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Regionali Umbria, Vincenzo Bianconi candidato M5s-Pd: “Accolgo l’invito”. La presentazione

“Sono Vincenzo Bianconi imprenditore umbro di Norcia, come tanti sono innamorato della mia terra. È ora di ricostruire il futuro dell’Umbria perché è una regione straordinaria e civile che ha bisogno di fortissimi cambiamenti. Accolgo l’invito che tante forze civiche, associative e politiche mi hanno rivolto a candidarmi come presidente della Regione Umbria”. Così Vincenzo Bianconi ha accolto l’invito a candidarsi alle prossime elezioni regionali in Umbria.

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Governo, Bersani: “C’è un popolo disperso di sinistra, riprendiamocelo. Renzi? Ha governato con i miei voti sputandomi addosso”

“Renzi ha governato, sputandomi addosso, ma lo ha fatto con i voti miei”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, intervistato alla festa di Articolo Uno, a Roma. “Renzi ha governato con un nemico principale – ha aggiunto – il populismo e i 5 Stelle. Esito? Il Pd ha perso voti e i 5 Stelle sono aumentati. Poi si sono messi con la destra e in un anno si dimezzano”. Insomma, secondo l’ex ministro, “c’è un popolo disperso che si sente di sinistra: culture ambientaliste, cattoliche, culture sociali, che è ora di richiamare a raccolta per costruire un’alternativa alla destra. Questa alternativa fa parte delle forse che ci credono e che si sentono di sinistra, perché quella di là si chiama destra e questa di qua non può chiamarsi con un altro nome. Sarà una sinistra larga e plurale. E ci vorrà un tavolo per formulare un programma di svolta, e bisogna rompere il muro che c’è tra elettorati di centrosinistra e 5 Stelle”

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Sanità lombarda, le mie domande all’assessore regionale su soldi e digitalizzazione

Cari lettori, ero così contento di avervi spiegato l’intervento positivo dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia per il caso Avastin-Lucentis che, trascorsa l’estate, la Novartis ha deciso di passare nuovamente al contrattacco con un nuovo ricorso al Tar (di giovedì di inizio mese) per non perdere la battaglia e cercare di continuare ad usare, ormai solo in Italia, il farmaco più costoso per la degenerazione maculare senile. Insomma la storia infinita continua.

Oggi, invece, con questa mia lettera pubblica voglio nuovamente ammonire la giunta Lega (presidente Attilio Fontana) e Forza Italia (assessore Giulio Gallera) che capeggia ormai indisturbata da decenni – scambiandosi solo i ruoli – la Regione Lombardia.

Ho letto sul sito regionale di una delibera che autorizza una spesa di 182 milioni di euro con la quale, “attraverso l’Agenzia Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti (Aria), saranno attivate procedure di gara per la creazione di:

– Un sistema Hub centrale multimediale, composto da un data center, un archivio con spazi di back up, snodi di collegamento verso le aziende socio-sanitarie;
– Un sistema periferico di gestione delle immagini per ogni Asst, collegato a quello centrale, che renda funzionale e omogenea la consultazione diagnostica all’interno della stessa azienda (fra i vari reparti) e fra aziende diverse”. Con una sperimentazione di otto anni!

“Nell’ottica di una reale semplificazione e dematerializzazione delle procedure e dei servizi – conclude l’assessore Gallera – i cittadini non dovranno più recarsi da un ospedale all’altro carichi di referti, lastre o diagnosi. Il nuovo sistema garantirà infatti un accesso diretto alle informazioni diagnostiche indipendentemente dal luogo di visita, cura o assistenza”.

Ora, caro Gallera, nel ringraziarla per essere intervenuto pesantemente contro il collega primario del Sacco per il caso Avastin-Lucentis, le esprimo tutte le mie perplessità e il mio disappunto per le sue parole sui temi di digitalizzazione nella sanità e per la firma della delibera.

Come può un assessore al Welfare, che dovrebbe guardare alla salute di tutti – e non solo dei “suoi” cittadini – dire queste parole per giustificare una spesa enorme? Lei crede di difendere i cittadini lombardi senza interessarsi dei cittadini italiani, nella speranza di un’autonomia che con il nuovo governo diverrà più difficile? Ha destinato altri soldi a Lombardia informatica per aumentare il controllo dei dati sanitari di 10 milioni di cittadini italiani, anzi lombardi: è certo che siano spesi bene?

E’ proprio sicuro di farlo solo nell’interesse dei cittadini visto che l’immagazzinamento come specificato è solo su scala regionale? Ma se un cittadino lombardo deve farsi visitare a Piacenza, circa 50km dal centro di Milano, non potrà “vedere” più nulla! Come lo spiega? Sicuro che non sia una spesa troppo “limitata” ed utile solo per interferire nella privacy? Lei sa che proprio Lombardia informatica, alla mia proposta di History health, disse che era una bella rivoluzione?

Con History health, caro Gallera, non ci sarebbero più strutture che si collegano fra di loro e che non si consultano nemmeno se i limiti regionali lo impongono. Caro Gallera, con History health nessuno conserva i nostri dati sanitari. Caro Gallera, con History health il cittadino li conserva e li porta con sé in qualunque luogo del mondo dove esista un collegamento internet in una applicazione certificata. Caro Gallera, con History health i certificati scritti e registrati non possono essere manipolati e modificati in modo fraudolento. Caro Gallera, anche nel caso in cui lei avesse bisogno urgentemente di tutta la sua storia clinica, basterebbe, per poterla visionare, l’impronta digitale, anche se si trovasse nel pronto soccorso di un posto lontanissimo. Altro che Piacenza!

Apra al mondo, caro Gallera, non erga barricate come nel Medioevo. Il federalismo, o l’autonomia, in sanità non ha valore. Non si può essere felici di aver autorizzato una delibera così limitativa per il bene di tutti.

Sono a sua disposizione, caro Gallera, per poter spiegare anche a lei l’importanza di investire in History health, importanza personale ma allo stesso tempo universale. E io, per l’idea che ho registrato alla Camera di commercio, non le chiedo nemmeno un euro. Troppo poco? Vuole ascoltarmi visto che, grazie all’articolo V della Costituzione, ha potere decisionale?

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