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Coronavirus, la diretta – Oltre 440 contagi, scuole chiuse in Campania e nel Tarantino. L’Oms promuove l’Italia: “Misure risolute e veloci”

Sesto giorno dalla scoperta del primo caso di coronavirus in Italia: 447 contagiati, di cui otto minori e dodici vittime, tutte con patologie pregresse. L’ultima è stata registrata in Emilia Romagna, il primo decesso nella regione: una 69enne di Lodi con problemi respiratori. Continua anche il calo dei mercati finanziari: Piazza Affari apre in forte ribasso, in linea con tutte le altre borse europee. Cambia la strategia di rilevazione: da oggi i tamponi saranno effettuati solo a chi mostra sintomi. Nessun nuovo focolaio individuato: in serata il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato, in un’informativa alla Camera, che “i due focolai, che inizialmente sembravano distinti, poi si sono dimostrati connessi“. L’Iss è al lavoro per rintracciare il punto di connessione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove le iniziative adottate dall’Italia. Hans Kluge, a capo del ramo europeo dell’Oms, si è complimentato per la gestione dell’emergenza, notando però alcune carenze, in particolare nell’equipaggiamento medico. “Medici e infermiere sono gli eroi in prima fila” ha detto in conferenza stampa con il ministro della Sanità. “Le misure messe in campo dall’Italia sono state risulute e veloci”, in linea con quanto previsto dall’Oms.

Campania – Scuole e università chiuse: il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha disposto la sospensione delle attività didattiche per tre giorni, tempo necessario per effettuare una disinfestazione straordinaria in relazione all’emergenza. Stessa misura prevista per la provincia di Taranto, dove è stato individuato il primo caso di coronavirus nella Regione Puglia, un 33enne di Torricella. Il presidente Emiliano ha disposto la sanificazione delle scuole, da oggi fino a domenica 1 marzo.

Piemonte – I casi di coronavirus scendono da tre a uno: “Alla luce delle notizie di oggi – ha annunciato il presidente della Regione Alberto Cirio – chiederò al Governo di far tornare il Piemonte a una graduale normalità. Il governatore ha parlato di “una crisi nella crisi: “Ovviamente la salute è la prima cosa da curare ma tanti negozi, ristoranti e alberghi stanno vivendo una crisi inaspettata che ha ridotto del 50% i loro incassi. Abbiamo avuto disdette della quasi totalità delle prenotazioni. Dobbiamo tornare in modo intelligente e attento alla normalità. Lo chiederò al presidente Conte, invocando la possibilità di valutare l’opportunità di allentare questa ordinanza“.

Lombardia Ieri sera il governatore Fontana ha annunciato l’auto-isolamento, dopo la notizia che una sua stretta collaboratrice è risultata positiva al test. La scelta di apparire in video con la mascherina è stata criticata da numerosi esponenti delle opposizioni. Milano intanto prova a tornare alla normalità: bar aperti dopo le 18, ma solo con il servizio al tavolo (e non al bancone) e solo ammettendo un numero di clienti corrispondente ai coperti disponibili. Il sindaco Sala, in un video postato sulla sua pagina Facebook, ha annunciato di aver chiesto al ministro della Cultura Dario Franceschini di iniziare a riaprire i musei cittadini.Riapriamo qualcosa – ha detto Sala – possiamo cominciare dai musei o da altro, ma la cultura è vita”. L’obiettivo è superare l’immagine di una città ‘paralizzata’ e con le saracinesche abbassate: d’accordo anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che sulla sua pagina Facebook ha lanciato un appello alla sua città: “Non ti fermare”. “Il primo segnale di reazione, positività e fiducia può venire dalla cultura. Senza abbandonare la prudenza. Riaprire i musei sarebbe un segnale importantissimo. Tanti sindaci la pensano così, spero anche Dario Franceschini”.

CRONACA ORA PER ORA

11:00 Di Maio: “Siamo passati all’infodemia”
“Siamo passati da un rischio epidemia a una ‘infodemia’ acclarata e in questo momento il rapporto con la stampa estera è preziosissimo” ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in conferenza stampa: “Condanniamo tutte le speculazioni che qualche sciacallo sta facendo su gel e mascherine: queste persone saranno punite”.

10:45 Speranza: “Siamo il Paese con maggior numero di controlli”
Il ministro della Salute in conferenza stampa ribadisce l’importanza della cooperazione tra Paesi europei: “Ho ricevuto a Roma i miei omologhi, e sono in costante contatto con loro”. Poi ha rassicurato sulla solidità del nostro sistema sanitario nazionale: “Stiamo seguendo con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda, l’Italia è il Paese che sta eseguendo il maggior numero di controlli”.

10:30 Ricciardi: “Casi positivi solo dopo conferma dell’Iss: sicuri sono 190”
“I casi positivi al coronavirus si possono definire solo dopo la conferma dell’Iss ed ora sono circa 190; quelli comunicati dalle Regioni devono essere considerati come casi sospetti. Le Regioni hanno l’obbligo morale di seguire le indicazioni centrali altrimenti si genera il panico collettivo. Se si fossero attenute a questo nelle comunicazioni oggi avremmo 190 casi accertati”. Lo ha detto Walter Ricciardi dell’Oms e consulente del ministro della Salute, alla Protezione civile.

10:15 98 casi in Veneto

In Veneto salgono a 98 le persone positive al coronavirus. Si tratta di 11 pazienti in più rispetto a ieri sera. 5 nuovi casi a Vo’ Euganeo (sono 47 i positivi totali), 3 a Vicenza, dov’è stata avviate un’indagine epidemiologica in corso. Altri 3 nuovi casi sono di persone non ancora associate a un focolaio preciso.

10:10 “Il caso pugliese era stato a Codogno dal 19 al 24 febbraio”
La Asl di Taranto ha ricostruito i movimenti del 33enne contagiato: l’uomo era stato a Codogno, una delle zone-focolaio, dal 19 al 24 febbraio. Era andato a trovare dei parenti ed è rientrato a casa lunedì sera in aereo da Malpensa a Brindisi. Dall’aeroporto è stato accompagnato dal fratello a casa dove sarebbe entrato in contatto con pochissime persone. Poi ha contattato l’amministrazione comunale e il medico Giuseppe Turco, consigliere regionale, residente a Torricella, quando era asintomatico. Lo stesso medico gli ha consigliato di rimanere in isolamento con la famiglia del fratello: martedì mattina, quando si è presentata la febbre, è stato ricoverato all’ospedale Moscati nel reparto di Malattie Infettive.

10:05 Napoli, bus fermi per pulizia straordinaria
Fermi per operazioni di disinfezione il 40% dei bus dell’Azienda napoletana mobilità del deposito di Piazza Carlo III. Soppresse quattro linee.

10:00 Tornano a casa i turisti lombardi di Alassio
Il primo gruppo di dodici turisti lombardi ospiti dell’albergo di Alassio, dove soggiornava la donna risultata positiva al test del coronavirus, nella notte ha lasciato la Liguria per tornare a casa, nelle province di Pavia e Milano, dove svolgeranno una ‘quarantena’ volontaria. L’operazione di trasferimento è avvenuta in coordinamento con la Croce rossa, la Protezione civile, le Regioni Liguria e Lombardia.

9:49 Fontana: “La mia collaboratrice sta moderatamente bene, io non escludo di ammalarmi”
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenuto su RaiRadio1, dice che la sua collaboratrice risultata positiva al coronavirus “sta moderatamente bene”, ha ancora un po’ di febbre ma “non ha avuto alcun tipo di aggravamento”. Poi aggiunge: “Nessuno esclude che io stia covando questa positività e che possa diventare anch’io malato”, spiegando quindi di voler “mantenere un atteggiamento particolarmente prudente. Con i miei collaboratori uso la mascherina, cerco di limitare il più possibile i contatti per evitare il potenziale rischio di contribuire a diffondere il virus, che per ora non posso diffondere perché sono negativo”.

9:20 Abruzzo: scuole chiuse a Roseto
Il Presidente della Regione Marco Marsilio ha sentito il sindaco di Roseto, Sabatino Di Girolamo, il quale ha deciso in qualità di autorità sanitaria di chiudere precauzionalmente le scuole dopo la notizia di un caso positivo nel paese in provincia di Teramo: il paziente è un impiegato di banca di 50 anni arrivato da Brugherio, in provincia di Monza. Marsilio ha confermato quindi che la Regione, avendo importato il caso, è “fuori da cluster”.

9:15 Speranza in Senato: “Questa sfida si può vincere solo insieme”
“Oggi più che mai serve una relazione stretta tra governo e parlamento capace di superare i vincoli ordinari delle relazioni tra maggioranza e opposizione”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nella sua informativa al Senato sul coronavirus. Poi ha rassicurato: “Si guarisce nell’80% dei casi, dobbiamo fidarci dei nostri scienziati”. Infine ringrazia le Regioni con cui, dice, il governo ha lavorato “gomito a gomito”.

09:10 Mascherine a 5mila euro: maxi operazione della Guardia di Finanza
I finanzieri del Comando provinciale torinese stanno eseguendo decine di perquisizioni e sequestri in tutta Italia nei confronti di una venti persone che, approfittando della paura legata all’emergenza sanitaria, commercializzavano mascherine ed altri articoli di protezione individuale a prezzi esorbitanti, fino a 5mila euro.

09:00 Borsa Milano apre in calo
Avvio di seduta in forte calo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib cede l’1,87% a 22.994 punti. Partenza molto debole per tutti i marcati azionari europei: Londra ha aperto con un calo dell’1,9%, Parigi in ribasso del 2% e Francoforte del 2,3%.

08:59 Gualtieri: “Serve risposta a livello europeo”
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a Radio 24 dice che l’emergenza in corso ha bisogno di una risposta “concertata” tra i Paesi membri. “Serve un pacchetto di misure aggiuntive, su questo stiamo lavorando pancia a terra”, ha aggiunto spiegando che per ora “è impossibile fare stime precise”.

08:51 Fontana: “Su riapertura scuole decidiamo tra sabato e domenica”
La decisione se riaprire o meno le scuole in Lombardia sarà presa nel fine settimana. Lo ha precisato il presidente della Lombardia Attilio Fontana intervenendo a Rtl. Per vedere i risultati delle ordinanze, spiega, ci vuole una settimana e dunque “ci ritroviamo per fare il punto sulla situazione e decideremo se si nota un’inversione o è troppo presto”. Stesso discorso per l’apertura degli stadi.

08:45 Ricciardi: “Sbagliato fare i tamponi anche agli asintomatici”
Walter Ricciardi, che da due giorni è consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, in un’intervista al Corriere della Sera ha detto:”Chi ha dato l’indicazione di fare i tamponi anche alle persone senza sintomi ha sbagliato. La strategia del Veneto non è stata corretta perché ha derogato all’evidenza scientifica. Le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità non sono state applicate” con il risultato, aggiunge, di creare “confusione e allarme sociale”. I test, spiega, non sono ancora “perfetti dal punto di vista della sensibilità” perché messi a punto in poco tempo e devono essere perfezionati: “Quindi c’è un’ampia possibilità di sovrastimare le positività. Bisogna utilizzarli in modo appropriato”.

08:16 “Confermato caso Abruzzo: è turista lombardo”
C’è un primo caso di coronavirus in Abruzzo: è un uomo ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Teramo. “Il paziente, residente nella bassa Brianza, era arrivato a Roseto degli Abruzzi insieme alla famiglia- fa sapere il Servizio Prevenzione e Tutela della Salute – Al presentarsi dei sintomi della malattia, ieri è stato subito ricoverato e sottoposto al primo test che, eseguito a Pescara, è risultato appunto positivo”. Il test è stato inviato all’Istituto Spallanzani di Roma per la conferma definitiva. La famiglia si trova ora in isolamento.

00:10 – Positivo un corista della Scala
Tra i nuovi contagi in Lombardia c’è anche un dipendente del teatro alla Scala: lo ha reso noto il direttore generale del teatro, Mario Di Freda, in una lettera indirizzata al personale del Piermarini. L’uomo, che fa parte del coro, è in isolamento domiciliare e ha già superato la fase critica della malattia. Tutti i colleghi che avevano preso parte con lui alla recita del 12 febbraio del Trovatore e che abbiano manifestato sintomi sospetti verranno sottoposti ai test.

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Coronavirus, da Sala a Gori: “Servono segnali di positività, riapriamo i musei”. Il governatore del Piemonte: “Chiedo ritorno a normalità”

I sindaci della Lombardia chiedono “segnali di positività”. Il Piemonte vuole un “graduale ritorno alla normalità”. Il Nord produttivo, in ansia per i segnali che lancia l’economia dopo le misure restrittive per contenere il contagio del coronavirus, alza la voce e chiede di allentare la morsa quando mancano tre giorni dalla fine delle ordinanze che hanno disposto la serrata. Senza strappi, ma con un fermo garbo istituzionale, spetta al sindaco di Milano Beppe Sala aprire il fronte. Subito si accoda il primo cittadino di Bergamo, Giorgio Gori, mentre il governatore piemontese Alberto Cirio riunisce presidenti delle Province, sindaci e prefetti lanciando segnali al governo.

La mossa del sindaco di Milano è una telefonata al premier Giuseppe Conte. Nel giorno in cui in Lombardia riaprono i locali dopo le 18, Sala invita il presidente del Consiglio “a venire presto a Milano per rendersi conto della situazione”, spiega dopo aver incassato il rinvio del Salone del Mobile, spostato da aprile a metà giugno. “Alcuni cittadini mi chiedono come sono le giornate del sindaco al tempo del coronavirus – dice – Stamattina sono stato in due centri disabili perché è ai più deboli che dobbiamo pensare prima di tutto, ho lavorato per riprogrammare gli eventi che sono una caratteristica centrale della nostra città”.

Quindi la telefonata con Palazzo Chigi. E non solo. Sala ha spiegato di aver parlato anche con il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri: “Ho chiesto supporto e ho detto che un aiuto a Milano – ha concluso – è un buon investimento”. In concreto: “Ripartiamo dalla cultura, riapriamo qualcosa – dice il sindaco – possiamo cominciare dai musei o da altro, ma la cultura è vita”. Una proposta che trova la sponda bergamasca di Gori: “D’accordo con Beppe Sala: il primo segnale di reazione, positività e fiducia può venire dalla cultura. Senza abbandonare la prudenza. Riaprire i musei sarebbe un segnale importantissimo. Tanti sindaci la pensano così, spero anche Dario Franceschini”, dice.

“Questi giorni ci hanno messo a dura prova – prosegue – Le notizie sulla diffusione del virus e le prescrizioni che a partire da domenica hanno limitato tanti aspetti della nostra vita hanno generato un clima di preoccupazione che è andato molto aldilà del necessario. È come se il nostro spirito attivo e positivo fosse improvvisamente spento e intimidito”. Bergamo, aggiunge il sindaco, “sembra sospesa”. Quindi dice di ritenere “giusto seguire le indicazioni, ma al tempo stesso dobbiamo andare avanti con intelligenza e buon senso, senza allarmismi”.

Le stesse istanze arrivano anche dal Piemonte, dove in una settimana si è registrato un solo caso accertato di coronavirus. “Ci sono le condizioni per chiedere al governo un graduale ritorno alla normalità”, sottolinea il presidente Alberto Cirio dopo la notizia del risultato negativo sui due casi di Cumiana. “Le misure attualmente in vigore, per l’ordinanza adottata il 23 febbraio dalla Regione Piemonte, erano già meno restrittive rispetto a quelle previste da altre Regioni come la Lombardia, proprio alla luce della situazione piemontese decisamente più contenuta e circoscritta”, dice Cirio. E ora con l’ordinanza in scadenza sabato 29 e, visto il nuovo quadro sanitario, al fine di confrontarsi sull’opportunità di sospendere o rimodulare le misure per il contenimento del coronavirus in Piemonte ha convocato per il pomeriggio di giovedì a Torino, nella sede della Giunta regionale, i presidenti delle Province, i sindaci dei Comuni capoluogo e tutti i Prefetti del territorio.

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Coronavirus, diretta – Fontana: “In Lombardia 259 casi”. Gallera: “Anche 4 minori, tra cui bimba di 4 anni”. Conte: “No polemiche, serve unità”. Azzolina: “Lezioni a distanza, nessuno studente perderà l’anno”

Ci sono anche quattro minorenni tra i 259 contagiati dal coronavirus in Lombardia. Il governatore Attilio Fontana e l’assessore Giulio Gallera confermano il contagio di una bimba di 4 anni di Castiglione d’Adda, comune che si trova nella zona rossa, ma anche di due bambini di 10 anni e di un ragazzo di 15: nessuno è grave, due sono già stati dimessi. Martedì i casi di coronavirus in Italia hanno superato i confini del Nord e ci sono state nuove vittime, tutte già con altre patologie. I contagi – che hanno superato quota 320 e portato anche a 11 vittime (tutte con precedenti patologie) – per ora sono però riconducibili al Lodigiano e la Lombardia rimane appunto l’area più colpita. Seguita dal Veneto, dove il numero di casi positivi è salito a 58.

Il premier Giuseppe Conte intanto chiede di fidarsi delle misure messe in atto dal governo: “Il panico è una reazione del tutto ingiustificata che compromette la complessiva efficienza del sistema”. E sottolinea come questo sia “il momento della coesione e dell’unità nazionale, non della polemica“. Nel frattempo il governo ha predisposto una nuova ordinanza, riguardante le Regioni non direttamente interessate dai focolai in corso, per avere una risposta omogenea e non sproporzionato a livello nazionale. Per questo, intervistato dal Corriere della Sera, il premier ribadisce l’importanza di “un atteggiamento responsabile, ispirato a collaborazione e professionalità” da parte delle Regioni e di “tutte le forze politiche“.

La scuola – A rassicurare gli studenti è invece la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che rassicura: “Non c’è nessun rischio che i nostri studenti perdano l’anno“. Parlando a Radio 24, Azzolina ha fatto riferimento alla normativa che stabilisce che “al ricorrere di situazioni imprevedibili è fatta salva la validità dell’anno scolastico”. “Le scuole nella loro autonomia scolastica potrebbero anche prevedere di allungare l’anno ma non sarà necessario perché abbiamo attivato una task force per garantire la didattica a distanza“, ha aggiunto la ministra. Che ha parlato anche delle gite scolastiche annullate: “I genitori verranno rimborsati“.

Le parole del premier – Conte attacca chi diffonde fake news perché “è gravissimo che si speculi su un’emergenza”. Ma ricorda anche che “chi pensa di poter lucrare in termini di consenso, alimentando la paura, non fa l’interesse della nazione”. Il riferimento è alle polemiche della Lega dei giorni scorsi ma anche al caso delle Marche, dove il governatore Luca Ceriscioli ha deciso in autonomia di chiudere scuole e musei, prima che il governo impugnasse l’ordinanza. “Le nostre decisioni – spiega il premier – poggiano sempre sulle valutazioni del comitato tecnico-scientifico. Nel dibattito pubblico si dice di tutto e di più, ma dobbiamo fidarci del giudizio degli esperti“. Conte, riferendosi a chi lo accusa di volere “pieni poteri“, replica che “stiamo lavorando in pieno accordo con i governi territoriali e che le misure adottate sono studiate per essere adeguate, efficaci e coerenti con il principio di proporzionalità”. “Il numero di contagi non deve allarmarci. È comunque il frutto di una linea di azione energica e rigorosa e di controlli efficienti”, conclude il premier Conte.

La polemica di Ceriscioli – Nonostante le parole di Conte, in mattinata il governato delle Marche, Luca Ceriscioli, è tornato all’attacco del governo su Radio Capital: “Il Governo impugnala nostra decisione di chiudere le scuole? Sarà l’occasione per vedere chi ha fatto bene, noi o il governo che si oppone. Io non faccio alcun passo indietro“, dice il presidente della Regione. Che poi accusa Conte di “schizofrenia” e di dare “più tutele alle Regioni di centrodestra, come la Liguria, che non a quelle amiche”.

CRONACA ORA PER ORA

11.01 – A Napoli scuole chiuse fino a sabato per pulizia straordinaria
Scuole chiuse a Napoli fino alla giornata di sabato per effettuare azioni straordinarie di pulizia. Lo ha annunciato all’Ansa il sindaco, Luigi de Magistris. “Non c’è da avere paura o panico. Questa massiccia attività di igienizzazione e sanificazione è un modo per alzare ancora di più la sicurezza e la serenità nel nostro territorio”, ha spiegato.

10.54 – Positivo medico di Treviso, ricoverato a Padova
E’ un medico che ha effettuato tre turni nell’Unità Operativa di Geriatria dell’ospedale Cà Foncello il secondo e nuovo caso segnalato tra i contagiati da Coronavirus a Treviso.
Il medico è ricoverato nell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera di Padova.

10.47 – Positivi al test due residenti a Rescaldina, nel Milanese
Due persone sono ricoverate all’ospedale di Legnano, dopo essere risultate positive al tampone per il Coronavirus, lo confermano fonti ospedalieri. Si tratta di un libero professionista di 62 anni e di un medico di 61, che lavora all’ospedale di Alzano Lombardo (Bergamo). I due, che sono parenti, risiedono a Rescaldina, nel Milanese.

10.44 – Marche, Ceriscioli: “Schizofrena, più tutele a Regioni centrodestra”
“Ho l’impressione che Conte faccia fatica a dare a tutto il territorio indirizzi omogenei. Non possiamo star dietro a questa schizofrenia”. Così Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, a Circo Massimo su Radio Capital. “Dà più tutele alle Regioni di centrodestra, come la Liguria, che non a quelle amiche”.

10.38 – Marche, Ceriscioli: “Governo impugna ordinanza? Vedremo chi ha ragione”
“Il Governo impugnala nostra decisione di chiudere le scuole? Sarà l’occasione per vedere chi ha fatto bene, noi o il governo che si oppone. Io non faccio alcun passo indietro anzi l’impugnazione sarà utile per tutti, per la salute dei marchigiani e aiuterà il governo a tenere comportamenti più coerenti”. Intervistato a Circo Massimo, su Radio Capital, il Presidente della Regione Marche non fa marcia indietro sulle sue decisioni e anzi va all’attacco del governo sulla gestione dell’emergenza coronavirus.

10.13 – Papa: “Vicinanza a malati e operatori sanitari”
“Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza ai malati del Coronavirus e agli operatori sanitari che li curano, come pure alle autorità civili e a tutti coloro che si stanno impegnando per assistere i pazienti e fermare il contagio”. Lo ha detto papa Francesco in un appello al termine dell’udienza generale in Piazza San Pietro.

10.08 – Veneto: “Sono diventati 58 i contagiati in Regione”
Sono diventati 58, con un incremento di 13 unità rispetto a ieri sera, i casi di persone positive al Coronavirus in Veneto. Lo rende noto la Regione Veneto. La novità riguarda l’inserimento nel report di un nuovo cluster nel padovano, quello di Limena, che registra 7 casi, uno in più di ieri. Nessun nuovo contagio tra la popolazione di Vò Euganeo, il focolaio del virus, che ha 33 positivi. Le vittime in Veneto restano due.

09.59 – Gallera: “Sono quattro i minorenni positivi”
Sono quattro in tutto i minorenni risultati positivi al Coronavirus in Lombardia, due in ospedale (al San Matteo di Pavia e all’ospedale di Seriate in provincia di Bergamo). L’assessore al Welfare Giulio Gallera lo ha spiegato intervenendo a La7. Si tratta di una bambina di 4 anni ora ricoverata all’ospedale San Matteo, due bambini di 10 anni e un ragazzo di 15. Gallera ha ricordato che comunque il virus “ha un effetto molto più grave sulle persone anziane che hanno pregresse patologie”.

09.42 – Fontana: “In Lombardia 259 contagiati. Coinvolti anche minori”
E’ arrivato a 259 il numero di contagiati dal Coronavirus in Lombardia e “per la prima volta sono coinvolti anche minori per cui l’infezione è più leggera”: così ha detto ad Omnibus su La7 il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Fontana ha confermato il contagio di una bimba di 4 anni di Castiglione d’Adda, comune che si trova nella zona rossa.

09.30 – Turista italiana 56enne morta in Austria: effettuato tampone
Una turista italiana di 56 anni del Friuli-Venezia Giulia è morta la scorsa notte in un residence a Bad Kleinkirchheim, in Austria. Lo riporta l’agenzia di stampa austriaca Apa. La donna si trovava in villeggiatura in Carinzia. Il medico del pronto soccorso non ha escluso un caso di coronavirus ed ha effettuato un tampone. Il residence è stato chiuso e gli ospiti non possono lasciare l’edificio, saranno anche loro sottoposti a controlli. Le autorità austriache, in collaborazione con quelle italiane, stanno ricostruendo gli spostamenti della donna.

09.23 – Azzolina: “Previsti rimborsi per gite scolastiche annullate”
“I genitori verranno rimborsati ma anche le agenzie hanno bisogno di una risposta”. Lo ha assicurato il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina a Radio 24 parlando della questione dei soldi versati dalle famiglie per i viaggi di istruzione dei figli cancellati a causa del coronavirus. Azzolina ha parlato di un possibile “decreto ad hoc”. “Speriamo che a partire dal 16 marzo si possa anche ricominciare ad andare in viaggi di istruzione, dipende dalla situazione epidemiologica delle prossime settimane”, ha aggiunto

08.59 – Crimi (M5s): “No a operazioni autonome delle Regioni”
“E’ il momento del coordinamento, se ogni regione decide di fare in autonomia, facciamo solo un danno. Bisogna tutti unirsi in questa solidarietà complessiva, cercando di resistere dal fare a tutti i costi operazioni anche di prevenzione importante in autonomia. In questo momento il problema non è il virus ma anche la situazione economica che ne consegue. E ne risentirà tutto il Paese”. Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai microfoni di Radio Anch’io, su Radio Uno.

08.49 – Azzolina: “Nessun rischio studenti perdano l’anno”
“Posso rassicurare che non c’è nessun rischio che i nostri studenti perdano l’anno”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina a Radio 24 facendo riferimento alla normativa che stabilisce che “al ricorrere di situazioni imprevedibili è fatta salva la validità dell’anno scolastico”. “Le scuole nella loro autonomia scolastica potrebbero anche prevedere di allungare l’anno ma non sarà necessario perché abbiamo attivato una task force per garantire la didattica a distanza”, ha aggiunto il ministro.

08.45 – Borsa: nuova seduta negativa per le borse asiatiche
Seduta negativa per le borse asiatiche sulla scia del tonfo di Wall Street e dell’allarme che il coronavirus possa espandersi negli Stati Uniti. I nuovi casi di contagio in Corea, arrivati a mille dai 51 di una settimana fa, schiaccia lo won ai minimi e fa segnare il peggior calo a Seul (-1,28%). Ribassi più contenuti a Tokyo (-0,79%), Hong Kong (-0,87% a seduta ancora in corso) e Shanghai (-0,83%). Fa peggio Shenzhen (-2,71%).

08.42 – La Russia sconsiglia viaggi in Italia
La Russia mette in guardia i propri cittadini contro i viaggi in Italia, Corea del Sud e Iran per cercare di contenere la diffusione del coronavirus nel Paese: l’autorità per la sicurezza dei consumatori, Rospotrebnadzor, ha esortato i russi a evitare di recarsi in questi Paesi “fin quando la situazione epidemiologica non si sarà stabilizzata”. Mosca aveva già sconsigliato i viaggi in Cina. Finora in Russia si registrano solo due casi di contagio, nessuna vittima.

08.37 – Primo caso in Brasile: uomo che è stato in Italia
Il Brasile ha registrato il primo caso di coronavirus. Si tratta di un 61enne della città di San Paolo che per lavoro è stato in Lombardia tra il 9 ed il 21 febbraio. Lo riporta il quotidiano Folha de S. Paulo citando l’ospedale israelita Albert Einstein. Secondo le informazioni della struttura, il paziente “è in buone condizioni cliniche e non ha bisogno di essere ricoverato in ospedale, rimanendo in isolamento respiratorio per i prossimi 14 giorni”. Il Brasile è il primo paese dell’America Latina a registrare un caso di coronavirus.

08.23 – El Salvador blocca arrivi da Italia e Corea del Sud
Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha disposto come misura per prevenire il contagio da coronavirus il divieto di ingresso nel Paese per le persone in viaggio da Italia e Corea del Sud.
Lo ha reso noto il quotidiano La Prensa Grafica, precisando che il capo dello Stato ha anche ordinato che quanti sono entrati in territorio salvadoregno negli ultimi giorni siano posti in quarantena.

08.11 – Direttiva della Pubblica amministrazione: privilegiare telelavoro
Anche nella P.a privilegiare “modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa”, favorendo chi ha patologie, i pendolari e quelli su cui grava la cura dei figli. Invito a “potenziare il ricorso al lavoro agile”. Anche per convegni e riunioni viene raccomandata la “modalità telematica”. Lo stabilice la direttiva firmata dalla ministra della P.a, Fabiana Dadone, con le “prime indicazioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 fuori dai comuni interessati di Veneto e Lombardia.

08.00 – Conte: “No polemiche, è ora dell’unità”
Non è questo il momento delle polemiche e chi pensa di poter speculare in termini di consenso alimentando la paura non fa l’interesse della nazione. Lo sottolinea il premier Giuseppe Conte in un’intervista al Corriere della Sera, in cui evidenzia il lavoro fatto finora per fronteggiare l’emergenza coronavirus e annuncia l’arrivo di un pacchetto di misure strutturali per i settori economici rimasti colpiti. Conte ricorda le misure draconiane già adottate, spiega che si sta lavorando di concerto con il quadro internazionale, e ribadisce la necessità di un lavoro di collaborazione.

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Coronavirus, abitante del paese vicino a Vo’ Euganeo era stato a Codogno: individuato un potenziale ‘paziente zero’ in Veneto

Potrebbe esserci una svolta nell’individuazione del possibile ‘paziente zero‘ del coronavirus: un agricoltore 60enne di Albettone, in provincia di Vicenza era stato a Codogno, focolaio del virus in Lombardia, nelle scorse settimane. L’uomo frequentava abitualmente i bar di Vo’ e ora ha tosse e sintomi influenzali: potrebbe essere lui quindi il collegamento tra le due aree colpite, ma saranno i test a stabilirlo, come ha confermato anche il sindaco del paese Giuliano Martini: “Abbiamo avvisato l’Usl di competenza e il sindaco di Albettone, ora il 118 lo porta a fare il tampone”.

Da martedì mattina a Vo’ Euganeo saranno estesi i tamponi per tutti gli abitanti del paese padovano: verranno messi a disposizione fino a mille test al giorno, fino alla completa indagine di tutta la popolazione. Non saranno effettuati test a domicilio: l’ambulatorio è stato ricavato nella sede delle scuole elementari della cittadina, e funzionerà dalle 8.30 alle 17 di tutti i giorni. Personale della Protezione Civile distribuirà fuori dai cancelli i numeri di prenotazione, per evitare di dover sostare tutti insieme in coda e regolarsi con i tempi.

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Coronavirus, per la Serie A ora è un disastro: il campionato rischia di essere falsato

Scuole, università, uffici, concorsi, trasporti. E partite: l’emergenza del coronavirus non ha risparmiato nemmeno il pallone. L’ultimo dei problemi a cui pensare in casi simili. Ma proprio per il pallone sarà un problema enorme: il calcio moderno, quello delle pay-tv, delle competizioni incrociate e dei calendari intasati non si può permettere nemmeno un rinvio per cause di forza maggiore, arrivati a questo punto della stagione. La Serie A sta tremando.

Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Torino-Parma: in questo weekend quattro partite sono state rinviate a data da destinarsi (nelle categorie inferiori non si contano, ma lì non ci sono gli stessi soldi ed interessi in ballo). Non sta a noi stabilire se sia stato giusto o meno. C’è chi lo ritiene eccessivo, chi opportuno, ognuno può avere la propria opinione ma è giusto che in una situazione del genere siano le istituzioni, cioè il governo, a prendersi la responsabilità. Di sicuro alcune decisioni hanno fatto discutere. Lo stop della partita di Serie B fra Ascoli e Cremonese, ad esempio, imposto nel pomeriggio di sabato dalla Prefettura, è andato contro la stessa linea adottata poi dal ministero dello Sport, per cui erano da sospendere soltanto le partite nelle aree del contagio (cioè in Lombardia e Veneto), e non quelle in trasferta delle squadre di queste Regioni. Oppure Torino-Parma, il quarto match rinviato a distanza di nemmeno dodici ore dal comunicato del Consiglio dei ministri che non menzionava il Piemonte. Insomma, non tutto è stato logico e lineare.

Ormai questa giornata è andata. Una cosa è certa, però: quel che è stato nel weekend non potrà ricapitare domenica prossima. Di tutte le partite rinviate, quella più complicata da recuperare è Inter-Sampdoria: se non dovessero essere eliminati in Europa League o Coppa Italia, tra turni di coppa, infrasettimanali e soste della nazionale i nerazzurri non avrebbero una finestra libera fino al 20 maggio. Quattro giorni prima della fine del campionato, già così siamo ai limiti della regolarità. E domenica in calendario ci sarebbe Juventus-Inter: non una partita qualsiasi, la partita dell’anno. Che non può saltare. Se salta quella salta praticamente la Serie A, visto che incrociando gli impegni delle due big per il recupero si andrebbe oltre la fine del campionato, quando però devono iniziare gli Europei.

Il problema è che mantenendo il criterio adottato nel weekend sembra impossibile giocare regolarmente: se vale il principio di sospendere le attività in ogni area di contagio, diverse altre gare dovrebbero essere destinate allo stop. Forse persino Juve-Inter. Oggi ci sarà un consiglio federale in Figc, a cui parteciperanno anche rappresentanti del governo. Il mondo del pallone sta provando a far capire che un altro rinvio non è immaginabile. Per ora il premier Conte resta prudente: “Se avremo un forte effetto contenimento ci rassicurerà, ma non credo che potremo allentare nel giro di qualche giorno. In questo momento non saprei dire se la prossima settimana continueremo con le stesse misure”.

La soluzione più probabile è una ripresa delle attività a porte chiuse nelle aree interessate dal contagio (come dovrebbe avvenire in settimana già per Inter-Ludogorets di Europa League). Così i calendari sarebbero salvi, ma solo quelli. Immaginate un Juventus-Inter, la partita dello scudetto, giocata a Torino senza pubblico: tra danno d’immagine, danno economico (5 milioni d’incasso bruciati, non proprio spiccioli per Agnelli) e regolarità della partita alterata (senza tifosi non sarebbe la stessa cosa), semplicemente un disastro. Sperando poi che la situazione migliori, auspicio su cui al momento non c’è alcuna garanzia. Il campionato nella peggiore delle ipotesi può saltare, scenario apocalittico a cui nessuno vuole credere e che quasi sicuramente verrà scongiurato. Ma nella migliore rischia davvero di essere falsato.

Twitter: @lVendemiale

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Coronavirus, la più grande emergenza sanitaria nel mondo usata solo per spaventare inutilmente

Questo virus non è una pandemia. A Wuhan, epicentro, sono morti circa 1400 cittadini in tre mesisu 12 milioni di persone. Di cosa stiamo parlando?

I politici secondo me emanano ordinanze statali e regionali a caso. C’è il rischio di scatenare la più grande crisi economica mondiale: oggi al supermercato di via Washington di Milano gli scaffali erano vuoti per il terrore della popolazione di non poter più uscire di casa. I prezzi arriveranno alle stelle come già è successo per gli igienizzanti che in tre giorni sono lievitati enormemente. C’è il rischio che qualche matto per strada accoltelli delle persone solo perché tossiscono.

Cordoni intorno agli epicentri dove c’è qualche persona infetta? Ma a cosa servono se gli stessi abitanti nei giorni di incubazione erano in ogni dove? Gli ospedali presi d’assalto e i cittadini impauriti fanno tamponi nella maggior parte dei casi che risultano negativi? Quanto spenderemo inutilmente di sanità pubblica?

Occorrerebbe tranquillità assoluta con decaloghi semplici, come il lavarsi le mani spesso – come quando l’influenza è quella non da Coronavirus ma stagionale.

Sono contento di sapere che finalmente la responsabile virologa del Sacco di Milano, centro di eccellenza pubblica per le malattie infettive del nostro Paese, ci abbia messo finalmente e onestamente la faccia. Ringrazio Maria Rita Gismondo, direttrice analisi del Sacco, che dice: “E’ una follia, uccide di più l’influenza”.

Dove sono i virologi onnipresenti nelle trasmissioni televisive di strutture ospedaliere private? Perché non parlano?

Siamo di fronte alla più grande emergenza mondiale sanitaria. In questo momento solo diffusa per spaventare inutilmente. Diventerà la notizia social più falsa di sempre? Se fosse come il batterio della peste non potremmo fare nulla purtroppo per salvare la maggior parte della popolazione, ma allora a Wuhan avrebbero dovuto già morire milioni di persone che mangiano carne cruda appena ammazzata sui tavoli del mercato.

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Coronavirus, media: “In Iran 50 morti solo nella città di Qom”. In Cina picco di vittime: ieri 150. Salgono morti in Corea del Sud

In Iran la situazione di morti e contagi da coronavirus si aggrava: secondo l’agenzia Isna i morti, soltanto nella città di Qom, sono 50. Un dato che non ha niente a che fare con le cifre ufficiali:le autorità della Repubblica islamica parlano infatti di 12 vittime e 47 contagiati. “Non dite la verità”, ha detto un deputato di Qom, Ahmad Amirabadi Farahani, accusando le autorità al termine di una sessione parlamentare a porte chiuse sull’emergenza. Intanto Wuhan resta quindi isolata, nonostante per qualche ora sia stata diffusa la notizia – poi smentita – dell’allentamento della quarantena. In Cina intanto rallentano i contagi, ma soltanto ieri c’è stato il picco di vittime: 150. Sono sei però le province della Cina che hanno abbassato hanno il livello di emergenza contro l’epidemia, portandolo da 1, il più alto, a 2 o a 3: si tratta di Gansu, Liaoning, Guizhou, Yunnan, Shanxi e Guangdong. La mossa delle autorità locali segue l’invito rivolto ieri dal presidente Xi Jinping di un “ritorno ordinato” alle attività lavorative e produttive dopo la festività del Capodanno lunare, eccezionalmente prolungata per l’emergenza sanitaria. Ma nonostante i segnali di allentamento delle misure di quarantena, è stata rinviata per la prima volta in decenni la sessione annuale del parlamento in programma il 5 marzo.

Ma oltre alla Cina, la situazione si aggrava in Corea del Nord. Il numero dei morti è salito a 7 e a 833 quello dei contagiati. È il secondo paese per numero di persone infette dopo la Cina: l’Italia è il terzo, e il Giappone quarto (fermo a 135, secondo i dati della Johns Hopkins University). La Borsa di Seul crolla: l’indice Kospi brucia 83,80 punti, scivolando a quota 2.079,04 (-3,87%). Il Paese presenta il bilancio più pesante di contagio fuori dalla Cina, al punto che ieri il presidente Moon Jae-in ha dovuto annunciare il rialzo dell’allerta al massimo livello, a ‘rosso’. In Afghanistan è stato segnalato il primo caso di contagio caso nella provincia occidentale di Herat, che confina con l’Iran. Il ministro Firuzuddin Firuz ha dichiarato l’emergenza nella provincia dove ieri erano stati segnalati tre casi sospetti e ha invitato gli afghani a evitare gli spostamenti da e per Herat. L’Afghanistan, martoriato da decenni di guerre, ha anche temporaneamente chiuso il confine con l’Iran.

Australia – La compagnia australiana di bandiera Qantas si prepara a effettuare una serie di voli speciali per consentire il rientro in Australia di decine di migliaia di studenti cinesi iscritti in università australiane, non appena il governo di Canberra avrà tolto il bando agli ingressi dalla Cina. Il piano viene proposto dal gruppo delle dieci maggiori università australiane, che sottolineano come l’estensione del bando, fino almeno al 29 febbraio, riduca ulteriormente per 100 mila studenti la finestra di opportunità per cominciare in tempo gli studi del primo semestre in Australia. Le università e il governo di Canberra stanno preparando i piani per consentire ai voli di operare con prontezza se il bando sarà rimosso in tempo, mentre la Qantas si prepara a rendere disponibili gli aerei. I voli di linea della Qantas con la Cina sono sospesi fino al 29 marzo. Intanto circa 150 australiani ancora bloccati a Wuhan in Cina si sono appellati al primo ministro Scott Morrison perché disponga nuovi voli di rimpatrio, dichiarando che i loro farmaci si vanno esaurendo, la salute mentale peggiora e aumenta il rischio di perdere i propri posti di lavoro.

Italia terza al mondo – La diffusione del coronavirus nelle regioni del Nord ha fatto balzare l’Italia al terzo posto per numero di contagi in tutto il mondo: a parte la Cina, resta dietro solo alla Corea del Sud (602 casi), superando il Giappone. Il caso Italia allarma ora tutta Europa e in particolare i Paesi vicini, con Francia, Svizzera e Austria che seguono con attenzione gli sviluppi, al momento senza panico ma non escludendo eventuali contromisure se la situazione dovesse peggiorare. E c’è già chi, tra i più oltranzisti, chiede controlli alle frontiere, come la leader dell’ultradestra d’oltralpe Marine Le Pen. In serata è stata la Romania ad annunciare le prime misure di contenimento in Europa disponendo la quarantena obbligatoria per tutte le persone in arrivo dalla Lombardia e dal Veneto o che siano state nelle due regioni italiane negli ultimi 14 giorni.

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Coronavirus, in uno studio una nuova ipotesi sulla trasmissione degli asintomatici

Gli scienziati cinesi, in un recentissimo studio, suggeriscono che la trasmissione tra asintomatici di Sars-CoV-2, responsabile dell’epidemia di Covid-19, sembra diversa da quella di Sars-CoV che ha causato un’epidemia globale di Sars con 8.096 casi confermati in oltre 25 Paesi nel 2002-2003. Il nuovo coronavirus sembra ricordare più il modello di diffusione dell’influenza.

La carica virale, spiegano gli autori, persiste anche nel paziente asintomatico dopo 7-11 giorni dal contatto con un caso. Dunque, secondo gli scienziati cinesi, risultati della loro analisi “suggeriscono il potenziale di trasmissione dei pazienti asintomatici o con sintomi minimi”. Ad affermarlo è il team di Lirong Zou del Centro provinciale del Guangdong per il controllo e la prevenzione delle malattie di Guangzhou e Feng Ruan del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie di Zhuhai. La trasmissione della Sars si è verificata principalmente dopo giorni di malattia ed è stata associata a modeste cariche virali nel tratto respiratorio nelle prime fasi, con un picco circa 10 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi. Nel caso dell’attuale epidemia i ricercatori hanno monitorato le cariche virali di Sars-CoV-2 in campioni respiratori ottenuti da 18 pazienti (9 uomini e 9 donne, età media 59 anni) a Zhuhai nel Guangdong. Nel gruppo anche 4 pazienti con infezioni secondarie, uno dei quali non ha mai avuto sintomi, all’interno di due gruppi familiari. Il paziente che non ha mai avuto sintomi era stato uno stretto contatto di un caso noto ed è stato quindi monitorato. Sono stati analizzati in totale di 72 tamponi nasali e 72 tamponi della gola. Lo studio è stato pubblicato su The New England Journal of Medicine.

I campioni sono stati testati presso il Centro provinciale del Guangdong per il controllo e la prevenzione delle malattie. I ricercatori riportano in particolare il caso del paziente Z, che non ha riportato sintomi clinici, anche se i suoi tamponi nasali e della gola sono risultati positivi nei giorni 7, 10 e 11 dopo il contatto. Il team ha analizzato la carica virale nei tamponi nasali e della gola ottenuti dai 17 pazienti sintomatici, rilevando valori più elevati subito dopo l’insorgenza dei sintomi, con cariche virali più elevate nel naso rispetto alla gola. “La nostra analisi – si legge nello studio – suggerisce che il modello di diffusione dell’acido nucleico virale nei pazienti con infezione da Sars-CoV-2 è simile a quello dei pazienti con influenza e appare diverso da quello osservato nei pazienti con infezione da Sars-CoV”.
La carica virale rilevata nel paziente asintomatico, inoltre, “era simile a quella dei sintomatici, il che suggerisce il potenziale di trasmissione dei soggetti asintomatici o minimamente sintomatici. Questi risultati sono in linea con i rapporti secondo cui la trasmissione può avvenire nelle prime fasi dell’infezione – aggiungono – e suggeriscono che la rilevazione e l’isolamento dei pazienti potrebbero richiedere strategie diverse da quelle richieste per il controllo della Sars”. E ancora: “L’identificazione di pazienti con pochi o nessun sintomo e con livelli modesti di Rna virale rilevabile nell’orofaringe per almeno 5 giorni suggerisce che abbiamo bisogno di dati migliori per determinare le dinamiche di trasmissione e adattare le nostre pratiche di screening”, concludono i ricercatori.

Comunque l’epidemia di Sars-CoV-2 sta venendo letteralmente “soffocata dalle misure eccezionali che la Cina ha deciso di adottare”, ma anche se “il rallentamento è sicuro non bisogna abbassare la guardia”. È l’analisi del fisico esperto di sistemi complessi Alessandro Vespignani, direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston Vespignani, che sta studiando la diffusione del nuovo coronavirus fin dall’esordio: “C’è una forte evidenza che l’epidemia sia rallentata per le misure straordinarie“. Per avere un’idea più attendibile dell’evoluzione dell’epidemia “non bisogna leggere i numeri giorno per giorno”, ma è importante avere invece una visione d’insieme, “da cui dedurre una tendenza”. “Sicuramente il sistema di reporting cinese ha lavorato in condizioni di emergenza” e di conseguenza i numeri che fornisce quotidianamente potrebbero risentire di questo. In linea di massima “il calo nel numero di nuovi casi sembra consolidato” e questo “emerge anche da altri indicatori“. Tuttavia, ha precisato, “è ancora presto per trarre conclusioni: bisogna aspettare e vedere l’evoluzione dell’epidemia nelle altre province della Cina” e “che cosa succederà riaprendo la società”.

Lo studio The New England Journal of Medicine

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Coronavirus, Regione Lombardia: “I cittadini di Codogno e Castiglione rimangano a casa ed evitino contatti sociali a scopo precauzionale”

I cittadini di Codogno e Castiglione d’Adda non devono uscire da casa. I due paesi, insomma, rischiano di trovarsi in isolamento. “Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali“, è la richiesta avanzata dall’assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Giulio Gallera dopo la conferma di 3 contagi da coronavirus – marito e moglie e un loro conoscente – residenti nei due paesi del Lodigiano.

Da parte sua è giunto anche l’invito a “non recarsi in Pronto Soccorso” nel caso in cui si avvertano sintomi riconducibili a virus partito dalla Cina. “Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria – ha spiegato Gallera – è di non recarsi in pronto soccorso, ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio”.

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Coronavirus, 1800 morti, ma rallentano i contagi. Pechino cancella i dazi sull’import di forniture mediche dagli Stati Uniti

L’epidemia da coronavirus rallenta. O almeno, questo mostrano gli ultimi dati diffusi dalle autorità di Pechino: per il tredicesimo giorno consecutivo cala il numero di contagi fuori dalla provincia di Hubei, epicentro dell’epidemia da Covid-19, il nome con cui la comunità scientifica ha classificato la nuova polmonite virale. I casi di infezione nel mondo sono più di 71mila, di cui 70.548 nella Cina continentale, dove i morti sono 1.800. Tra le vittime, anche il direttore dell’ospedale di Wuhan, Liu Zhiming. Altri cinque decessi sono stati registrati fuori dai confini, di cui uno solo in Europa, in Francia. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, frena: “Serve cautela, è troppo presto per dire se questo calo segnalato continuerà”.

Tutto pronto per il rientro degli italiani ancora bloccati sulla nave da crociera Diamond Princess: dei 35 connazionali, tra passeggeri ed equipaggio, solo 22 torneranno in Italia su un volo speciale. Il capitano ha scelto di restare a bordo, con altri membri dello staff.

In Cina – Il sistema sanitario cinese è duramente messo alla prova: sono arrivati migliaia di sanitari negli ospedali di Wuhan per aiutare a fronteggiare l’emergenza, ma cominciano a mancare le forniture . La Cina perciò ha deciso l’esenzione dai dazi sull’import di attrezzature mediche dagli Usa necessarie per il monitoraggio dei pazienti, per le trasfusioni di sangue e per misurare la pressione. Dal 2 marzo saranno accettate le domande delle società cinesi importatrici per ottenere l’esenzione dai dazi addizionali imposti durante la guerra commerciale su alcuni prodotti Usa.

In molte città fabbriche rimangono chiuse, gli uffici vuoti: per provare a ripartire si punta sullo smart working. Le scuole di Shanghai, chiuse ormai da tre settimane, hanno annunciato lezioni online a partire dal 2 marzo: nell’impossibilità di prevedere una riapertura, si attivano piattaforme e-learning per cercare di mantenere una specie di normalità per gli alunni.

La Diamond Princess – Dopo le evacuazioni da parte di Stati Uniti e Canda, anche l’Australia ha annunciato il rimpatrio di 200 australiani in quarantena sulla nave da crociera ancorata nel porto giapponese di Yokohama. Almeno 15 australiani sono fra i 454 casi confermati a bordo della nave, da quando il primo passeggero è risultato positivo al virus. La compagnia aerea Qantas riporterà in Australia decine di famiglie che sono state confinate alle loro cabine per due settimane: all’atterraggio trascorreranno un’altra quarantena di due settimane in un ex campo di minatori presso Darwin, nel nord del continente, dove sono già presenti 250 altri australiani arrivati da Hubei.

La falla del sistema in Cambogia – Le autorità locali e l’armatore della nave da crociera americana Westerdam si sono messi sulle tracce degli oltre 1.200 passeggeri sbarcati ieri dalla nave nel porto cambogiano di Sihanoukville, dopo che una donna statunitense di 83 anni, scesa dalla nave, è risultata affetta da coronavirus allo scalo malaysiano di Kuala Lumpur. La nave aveva ricevuto cinque rifiuti da altrettanti Stati, prima di poter gettare l’ancora in Cambogia: ma una volta scesi a terra, molti passeggeri risultano mancanti. Il sospetto è che si siano già imbarcati su voli commerciali per rientrare nei rispettivi Paesi. Almeno 145 di questi sono passati per la Malaysia. Gli altri si trovano nella capitale Phnom Penh, dove si sottoporranno al test per il covid-19.

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