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A Bologna il “Festival dei beni confiscati” di Libera. Tre giorni di eventi e dibattiti

Si chiama Villa Celestina ed è il primo bene sequestrato alla criminalità organizzata che sarà riutilizzato a fini sociali nel comune di Bologna. Dal 21 al 23 maggio, poi, sarà il teatro del Festival dei beni confiscati, organizzato dalla sezione di Bologna di Libera. Tre giorni e sei manifestazioni, in diretta online e in presenza, nella struttura sequestrata nel 2008 e assegnata nel 2018 al Comune di Bologna. Dal 2019 è stata data in gestione a Libera Bologna grazie a un patto di collaborazione. “Raccontare oggi i beni confiscati e le aziende sequestrate significa raccontare un percorso lungo decenni – dice Andrea Giagnorio, referente di Libera Bologna – fatto di battaglie, vittorie e difficoltà contro mafie e criminalità ma anche per la giustizia sociale e ambientale”.

La prima edizione del festival bolognese di Libera prende il via in un anno significativo: 25 anni fa veniva approvata la legge che ha permesso il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati: la 109/96, che ha fatto in modo che i beni non tornassero nelle mani delle mafie, ma venissero riutilizzati dalla collettività, dalla comunità, dalle istituzioni. Durante le sei iniziative, insieme a relatori e relatrici esperti del tema o protagonisti in prima persona del riutilizzo sociale, Libera Bologna approfondirà la situazione dei beni sequestrati nel Bolognese, il ruolo delle aziende sequestrate, l’impatto mafioso sull’ambiente, con un caso legato al maxiprocesso Aemilia, e le esperienze virtuose di beni confiscati. Gli stessi che, a livello locale e nazionale, si sono riadattati durante la pandemia di Covid, facendo emergere con ancora più forza il ruolo di questi spazi come spazi di giustizia sociale.

“Villa Celestina – continua Giagnorio – è uno spazio che fa emergere con forza il ruolo che possono avere questi luoghi nel rafforzamento non solo della consapevolezza sulla presenza di mafie e criminalità nella nostra città, ma anche di impegno attivo per il bene comune, di percorsi partecipati per la giustizia sociale e ambientale”. Non solo, una biciclettata attraverserà la città per raggiungere i 9 beni confiscati – tra garage e appartamenti – nel Comune di Bologna e raccontare la situazione della provincia, dove in tutto ci sono 25 beni confiscati: tracce che raccontano la presenza mafiosa in città.

Il programma

Venerdì 21 maggio – ore 18.30
Tracce di mafie e criminalità: i beni confiscati a Bologna. Intervengono: Francesco Caruso – Presidente Tribunale di Bologna, Davide Pati – Responsabile nazionale settore beni confiscati di Libera, Stefano Reverberi – Amministratore giudiziario, Antonio Monachetti e Andrea Giagnorio – Libera Bologna. Conclusioni di Matteo Lepore – Assessore al Patrimonio del Comune di Bologna

Sabato 22 maggio – ore 11
Il ruolo delle aziende sequestrate: dall’impresa mafiosa ad esempi virtuosi. Intervengono: Lavoratori della Geotrans, Rita Ghedini – Presidente Cooperare con Libera Terra, Stefania Pellegrini – Direttrice del Master in Gestione e riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati “Pio La Torre”, Rosario Di Legami – Amministratore giudiziario, Antonio Monachetti e Luigi Montana – Libera Bologna. Con la partecipazione di Cgil, Cisl e Uil Bologna

Sabato 22 maggio – ore 16
Biciclettata sui beni confiscati del comune di Bologna. Con Salvaiciclisti Bologna

Sabato 22 maggio – ore 18
Il caso Bianchini, tra sequestri, ecoreati e il maxiprocesso Aemilia. Intervengono: Enza Rando, vicepresidente nazionale e responsabile ufficio legale Libera, Salvatore Tesoriero, avvocato
Giulia Paltrinieri, giornalista, Angelo Miotto, direttore Q Code Mag, Sofia Nardacchione, Libera Bologna

Domenica 23 maggio – ore 11
I beni confiscati nel Covid. Storie di beni che si sono riadattati per l’emergenza. Intervengono: Tatiana Giannone – Settore beni confiscati Libera contro le mafie, Giuseppe Politanò – Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi di Polistena, Mauro Destefano – Ambulatorio Emergency Polistena, Massimiliano Monnanni – T&T Palestra della legalità (Ostia), Paolo Dell’Oca – Fondazione Arché, Milano, Salvatore Gibiino – Presidente Cooperativa Pio La Torre Libera Terra

Domenica 23 maggio – ore 12.30
Filiere etiche e beni confiscati: esperienze e buone prassi per un consumo critico e consapevole e di contrasto alla criminalità organizzata. I Consigli di zona soci di Coop Alleanza 3.0 dialogano con Libera Bologna

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Vibo Valentia, la marcia di Libera dopo la maxi-operazione contro la ‘ndrangheta: due minuti di applausi per i carabinieri

In migliaia stamattina hanno invaso le strade di Vibo Valentia per il corteo organizzato da Libera per esprimere “vicinanza e gratitudine” ai carabinieri per l’operazione “Rinascita-Scott” contro la cosca Mancuso. Un corteo che si è concluso davanti al comando provinciale di Vibo, quartier generale dell’inchiesta coordinata dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, e dai magistrati della Dda. Un lungo applauso, che è stato più toccante di mille parole, e un “grazie” ai carabinieri urlato non solo dai rappresentati di Libera e da alcuni sindaci del comprensorio vibonese ma soprattutto dai cittadini.

Un segnale importante all’indomani dei 334 arresti di mafiosi, politici e professionisti che tenevano sotto scacco Vibo e provincia. Un messaggio di speranza in un territorio dove i Mancuso controllano anche l’aria che respirano i cittadini. Qualcuno, all’indomani della maxi-operazione aveva fatto arrivare al comando dei carabinieri una stella di Natale con un bigliettino in cui c’era scritto: “La Calabria degli onesti vi sarà sempre grata”. Oggi in tantissimi ci hanno messo la faccia in un abbraccio ideale con i militati dell’Arma e tutti gli uomini che hanno contribuito a ripulire un pezzo importante della Calabria.

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