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Vaccino anti-Covid, l’Italia supera le 865mila dosi somministrate. Solo 3 Regioni hanno utilizzato meno della metà delle fiale

L’ultimo aggiornamento, ancora parziale e riferito alle 22.52 del 13 gennaio, della campagna vaccinale porta a 868.615 le persone che hanno ricevuto la prima dose di Pfizer-Biontech. Le donne vaccinate sono 542.012 e 326.603 gli uomini. Gli operatori sanitari e sociosanitari a cui è stato somministrato la dose sono 669.730, mentre 131.206 persone appartengono al personale non sanitario e 67.679 sono gli ospiti delle Rsa. L’Italia ha quindi utilizzato finora – ma i dati affluiranno ancora nel corso della donna e nella prima mattinata del 14 gennaio – il 61,8% delle 1.406.925 dosi consegnate.

La regione che in termini assoluti ha vaccinato più persone è la Lombardia, con 121.589 dosi iniettate. Segue l’Emilia-Romagna con 93.008 e poi tre regioni – Campania, Lazio e Veneto – hanno oltre 80mila persone immunizzate. In termini percentuali, invece, è sempre la Campania l’area leader del Paese con l’85,4% delle fiale utilizzate. Veneto, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna superano il 70%. Tutte le regioni superano la metà delle dosi già somministrate, a parte Provincia di Bolzano (46%), Basilicata (41,6%) e Calabria (35,5%).

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Il nuovo decreto anti-Covid: coprifuoco fino al 5 marzo e stop a spostamenti anche tra Regioni gialle. Prorogato lo stato d’emergenza

Spostamenti tra Regioni vietati fino al 5 marzo, parametri più stringenti per finire in zona arancione o rossa, coprifuoco confermato dalle 22 alle 5 e poche deroghe allo schema generale di restrizioni. Nonostante l’apertura della crisi di governo da parte dei renziani, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto anti-Covid che fa da cornice alle regole che saranno in vigore a partire dal 16 gennaio. Con una novità: il provvedimento durerà più dei precedenti per dare maggiore continuità alla lotta alla pandemia. La scadenza è fissata per inizio marzo. Contestualmente il governo ha prorogato lo stato d’emergenza fino al 30 aprile, così come anticipato dal ministro della Salute Roberto Speranza alle Camere.

Il testo definitivo del decreto ancora non c’è, ma nell’ultima bozza sono confermate tutte le novità trapelate nei giorni scorsi: il divieto di spostamento tra Regioni gialle, introdotto dall’esecutivo prima di Natale, è stato ulteriormente prorogato. Ci si potrà muovere solo per motivi di lavoro, salute o necessità documentati con apposita autocertificazione. “È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione“, si legge. Il coprifuoco resta fissato dalle 22 alle 5 in tutta Italia e rimane invariato il meccanismo di divisione delle Regioni in base alle fasce di rischio.

Ciò che cambia, invece, sono i parametri per finire in zona arancione o rossa. Le Regioni che si collocano dal punto di vista epidemiologico “in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto”, con il nuovo decreto legge vengono inserite nel più restrittivo “scenario di tipo 2 e con livello di rischio moderato”. Ciò significa che sarà più facile il passaggio di una regione ‘gialla’ in fascia arancione. Allo stesso modo, sarà più facile slittare da quella arancione alla zona rossa. L’altra novità riguarda l’istituzione di una “zona bianca“, dove quasi tutti gli aspetti della quotidianità verranno ripristinati, dagli spostamenti agli orari di apertura di bar e ristoranti. Spetterà come sempre al ministero della Salute individuare quali Regioni si collocano “in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso”, purché allo stesso tempo si manifesti “una incidenza settimanale dei contagi, per due settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti“. Situazione epidemiologica che al momento non è presente in alcuna Regione del Paese.

Nel decreto trovano spazio anche due deroghe ai vari divieti di spostamento previsti in zona arancione e rossa che gli italiani hanno imparato a conoscere durante le festività natalizie. “Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale – si legge nel provvedimento – sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia“. Confermata anche la regola che consente a un massimo di due persone di andare a visitare amici o parenti, una volta al giorno. “In ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.

Entro il 15 gennaio, inoltre, il presidente del Consiglio dovrà emanare un nuovo dpcm per rinnovare il precedente prima della scadenza. Nel provvedimento verranno introdotte ulteriori restrizioni, come il divieto di asporto per i bar a partire dalle 18. Restano ancora chiusi gli impianti di sci mentre si apre uno spiraglio sul fronte del turismo culturale di prossimità: è prevista la riapertura di tutti i musei che si trovano nelle Regioni in zona gialla.

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