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Csm, sul caso Lotti Zingaretti continua a invocare il “garantismo”. M5s: “Silenzio gravissimo e imbarazzante”

Mentre il procuratore della Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio, nell’atto di incolpazione con cui ha avviato l’azione disciplinare nei confronti di cinque consiglieri del Consiglio Superiore della Magistratura, sostiene che “un imputato (Luca Lotti, ndr) ha contribuito alla scelta del futuro dirigente dell’ufficio di procura deputato a sostenere l’accusa nei suoi confronti”, l’attesa è per le parole di Nicola Zingaretti. Un silenzio, quello del Segretario del Partito Democratico, che Michele Gubitosa, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, ha definito “gravissimo e imbarazzante” e che verrà rotto solo nel tardo pomeriggio di giovedì. Ma con le stesse parole della settimana precedente: “Se emergeranno rilievi penali, mi atterrò sempre al principio garantista“, ha scritto in una nota. E Lotti lo ringrazia: “Ha ricordato che non ho commesso alcun reato”.

Per il momento, quindi, il segretario dei Dem ha deciso di non intraprendere alcuna azione disciplinare nei confronti del braccio destro di Matteo Renzi. Il rischio non dichiarato è quello di creare un’ulteriore frattura interna al Pd proprio quando la formazione sembrava essere uscita dalla bufera del post-Renzi. Ed è anche per questo che nei giorni scorsi Zingaretti si è ben guardato dal prendere una posizione decisa sulla vicenda, limitando le proprie dichiarazioni a un “per adesso non ci sono indagati”. Vero è che i suoi timori di dividere il partito sono confermati dalla reazione della compagine renziana quando il segretario Dem ha tentato di chiedere spiegazioni all’ex ministro per lo Sport: “Parte del Pd è geneticamente manettara”, hanno commentato i membri di ala renziana.

Per questo, giovedì Zingaretti si è limitato a diffondere una nota in cui si precisa che “di fronte all’indagine relativa al Csm, data la delicatezza del tema, ritengo che occorrano la massima franchezza e precisione di giudizio. Se emergeranno rilievi penali, mi atterrò sempre al principio garantista e di civiltà giuridica secondo il quale prevale la presunzione di innocenza fino alle sentenze definitive. L’oggetto delle indagini non sono le frequentazioni, ma il loro merito. Attendiamo per questo che si faccia piena luce. Agli esponenti politici del Pd protagonisti di quanto è emerso non viene contestato alcun reato. Per questo, ogni processo sommario celebrato sulla base di spezzoni di intercettazioni va respinto. Ma il Pd non ha mai dato mandato a nessuno di occuparsi degli assetti degli uffici giudiziari”.

A chi gli fa notare, però, che più che una questione di legalità si tratta di opportunità politiche, il segretario risponde che “dal punto di vista dell’opportunità politica, il partito che ho in mente non si occupa di nomine di magistrati. La politica valuta, interloquisce, si confronta, esprime opinioni ma non dà consigli, né si dedica ad organizzare maggioranze nell’organo di autogoverno della Magistratura”. 

L’atteggiamento del segretario Pd ottiene in serata i ringraziamenti da parte proprio di Luca Lotti che, in una nota, ha fatto sapere: “Ringrazio Zingaretti per aver ricordato che non ho commesso alcun reato e che va respinta e condannata ogni forma di processo sommario. Detto questo, senza fare nessuna polemica con Nicola, sono un po’ sorpreso che lo stesso segretario abbia sentito poi la necessità di dire che il ‘suo’ Pd non si occupa di nomine di magistrati. Perché anche io faccio parte del ‘suo’ Pd e, come ho personalmente detto a lui e spiegato oggi in una nota, non ho il potere di fare nomine che, come noto, spettano al Csm”.

Forza Italia e FdI: “Sciogliere Csm”. M5s: “Silenzio gravissimo e imbarazzante”
Le posizioni garantiste di Zingaretti e le mancate risposte da parte di tutti i vertici Dem hanno scatenato le reazioni degli altri partiti. Il Movimento 5 Stelle, per bocca del portavoce alla Camera Gubitosa, sostiene che l’atteggiamento del partito dimostrerebbe che Zingaretti è un “segretario fantasma”: “Emergono inquietanti intercettazioni sulla bufera che sta coinvolgendo Csm e Pd – ha detto – Negli atti si parla di ‘interferenze illecite’ di Luca Lotti in ‘un centro di potere’ esterno al Csm che decideva sulle nomine. In particolare tra le manovre ‘palesi quanto illecite da parte di soggetto rivestente la qualità di imputato’, scrive il Gico, quella per la Procura di Roma dove, dice Lotti, ‘si vira su Marcello Viola. Lotti avrebbe quindi provato a condizionare le nomine dei Procuratori e, in particolare, del Procuratore di Roma che sosterrà l’accusa nei suoi confronti nel caso Consip. E Zingaretti che fa? Lo tiene ancora dentro al Partito? Il Pd c’è dentro fino al collo ma nessuna parola da parte di un segretario fantasma che non ci vuole né vedere né sentire. Questo silenzio è gravissimo e imbarazzante”.

Da destra Forza Italia e Fratelli d’Italia chiedono in coro l’azzeramento del Csm. Ipotesi scartata dal Colle che motiva la scelta affermando che uno scioglimento immediato comporterebbe la rielezione dei suoi membri con i criteri attuali, mentre diverse forze politiche auspicano un cambiamento e chiedono una riforma delle norme di elezione.I due partiti hanno anche chiesto subito l’avvio di una commissione parlamentare d’inchiesta.

“Liberare la magistratura dallo strapotere delle correnti per restituire agli italiani la certezza dell’imparzialità della magistratura”, dice Alberto Balboni, capogruppo in commissione Giustizia che parla “del più grande scandalo che coinvolge la magistratura dal dopoguerra a oggi” e puntando l’indice sullo “strapotere delle correnti del Csm su nomine, promozioni e trasferimenti”. A rivendicare che “FdI è l’unico movimento politico che ha preso una posizione netta e chiara” è Daniela Santanché che dichiara di “volere procure pulite”.

Silvio Berlusconi, annunciando che chiederà udienza al Capo dello Stato, dice: di fronte a “un’immagine fortemente negativa del Csm che ha delle funzioni delicatissime” e invece “sta facendo emergere la politicizzazione e il correntismo dell’ordine giudiziario, si impone finalmente una profonda riforma dell’ordinamento giudiziario. A questo proposito, da domani sono autorizzato a chiedere un’udienza al capo dello Stato per manifestare tutto ciò che noi pensiamo in ordine a una profonda riforma della giustizia che credo sia assolutamente importante”.

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Csm, Magistratura Indipendente blinda i suoi: “No dimissioni”. E prende distanze da Ferri: “Stop ai contatti con i politici”

No alle dimissioni. Magistratura Indipendente, la corrente di destra dell’Anm, blinda i suoi tre consiglieri del Csm autosospesi da alcuni giorni sulla scia del caos che ha coinvolto il Consiglio superiore della magistratura per l’inchiesta di Perugia. I tre membri dell’organismo di autogoverno delle toghe Corrado Cartoni, Antonio Criscuoli e Paolo Lepre, in realtà, sono finiti al centro delle polemiche per via di un incontro avvenuto di notte in un hotel al quale hanno partecipato anche Luca Palamara, ex presidente dell’Anm, pm a Roma e principale indagato a Perugia, e soprattutto due deputati del Pd, l’ex ministro dello Sport Luca Lotti e Cosimo Maria Ferri, ex sottosegretario alla Giustizia per 5 anni e a lungo leader proprio di Magistratura Indipendente. Ma oggi la “sua” corrente sembra prendere le distanze da lui. In una nota elaborata al termine di un’assemblea “ampia e partecipata”, ma soprattutto blindatissima (i giornalisti sono stati allontanati fin dall’inizio), è stato sottolineato “l’impegno ad evitare in futuro ogni contatto con qualunque esponente politico estraneo al Csm, ancorché magistrato” per affermare “l’esigenza del rigoroso rispetto dei profili etico professionali nell’esercizio delle funzioni di magistrato” e “la centralità del Csm quale unico luogo di confronto istituzionale”. Precetti che in alcuni casi non sono stati evidentemente rispettati nella vicenda su cui si è pronunciata l’assemblea di Magistratura Indipendente.

Per Mi, dunque, i tre consiglieri del Csm che hanno incontrato Ferri e Lotti in albergo devono riprendere a esercitare le loro funzioni, tornando a partecipare al lavoro di Palazzo dei Marescialli. Insomma la fiducia è “rinnovata” anche “all’esito della ricostruzione dei fatti fornita oggi dai consiglieri Lepre, Cartoni e Criscuoli”. E come aveva già fatto la sezione di Mi in Cassazione anche l’assemblea se la prende con i giornali che peraltro hanno raccontato quello che è emerso dalle carte dell’indagine di Perugia. Magistratura Indipendente, infatti, “stigmatizza l’impropria campagna mediatica” e “sottolinea la propria contrarietà a decisioni basate su giudizi sommari non suffragati dalla compiuta conoscenza degli atti”. Resta solo da capire se è a questo tipo di conclusione si riferiva il vicepresidente del Csm David Ermini che in mattinata ha ascoltato tutt’e 5 i consiglieri del Csm coinvolti (i tre di Magistratura Indipendente più i due della corrente centrista di Unicost) e ha chiesto a tutti “senso di responsabilità”.

Gli “autosospesi” sono già stati sostituiti nelle commissioni di cui facevano parte (tranne che nella Sezione disciplinare dove per sostituire Cartoni bisogna procedere a un’elezione), ma non possono restare in una condizione che non è prevista da nessuna legge, come ha ricordato il presidente emerito della Consulta Giovanni Maria Flick. E se formalmente le dimissioni non sono state chieste da Ermini o da altri, la ragione è che nemmeno per questo istituto ricorrono le condizioni: a carico dei quattro togati non c’è nulla, nè un’indagine penale, né un procedimento disciplinare. Una posizione differente da quella di Luigi Spina, il consigliere che si è dimesso perché indagato nell’inchiesta su Palamara.

D’altra parte l’esito finale dell’assemblea della corrente conservatrice dell’Anm era nell’aria già dal mattino e peraltro su richiesta dei tre interessati: “Nessun passo indietro” aveva assicurato a ilfattoquotidiano.it Criscuoli. E’ uscita minoritaria – come sottolinea la sua astensione in assemblea – la posizione di Pasquale Grasso, esponente di Mi ma soprattutto presidente dell’Associazione nazionale magistrati che invece aveva detto prima della riunione che “se confermate le notizie di stampa, si tratta di una cosa gravissima, perché si sarebbe verificata quella che ho chiamato una cessione di sovranità, cioè il contrattare con un politico imputato presso la procura di Roma la scelta del capo di quella Procura. Serve un passo indietro nella misura in cui abbiano attuato le condotte inappropriate che gli vengono attribuite”. Il riferimento esplicito al “politico imputato” riguarda l’ex sottosegretario a Palazzo Chigi del governo Renzi, Luca Lotti, per il quale la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per favoreggiamento nell’inchiesta su Consip. Secondo la ricostruzione dei giornali, infatti, non solo Lotti partecipò all’incontro con 5 consiglieri del Csm senza avere particolari deleghe o competenze in materia, ma in quella riunione dai contorni quantomeno anomali – di notte, in un albergo – uno degli argomenti – secondo le carte degli inquirenti – sarebbe stata la nomina del successore di Giuseppe Pignatone come capo della Procura, la stessa che ha chiesto il processo per il deputato democratico.

E però nel frattempo Lotti incassa un’altra difesa d’ufficio del segretario del suo partito Nicola Zingaretti: “Mi ha assicurato che non ha commesso alcun atto di illegalità, i giudici avranno solo supporto e sostegno in questa vicenda”. Zingaretti aggiunge che “quando si tratta di indagini, che sia giusto sostenere la magistratura, le procure nella loro capacità di indagare per accertare la verità e questo è un pilastro su cui noi non cederemo mai” perché, aggiunge, “non abbiamo come hanno la Lega e i 5 Stelle giustizialismo di partito”. “Proprio perché credo nello stato di diritto – aggiunge il leader democratico – non dimentico che un avviso di garanzia o un’accusa non è una condanna in questo Paese. Quindi la magistratura serve proprio per appurare chi, accusato di reati, è colpevole e chi non lo è”. Resta però in sospeso il giudizio sull’opportunità – su cui Zingaretti non si è mai espresso – per un deputato ex ministro imputato di partecipare a incontri notturni in hotel insieme al “leader ombra” di una corrente della magistratura (ora eletto) e a 5 consiglieri del Csm, per giunta con la possibilità di parlare del capo della Procura che lo vuole mettere sotto processo.

Uno dei tre consiglieri di Magistratura Indipendente, tuttavia, è andato più nel merito nelle fugaci dichiarazioni al fatto.it. “Non c’è nessun motivo per dimettersi – dice Cartoni, giudice a Roma – L’incontro è stato del tutto casuale ed unico, dove non sapevamo assolutamente nulla che arrivasse l’onorevole Lotti“. In pratica un’imboscata?, gli chiedono i cronisti “Sostanzialmente sì” risponde per due volte il magistrato.

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Su Csm e Lotti, Zingaretti tace. Il nuovo corso del Pd non è ancora arrivato

L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha l’abitudine di dispensare consigli su come ci si comporta correttamente nelle istituzioni e di indicare le figuracce dei suoi successori. Non ha niente da insegnare, invece, né da ridire su come si comportava nelle istituzioni Luca Lotti, suo sottosegretario a Palazzo Chigi, oltre che storico braccio destro. Anzi, tutti gli amici della cerchia, in queste ore, si stanno affrettando a sostenerlo. Filippo Sensi, ex portavoce della presidenza del Consiglio e ora parlamentare, ci mette la mano sul fuoco: di Lotti – dice – conosce la passione, la competenza, il rigore, l’onestà. E’ un galantuomo, aggiunge l’onorevole Ernesto Magorno, ritwittato dall’account ufficiale del gruppo del Senato. Le accuse sono assurde, aggiunge. Lotti però non è “accusato”. Non è indagato. Però è venuto fuori dagli atti della Guardia di Finanza che Lotti partecipava ad appuntamenti dopo cena con tre, quattro, cinque consiglieri del Csm per decidere tra le altre cose chi doveva guidare la Procura di Roma, la stessa che ha chiesto per lui il processo per favoreggiamento (la storia di quando secondo i pm rivelò al capo di Consip che in ufficio c’erano le cimici).

Non è complicato capire che si tratta di un comportamento che di correttezza istituzionale e rigore non ha niente. Non solo viola le più basilari regole della separazione dei poteri, spina dorsale della Costituzione e cintura di sicurezza contro l’abuso di potere, l’arbitrio. Ma è un conflitto d’interessi grande almeno come Montelupo Fiorentino, il bel paese vicino ad Empoli in cui Lotti è nato e cresciuto. E’ un avvelenamento delle istituzioni che assomma l’utilizzo di un organismo costituzionale alla maniera di un teatrino dei burattini con l’intossicazione dettata da scopi personalissimi, aspetti che sembravano dover essere tramontati con gli atti forzosi di Silvio Berlusconi.

La speranza per tutta la giornata di ieri era che l’ex ministro “galantuomo” e “rigoroso” avesse pronta la risposta per spiegare tutto: vi sbagliate, è tutto falso, ecco qui. Invece ha impiegato tutta la giornata di ieri in silenzio per poi, in cinque righe date alle agenzie, non smentire nulla e minacciare querele a tempo debito: non ha chiarito se e perché partecipava a quelle riunioni nottetempo né ha voluto dire ai suoi elettori prima che all’opinione pubblica di cosa si discuteva. Si è limitato a dire che “non è reato venire a cena con me”.

Il punto che si tenta di far sfuggire ai lettori-cittadini è che in casi abnormi come questo non c’è bisogno di un reato (e nemmeno di una cena) per capire se un politico agisce in modo opportuno oppure no, a prescindere dal dress code deciso volta per volta da Renzi con il suo personalissimo mos maiorum, che vale per chi non gli sta bene e non vale per chi gli è vicino. Un regolamento che in un pezzo di Pd sembra durare ancora, visto il sostegno “a prescindere”, con la sufficiente garanzia dell’amicizia, che i colleghi deputati Sensi e Magorno hanno consegnato a Lotti.

Resta da decidere, poi, se ha fatto meglio o peggio l’altro deputato del Pd che partecipava a quelle uscite notturne con i compagnoni del Csm, Cosimo Maria Ferri, per 5 anni sottosegretario alla Giustizia pur rimanendo il leader di una delle correnti della magistratura, Magistratura Indipendente (incredibile a volte l’ironia involontaria dei nomi propri). Ferri, per non rispondere alle domande di Manolo Lanaro, è riuscito a non dire quasi nulla per 5 minuti, alternando lezioni di diritto costituzionale (per esempio com’è composto il Csm) e pezzi del suo curriculum (“Ho fatto il consigliere del Csm”) fino a farsi uscire dalla bocca delle frasi strampalate (“Uno di sera fa cosa vuole”). Poi all’improvviso ha condotto una ritirata precipitosa e parecchio comica, con tanto di frase a metà.

Nelle stesse ore l’analoga concezione del potere giudiziario come cameriere della politica ha portato il ministro dell’Interno Matteo Salvini a “schedare” i giudici che danno torto alle sue norme, accusandoli di decidere in un modo o in un altro sui migranti perché contrari alle sue politiche. Le prove sono raccolte qua e là sul web: la partecipazione a quel convegno, un articolo su una certa rivista. “Invito questo giudice a candidarsi alle prossime elezioni per cambiare le leggi che non condivide” aveva detto il capo del Viminale giorni fa, dando grande prova di non sapere niente dell’autonomia del potere giudiziario da quello esecutivo e legislativo o, peggio, di saperlo proprio.

Sembra perfetta l’ora di un partito d’opposizione, dunque, che ricordi a Salvini – e a tutti – il rispetto per la magistratura, per la sua autonomia, per la sua indipendenza, per il suo autogoverno sacro e inviolabile. Sembra perfetta l’ora del nuovo Pd di Nicola Zingaretti, il nuovo corso, la rottura con il passato, il cambio di passo, l’aria fresca, la fine della gestione un po’ mercantile del potere che sembrava finita con il disastro elettorale del 2018 e poi con la vittoria del segretario “diverso” del 2019, un evento che ha spinto i vecchi scissionisti (Bersani, Enrico Rossi) a rientrare a casa. Sembra perfetta questa ora.

Ma non è ancora tempo. Zingaretti ieri sulla questione del Csm ha dato due dichiarazioni alle agenzie ed è riuscito in entrambi i casi a non dire nulla. Tante parole, ma niente dentro. Come un pesce nell’acquario. Ha parlato della necessità di un’autoriforma della magistratura (e molte grazie), attentissimo a non parlare mai delle responsabilità della politica. Non ha mai fatto i nomi dei suoi due deputati. Non ha mai espresso l’ipotesi che magari possano essere coinvolti gli organismi del partito per capire se i loro comportamenti siano degni di rappresentare, di essere l’immagine di una forza politica che ha raccolto più di 6 milioni di voti e sta tentando una faticosa risalita per meritarsi di nuovo di governare il Paese. Non una parola di censura, un moto di durezza, un fremito di severità. Solo un auspicio – come se non dipendesse da lui, ma da un tiro a sorte – che “chi è coinvolto collabori per la verità”.

Ma come, il nuovo corso, la rottura con il passato, il cambio di passo? L’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, ora eurodeputato del Pd, ci ha provato a scuotere un partito che appare tramortito: ha chiesto una risposta forte dal suo partito “silente”, una “condanna inequivocabile”. Solo così, ha detto, il Pd può “essere credibile nella sua proposta di rinnovamento e di difesa dello stato costituzionale di diritto dell’aggressione leghista”. Invece no, non è ancora il tempo di essere diversi (diversi dagli altri, diversi da quelli di prima). Non è ancora il tempo di essere credibili.

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Roma, bruciato sotto casa lo scooter del minisindaco Ciaccheri: “Si tratta di gesto intimidatorio nei miei confronti”

Gli hanno bruciato il motorino parcheggiato proprio sotto casa, nella notte. “Un atto intimidatorio” che ha colpito Amedeo Ciaccheri, presidente del municipio della Garbatella, uno dei quattro minisindaci di centrosinistra di Roma. È stato proprio lui, postando anche le foto di ciò che rimane del mezzo completamente carbonizzato, a darne notizia sulla sua pagina Facebook. “È un incendio circoscritto che non lascia spazio a fraintendimenti. Si tratta di un gesto preciso di intimidazione nei miei confronti”, ha detto il minisindaco.

Il rogo è divampato nella nottata tra sabato e domenica. Lanciato l’allarme, le forze dell’ordine sono subito intervenute sul posto per i rilievi del caso. Era “l’unico mezzo di trasporto a mia disposizione”, ha poi dichiarato Ciaccheri.

Tra i primi a esprimere solidarietà al presidente di municipio è stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che, attraverso il proprio profilo Twitter ha scritto: “Vicinanza e solidarietà al presidente del VIII Municipio. Questa notte è stato incendiato il suo scooter. Le istituzioni sono sempre unite. #NonAbbassiamoLoSguardo”. Anche il vicesindaco, Luca Bergamo, si è unito alla prima cittadina della capitale con un post su Facebook: “L’incendio nella notte dello scooter di Amedeo Ciaccheri è insieme una minaccia e una violenza rivolta all’istituzione democratica che rappresenta e a lui personalmente”.

Appoggio anche da parte del Pd, compreso il segretario del partito e governatore del Lazio, Nicola Zingaretti: “Forza Amedeo Ciaccheri non ti ferma nessuno, siamo tutti con te!”, ha scritto il leader Dem. E al coro si uniscono rappresentanti di diverse altre forze politiche della Capitale, da LeU al M5S, fino a Fratelli d’Italia. Parlano di “gesto vile che condanniamo con fermezza” Chiara Colosimo e Andrea De Priamo, consigliere regionale e capogruppo in Campidoglio, entrambi di FdI. Non senza auspicare “che i toni politici, seppur accesi, debbano rimanere sempre sul terreno del confronto e del dibattito politico”.

“I messaggi di solidarietà e di affetto mi stanno travolgendo – ha poi risposto Ciaccheri sempre affidandosi al social network -, sono più forte e convinto di prima, c’è tanto, troppo da fare! Insieme ai tanti, tantissimi amici, compagni e cittadini che mi hanno scritto, voglio ringraziare il Presidente Nicola Zingaretti e la Sindaca Virginia Raggi per la vicinanza che mi hanno dimostrato”, commenta il presidente del municipio.

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Governo, Zingaretti: “È nel caos, con Ue ha fatto una figuraccia. Dopo un anno l’Italia sta peggio”

“Dopo un anno di questo governo, i fatti sono drammatici per gli italiani, dopo un anno l’Italia sta peggio: il Paese è fermo, calano le pensioni, il debito pubblico è esploso, lo spread brucia miliardi e il governo è nel caos. La figuraccia di ieri non è degna di un grande Paese come l’Italia e aumenta la sfiducia nel Paese”. Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a margine della manifestazione dei pensionati in piazza San Giovanni a Roma, riferendosi al caso della lettera di risposta del governo all’Ue.

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Elezioni Europee 2019, l’inversione di peso nel governo: Lega sopra il 34%, M5s sotto il 20%. Pd al 24%: sorpasso. Salvini: “Non chiedo poltrone. Sarà periodo economico complicato”

L’inversione dei rapporti di forza è compiuta: la Lega è il primo partito d’Italia. Alle europee il Carroccio di Matteo Salvini sfonda quota 30 percento e raggiunge persino il 34. Due punti in più rispetto ai voti raccolti alle ultime politiche dal Movimento 5 stelle. Che al contrario crolla sotto il 20%: a due terzi dello spoglio è al 17%, cioè la stessa percentuale presa dalla Lega il 4 marzo del 2018. Se i risultati dovessero essere confermati, le due forze di governo vedono praticamente invertire i rispettivi pesi specifici. Con l’esecutivo che a quasi un anno dalla sua nascita rimane ancora espressione del 50% degli elettori: solo che da una governo gialloverde si passa a uno verdegiallo.  Lo spoglio nella notte è ancora in corso, ma per il Movimento di Luigi Di Maio la sconfitta è apparsa netta già dai primi exit poll. Soprattutto perché ha subito il sorpasso del Pd di Nicola Zingaretti che è dato sicuramente sopra il 20%,  addirittura al 24%: cinque punti in più rispetto alle ultime elezioni nazionali. Da una prima analisi appare chiaro che sulla debacle dei grillini abbia influito l’affluenza: è al 56%, due punti in meno rispetto a cinque anni fa, con picchi negativi in Sicilia, Sardegna e Calabria, storiche roccaforti di voti per i 5 stelle. Il Movimento di Di Maio, però, ha perso almeno dodici punti percentuali in 14 mesi riuscendo a prendere meno voti di quelli raccolti cinque anni fa, ai tempi del 40% del Pd: la scarsa voglia di andare a votare del Sud Italia non può bastare come analisi della sconfitta. Dietro resiste Forza Italia intorno all’8%, mentre Fratelli d’Italia è al 6%. Tutti gli altri non arrivano alla soglia di sbarramento: rimangono fuori dal Parlamento europeo, dunque, +Europa di Emma Bonino, Europa verde, La Sinistra e Rifondazione comunista.

Salvini mette subito le mani avanti: “Periodo economico complicato” – Chi invece entrerà a Bruxelles da vincitore è Salvini. Che esulta sui social network, bacia il rosario in conferenza stampa, ringrazia la Madonna per il successo, e poi mette per la prima volta le mani avanti collegandosi con le trasmissioni televisive. Il leader della Lega ha appena incassato un risultato senza precedenti nella storia del suo partito, ma ci tiene subito a sottolineare la sua preoccupazione per il futuro: “Tra una settimana scommetto che arriva la lettera da Bruxelles. Ai richiamini dei professorini agli studenti che si permettono di investire sul lavoro risponderemo, senza preoccupare i mercati che vogliono un’Italia che cresce”. In pratica il ministro dell’Interno approfitta della nottata di vittoria per manifestare subito i suoi timori sul fronte dei conti: “Siamo perfettamente consapevoli che ci attende un periodo economico complicato“. Quindi rivendica subito per il suo partito la poltrona di commissario europeo: “Non abbiamo nomi e cognomi. Chiederemo un commissario di economia e non certo di filosofia: commercio, agricoltura o concorrenza. E come Lega avremo una chance in più di avere una voce in più. I miei avversari sono i Renzi, i Boschi, gli Orlando del Pd mentre gli amici del 5S sono alleati”.

Bastone e carota per l’alleato: “Governo non rischia ma accelerare col programma” – Poi usa il bastone e la carota per l’alleato grillino, al quale ha scippato almeno dieci punti percentuali in meno di un anno di governo. Carota: “Non useremo questo voto per un regolamento di conti interni, il mio avversario era e rimane la sinistra. Gli alleati di governo sono amici e da domani che si torna a lavorare serenamente. Ogni singolo voto che gli italiani ci hanno dato non verrà da me usato per chiedere mezza poltrona in più in Italia”. Bastone: Abbiamo subito attacchi quotidiani vergognosi, però la vita reale è più forte degli attacchi virtuali”. E poi: “Il motivo della sconfitta M5s? Qualcuno che gli ha consigliato la strategia sull’attacco e le prese di distanza ogni giorno nei miei confronti e lo ha probabilmente mal consigliato. Gli italiani chiedono i fatti”. Tradotto: il governo resta in piedi, ma ora è la Lega a guidare: “Chiedo un’accelerazione sul programma di governo. A livello nazionale non cambia nulla”. Che vuol dire? “Riduzione delle tasse, l’autonomia, il decreto Sicurezza, le grandi opere bloccate, lo Sblocca cantieri, il dl Famiglia, il decreto per i disabili”, elenca Salvini. Poi ovviamente il Tav visto che gli exit poll danno il centrodestra in vantaggio alle regionali in Piemonte. E soprattuto: “La flat tax, non subito, è la via maestra. In base ai voti del popolo, risponderemo all’Europa che invece di aumentare le tasse faremo l’esatto contrario, le abbasseremo”. 

Silenzio M5s. Di Maio ai suoi: “Penalizzati da astensione” – In casa 5 stelle, invece, nessuno parla. Quando cominciano a uscire le prime proiezioni, dal quartier generale filtra “sconforto“, mentre i vari leader grillini fanno sapere che“non verranno commentati i sondaggi ma solo i dati veri”. “Non faccio nessuna dichiarazione. Domani verrà detto tutto quello che dobbiamo dire, ci sarà la conferenza stampa come è già stato comunicato”, dice il guardasigilli Alfonso Bonafede. Di Maio, invece, non si fa vedere: preferisce rimanere chiuso negli uffici del gruppo 5 Stelle con lo stato maggiore grillino, compreso il ministro Elisabetta Trenta, i sottosegretari Stefano Buffagni e Vincenzo Spadafora, oltre ai vertici della comunicazione. Secondo il Tg di La 7 Di Maio avrebbe inviato un messaggio a Salvini complimentandosi per l’esito del voto. Le agenzie di stampa, invece, battono il ragionamento che il capo politico del M5s avrebbe fatto ai suoi: “Siamo stati penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud, ma ora testa bassa e lavorare, restiamo comunque l’ago della bilancia in questo governo e da qui in avanti più attenzione ai territori”. Per le dichiarazioni ufficiali bisognerà aspettare lunedì pomeriggio, quando Di Maio parlerà al ministero dello Sviluppo economico a margine del tavolo su Mercatone Uno. 

Zingaretti: “Governo più debole. Torna bipolarismo” – Non parla neanche il premier Giuseppe Conte, che assiste allo spoglio in famiglia: parlerà domani sera, prima di volare martedì a Bruxelles per un vertice informale dei leader europei.  Zingaretti da parte sua attacca: “Il governo è ancora più fragile e isolato, l’assalto sovranista a Bruxelles non è riuscito”. Per il segretario dem “torna protagonista di un nuovo bipolarismo” tra centrodestra e centrosinistra. Anche per Andrea Orlando l’esito delle urne ha indebolito il governo: “Oggi Conte è ancora più debole, il suo ruolo di arbitro è venuto assolutamente meno, ora Salvini è il capo. Non se questo porterà al voto anticipato ma un governo che già non esiste più da alcuni mesi, da stasera è ancora più fragile”. 

Fi: “Berlusconi ha fatto miracolo” – A destra, invece, è Giorgia Meloni a festeggiare anche se non riesce a non citare l’oggetto del desiderio, sempre lo stesso: andare al governo con Salvini: “C’è una maggioranza alternativa ed è quella Fdi-Lega. In queste elezioni europee il secondo miglior dato di crescita dopo Matteo Salvini, al quale faccio i miei complimenti. Siamo cresciuti del 50% rispetto alle elezioni politiche mentre c’era chi diceva che eravamo un partito destinato a sparire  e quindi nonostante qualche menagramo questo è un risultato di cui andiamo estremamente fieri”. Il riferimento ai menagramo è chiaramente per Forza Italia. Che rimane in vita anche se non riesce a toccare la doppia cifra: è la prima volta in un turno elettorale di quest’importanza. Il partito, però, diffonde una nota colpa di ottimismo: ” Chi si illudeva deve ricredersi: in sole due settimane di campagna elettorale, il Presidente Berlusconi ha compiuto l’ennesimo miracolo“. Berlusconi, invece, per la prima volta è molto più realista dei suoi megafoni: “Più di questo non si poteva fare, ho dato il massimo”. Per l’ex premier è una notte importante: è stato eletto al Parlamento europeo. Solo sei anni fa decadeva da senatore.

CRONACA ORA PER ORA AGGIORNATA FINO ALLE ORE 4 DI LUNEDI’ 27 MAGGIO

3.20 – Dati Viminale su 25mila sezioni su 61mila: “Lega 32%, Pd 25%”£
Secondo i dati del Viminale, quando sono state scrutinate 25.444 sezioni su 61.576, alle elezioni europee in Italia è in testa la Lega con il 32,06%, seguita dal Pd con il 24,99% e dal Movimento 5 Stelle con il 17,17%. Forza Italia è all’8,13% e Fratelli d’italia 6,37%.

3.07 – Da Di Maio messaggio di complimenti a Salvini
Luigi Di Maio ha inviato un messaggio telefonico a Matteo Salvini complimentandosi per l’esito del voto. A renderlo noto il TgLa7 durante la Maratona Mentana.

2.20 – Salvini: “Calo M5s? Strategia in attacco sbagliata”
Qualcuno che gli ha consigliato la strategia sull’attacco e le prese di distanza ogni giorno nei miei confronti e lo ha probabilmente mal consigliato. Gli italiani chiedono i fatti”. Così Matteo Salvini in collegamento con il Tg LA7 risponde a chi gli chiede di commentare il calo del M5S e di Luigi Di Maio.

2.00 – Salvini: “Bruxelles ci manderà letterina”
“Tra una settimana scommetto che arriva la lettera da Bruxelles” e a me “interessa mettermi a tavolo con i 5S per prepararci a rispondere”. Così Matteo Salvini parlando dell’azione del governo in Europa alla luce del risultato delle Europee in collegamento con LA7. “Ai richiamini dei professorini agli studenti che si permettono di investire sul lavoro risponderemo, senza preoccupare i mercati che vogliono un’Italia che cresce”.

1.55 – Salvini: “Flat tax via maestra”
“In base ai voti del popolo, risponderemo all’Europa che invece di aumentare le tasse faremo l’esatto contrario, le abbasseremo. La flat tax, non subito, è la via maestra. Questo è un voto per il lavoro. In Europa c’è un’alleanza, adesso. Orban l’ho sentito stasera. Possiamo giocare una partita diversa, Anche i partiti tradizionali, dovranno prendere atto che la gente vuole un’Europa diversa. Non si può più andare avanti a colpi di tagli e di austerità”. Così Matteo Salvini a ‘Porta a Portà, commentando il voto delle Europee.

1.50 – Dichiarazioni Di Maio lunedì pomeriggio
Il vicepremier e ministro, Luigi Di Maio, dichiarerà domani, nel primo pomeriggio, a margine del tavolo sul Mercatone Uno al ministero dello Sviluppo economico.

1.40 – Meloni: “Risultato straordinario”
“E’ un risultato straordinario, è il secondo miglior dato di crescita dopo Matteo Salvini, faccio i complimenti a lui. Siamo cresciuti del 50% rispetto alle politiche ed è tutt’altro che scontato”. L’ha detto la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni nel suo comitato elettorale a Roma.

1.35 – Di Maio ai suoi: “Penalizzati dall’astensione”
“Siamo stati penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud, ma ora testa bassa e lavorare. Restiamo comunque ago della bilancia in questo governo. Da qui in avanti più attenzione ai territori”. Sono queste, secondo le agenzie di stampa, i commenti di Luigi Di Maio sulle elezioni europee.

1.30 – Salvini: “Milioni di voti mi ripagano di bugie”
“Questi milioni di voti che gli italiani mi hanno dato, mi ripagano dopo mesi di bugie, attacchi, processi, falsità mi danno forza incredibile”. Lo afferma il segretario della Leg, Matteo Salvini, commentando i primi risultati delle elezioni europee. 

1.20 – Forza Italia: “Berlusconi ha fatto miracolo”
“Dai primi risultati di queste elezioni emerge un dato incontrovertibile: Forza Italia rimane centrale e determinante per la costituzione di una maggioranza di centrodestra alternativa al governo giallo-verde. Chi si illudeva deve ricredersi: in sole due settimane di campagna elettorale, il Presidente Berlusconi ha compiuto l’ennesimo miracolo. L’oggettiva sconfitta dei Cinque Stelle e il risultato della Lega confermano la possibilità e la necessità di costruire un’alternativa di centro-destra”.

1.12 – Zingaretti: “Siamo noi alternativa a Salvini”
“Molto soddisfatti per l’esito elettorale, la scelta della lista unitaria è stata vincente. Il bipolarismo è tornato a essere centrato sulla presenza del Pd. Siamo noi l’alternativa a Salvini”. Lo ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti in una dichiarazione al Nazareno.

1.08 – Salvini: “Cinque anni fa Lega si stava estinguendo”
“I dati ci danno ragione, ma la festa dura poco perché è il momento della responsabilità. Milioni di italiani ci hanno affidato una missione storica, riportare al centro del dibattito europeo il diritto al lavoro, alla salute, alla vita”. Così il vicepremier, Matteo Salvini, commentando i primi risultati delle elezioni europee. “È un successo incredibile – aggiunge -. Cinque anni fa alcuni giornali parlavano di una Lega in via di estinzione e oggi siamo primo partito d’Italia, da Nord a Sud. Perché siamo primo partito anche in tante città del Su

1.00 – Salvini: “Sarà periodo economico complicato”
“Sarà un periodo economico complicato e siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà”. Lo dichiara Matteo Salvini, leader della Lega, commentando in via Bellerio il risultato delle europee.

00.59 – Salvini: “Voto Piemonte vuol dire Sì Tav”
Se la Lega andrà al governo in Piemonte è chiaro che sarà un messaggio per la prosecuzione delle grandi opere. Abbiamo chiesto il voto per il Sì”.

00.58 – Salvini: “Chiedo accelerazione programma di governo”
“Chiedo un’accelerazione sul programma di governo. A livello nazionale non cambia nulla”: lo ha detto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini a Milan

00.57 – Salvini: “Lavoro del governo prosegue”
Usiamo questi consensi non per regolamenti di conti interni: il mio avversario è la sinistra. Da domani si torna a lavorare serenamente” con gli alleati di governo. Lo dichiara Matteo Salvini, leader della Lega, in conferenza stampa a via Bellerio.

00.56-  Salvini: “Successo incredibile”
“È un successo incredibile non solo della Lega in Italia ma anche della Le Pen in Francia e Farage in Inghilterra. E’ il segno di un’Europa che cambia”. Lo ha detto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini a Milano.

00.56 – Salvini in conferenza stampa col rosario
Matteo Salvini si presenta in conferenza stampa con in mano il rosario che ha esibito dal palco del comizio di piazza Duomo con gli alleati sovranisti. E nel ringraziare gli elettori per il risultato della Lega, bacia il crocifisso.

00.55 – Proiezioni seggi: “Lega 27, Pd 19, M5s 17”
Seconda Previsione Real Time Partiti italiani su ati Quorum/ Youtrend per Sky TG24. Il dato esprime la percentuale i voti e il numero dei seggi . Lega – 31,1 – 27 seggi, Pd – 22 – 19; M5S – 20,1 – 17 ; Forza Italia – 9,5 – 7 ; FDI – 6,1 – 5; Piu Europa – 3,5 – 0 ; La sinistra – 2,7 – 0; europa verde – 1,5 – 0; casapound – 0,9 – 0; forza nuova – 0,5 – 0 ; popolo della famiglia – 0,6 – 0; altri – 1,5 – 1

00.50 – Salvini in diretta Instagram: “Si cambia in Ue”
“In attesa dei risultati grazie, grazie, grazie da tutta la squadra. Grazie Italia, useremo bene la vostra fiducia. Siamo primo partito in Italia, si cambia in Europa”. Così il leader della Lega Matteo Salvini, via Facebook, ringrazia gli elettori per il consenso ottenuto alle europee. A minuti parlerà alla stampa presente nella sede del partito in via Bellerio a Milano.

00.44 – Rosato (Pd): “Ora recuperare gap con la Lega”
Siamo diventati il secondo partito, un recupero importante. Ora abbiamo l’obiettivo di recuperare il gap con la Lega, costruito sulle loro menzogne, con la capacità di Salvini di promettere di tutto e la loro incapacità di governare”. Così Ettore Rosato, deputato del Pd, in collegamento dalla Camera a Porta a Porta.

00.43 – Conte segue spoglio con i familiari
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sta seguendo con i suoi familiari, a quanto si apprende, lo spoglio delle elezioni europee. Il premier in mattinata ha votato in un seggio a Roma.

00.42 – Festeggiamenti nella sede della Lega
Brindisi e applausi nell’ufficio al secondo piano della sede della Lega, in via Bellerio a Milano, dove sono presenti Matteo Salvini, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, Claudio Borghi e Luca Morisi. Alla finestra dello stesso ufficio il sottosegretario Giorgetti ha esposto una statua dell’Alberto da Giussano e una bandiera dei Quattro Mori. Accanto si vedono una polpetta infilzata e un uovo di Pasqua con i colori del Milan.

00.41 – Molinari (Lega): “Saremo noi a indicare commissario Ue”
“Visti i risultati mi sembra abbastanza chiaro” che sarà la Lega, nel governo, a indicare il nome del futuro commissario europeo. Lo afferma il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, durante una diretta di Porta a Porta.

00.15 – Affluenza al 55%. Bassa al Sud
Alle 23, alla chiusura della giornata elettorale,  quando sono pervenuti i dati di quasi tutti i comuni, ha votato il 55% degli aventi diritto. Alle elezioni del 2014 erano stati poco più del 58%. S’è votato molto di più in Trentino Alto Adige, alta anche l’affluenza in Veneto. Più bassa invece rispetto al 2014, nel resto d’Italia. In Sardegna e in Sicilia la partecipazione è sotto il 40%, appena superato invece in Calabria e Basilicata. In Campania e Puglia arriva sopra il 45%, in Abruzzo e Molise supera di qualche decimo di punto la metà degli aventi diritto.

00.08 – M5s: “No comment. Aspettiamo dati reali”
Secco ‘no comment’ dal quartier generale del Movimento 5Stelle che per l’occasione delle elezioni europee si è spostato a Montecitorio. “Aspettiamo i dati reali per commentare” fanno trapelare mentre il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, sta seguendo lo spoglio nel suo ufficio ai gruppi parlamentari del Palazzo.

00.05 – Primi dati Viminale confermano exit poll
I primi dati reali dello scrutinio forniti dal sito del Viminale confermano il trend indicato dagli exit e dagli intention poll: quando sono state scrutinate qualche centinaio di sezioni su 61.576, la Lega è il primo partito con oltre il 30% dei voti, seguita dal Pd con circa il 20% e poi da M5s che ancora oscilla tra il 19 e il 17%.
A seguire Forza Italia, con circa il 9% e Fratelli d’Italia con il 6%. Primo dei partiti a ridosso del quorum è +Europa che però non raggiunge il 4%.

23.58 – Di Maio arrivato a Montecitorio 
Il vicepremier e leader M5s Luigi Di Maio è arrivato a Montecitorio dove è previsto che commenti, più tardi, i dati elettorali. Con lui anche il ministro Alfonso Bonafede e i sottosegretari Stefano Buffagni e Laura Castelli.

23.52 – Centinaio (Lega): “Lega prima ma governo non cambia”
“Siamo il primo partito, ma la composizione del Parlamento italiano è quella del 4 marzo, delle elezioni politiche. Dopo queste europee non cambia nulla per il governo. Dal voto emerge come l’azione di governo della Lega è gradita agli italiani, abbiamo ora un mandato più forte sui contenuti, non sulle poltrone. Ora si lavori sulle proposte della Lega che sono state bloccate”, dice  Gian Marco Centinaio, ministro leghista dell’Agricoltura, commentando i primi dati sul voto delle europee.

23.50 – Centinaio (Lega): “Primi nonostante M5s contro” 
“Sono molto contento, siamo il primo partito anche da forza di governo, e nonostante abbiamo avuto contro persino i nostri alleati”. Lo dice Gian Marco Centinaio, ministro leghista dell’Agricoltura, commentando i primi dati sul voto delle europee.

23.44 – Fonti M5s: “Aspettiamo dati reali. Ma c’è sconforto”
Lo stato maggiore del Movimento 5 Stelle, riunito alla Camera con il leader Luigi Di Maio per monitorare i risultati delle elezioni europee, preferisce non commentare i primi exit poll e attende i dati reali per rilasciare le prime dichiarazioni. Tuttavia, da fonti autorevoli del M5S interpellate dall’agenzia Adnkronos filtra “sconforto” per i primi exit poll, che vedono il M5S terzo, sotto il Partito democratico.

23.35 – Proiezioni affluenza: “Tra 57 e 61%” 
Secondo Dati Quorum/Youtrend per SkyTg24 la proiezione sull’affluenza definitiva del voto delle Europee in Italia è compresa in una forchettq tra il 57 e il 61%.

23.30 – Affluenza al 53% con 5mila sezioni su 8mila
In base ai dati del Viminale, relativi a 5030 sezioni su 7915, l’affluenza alle 23 alle elezioni europee in Italia è al 53,27%. Alle precedenti elezioni europee si era registrata un’affluenza di 56,34%.

23.28 – Molinari (Lega): “Non utilizziamo voto per mettere in crisi in governo”
on utilizziamo il voto per mettere in crisi il governo, gli elettori hanno ora premiato questa parte del governo, abbiamo più forza per le nostre idee”. Così Riccardo Molinari, a Porta a Porta. “Noi e i 5stelle insieme restiamo sopra il 50%”.

23.27 – Salvini: “Primo partito in Italia. Grazie”
Il leader della Lega ha postato su facebook una foto che lo ritrae mentre stringe un cartello con scritto: “Primo partito in Italia. Grazie”

23. 24 – Molinari (Lega): “Spero che ora finisca balletto Tav”
“Spero che ora il balletto della Tav finisca dopo questo risultato, anche alla luce del voto in Piemonte”. Lo dice Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, a Porta a porta.

23.22 – Affluenza al 53% su 3mila comuni 
Alle elezioni Europee alle ore 23 secondo i primi dati (circa 2699 comuni su 7.915) ha votato il 53,25% degli aventi diritto; erano stati il 55,84% nel 2014. Lo rende noto il sito del ministero dell’Interno. Nel 2014 l’affluenza finale alle ore 23 fu del 58,6%. Alle Politiche del 2018 (Camera) l’affluenza alle ore 19 fu del 58,4%.

23.20 – Orlando (Pd): “Noi siamo alternativa”
“Il Partito democratico c’è, è in campo, è la forza sulla quale costruire l’alternativa”. Lo ha detto il vicesegretario Pd Andrea Orlando al Nazareno commentando gli exit poll che danno i dem al secondo posto dietro la Lega. “Gli elettori non hanno creduto al balletto dello scontro Salvini-Di Maio”, ha aggiunto. Credete che le elezioni siano vicine? “Noi abbiamo chiesto le elezioni prima di questo voto perché siamo di fronte a una totale incapacità del governo, un governo che non c’è già più e il voto di stasera, se saranno confermati gli exit poll, introduce ulteriori riflessioni”.

23.18 – Calderoli (Lega): “Conseguenze sul governo? Pensieri”
“Fermo restando che il voto europeo non è voto di fiducia al governo, Lega e M5S supereranno ampiamente la maggioranza assoluta. Nessuno è mai stato amico o nemico, stiamo lavorando insieme e si potrà lavorare di più. Mi aspetto per la Lega risultati importanti”. Il leghista Roberto Calderoli è tra i pochi esponenti leghista, insieme al sottosegretario Giancarlo Giorgetti, ad essere arrivato in via Bellerio a Milano, quartiere generale del Carroccio. A chi gli chiede quali conseguenze sul governo potrà avere il voto europeo il vicepresidente al Senato replica: “Pensieri”. Da parte del Carroccio o degli alleali? “Pensieri loro, non miei”, replica ai cronisti. Calderoli non si sbilancia sulle attese: “Io non ho aspirazione, aspetto i numeri concreti delle urne. Sono delle elezioni europee avranno un peso a livello europeo e nazionale. Io sono contento della campagna elettorale e di quello che si è visto oggi girando”. Quanto al Pd risponde con una battuta: “Per me sono dei panda, consideriamoli con affetto”.

23.16 – Pd: Zingaretti e Gentiloni ridono davanti i dati
Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni soddisfatti e sorridenti, con il segretario Pd che sembra accennare un applauso. E’ il ritratto che compare nelle foto diffuse dall’ufficio stampa Dem, scattate nella stanza del Nazareno in cui la dirigenza segue i risultati delle Europee.
I primi exit poll, che danno il Pd potenzialmente davanti al M5S e secondo partito dietro la Lega, sono stati accolti con entusiasmo dal leader e dal presidente dem.

23.12 – Fonti M5s: “Commenteremo solo dati reali”
Il Movimento Cinque Stelle commenterà solo quando ci sarà un quadro più chiaro del risultato, almeno di fronte a dati reali. In pratica quando sarà noto almeno il dato della metà del campione delle proiezioni. Lo comunicano fonti del Movimento.

23.07 – Lega: “Risultato storico”
“Importa relativamente se saremo al 30 o 31%: un anno fa eravamo al 17%. E’ un risultato storico ed è storico che per la prima volta la Lega diventi primo partito in Italia”. Lo dichiara, nel corso di una diretta a Porta a porta, il capogruppo della lega alla Camera Riccardo Molinari.

LA SECONDA PROIEZIONE – Secondo la seconda proiezione di Swg per La7 (copertura al 18%) la Lega sale ancora e raggiunge alle Europee il 33,1%. Il Partito democratico è secondo al 21,7%, mentre il Movimento 5 Stelle si attesta al 19%. Forza Italia è all’8,5% e Fratelli d’Italia al 6,3%. Secondo consorzio Opinio Italia per la Rai, con una copertura del 11%, alle Europee la Lega si conferma il primo partito con il 30%. Il Pd è al 21,8%, M5S è al 20,7%, Forza Italia 9,8%, al Fratelli d’Italia 6%, e Più Europa al 3,7%.  Secondo Tecne per Mediaset (copertura campione 20%), la Lega è al 29,8%, il Pd sta al 21,3%, M5s al 19,6%. Forza Italia ottiene il 9,1%, Fdi il 5,8%, Più Europa il 4,5%, La Sinistra il 2,9%. 

LA PRIMA PROIEZIONE – Secondo la prima proiezione realizzata da Swg per La 7 per le Europee (copertura all’8%) la Lega consolida il primato emerso dagli exit poll e va al 32%. Il Pd è il secondo partito al 21,7% seguito dal Movimento 5 Stelle al 19,6%. Forza Italia è all’8,6% e Fratelli d’Italia al 6,2%. Secondo il consorzio Opinio Italia per la Rai, con una copertura del 3%, alle  la Lega è il primo partito con il 30%. Il Pd è al 21,3%, M5S è al 20,2%, Forza Italia 10%, al Fratelli d’Italia 6%, e Più Europa al 3,9%.

I SECONDI EXIT POLL – Il secondo exit poll del voto italiano per il Parlamento europeo di Swg per La7 vede il Carroccio guadagnare un punto percentuale rispetto ai 5 stelle:  Lega 27,5/30,5%, Pd 21/24%, Movimento 5 stelle 19,5/22,5%, Forza Italia 9/11%, Fratelli d’Italia 5/7%, Più Europa 2,5/3,5%Europa Verde 1,5/2,5, Altri 4/5%. In base al secondo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, i dem perdono mezzo punto: la Lega è al 27-31%, il Pd è al 20,5-24,5%, M5s al 18,5-22,5%, Forza Italia all’8-12%, Fratelli d’Italia al 5-7%, Più Europa 2,5-4,5%, Europa Verde 1-3%, Sinistra 1-3%, Partito Comunista 0,1-1,5%.

I PRIMI EXIT POLL – I primi exit poll del voto italiano per il Parlamento europeo di Swg per La7: Lega 26,5/29,5%, Pd 21/24%, Movimento 5 stelle 20/23%, Forza Italia 9/11%, Fratelli d’Italia 5/7%, Più Europa 2,5/3,5%Europa Verde 1,5/2,5, Altri 4/5%.
In base al primo Exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai, la Lega è al 27-31%, il Pd è al 21-25%, M5s al 18,5-22,5%, Forza Italia all’8-12%, Fratelli d’Italia al 5-7%, Più Europa 2,5-4,5%, Europa Verde 1-3%, Sinistra 1-3%, Partito Comunista 0,1-1,5%.
Primo instant poll di Quorum/Youtrend per SkyTg24 la Lega è al 27-30%, segue il Pd al 21,5-24,5%, terzo il M5s al 20-23%, Forza Italia è al 9-11%.
Per i primi intention poll di Tecne per Mediaset la Lega è al 26/30%, il Pd è al 20,5/24,5%, M5s 18,5/22,5%, Forza Italia 8/12%, Fdi 4/7%, Più Europa è tra 2,5/4,5%, stesso risultato per La Sinistra.

L’articolo Elezioni Europee 2019, l’inversione di peso nel governo: Lega sopra il 34%, M5s sotto il 20%. Pd al 24%: sorpasso. Salvini: “Non chiedo poltrone. Sarà periodo economico complicato” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Elezioni Europee 2019, le reazioni. Salvini: “Non chiedo poltrone, ora periodo economico complicato”. M5s non parla

Matteo Salvini parla da vincitore, mentre il M5s per il momento tace e Luigi Di Maio dichiarerà solamente lunedì pomeriggio. È il primo effetto dell’esito delle elezioni Europee che consegnano alla Lega più di un terzo dei consensi e la forza del primo partito in Italia. Il leader del Carroccio però per prima cosa conferma la fiducia al governo: “Non useremo questo voto per un regolamento di conti interni” e “ogni singolo voto che gli italiani ci hanno dato non verrà da me usato per chiedere mezza poltrona in più in Italia”, promette. Salvini sa anche che dopo queste elezioni il destino e le prossime mosse dell’esecutivo peseranno sul suo consenso e specifica: “Sarà un periodo economico complicato e siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà”.

Dal quartier generale del M5s filtra “sconforto” e, secondo le agenzie di stampa, Di Maio avrebbe detto ai suoi: “Siamo stati penalizzati dall’astensione, soprattutto al Sud, ma ora testa bassa e lavorare. Restiamo comunque ago della bilancia in questo governo. Da qui in avanti più attenzione ai territori”. Secondo La7, il capo politico pentastellato ha inviato un messaggio telefonico a Salvini complimentandosi per l’esito del voto. Tutti gli altri partiti esultano, a partire dal Partito democratico che supera i Cinquestelle e torna sopra il 20%: “Molto soddisfatti per l’esito elettorale, la scelta della lista unitaria è stata vincente. Il bipolarismo è tornato a essere centrato sulla presenza del Pd. Siamo noi l’alternativa a Salvini”, ha detto il segretario Nicola Zingaretti in una dichiarazione al Nazareno. Per Forza Italia “il dato incontrovertibile” è che il partito azzurro “rimane centrale e determinante per la costituzione di una maggioranza di centrodestra alternativa al governo giallo-verde”. “Balza agli occhi che c’è un’alternativa possibile: Fratelli d’Italia e la Lega rappresentano l’alternativa”, sottolinea anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.

La conferenza stampa di Salvini – Il ministro dell’Interno si è presentato in conferenza stampa con tanto di crocifisso in mano. Lo stesso che aveva esibito in piazza Duomo che ha baciato anche questa volta in diretta televisiva: “Ringrazio chi c’è lassù che non aiuta Matteo Salvini, ma aiuta l’Italia e l’Europa a ritrovare speranza, orgoglio, radici e sicurezza”. Salvini ha confermato fiducia al governo con il M5s: “Abbiamo subito attacchi quotidiani vergognosi, però la vita reale è più forte degli attacchi virtuali. Gli alleati di governo sono amici e da domani che si torna a lavorare serenamente”, ha detto il leader della Lega. Poi però ha avvertito: “Chiedo un’accelerazione sul programma di governo. A livello nazionale non cambia nulla”. E tra i punti elencati dal ministro dell’Interno, ovviamente, ci sono i provvedimenti bandiera del Carroccio: “Riduzione delle tasse, l’autonomia, il decreto Sicurezza, le grandi opere bloccate, lo Sblocca cantieri, il dl Famiglia, il decreto per i disabili”.

“Tra una settimana scommetto che arriva la lettera da Bruxelles” e a me “interessa mettermi a tavolo con i 5S per prepararci a rispondere”, ha aggiunto Salvini in collegamento con LA7. “Ai richiamini dei professorini agli studenti che si permettono di investire sul lavoro risponderemo, senza preoccupare i mercati che vogliono un’Italia che cresce”. “In base ai voti del popolo, risponderemo all’Europa che invece di aumentare le tasse faremo l’esatto contrario, le abbasseremo. La flat tax, non subito, è la via maestra”, ha tracciato la rotta. Quando poi è intervenuto anche a Porta a Porta, Salvini è tornato infine a punzecchiare il M5s: “Ringrazio Siri, vittima di un linciaggio senza precedenti. A lui va un abbraccio. I processi si fanno nei tribunali, non nel Consiglio dei ministri e non sui giornali”.

Zingaretti dal Nazareno – “Salvini emerge come vero leader di un governo immobile e pericoloso. Noi vogliamo costruire l’alternativa a Salvini per essere credibili in vista del voto politico. Il governo esce ancora più fragile per divisioni interne di fronte ai grandi appuntamenti che lo aspettano”, sostiene Zingaretti in una dichiarazione al Nazareno. “L’aggressione sovranista alle istituzioni europee è fallita – aggiunge – nel Parlamento europeo c’è un’ampia e solida maggioranza per cambiare, ma rilanciando il sogno europeista“. “Grazie agli italiani che sono tornati, che hanno guardato alla lista unitaria come una possibilità per voltare pagina e aprire una fase nuova”, prosegue Zingaretti. “Useremo la forza che ci viene dal risultato del voto per andare avanti innanzitutto sui contenuti e costruire un Piano per l’Italia imperniato su crescita, sviluppo, lavoro e giustizia sociale – conclude – Un nuovo programma per salvare il nostro Paese”.

Forza Italia e Fratelli d’Italia – “Siamo ancora indispensabili, senza Forza Italia il centrodestra perde… Noi siamo l’unica forza moderata di una coalizione vincente solo se corre insieme e io resto a Bruxelles l’unico argine al populismo anti-europeo. Più di questo non si poteva fare, ho dato il massimo“. Queste, a quanto apprende l’Adnkronos,  sono state le prime reazioni all’esito del voto di Silvio Berlusconi. “Chi si illudeva deve ricredersi: in sole due settimane di campagna elettorale, il Presidente Berlusconi ha compiuto l’ennesimo miracolo. L’oggettiva sconfitta dei Cinquestelle e il risultato della Lega confermano la possibilità e la necessità di costruire un’alternativa di centrodestra”. si legge in una nota di Forza Italia.

“È un risultato straordinario, è il secondo miglior dato di crescita dopo Matteo Salvini, faccio i complimenti a lui. Siamo cresciuti del 50% rispetto alle politiche ed è tutt’altro che scontato”, ha detto la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni nel suo comitato elettorale a Roma. “Balza agli occhi che c’è un’alternativa possibile e ora spetterà a ciascuno degli attori in campo se dare seguito alle indicazioni degli italiani”, ha aggiunto. Per Meloni, “Fratelli d’Italia non sì dà più limiti” visto che gli italiani “hanno raccontato una storia diversa” rispetto a quella per cui “la Lega avrebbe fagocitato FdI”.

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Europee 2019, Zingaretti (Pd): “È fallita l’aggressione sovranista alle istituzioni europee”

“L’aggressione sovranista alle istituzioni europee è fallita. Nel Parlamento europeo c’è un’ampia e solida maggioranza per cambiare rilanciando il sogno europeo”. A rivendicarlo dalla sede nazionale del Pd a Roma, il segretario dem Nicola Zingaretti. Per poi aggiungere: “Anche le forze sovraniste italiane saranno in una posizione di marginalità rispetto alle grandi scelte che farà l’Europa”

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Pd, Sala: “Non mi fido dei bulletti sovranisti”. Zingaretti: “Chi governa ha stessi gli obiettivi dei nemici dell’Italia”

Il Partito democratico ha chiuso la campagna per le Europee a Milano davanti all’Arco della Pace. In una piazza riempita a metà (5mila persone secondo gli organizzatori), il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, ha attaccato il governo Lega-M5s: “Capisco quando Putin vuole fare saltare il nostro sogno di Europa, ma non capisco quando questa volontà arriva dal nostro governo che ha lo stesso obiettivo dei nemici dell’Europa”. Accanto a lui c’era il candidato alla presidenza del Partito socialista europeo, Frans Timmermans, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che dopo aver criticato l’uso strumentale della religione da parte di Matteo Salvini ha definito “bulletti i sovranisti europei e italiani”.

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Olanda, il numero uno dei laburisti canta vittoria: “Abbiamo sconfitto i sovranisti in Olanda grazie ai contenuti seri”

“In Olanda abbiamo sconfitto i sovranisti grazie ai contenuti seri, dialogando con le persone e ignorando gli insulti della destra più estrema”. A parlare, a Milano per la chiusura della campagna elettorale del Pd per le Europee, insieme a Nicola Zingaretti, il candidato dei socialdemocratici alla Comissione europea e numero uno dei laburisti del Pvda, Frans Timmermans, che ha portato il suo partito in testa negli exit poll olandesi.

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