europea: ‘Serve fase costituente per nuove regole’

La promessa di Giuseppe Conte era quella di un Consiglio dei ministri “interessante”. E al termine della riunione di governo fonti di Palazzo Chigi hanno annunciato che è stata inviata la lettera del premier indirizzata agli altri 27 Paesi membri Ue, al presidente della commissione Ue Jean Claude Juncker e al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Un testo dai contenuti politici, come aveva anticipato Conte, che nel piano del governo è il primo passo la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Il premier sottolinea ai leader europei la necessità di aprire “una ‘fase costituente‘ per ridisegnare le regole delle nostre società e delle nostre economie”. Tradotto: l’Italia si impegnerà a rispettare i vincoli attuali, ma ora vanno cambiati.

Conte spiega che l’Italia “non intende sottrarsi” alle regole del Patto di stabilità e crescita “né intende reclamare deroghe o concessioni rispetto a prescrizioni che, finché non saranno modificate, sono in vigore ed è giusto che siano tenuto in conto dai Governi di tutti gli Stati membri”. Allo stesso tempo però il governo italiano “con la medesima determinazione” avverte “l’urgenza e la necessità di stimolare che miri a ridefinire la governance economica dell’Eurozona e dell’Unione, che non si è dimostrata adeguata ad assolvere i compiti per i quali era stata pensata”, si legge ancora nella lettera del premier.

Conte ha voluto accelerare i tempi e al Consiglio dei ministri ha portato insieme al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, una prima bozza del ddl di assestamento di bilancio. Con il ddl, l’intenzione di Conte è quella di preparare una risposta più concreta all’Europa e certificare che l’indebitamento netto del 2019 sarà quantomeno intorno al 2,1/2,2% del Pil, sotto il 2,5% stimato dalla Commissione Ue. Al momento però non è noto se l’esecutivo abbia trovato un’intesa sul testo.

Lo scontro M5s-Lega sul decreto Crescita
Il Cdm che deve preparare lo schema numerico, infatti, è iniziato con un’ora di ritardo. Il premier non aveva fatto i conti con il nuovo scontro tra M5s e Lega che si è consumato alla Camera. Il Carroccio voleva inserire nel decreto Crescita un emendamento sui fondi europei per il Sud. Il M5s si è messo di traverso con la ministra Barbara Lezzi. La discussione a Montecitorio è rinviata a giovedì su richiesta del relatore pentastellato Raphael Raduzzi. Al termine del Cdm, fonti della Lega hanno annunciato che un accordo è stato trovato e che il testo tornerà in commissione per modifiche meramente tecniche. E le stessi fonti del Carroccio sottolineano che “la prossima settimana” il testo sulle Autonomie approderà in Consiglio dei ministri,  oltre a essere stilato un impegno a tutelare i 15mila lavoratori Ilva. Fonti del Movimento 5 stelle precisano invece che l’emendamento della Lega al dl Crescita verrà “stralciato” e che il testo sulle Autonomie approderà in Cdm solo dopo la discussione della riforma in un tavolo politico ad hoc, dove bisognerà sciogliere i nodi ancora presenti.

Approvato il ddl Cantierambiente voluto da Costa
Intanto questo Cdm, terminato poco dopo le 22.15, ha approvato anche il ddl Cantierambiente, ovvero le disposizioni per il potenziamento e la velocizzazione degli interventi su dissesto idrogeologico e sulla salvaguardia del territorio. Il provvedimento, voluto fortemente dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, realizza gli obiettivi indicati nel Piano ‘Proteggi Italia’, consentendo di spendere i 6,5 miliardi di euro che costituiscono il Piano Marshall contro il dissesto. L’obiettivo del provvedimento, si legge in una nota del ministero dell’Ambiente, è quello “di ridurre la burocrazia, semplificare i passaggi amministrativi, anticipare i fondi per la progettazione, affiancare le regioni, programmare cicli di interventi per la messa in sicurezza del territorio”. Via libera del Cdm anche alla nomina, su proposta del ministro della Difesa Elisabetta Trenta, dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone come nuovo capo di stato maggiore della Marina.

Il vertice sulla Giustizia con Bonafede e Buongiorno
Tempi dei processi dimezzati e sanzioni per i magistrati che non li rispettano, ma anche interventi sul Consiglio superiore della magistratura, con una stretta sulla meritocrazia come criterio per le nomine e per gli avanzamenti di carriera e un tetto al compenso dei togati. Questi i principali argomenti sul tavolo del vertice sulla giustizia, iniziato in tarda serata a Palazzo Chigi e a cui partecipa il premier, i vice Salvini e Di Maio, assieme ai ministri Bonafede e Buongiorno. Oltre alla riforma dei processi civile e penale, su cui da tempo lavora il Guardasigilli, entrano nel dossier dunque anche i temi legati allo scandalo che ha coinvolto il Consiglio superiore della magistratura, con gli incontri tra toghe e politici per distribuire i posti ai vertici delle principali procure italiane, emersi dall’inchiesta di Perugia.

L’annuncio di Conte prima del Consiglio dei ministri
“Abbiamo in animo con il ministro Tria una bozza di assestamento in modo da certificare il monitoraggio positivo dei conti pubblici, del quadro di finanza e in modo da avere un ulteriore documento ufficiale da portare ai nostri interlocutori”, ha spiegato Conte. L’obiettivo è quello di dimostrare “che abbiamo le nostre previsioni e stime ad avere il sopravvento rispetto ad altre stime che non corrispondono ai reali flussi di cassa“, ha aggiunto il premier da Palazzo Madama. Prima di lasciare il Senato ha però specificato che “questa sera inizieremo la discussione dell’assestamento di bilancio, se non riusciremo a completare ci aggiorneremo“.

Il governo vuole avere in mano dati concreti, come chiesto dalla Commissione, il prima possibile. Questa mattina c’è stato il vertice economico convocato a Palazzo Chigi con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria proprio per definire una linea nella trattativa con Bruxelles.  Anche se oggi è stato chiarito che al Consiglio europeo del 20 e 21 giugno non sarà in agenda l’eventuale apertura della procedura di infrazione per debito eccessivo contro l’Italia, è probabile che il premier Conte possa parlarne con Jean Claude Juncker e avere altri incontri bilaterali. Oltre alla sua lettera che sarà “un messaggio politico“, come ha detto lo stesso presidente del Consiglio, avrà bisogno anche dei numeri per convincere entro la fine del mese la Commissione Ue a non raccomandare formalmente l’apertura della procedura.

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Tria: “Flat tax e salario minimo non sono rumors elettorali ma misure importanti”

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, all’Euromoney conference di Londra mostra il volto di “un governo prudente” e invita gli investitori della City a distinguere i fatti dai “rumors elettorali“. Per questo il titolare del Mef boccia le proposte che più agitano i mercati, a partire dai minibot: “Non saranno introdotti, voglio essere chiaro su questo”, ha ribadito, perché sono una misura “illegale e non necessaria”. Oppure l’ipotesi di una ‘manovra trumpiana‘ lanciata lunedì dal vicepremier Matteo Salvini in visita a Washington: “Farla implica avere il dollaro e noi abbiamo l’euro”, ha chiuso Tria. Discorso diverso invece per flat tax e salario minimo: “Non sono rumors elettorali, ma provvedimenti importanti: il problema è vedere come si disegnano e i temi in cui si attuano”.

Quindi, “a parte” gli annunci di minibot per pagare i debiti della pubblica amministrazione o di una politica di bilancio in stile Trump, Tria ribadisce che “la nostra manovra è quella che abbiamo deciso e approvato“. Basata su “una politica fiscale prudente, ma compatibile con la necessità di crescere di più”. Parlando all’Euromoney conference, come riporta Bloomberg, il ministro dell’Economia si è detto “fiducioso in un accordo con la Commissione Ue” e “la procedura per il debito eccessivo sarà scongiurata“. “Tutti sanno che l’Italia è in una situazione macroeconomica che non è molto buona”, ha osservato Tria, ma “il rispetto delle regole sarà assicurato dall’aggiustamento di bilancio di fine giugno”. L’aggiustamento di bilancio “non richiede misure addizionali perché a legislazione invariata i livelli di deficit saranno molto più bassi di quelli previsti alcuni mesi fa”, secondo quanto “risulta dai monitoraggi della finanza pubblica negli ultimi sei mesi”, ha spiegato il titolare del Mef.

Per quanto riguarda la manovra, ha proseguito, “il parlamento ci ha chiesto di raggiungere gli obiettivi di deficit non con maggiori tasse ma con meno spese“. Tria ha quindi spiegato che “il principale obiettivo del governo è l’aumento degli investimenti pubblici“. “Nel Def c’è un incremento Iva deciso per legge, bisogna fare una nuova norma che arriverà con la legge di bilancio 2020 – ha aggiunto – C’è un impegno del governo a sostituire l’incremento di tasse con tagli di spesa. Questa è l’indicazione di policy. Il parlamento ha approvato una risoluzione che impegna a non aumentare le tasse senza aumenti di deficit”.

Nella prossima manovra ci sarà quindi spazio per la flat tax, così come per il salario minimo. Tria lo ha chiarito prima del faccia a faccia con il cancelliere dello Scacchiere britannico (il corrispettivo del ministro dell’Economia, ndr), Philip Hammond. “Il perimetro” entro cui si possono realizzare le due misure è quello “del quadro di finanza pubblica già approvato dal Parlamento” nell’ambito della manovra, ha precisato. Incalzato dai giornalisti sulla compatibilità di una misura come il salario minimo con gli impegni di bilancio dell’Italia, Tria ha sottolineato che questo strumento “esiste in molti Paesi“. “Il problema è come si disegna”, ha insistito, ricordando come quella italiana sia “in qualche modo un’economia duale“, con differenze fra il nord e il sud del Paese sul fronte dell’occupazione. Il salario minimo – ha ripreso – va quindi “disegnato in modo che dia un risultato al nord e non rappresenti un ostacolo per il Mezzogiorno”.

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