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San Benedetto del Tronto, striscione delle clarisse “contro clima di odio”. Si dimette il segretario pastorale: “Pseudo-Chiesa”

Gli striscioni arrivano anche fuori dal monastero “Santa Speranza” delle clarisse di San Benedetto del Tronto, dove è stata appesa una scritta che recita “Lo avete fatto a me”. Una sintesi della frase tratta dal Vangelo secondo Matteo “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Uno striscione di cui la badessa ha parlato al Corriere della Sera: “Da credenti abbiamo voluto comunicare il nostro disagio verso il clima di odio e di violenza che sta salendo attorno a noi. E da credenti diciamo che l’unica risposta a tutto questo sono il Vangelo e il suo messaggio di pace”. L’iniziativa ha però causato le dimissioni di Marco Albertini, segretario pastorale della vicina abbazia di San Benedetto Martire, che, scrive La Nuova Riviera, non si identifica più in quella che definisce una “pseudo-chiesa“.

La notizia si è diffusa lunedì 20 maggio, quando cinque suore hanno appeso fuori dalla loro casa spirituale nel monastero “Santa Speranza” lo striscione. Il gesto è quindi avvenuto nel bel mezzo della protesta degli striscioni contro Matteo Salvini, ma la badessa del convento ha specificato: “Quella è la parola del Vangelo, che è semplicemente la guida della nostra vita”, negando quindi ogni coincidenza. Padre Antonio Spadaro, direttore della rivista Civiltà Cattolica che si era schierato contro l’esibizione del rosario durante il comizio in piazza duomo di Matteo Salvini, ha condiviso la foto su Facebook.

L’intervista del Corriere della Sera ha però causato le dimissioni di Albertini. “Dopo aver letto le motivazioni date dalle nostre suore di clausura allo striscione esposto relativamente al clima d’odio che si sta innalzando ritengo di dovermi dimettere dall’incarico in quanto non mi identifico più in questa pseudo-chiesa”, ha spiegato al giornale locale La Nuova Riviera. Il segretario ha continuato: “La Chiesa nei suoi duemila anni di storia non si è mai permessa di giudicare un esponente politico ma ha giudicato i peccati e le ideologie nefaste (vedi nazismo, comunismo, ateismo, modernismo ecc.)”. Il segretario ha inoltre evidenziato che il gesto è stato portato a termine “a una settimana dal voto” e ciò significherebbe “intromettersi in faccende che non sono di propria competenza e quindi scandalizzare il popolo di Dio”. “Ne dovranno quindi rispondere davanti a Cristo, giusto giudice”, conclude Albertini.

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Dl Sicurezza bis, Di Maio: “Mancava qualcosa nel primo decreto? Restano dubbi, così non si va in Cdm”

“Sul decreto Sicurezza bis è in corso una interlocuzione tra il governo e il Quirinale per eliminare alcuni dubbi di incostituzionalità. Finchè non saranno risolti questi dubbi è inutile parlarne in Consiglio dei ministri”. Così il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, durante la presentazione, al Tempio di Adriano, della Fase 2 del governo del cambiamento, che frena davanti ai desideri di Matteo Salvini di voler approvare domani in Cdm il provvedimento. Il capo politico M5s non risparmia critiche al provvedimento voluto dal leader della Lega: “Quei due, tre milioni per i rimpatri – indicati nel testo del decreto – non so cosa ci permetteranno di fare. La norma sui rimpatri è evidentemente qualcosa che mancava nel primo decreto”.

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Busta con proiettile indirizzata a Matteo Salvini. Il vicepremier: “Non mi fanno paura e non mi fermo”

Una busta senza annullo postale e senza mittente, indirizzata al vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Un pacco che ha insospettito gli investigatori, che hanno deciso di fermarlo per comprendere quale fosse il contenuto: all’interno c’era un proiettile calibronove. Per questo motivo gli artificieri della polizia di Stato, dopo che il pacco è stato intercettato dal Centro di Smistamento Postale di Roma, in piazzale Ostiense, lo hanno sequestrato. A diffondere la notizia alle agenzie di stampa sono state fonti del ministero degli Interni. Nella busta, oltre al proiettile, nessun messaggio né sigle di rivendicazione. La reazione del segretario federale della Lega non si è fatta attendere: “Non mi fanno paura e non mi fermo” ha detto il titolare del Viminale. Che poi ha aggiunto: “Più che da una politica spesso ipocrita, confido nella solidarietà di milioni di italiani perbene che si esprimeranno con il voto di domenica“.

 

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Governo, ricominciato cdm sui Dl sicurezza bis e Famiglia. Ok alle nomine: Zafarana a Gdf e Mazzotta a Ragioneria

È ricominciato alle 21, dopo il ritorno del premier Giuseppe Conte da Norcia, l’atteso consiglio dei ministri “in due fasi” chiamato ad avviare l’esame – sembra escluso che possa vararli in via definitiva – del decreto ‘Sicurezza bis‘ e di quello con le misure per la famiglia. Dopo nemmeno venti minuti è arrivato l’annuncio che il cdm ha ufficializzato gli attesi rinnovi ai vertici della Finanza e della Ragioneria generale dello Stato: il nuovo comandante generale delle Fiamme gialle al posto di Giorgio Toschi è il generale di corpo d’armata Giuseppe Zafarana, attuale comandante interregionale dell’Italia centrale, mentre a sostituire Daniele Franco – appena entrato nel direttorio della Banca d’Italia con il ruolo di vice dg – sarà Biagio Mazzotta, che era il suo numero due. Via libera poi alla nomina di Pasquale Tridico alla presidenza dell’Inps, di cui finora era commissario.

Sul tavolo restano ora i due decreti. Il primo cavallo di battaglia di Matteo Salvini, il secondo voluto da Luigi Di Maio, i due vicepremier e alleati che a sei giorni dalle elezioni europee continuano ad attaccarsi a distanza. Con il leader M5s che ha sostenuto di non aver mai visto il testo messo a punto dal collega e ha auspicato che “ci siano i soldi e le norme per permettere all’Italia di avviare gli accordi sul rimpatrio di decine e centinaia di migliaia di migranti” e non si tratti solo di una “trovata elettorale” perché in quel caso “si stanno prendendo in giro gli italiani”. E il leghista che, commentando le proposte dell’omologo, ha storto il naso: “Un miliardo per la prima infanzia, per carità… è meglio un miliardo di un pugno in un occhio“, ma “io volo alto, punto in alto”. Nel giorno della riunione, poi, il sottosegretario del Carroccio Giancarlo Giorgetti ha “sfiduciato” Conte affermando che “non è una persona di garanzia, è espressione del M5S”, incassando come risposta l’invito ad affrontare la questione “nelle sedi ufficiali” ovvero proprio in cdm.

I due testi sono intanto stati inviati per conoscenza al Quirinale. All’ordine del giorno ci sono anche misure a favore delle autonomie regionali, modifiche al Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, modifiche alla disciplina sulla riforma organica della magistratura onoraria, disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo su “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità” e modifiche al decreto con il regolamento per il riordino della struttura organizzativa delle articolazioni centrali e periferiche dell’Amministrazione della pubblica sicurezza.

Lo schema del decreto Sicurezza bis prevede tra il resto multe fino a 50mila euro per chi soccorre migranti e rifugiati in mare e la confisca della nave in caso di reiterazione: le Nazioni unite hanno chiesto di bloccarlo perché “il diritto alla vita e il principio di non respingimento dovrebbero sempre prevalere sulla legislazione nazionale o su altre misure presumibilmente adottate in nome della sicurezza nazionale”. 

La bozza di decreto Famiglia invece istituisce un fondo per le politiche per la natalità da finanziare con i risparmi del reddito di cittadinanza. L’obiettivo è  introdurre un assegno unico per le famiglie con maggiori difficoltà. Nei giorni scorsi la Ragioneria generale dello Stato ha espresso dubbi sulle coperture osservando che “dal punto di vista tecnico-contabile l’utilizzo delle risorse, una volta affluite nell’istituendo fondo, deve avvenire con pagamenti entro l’anno di competenza dell’originario stanziamento di bilancio, altrimenti se utilizzati in anni successivi comporterebbero nuovi e maggiori oneri in termini di fabbisogno e di indebitamento dello da compensare sui saldi di finanza pubblica”. La ragioneria mette in guardia anche sull’entità dei risparmi rispetto agli stanziamenti per il Reddito, che saranno chiari solo a fine anno. Conseguentemente, scrive la Rgs nel suo parere, per la definizione della platea dei beneficiari e dei criteri di utilizzo delle risorse del Fondo per la famiglia “potrebbe delinearsi per l’anno corrente la situazione in cui non sussistano i tempi necessari per l’attribuzione delle risorse in parola al fondo nonché alle operazioni di impegno e pagamento effettivo delle medesime entro l’anno”.

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Firenze, manifestante anti Salvini: “Forze dell’ordine mi hanno minacciata di infilarmi un manganello nell’ano”

“Tre agenti mi hanno preso e buttata a terra, presa a manganellate e trascinata lontano dalle telecamere per il collo fino quasi a non avere più respiro, messa a terra, minacciata di infilarmi il manganello nell’ano se non stavo ferma”. A denunciarlo su facebook, con un post sulla pagina Firenze dal basso, è una ragazza che domenica ha partecipato alla manifestazione di protesta contro la presenza a Firenze del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

“Ieri 19 maggio durante una carica di ‘alleggerimento’ delle forze dell’ordine di Matteo Salvini sono stata presa e trascinata fuori dalla folla, dietro ai giornalisti”, si legge nella testimonianza, corredata da foto dei segni sul collo della giovane. “Sono stata immobilizzata, identificata, sono stata rilasciata perché ‘il pezzo grosso’ ha dichiarato che non avevo fatto niente e che stavano esagerando – prosegue il racconto – Umiliata, con i vestiti a brandelli sono stata rilanciata nella folla senza nessun rispetto. Quello che è successo ieri fa male al cuore, alla speranza, alla voglia di esserci, di manifestare i propri pensieri e il proprio dissenso dal disastro che si sta creando. Non dimenticherò mai lo sguardo dell’agente che mi ha assalito. Il suo sorriso, la sua soddisfazione nell’esercitare un potere forte ,mero, privo di animo , su esseri umani che lottano ogni giorno per un mondo diverso mi ha sconvolto e addolorato più di ogni altra cosa. L’umanità perduta, il sopruso sessuale su una donna, il calpestare la dignità altrui. Se questo è un uomo”.

I manifestanti scesi in Piazza della Repubblica, a poche decine di metri da piazza Strozzi dove Salvini ha tenuto il suo comizio, erano circa 2mila. Polizia e carabinieri hanno blindato le vie di accesso verso piazza Strozzi. A più riprese un centinaio di manifestanti ha cercato di forzare il blocco della forze dell’ordine ma è stato respinto. “Viva la libertà di pensiero e viva gli striscioni, purché siano nel rispetto e nella non violenza”, aveva commentato il vicepremier. “Non sono scesi in piazza dei contestatori del sottoscritto ma dei teppisti che hanno aggredito poliziotti e carabinieri. Un episodio che conferma, una volta di più, l’importanza di approvare il decreto sicurezza bis nel Consiglio dei ministri di domani. L’obiettivo è inasprire le pene per chi aggredisce le forze dell’ordine”.

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Governo, Di Maio: ‘Se viceministro Rixi sarà condannato M5s chiederà rimozione’

Uno vuole il decreto Sicurezza bis. L’altro spinge per misure a favore della famiglia. Il primo attacca il procuratore di Agrigento per la vicenda Sea Watch, l’altro lo invita a evitare gli scontri con la magistratura. Se lunedì si ritroveranno come annunciato seduti allo stesso tavolo per il consiglio dei ministri, tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono attese scintille. In attesa di capire se, data la tensione crescente, il cdm si terrà o meno il capo politico del M5s mette altra carne sul fuoco: “Sull’eventuale futura condanna del viceministro Rixi, sotto inchiesta per spese pazze, se arriva una condanna è chiaro che il M5s, come sempre ha fatto per altri chiederà la rimozione del viceministro”, ha annunciato il vicepremier a Che tempo che fa su RaiUno. “Le tensioni che avete visto salire nel Governo sono legate ad un tema, quello delle inchieste sulla corruzione“, ha detto Di Maio. Il riferimento neanche tanto implicito è al caso di Armando Siri, il sottosegretario leghista del ministero dei Trasporti indagato per una tangente da 30mila euro e per questo estromesso dal governo per decisione del premier Giuseppe Conte.

“Domani credo inizi l’esame” del decreto Sicurezza bis “al cdm, dove io porterò un altro decreto, che assegna un miliardo alle famiglie che fanno figli, da domani inizia l’iter”, ha detto Di Maio. Aggiungendo una frecciata al collega vicepremier: “Se si è fatto un decreto Sicurezza bis, vuol dire che nel precedente qualcuno si era dimenticato qualcosa, i rimpatri“. Una virata verso sinistra intrapresa nelle ultime settimane allo scopo di recuperare voti in vista delle europee del 26 maggio che Di Maio non sembra intenzionato a interrompere. “La Chiesa Valdese stamattina ha lanciato una disponibilità, lavoriamo nel senso della redistribuzione” e “non scontriamoci con la magistratura, tutte queste tensioni non fanno bene al Paese”, ha risposto in diretta a Salvini che a Non è l’arena su La7 annunciava di voler “denunciare per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina chiunque sia disponibile a far sbarcare immigrati irregolari” dalla Sea Watch.

Di Maio è tornato, inoltre, sulla vicenda del pullman dirottato a San Donato, nel milanese, il 21 marzo: A Rami e Adam, i due bambini che chiamando le forze dell’ordine impedendo che si consumasse una tragedia, “è stata promessa la cittadinanza e la devono avere”, ha detto Di Maio. “E’ una questione che riguarda il Ministero dell’interno, e non voglio intromettermi in questioni di altri ministeri ma se il ministero è troppo impegnato, investiremo il Presidente del Consiglio di dare la cittadinanza a questi ragazzi, che non solo la meritano ma è una promessa e una promessa va mantenuta”.

Capitolo alleanze per le europee: “Sono preoccupato delle alleanze che stanno nascendo con questi sovranisti, perché fanno i sovranisti con le frontiere dell’Italia e con le casse e i fondi europei”, ha detto il vicepremier in riferimento alla manifestazione di sabato in piazza Duomo, a Milano. “I sovranisti sono forze politiche che pensano all’interesse del loro paese e basta. Noi abbiamo bisogno in questo momento di un’Ue che ci dia una mano su vari fronti”, ha aggiunto: invece “con quelle persone lì non si può creare un’Europa della solidarietà, ma si creerà di un’Europa di persone che penseranno al loro paese e abbandoneranno l’Italia sia sui conti che sull’immigrazione”.

A proposito di piazza Duomo, Di Maio non ha risparmiato all’alleato una frecciatina sugli striscioni fatti rimuovere: “Io dico sempre, chi viene nelle mie piazze, quando faccio dei comizi e vuole protestare gli do anche il microfono. Secondo me si alimentano solo tensioni se togli gli striscioni o censuri qualcuno”, ha detto il ministro del Lavoro interpellato sul manifesto con la scritta “Restiamo umani” che è stato fatto togliere da un balcone durante la manifestazione.

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Sea Watch, disposto sequestro della nave: i 47 migranti pronti a scendere. Ma il Viminale: “Neghiamo lo sbarco”

La Guardia di Finanza sta procedendo al sequestro della Sea Watch 3, la nave dell’omonima ong da giorni in mare a mezzo miglio a sud del porto di Lampedusa con 47 migranti a bordo. Una mossa che di fatto sblocca la situazione, perché, come già accaduto nel caso della Mare Jonio, al sequestro fa seguito lo sbarco dei migranti. La decisione dell’autorità giudiziaria, nella fattispecie del procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha fatto però infuriare il Viminale. La Sea Watch è “una nave fuorilegge“: la “magistratura faccia come crede, ma il Viminale continua e continuerà a negare lo sbarco“, fanno sapere dal ministero guidato da Matteo Salvini che anche oggi aveva ribadito: “Costi quello che costi questo barcone non attracca e questi immigrati non scendono”.

I militari delle Fiamme Gialle sono a bordo della nave per un’attività di polizia giudiziaria finalizzata proprio al sequestro. I militari procederanno inoltre alla denuncia dell’equipaggio all’autorità giudiziaria. Il comandante della nave , riferisce La Presse, sarà indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Contestualmente al sequestro, si procederà al trasbordo dei migranti alle navi delle autorità italiane, pare sempre su ordine della procura. I 47 migranti sarebbero quindi trasferiti nell’hotspot dove erano già state trasportate altre 18 persone che erano a bordo, considerate particolarmente vulnerabili e quindi già fatte sbarcare.

“Il ministro dell’Interno si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise sui presunti scafisti presenti a bordo”, sottolineano fonti del Viminale. Che poi attaccano: “La difesa dei confini nazionali e l’ingresso in Italia di un gruppo di sconosciuti dev’essere una decisione dalla politica (espressione della volontà popolare) o di magistrati e ong straniere? La vicenda SeaWatch3 conferma una volta di più l’urgenza di approvare il Decreto Sicurezza Bis già nel Consiglio dei ministri di lunedì”.

Intanto la Federazione delle chiese evangeliche in Italia apre le porte ai 47 migranti a bordo: “Mettiamo a disposizione le nostre strutture di accoglienza in Italia e le relazioni con le chiese sorelle d’Europa per approntare un piano di ricollocazione in Europa di una quota dei migranti soccorsi dalla Sea Watch”, ha spiegato il pastore Luca M. Negro, presidente della Fcei. “Accogliere i migranti in fuga dalle persecuzioni è dovere civile di ogni democrazia; ma per noi evangelici è anche un servizio al prossimo radicato nella tradizione biblica e un imperativo della nostra fede”, ha aggiunto Negro. “Tutte le chiese che compongono la Fcei hanno solide relazioni con le loro sorelle in Europa, molte delle quali sono attivamente impegnate in programmi d’accoglienza dei migranti. Siamo convinti che la collaborazione tra governi nazionali, istituzioni europee e società civile sia essenziale per la costruzione di una politica di accoglienza efficace e rispettosa dei diritti umani”.

Una collaborazione tra governi cui punta anche Luigi Di Maio: “L’obiettivo è sempre lo stesso, prima di farli sbarcare dobbiamo avere la garanzia che l’Europa prenda in carico quei migranti, altrimenti resteranno in carico solo all’Italia”, ha detto il vicepremier parlando con i giornalisti a Sant’Isidoro Carugo, in provincia di Como. Sul tema Salvini resta invece sulle sue posizioni: “Sono due giorni che c’è questa barca che mi chiede di entrare a Lampedusa – ha detto il ministro dell’Interno in un comizio della Lega a Sassuolo – Mi hanno scritto tutti, anche l’Europa, vescovi e addirittura l’Onu. A tutti ho dato la stessa, cortese risposta: col mio permesso non sbarca nessuno“. Le autorità italiane avevano già consentito il trasbordo e quindi lo sbarco a terra di 18 persone, i bimbi con le loro famiglie e una donna ustionata.

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Vaticano e Famiglia Cristiana su Salvini: “Invocare Dio per sé è molto pericoloso”. “Strumentalizza, è sovranismo feticista”

“Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso”. È netta la presa di posizione del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, a una settimana dal voto delle Europee. Il numero due della Santa Sede non ci sta a restare in silenzio il giorno dopo le parole del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che chiudendo a Milano il raduno dei sovranisti europei ha attaccato Papa Francesco. Ma il leader della Lega è andato oltre brandendo, sul palco di piazza Duomo, un rosario e chiudendo il suo intervento con un affidamento alla Madonna “che sono sicuro”, ha aggiunto, “ci porterà alla vittoria”. Parole che hanno indignato il settimanale dei Paolini, Famiglia Cristiana, che in un editoriale a firma di Francesco Anfossi non esitano a definire quello di Salvini un “sovranismo feticista” e “l’ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica nel nostro Paese dei diritti umani“.

Posizione in perfetta sintonia con quella espressa dal gesuita padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, che sui social ha ricordato che “rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio”. Nel suo articolo su Famiglia Cristiana, Anfossi scrive che “succede spesso per i capipopolo che a parlare per loro sia la piazza: a volte meglio di loro o addirittura in maniera più autenticamente contraddittoria. È quel che è capitato a Matteo Salvini al comizio sovranista di ieri pomeriggio in piazza Duomo a Milano. Mentre il leader della Lega per pochi lunghissimi minuti baciava sul palco il rosario, citava i santi patroni d’Europa e affidava l’Italia al Cuore Immacolato di Maria, dalla stessa piazza partivano fischi e ululati all’indirizzo di Papa Francesco“.

Secondo l’editorialista del settimanale “in realtà era la ‘vox populi’ della piazza a parlare per il vero Matteo Salvini”. “Il Salvini che mentre esibiva feticisticamente un Vangelo – ricorda ancora Anfossi – allo stesso tempo ordinava di tenere ostinatamente chiusi i porti di fronte all’ennesima nave che chiedeva di approdare sulle coste italiane con il loro carico di vite umane“. “Il Salvini che nelle stesse ore riceveva una condanna delle Nazioni Unite per via del cosiddetto ‘decreto sicurezza“, quella che nell’articolo viene definita “una legge così lesiva dei diritti umani che per trovare qualcosa di confrontabile nella storia d’Italia bisogna risalire alle leggi razziali del ‘38”.

Ma Famiglia Cristiana non si ferma qui. “‘Il Governo sta azzerando i morti nel Mediterraneo’, si è vantato il ministro dell’Interno dal palco, mentre il Mediterraneo continua a ingoiare morti annegati“. “Mettere a repentaglio vite umane e rifiutare di soccorrere i naufraghi come deterrente per non far partire i migranti dalle coste del Maghreb non è degno di un Paese civile”, sostiene ancora l’editoriale. “Meglio la piazza allora – si legge – più autentica nel suo cinismo, nel gridare ‘buu’ a Francesco, il Papa che ha fatto del suo primo viaggio a Lampedusa uno dei tratti distintivi del suo pontificato”.

Per Anfossi, “l’antifona persino smaccata di Salvini pronunciata in quella distesa di bandiere azzurre e tricolori, con i suoi simboli della cristianità utilizzati come amuleti, con quell’uso così feticistico della fede, serve a coprire come una fragile foglia di fico gli effetti del decreto sicurezza“. “Un decreto che ha provocato solo ‘pianto e stridore di denti’ per dirla con Matteo (l’evangelista, non il vicepremier)”, scriva ancora Anfossi che poi cita proprio un tweet del direttore di Civiltà Cattolica padre Spadaro: “È venuto il momento per i cattolici per indignarsi“.

La distanza tra il leader della Lega e il Pontefice Bergoglio è nota da tempo. Al raduno di Pontida del 2016, Salvini si era fatto fotografare con in mano la maglietta con su scritto “il mio Papa è Benedetto”. Un gesto molto indigesto all’interno del Vaticano e della Cei, che era stato accompagnato da parole inequivocabili: “Noi non dimentichiamo l’insegnamento di Papa Benedetto XVI”. Salvini era andato oltre affermando: “Papa Benedetto aveva idee molto precise sull’islam. Quelli che invitano gli imam in chiesa non mi piacciono”.

L’avversione con Francesco era già abbastanza evidente ben prima che Salvini, divenuto ministro dell’Interno, attuasse la sua politica anti migranti. Posizione che gli ha precluso ogni tipo di contatto con Bergoglio, benché adesso al leader della Lega un’udienza con Francesco farebbe molto piacere. Ma su questo punto il Papa è irremovibile: o cambia la linea sui migranti o non ci sarà un’udienza e nemmeno una stretta di mano. Ciò nonostante Salvini abbia cercato la mediazione del cardinale Becciu. Perfino Donald Trump, attaccato da Bergoglio in piena campagna elettorale, ha cercato e ottenuto un’udienza privata col Papa durante il suo primo viaggio in Europa. Ma le strade di Salvini e Bergoglio, ora più che mai, sono destinate a restare separate.

Twitter: @FrancescoGrana

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Milano, il racconto dell’uomo travestito da Zorro: “Saliti in maniera acrobatica, la polizia ci ha cercati per un’ora”

“Siamo saliti e siamo entrati in maniera acrobatica. La polizia ci ha cercati per un’ora, poi ci ha fatto uscire”. A parlare è Riccardo Germani, diventato celebre per un giorno per essersi travestito da Zorro e aver esposto in piazza Duomo, mentre sul palco si altenravano esponenti della Lega e alleati in Europa di Matteo Salvini, lo striscione “Restiamo umani”.

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La piazza di Milano per Salvini e i sovranisti: “Con la Lega per cambiare l’Europa (o uscirne)”. Videoracconto della giornata

Salvini e la Lega chiamano a raccolta tutti i loro militanti in vista delle elezioni Europee. Dal palco di Milano, in una piazza Duomo non così gremita come si aspettava il leader del Carroccio, vengono scanditi slogan contro l’Europa e a favore del federalismo, manovra sempre cara ai leghisti del nord Italia. Fra chi viene dalla Sicilia e dice di ispirarsi all’amministrazione di Milano e chi dalle regioni storicamente più care alla storia leghista, i presenti credono al cambiamento imminente dell’Europa, ma allo stesso qualcuno di loro non disdegna la possibilità di abbandonarla.

Presente in piazza anche Carlo Calenda che ha parlato con alcuni dei presenti e ha criticato duramente la presenza dei leader europei alleati di Salvini: “Sul palco ci sono tutti quelli che vogliono il male dell’Italia. Le tesi di Salvini sono contraddittorie, non sa qual è il suo ruolo istituzionale”. In piazza, infine, trovano spazio anche i contestatori, che fischiano e mostrano cartelli all’indirizzo del leader leghista e della piazza.

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