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Polonia, corteo di migliaia di persone sfila a Varsavia contro la legge che vieta l’aborto – Video

Nella capitale polacca migliaia di cittadini stanno protestando per il terzo giorno consecutivo contro la decisione del governo di vietare l’aborto quasi completamente. Un corteo immenso ha sfidato il freddo e le restrizioni anti-Covid per protestare contro la sentenza del tribunale che stabilisce il divieto di abortire tranne nei casi di stupro e incesto, o quando la vita o la salute della madre sono considerate a rischio. Alcuni dei partecipanti indossavano anche pezzi di stoffa verdi al collo, il simbolo degli attivisti per i diritti dell’aborto in Argentina, che il mese scorso ha legalizzato l’aborto. Secondo i media locali, le manifestazioni a Varsavia proseguiranno anche nei prossimi giorni e, finora, si contano decine di arresti.

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Germania, allarme peste suina africana: muro elettrificato al confine con la Polonia per fermarla

Finora la malattia è stata riscontrata in nove cinghiali morti vicino a Schenkendoebern nel comune di Spree-Neisse e altri 11 a Neuzelle nel comune di Oder-Spree. Per questo lo stato tedesco del Brandeburgo ha deciso di erigere ‘muro’ permanente lungo il confine con la Polonia per contenere la diffusione della peste suina africana (Psa), che negli ultimi anni si è diffusa anche in diverse parti dell’Asia e dell’Europa. La decisione, ha dichiarato il ministro per gli Affari dei consumatori Ursula Nonnemacher, è una risposta alle crescenti richieste di intervento del governo.

La recinzione ha lo scopo di limitare la circolazione dei cinghiali, i primi portatori della malattia, non pericolosa per l’uomo ma quasi sempre mortale negli animali. Negoziati con la Polonia riguardo una recinzione permanente, però, non hanno al momento portato risultati, ha aggiunto il ministro. Attualmente, quindi, si tratta di una recinzione elettrica mobile quella che per circa 120 chilometri percorre il confine dal sud di Brandeburgo fino alla città di Francoforte (omonima della città dell’Assia).

Nonnemacher ha anche annunciato l’istituzione di un team tecnico per coordinare il lavoro tra le varie autorità della regione, tra cui polizia, veterinari e servizi di emergenza, dopo che gli agricoltori avevano espresso critiche alla gestione della crisi. A loro si aggiungerà anche un team di veterinari inviati dalla Commissione Europea. Dopo il primo caso di peste suina in Germania, Cina, Corea del Sud, Giappone, Singapore, Brasile e Argentina hanno tutti annunciato divieti sulle importazioni di carne suina tedesca, suscitando preoccupazioni sull’impatto che un’epidemia potrebbe avere sull’agricoltura e sull’economia tedesca in generale.

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Polonia, il presidente Duda in vantaggio alle presidenziali: verso il ballottaggio con l’europeista Rafal Trzaskowski

Il presidente conservatore uscente Andrej Duda è in vantaggio al primo turno delle elezioni presidenziali polacche: con l’87% delle schede scrutinate, il presidente sostenuto dal partito populista conservatore Legge e Giustizia (Pis), che è al governo in Polonia, ha ottenuto il 45,24%. Si profila il ballottaggio, il 12 luglio, con il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski, che si attesta sul 28,92%. Al terzo posto c’è il candidato indipendente Rafal Holownial, con il 13,69%. Soltanto fra due settimane si conoscerà quindi l’esito della sfida fra due figure che rappresentano due strade molto diverse per l’avvenire del paese e per il suo ruolo in Europa. Per far fronte al presidente uscente, al ballottaggio l’europeista Trzaskowski dovrà raccogliere i voti degli altri candidati democratici che fino ad oggi, per motivi strategici, non avevano dichiarato le proprie intenzioni.

Stando ai primi exit poll pubblicati dall’Ipsos dopo la chiusura dei seggi, Szymon Holownia, giornalista cattolico che si è presentato come candidato indipendente, ha ricevuto il 13,3% delle preferenze, mentre il nazionalista Krzysztof Boska avrebbe ottenuto il 7,4%. Seguono il candidato della sinistra Robert Biedron con il 2,9% e il leader del Partito dei contadini Wladyslaw Kosiniak Kamysz con il 2,6%. Fra questi, Holownia e Kosiniak Kamysz potrebbero spingere i propri elettori a votare per il primo cittadino di Varsavia. Tutti i sondaggi sul secondo turno delle presidenziali hanno però finora dato Duda per vincente.

Sorprendente, per ora, il dato dell’affluenza, più alta del solito nonostante la pandemia. In totale, ha votato il 53,3% dell’elettorato. Già a mezzogiorno aveva votato il 24,08% dei quasi 30 milioni di elettori polacchi; alle 17 erano il 47,89% e si stima che alla chiusura dei seggi l’affluenza sia stata del 62,9% (nel 2015 fu del 48,96%). Numeri che fanno capire quanto sia profondo il conflitto in corso in Polonia fra chi teme la fine della democrazia e vorrebbe il cambiamento, e chi invece si fa seguace della linea sovranista dell’attuale governo del partito di Diritto e giustizia del leader Jaroslaw Kaczynski che sostiene il presidente Duda.

Con le presidenziali la Polonia è a un bivio anche secondo l’ex presidente del consiglio europeo Donald Tusk che oggi ha votato a Danzica e si è espresso subito dopo su Twitter. La scelta da affrontare è semplice, secondo Tusk: “La verità versus la menzogna, il rispetto o il disprezzo, l’orgoglio oppure la vergogna. Nessuno può più fare finta di non capire che cosa c’è in ballo” ha scritto. Intanto, per il capo dello Stato uscente, l’esecutivo ha messo tutte le sue forze in campo: per far aumentare l’affluenza ai seggi dell’elettorato più tradizionalista, ad esempio, il governo ha promesso pochi giorni prima del voto nuovi camion dei pompieri per i comuni con meno di 20mila abitanti: e questo proprio nelle regioni in cui l’affluenza sarà più alta. In questi comuni abitano circa 20 milioni di polacchi. Nei comizi a favore di Duda hanno partecipato inoltre diversi membri del governo, mentre la radio e la televisione pubblica sostenevano esclusivamente lui. Un svolta in Polonia non è esclusa, ma la strada per Trzaskowski è in salita.

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