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La7, Majorino a Formigoni: “È ai domiciliari per vicenda con sanità privata e spiega che rapporto con la pubblica non è ambiguo? Incredibile”

Durissimo scontro a “Piazzapulita” (La7) tra l’europarlamentare del Pd, Pierfrancesco Majorino, e l’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, condannato in via definitiva a 5 anni e 10 mesi per il crac delle fondazioni Maugeri e San Raffaele e attualmente agli arresti domiciliari. Focus del dibattito è la gestione regionale lombarda dell’emergenza coronavirus. Formigoni difende strenuamente il sistema sanitario lombardo: “Sulla sanità privata vengono raccontate un mucchio di balle. In Lombardia i posti letto pubblici sono sempre stati superiori a quelli privati. Noi abbiamo accreditato soltanto strutture private di grandissimo nome”.

Il conduttore, Corrado Formigli, dà poi la parola a Majorino, ma invano, perché l’ex governatore lombardo continua a sovrapporre la sua voce e a ribadire le sue ragioni, costringendo il giornalista ad abbassare l’audio del suo microfono. Ma Formigoni ignora l’invito di Formigli, che poi lo ammonisce: “Siamo stati costretti ad abbassarle l’audio, la prego. Poi le do la parola. Deve anche rispettare gli altri, altrimenti qui è un casino”.

L’ex assessore regionale lombardo osserva che in Lombardia sul pubblico e privato andrebbe rifatto tutto. E chiosa: “Non volevo tirare fuori questa cosa, però che Formigoni, condannato in relazione a una vicenda di rapporto con la sanità privata, venga qui a spiegare che il rapporto tra pubblico e privato non è ambiguo è incredibile. È una cosa che parla da sola”.
“Bravo, bravo”, commenta Formigoni, che provocatoriamente batte le mani.

“Insomma, lei è agli arresti domiciliari – ribatte Majorino – Può fare lo spiritoso quanto vuole, ma è un dato di fatto. Il problema è proprio il fatto che la sua condanna confermi l’opacità del rapporto tra pubblico e privato”. “Lei non sa più cosa dire. Se arriva a questo, vuol dire che non ha argomenti”, replica Formigoni. “No, la sua condanna è storia”, commenta Majorino.

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Coronavirus, gli ispettori del ministero sul Trivulzio: “Inerzia dei vertici”. L’accusa alla Regione Lombardia: “Sulle Rsa si è mossa tardi”

Da una parte c’è stata “una certa inerzia” da parte dei vertici dell’Agenzia di tutela della salute (Ats) e del Pio Albergo Trivulzio, che “si sono attivati con consapevole ritardo“. Dall’altra, i ritardi sono imputabili anche alla Regione Lombardia che non ha “applicato in maniera tempestiva le misure” previste dal governo per tutelare gli ospiti delle residenze per anziani. Sono le accuse contenute nella relazione degli ispettori del ministero della Salute, riportata da Repubblica, su quanto accaduto al Pio Albergo Trivulzio di Milano. La Procura indaga sulla catena di scelte e responsabilità che ha portato i pazienti Covid nelle case di riposo della Lombardia, con tutto quello che questa mossa ha rappresentato in termini di contagio e numero delle vittime. Anche oggi, intanto, i carabinieri del Nas hanno effettuato ispezioni nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) del Pavese e della Bergamasca.

Venerdì il governatore Attilio Fontana si è detto sereno per la maxi-inchiesta, perché “non abbiamo assolutamente sbagliato niente”. Il presidente della Regione più colpita dal coronavirus scarica le responsabilità sull’Ats e ha sottolineato che il provvedimento è stato preso “sulla base delle risultanze tecniche” e ha permesso di liberare “posti in ospedale“. È proprio questo l’errore che gli ispettori ministeriali imputano alla Regione, perché “le azioni di contenimento indicate dal ministero della Salute non sono state applicate in maniera tempestiva e hanno seguito un doppio binario a due velocità”, si legge nella relazione riportata da Repubblica. Mentre si tutelavano gli ospedali, nelle residenze per anziani “non sembra si sia creato un raccordo rapido e il massimo sforzo che sarebbe dovuto avvenire – sottolineano gli ispettori – anche per le caratteristiche di fragilità dei pazienti ricoverati”.

La relazione getta ombra però anche sull’operato dell’Ats e dello stesso Pio Albergo Trivulzio. “Pur consapevoli della fragilità dei pazienti e della necessità di proteggere loro e gli operatori sanitari, si sono attivati con considerevole ritardo“, recita la relazione. Che più nello specifico ricostruisce “l’inerzia dei vertici”, a partire da quella circolare ministeriale del 22 gennaio che dispone l’isolamento dei pazienti positivi in un’area dedicata e raccomanda la fornitura di dispositivi di protezione a tutti gli operatori sanitari. Secondo gli ispettori, passa un mese prima che queste disposizione vengano attuate, mentre “e attività ambulatoriali e i ricoveri sono stati sospesi solo il 13 marzo”. I ritardi che gli ispettori imputano ai vertici proseguono anche dopo questa data. Secondo la relazione riportata da Repubblica, le mascherine risultano distribuite solo il 24 marzo, quando arrivano i primi rifornimenti della Protezione civile.

Gli ispettori confermano quindi i ritardi, ma anche quella che loro ritengono una scelta grave compiuta dalla Regione Lombardia: lo spostamento dei malati Covid nelle strutture per anziani. A loro dire questa decisione ha violato le direttive nazionali: saranno le indagini della Procura a tentare di spiegare di chi sono le responsabilità e quanto questa scelta abbia contribuito a far esplodere la diffusione del coronavirus e aumentato il numero delle vittime.

Proseguono le indagini e proseguono anche le ispezioni dei Nas in Lombardia. L’Eco di Bergamo riporta delle visite dei carabinieri nelle Rsa bergamasche per “creare una lista di strutture da sottoporre eventualmente alla Procura“. Un’altra ispezione alla residenza per anziani “La Certosa di Pavia”, nella frazione Samperone del comune di Certosa (Pavia), dove dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus si sono registrati 33 morti. La Rsa, gestita dal gruppo Korian (che fornisce assistenza ad altre 44 strutture in Italia), ha 120 posti letto. Attualmente sono ospitati 86 anziani e buona parte del personale è a casa in malattia, in attesa di poter effettuare il tampone per rientrare al lavoro. Il Giornale di Brescia riferisce invece di un incontro avvenuto tra il direttore di Ats Brescia, i Nas e i vertici della Procura che hanno aperto nove inchieste e che vogliono fare luce sui decessi nelle Rsa: in Provincia sono 168 le morti accertate Covid e più di 500 complessivamente.

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Coronavirus, 92mila contagi e 10mila morti. Altri 889 decessi in 24 ore. Rispetto a venerdì meno nuovi positivi: 5.794, giù tasso di crescita

Oltre 90mila contagi e 10mila morti. Crescono i numeri dei positivi e dei decessi a causa del coronavirus, ma la pandemia avanza un po’ più lentamente rispetto a ieri. In totale, stando ai dati della Protezione Civile, in Italia ci sono 92.472 casi (+5.794 rispetto a venerdì) e sono morte 10.023 persone (+889). I guariti sono 12.384, di cui 1.434 in un giorno, e in terapia intensiva si trovano 3.856 pazienti. Sono attualmente ammalate 70.065 persone. La crescita percentuale nelle ultime 24 ore è stata del 6,90%, mentre venerdì era del 7,39.

La Lombardia rallentano nuovi contagi – In Lombardia si registrano 2.117 nuovi casi accertati e 542 decessi nelle ultime 24 ore. Dall’inizio della pandemia, lo scorso 20 febbraio, le persone che hanno contratto il Covid-19 diventano quindi 39.455, mentre i morti sono 5.944. Il tasso di crescita è del 5,67%, più basso del 6,9 fatto registrare venerdì. I ricoverati sono 11.142, solo 15 in più di ieri. In terapia intensiva si trovano 1.319, ovvero 27 pazienti in più di ieri, mentre sono state dimesse 961 persone che portano a circa 9mila le persone guarite.

I dati dalle province della regione più colpita – Nel Bergamasco i casi sono 8.349 (+289, ieri l’aumento era stato di 602), in provincia Brescia 7.678 (+373), in quella di Cremona 3.605, nel Lecchese 1.316. La provincia di Milano fa registrare 314 nuovi contagi che portano il totale a 7.783. Di questi 3.159 sono nella città capoluogo, che registra 150 casi in più (+4,99%). A Codogno, il primo focolaio, si registrano solo 2 nuovi positivi.

Le altre regioni – Oltre alla Lombardia, che percentualmente cresce meno della media nazionale, anche le altre regioni colpite per prime dalla pandemia sembrano rallentare. L’Emilia-Romagna raggiunge i 12.383 casi (+6,86), il Veneto tocca quota 7.930 (+5,77) e le Marche arrivano a 3.373 (5,5). Meno di 200 nuovi casi in Liguria (2.822, +4,67). Maggiori incrementi rispetto al trend nazionale si registrano in Piemonte (7.671, +8,16%) e Toscana (3.817, +10,6). Crescita sostenuta ma su numeri più piccoli al Sud: la Campania tocca i 1.592 contagiati (+9,49%), la Puglia ne conta 1.458 (+9,2) e la Sicilia 1.359 (8,72). Crescita a due cifre ma su un numero di casi totali più contenuti in Abruzzo (1.133, +11,4%), Valle d’Aosta (511, +13,05), Sardegna (624, +17,73), Calabria (555, +12,3), Basilicata (182, +20,5) e Molise (123, 12,8%). Nel Lazio ci contano 2.505 casi (+9,1), in Friuli Venezia Giulia sono 1.436 (+9,03), l’Umbria ha 969 contagiati (+9,61). Le province autonome di Trento e Bolzano ne contano rispettivamente 1.505 (+8) e 1.109 (10,5).

Borrelli: “Riaprire? Attenta riflessione” – Il bollettino quotidiano della Protezione Civile è stato diramato dal capo Angelo Borrelli, tornato operativo dopo aver accusato sintomi influenzali. Il numero uno del Dipartimento è tornato sull’invito di Matteo Renzi a una riapertura di fabbriche e scuole tra l’inizio di aprile e il 4 maggio, bocciato dagli scienziati: “Credo ci debba essere un’attenta riflessione”, ha spiegato chiarendo che “il Paese è fermo e c’è l’esigenza di assicurare un minimo di operatività e di vita per la stessa sopravvivenza di tutti”. Ma, ha sottolineato, “credo che presto saranno prese ulteriori decisioni, siamo vicini alla fatidica data del nuovo decreto”, il 3 aprile, e il governo “prenderà delle decisioni sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico- scientifico”.

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Coronavirus, la diretta – 47mila casi, oltre 4mila vittime. Nuova stretta del governo: chiusi parchi e giardini, attività motoria solo vicino casa. Boccia: “Bando per 300 medici volontari, è chiamata alle armi”

Chiusi tutti i parchi, le ville e i giardini pubblici. L’attività sportiva resta consentita, ma solamente vicino a casa. Viene introdotto il divieto di spostarsi nelle seconde case nei giorni festivi. La nuova ordinanza del governo, per uniformare le regole del contenimento sull’intero territorio nazionale, arriva come previsto alla vigilia del fine settimana. Nel giorno in cui il numero delle vittime “con coronavirus“, come ha sottolineato il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, ha superato quota 4mila, Palazzo Chigi accoglie le richieste di regole più stringenti per fermare il coronavirus, arrivate soprattutto dalla Lombardia, dopo che altre Regioni avevano deciso di agire in autonomia.

La nuova stretta di Palazzo Chigi durerà da domani, sabato 21 marzo, fino al 25 marzo, giorno in cui scade il dcpm che ha disposto la chiusura di bar e negozi. Nella serata c’è stata una videoconferenza tra i sindaci lombardi e il governatore Attilio Fontana. Che poi ha commentato la misura del governo: “Valuto questa ordinanza un provvedimento per evitare che il prossimo weekend diventi una occasione di svago. Alla scadenza – il 25 marzo – del dpcm siamo certi che il Governo assumerà misure davvero efficaci e decisive nella lotta contro il virus. La Lombardia si aspetta questo per uscire dal tunnel“.

Da Milano Giuseppe Sala ha annunciato al Tg1 la proposta dei sindaci di chiudere “anche i tabacchi“. Mentre da Bergamo, la città al momento più sotto pressione, Giorgio Gori chiede al governo di “bloccare tutto ciò che non è essenziale“. L’esercito lungo le strade (giovedì le denunce sono state 9.400) per effettuare controlli – ad iniziare da Milano con 114 militari – potrebbe non bastare e per questo l’esecutivo valuta anche l’opzione di tracciare i cellulari per ricostruire i contatti.

Boccia: “Bando per 300 medici” – I casi in Italia sono più di 47mila, (crescita complessiva al 14,58%), nelle ultime 24 ore ci sono stati 4670 nuovi malati e ci sono 2665 persone in terapia intensiva. Preoccupa la situazione proprio della Lombardia, dove ci sono oltre 22mila positivi (+2380), 1050 persone in terapia intensiva e 2549 morti. Anche per questo, il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha annunciato un bando online “per 300 medici volontari” da mandare nelle regioni più colpite dal coronavirus, Lombardia in primis. “Una chiamata alle armi della sanità”, l’ha definita il ministro.

La nuova ordinanza – “E’ vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici”. Resta consentito fare attività motoria, ma “nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”. “Non è consentito invece svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto”. Stop a spostamenti verso seconde case nei festivi. Saranno chiusi gli esercizi alimentari nelle stazioni ferroviarie, mentre in autostrada sarà consentito solo il cibo d’asporto.

A Roma controllate tutte le auto – Roma sceglie una via radicale: da sabato saranno controllate tutte le automobili in circolazione con posti di blocco: le auto dovranno incolonnarsi e la Polizia locale effettuerà le verifiche. Non solo, nelle disposizione del Comando generale “si raccomanda fermezza nei controlli” degli “spostamenti a piedi”. Virginia Raggi ha firmato anche un’ordinanza che dispone l’interdizione “dell’accesso sulle spiagge del litorale di Roma Capitale, nonché alle aree in gestione di Roma Capitale ricadenti nel perimetro della riserva statale del litorale romano, ovvero la Pineta di Castel Fusano e la Pineta Acqua Rossa”.

Il fronte Milano e Lombardia – La Capitale si muove, quindi, mentre la Regione Lombardia ha chiesto al governo di dettare la linea dura di fronte a curve epidemiche che continuano la fase di ascesa e il “fronte Milano” che preoccupa sempre di più il governatore Fontana. A vigilare sul rispetto delle misure per contenere il contagio ci saranno anche i militari. In numero esiguo, secondo Fontana: “114 a Milano? Serve aggiungere uno zero”.

Palazzo Chigi: “Supermercati aperti nel week end”- Resteranno aperti ma con orari ridotti i supermercati, fuori dai quali continuano a registrarsi lunghe code nel capoluogo lombardo e non solo: Esselunga chiuderà alle 20, Carrefour alle 19 ed entrambi la domenica caleranno le serrande alle 15. Nessun magazzino di alimentari, ha precisato Palazzo Chigi, “resterà chiuso nel week end”.

L’idea del tracciamento con un’app – In un’intervista a Radio 24 la ministra dell’Innovazione, Paola Pisano, ha spiegato che il governo è al lavoro anche sul tracciamento tramite app. “La risposta bisogna darla insieme al Garante per la privacy: il diritto alla privacy è fondamentale come quello alla salute”, ha spiegato. Più possibilista il ministro Boccia: “Si sta lavorando per tracciare tutto. Se avessimo questa opportunità, sapremmo tutte le persone che abbiamo incontrato e sarebbe più facile“, ha spiegato.

CRONACA ORA PER ORA

23.12 – Cura Italia, Fico: “Parlamento serve a migliorare decreti”
“Non c’è dubbio che stiamo soffrendo tutti, ma ci sono categorie e persone che sono in maggiore difficoltà. Il Parlamento serve a migliorare i decreti per far sì che tutte le categorie siano tutelate”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico, in collegamento con lo ‘Speciale Tg1’ su Rai1, a proposito del Cura Italia.

23.00 – Fisco, Gualtieri: “Molti hanno pagato, ad aprile potremo fare di più”
“Molte persone che potevano pagare hanno pagato. Il bonus 600 euro siamo sicuri che molti” che non ne hanno necessità “non lo prenderanno, così potremo rafforzarlo e dare di più ad aprile a chi ha bisogno”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando – allo Speciale Tg1 sul Coronavirus – della proroga ad oggi della scadenza fiscale per il pagamento dell’Iva contenuta nel dl Cura Italia.

22.53 – Gualtieri: “Ristoro in prossimo dl, entro metà aprile”
Il prossimo decreto anti-Coronavirus richiederà un “lavoro” più specifico “per avvicinarci alla situazione concreta perché chi non può pagare effettivamente non paghi” e “per definire forme di ristoro” per chi ha subito cali di fatturato, un lavoro che “vorrei concludere prima della prossima scadenza fiscale di metà aprile”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri intervenendo allo Speciale Tg1 sul Coronavirus.

22.44 – Roma, Raggi chiude tutte le spiagge della Capitale
Vietato a tutte le spiagge di Roma. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato l’ordinanza che dispone l’interdizione “dell’accesso sulle spiagge del litorale di Roma Capitale, nonché alle aree in gestione di Roma Capitale ricadenti nel perimetro della riserva statale del litorale romano, ovvero la Pineta di Castel Fusano e la Pineta Acqua Rossa”. Il divieto ha validità fino al 3 aprile 2020.

22.31 – Gualtieri: “Da lunedì la Cig, congedo da prossima settimana”
“Il congedo sarà fruibile dalla prossima settimana, da lunedì la cassa integrazione (Cig)”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sull’attuazione del Dl sul Covid-19 intervenendo allo speciale Tg1.

22.24 – Ulteriore stretta a Rimini: stop a tutte le attività economiche non essenziali
Stop pressoché generalizzato delle attività economiche, con eccezione di quelle essenziali o che autolimitino i contatti fra le persone, chiusura di spiagge e lungomare, e un riassetto complessivo della mobilità nel territorio, con blocco di strade secondarie. Lo prevedono le misure di contrasto al Coronavirus nel territorio della provincia di Rimini, in un’ordinanza del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, firmata dopo quella del Governo, e che dunque dà una stretta ulteriore.

21.46 – Lombardia, Fontana: “Il 25 marzo ci aspettiamo misure efficaci”
“Valuto questa ordinanza un provvedimento per accentuare le misure di distanziamento e renderle omogenee sull’intero territorio nazionale, soprattutto per evitare che il prossimo week end diventi una occasione di svago. Alla scadenza – il 25 marzo – del dpcm siamo certi che il Governo assumerà misure davvero efficaci e decisive nella lotta contro il virus. La Lombardia si aspetta questo per uscire dal tunnel”. Lo afferma il presidente della Regione Lombardia commentando quanto deciso questa sera dal Governo.

21.38 – Bergamo, Gori: “Italia prima democrazia a fare i conto col virus, misure giuste”
“L’Italia ha la sfortuna di essere la prima democrazia a fare i conti con questa epidemia terribile”. Lo ha detto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, in collegamento con ‘Stasera Italià su Rete Quattro. “L’Italia sta progressivamente adottando misure che io ritengo siano quelle giuste – ha sottolineato Gori – in Gran Bretagna anche Boris Johnson ha detto cose che poi dopo due giorni si è dovuto rimangiare. Le democrazie vicine a noi come Francia e Germania e Usa avevano l’Italia sotto gli occhi ma hanno tardato a prendere misure”.

21.32 – Brescia, morto 49enne volontario della Croce Rossa
Tra i 586 morti a Brescia per Coronavirus, 72 solo nelle ultime 24 ore, figura anche Fausto Bertussi di 49 anni, volontario della Croce Rossa di Calvisano, paese in provincia di Brescia. Il decorso della malattia è stato rapidissimo e l’uomo è stato stroncato da una crisi respiratoria.

21.21 – Caso sospetto all’Ares 118 di Roma: attivata centrale secondaria
Un caso sospetto di coronavirus all’Ares 118 di Roma. Il primo tampone di un operatore della centrale è risultato positivo e si attendono i risultati definitivi. E’ quanto apprende l’Adnkronos Salute. La centrale sarà sanificata questa notte e il servizio di emergenza 118 continuerà ad operare normalmente perché verrà attiva la centrale di ‘backup’ secondaria.

21.08 – Requisito farmaco che stava per essere esportato
“Il commissario straordinario, Domenico Arcuri, d’accordo con il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, appresa la notizia che un’azienda italiana produttrice in Lombardia di un farmaco ritenuto essenziale nell’affrontare l’emergenza covid-19, e in particolare per mantenere sedati i pazienti intubati in terapia intensiva, ha disposto con un’ordinanza la requisizione, che gli è permessa per legge, del quantitativo che stava per essere esportato”. E’ quanto si legge in un comunicato.

21.01 – Bergamo, Gori: “Governo chiuda tutto ciò che non è essenziale”
“Finita la videoconferenza con il presidente Fontana e i sindaci delle città lombarde. Insieme chiediamo al governo ulteriori misure restrittive, se non per tutto il Paese, almeno per la nostra regione. Se vogliamo fermare il virus dobbiamo bloccare tutto ciò che non è essenziale”. Lo scrive su twitter il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

20.53 – Borrelli: “Bando è anche sul sito della Protezione civile”
“E’ un bando molto semplice e immediato, reperibile sul sito https://medicipercovid.protezionecivile.it/ ma anche con link sul sito della protezione civile. Si tratta di un arruolamento di medici temporaneamente in organico alla Protezione civile, fermo restando il rapporto con la propria organizzazione di provenienza. C’è un riconoscimento in forma forfettaria prevista nel bando”. Così sul reclutamento di 300 medici – in primis anestesisti e rianimatori – il commissario all’emergenza Angelo Borrelli.

20.46 – Piemonte, lettera di Cirio a Conte: “Situazione drammatica”
“Le nostre proiezioni ci dicono che in meno di tre giorni i casi di contagio in Piemonte raddoppieranno, avvicinandosi al livello di saturazione della rete di terapia intensiva regionale”. Parla di “situazione drammatica” la lettera che il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha inviato in serata al premier Giuseppe Conte e ai commissari straordinari per il coronavirus Borrelli e Arcuri. “Comprendiamo bene che la situazione sia difficile in tutto il Paese, ma il nostro caso insieme a quello della Lombardia non lascia più neanche un minuto da perdere”.

20.27 – Sala al Tg1: “Noi, come sindaci, chiudiamo anche i tabacchi”
“Stasera noi, come sindaci, chiudiamo anche i tabacchi. Ci spiace, ma a mali estremi, estremi rimedi”. Lo ha detto al ‘Tg1’ il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sull’emergenza coronavirus, spiegando che i primi cittadini lombardi stanno lavorando insieme sulle soluzioni da adottare per limitare i contagi.

20.06 – Il ministro Boccia: “Aperto bando online per 300 medici volontari”
“Stasera riusciamo come da proposta anticipata dal premier Conte ieri ad aprire un bando online, attivo da questo momento, per consentire a tutti i medici italiani che vogliono e possono aderire alla task force che Borrelli coordinerà da domani mattina. Un bando per 300 medici volontari” da mandare nelle regioni più colpite dal coronavirus, Lombardia in primis. Così il ministro Francesco Boccia. “Una chiamata alle armi della sanità, un’operazione mai fatta prima – aggiunge -, ma bisogna rispondere subito perché dobbiamo chiudere in 24 ore”.

19.53 – Nuova stretta durerà fino al 25 marzo
Il governo adotta questa sera un’ordinanza con nuove misure restrittive per contenere il contagio da Coronavirus. Le nuove misure, che si sommano alle esistenti, sono valide dal 21 marzo al 25 marzo, quando scade il dpcm che aveva imposto la stretta a tutti gli spostamenti e la chiusura di bar e negozi.

19.52 – Stop a spostamenti verso seconde case nei festivi
Stop a spostamenti verso seconde case nei festivi. Lo prevede una norma contenuta nell’ordinanza e riguarda anche i prefestivi. Saranno chiusi gli esercizi alimentari nelle stazioni ferroviarie.

19.43 – Ordinanza governo: “No attività ludica o ricreativa all’aperto”
“Non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto”. Lo prevede la nuova ordinanza del governo per il contenimento del contagio da Coronavirus.

19.42 – Ordinanza governo: sport solo vicino a casa
“Resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”. Lo prevede la nuova ordinanza del governo per contenere il contagio da Coronavirus.

19.39 – Ordinanza governo: chiusi parchi e giardini pubblici
“E’ vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici”. Lo prevede l’ordinanza con le nuove misure restrittive per il contenimento del contagio da Coronavirus.

19.36 – Sono 3.359 gli operatori sanitari contagiati
E’ salito a 3.359 il numero degli operatori sanitari contagiati, 659 in più rispetto agli ultimi dati di due giorni fa. Un numero che rappresenta – dice la Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) – il 10% del totale. Intanto si l’elenco dei medici deceduti sul Portale Fnomceo: Francesco Foltrani, medico di Medicina Generale di Macerata, Andrea Carli, medico di Codogno in pensione deceduto la notte scorsa in India ove era andato in viaggio.

19.29 – Si fermano le fabbriche metalmeccaniche in Brianza
Fabbriche metalmeccaniche ferme per due settimane, in Brianza, “per la vita”. Lo ha reso noto il segretario generale Fiom, Cigil Brianza, Pietro Occhiuto, che ha precisato siano stati sottoscritti “circa 200 accordi di Cassa integrazione legata all’emergenza Covid-19, che consentiranno ad oltre 5000 lavoratrici e lavoratori metalmeccanici della Brianza di stare a casa nelle prossime due settimane”.

19.19 – Studio Iss: “Solo l’1,2% delle vittime non aveva altre patologie”
Il numero medio di patologie osservate tra i pazienti deceduti positivi a Covid-19 è di 2.7. Complessivamente, 6 pazienti (1.2% del campione) non presentavano nessuna patologia pregressa, 113 (23.5%) presentavano una patologia, 128 presentavano 2 patologie (26.6%) e 234 (48.6%) presentavano 3 o più patologie. E’ quanto emerge dal Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che analizza i dati sui deceduti, pubblicato oggi e relativo a 3200 pazienti.
Un Report che sottolinea, ancora una volta, come “resta alto il numero di deceduti positivi per Covid-19 che hanno una o più malattie preesistenti”.

18.57 – Circolare Mit: solo in 2 su taxi, no contatti con riders
Solo due passeggeri sul sedile posteriore dei taxi e quello anteriore vietato. Meno biglietti per i mezzi pubblici per distanziare i passeggeri; consegne dei rider senza toccarsi. Sono alcune delle linee guida del emanate dal ministero dei Trasporti per limitare la diffusione del coronavirus per la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori nei settori del trasporto e della logistica. Sono stabilite nel protocollo siglato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con le organizzazioni di categoria e le rappresentanze sindacali.

18.38 – Borrelli: “Falso che stiamo per dichiarare le condizioni di biocontenimento”
“Smentisco seccamente che il dipartimento (di Protezione civile – ndr) si starebbe preparando per dichiarare le condizioni di biocontenimento su tutto il territorio nazionale da metà aprile. E’ una fake news che circola, queste false notizie vanno punite, chi le mette in rete deve essere punito: sono destituite di ogni fondamento e sono anche allarmistiche”. Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile.

18.15 – I contagiati totali in Italia sono 47021. Crescita complessiva al 14,58%
Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 47.021. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

18.13 – Oggi nuovo record di 627 vittime, superati i 4mila morti
Superate le 4mila vittime in Italia per coronavirus. Sono 4.032 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 627. E’ il maggior incremento dall’inizio dell’emergenza. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l’aumento era stato di 427.

18.12 – Borrelli: “37860 malati, incremento di 4670”
Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 47.021. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile.

18.08 – Dato Italia: “5129 persone guarite (+689). 37860 malati (di cui 19885 in isolamento), 2665 persone in terapia intensiva (7%), 627 nuovi morti con coronavirus, non per il coronavirus”

18.04 – 22264 i positivi in Lombardia (+2380). 7735 ricoverati (+348), 1050 persone in terapia intensiva (+44) , 2549 morti (+381), i dimessi sono 4235

17.49 – Ospedale militare di Crema in funzione da lunedì
Sarà pronto per essere consegnato domenica sera e dovrebbe essere operativo lunedì prossimo l’ospedale da campo che l’esercito sta allestendo davanti a quello di Crema per l’emergenza Coronavirus. Lo ha spiegato il generale Giovanni Di Blasi, comandante dei supporti logistici dell’esercito che sta coordinando le operazioni con il tenente colonnello Michele Ricci comandante del III Reparto di Sanità.

17.34 – Di Maio: “Rimanete a casa o metteremo altre norme feree”
“Lo ribadisco ancora una volta: bisogna rimanere a casa. Dobbiamo rispettare le regole e più qualcuno sarà irresponsabile, più metteremo altre norme ferree e stringenti”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un post su Facebook. “Perché il sacrifico di medici, infermieri e forze dell’ordine – ha chiarito il titolare della Farnesina – non deve essere vano e sinceramente non può essere compromesso da qualcuno che porta fuori il cane 10 volte al giorno o va a fare jogging dopo che non ha mosso un dito per una vita intera!”.

16.57 – Raggi: “C’è chi ha approfittato della ‘corsetta’”
Aumentare le restrizioni per contenere i contagi da coronavirus? “Sì serve, perché c’è chi si è approfittato della misure in vigore: vado a fare la corsetta per poi fare la passeggiata con l’amico, che poi diventava prendere il sole sulla panchina. Se qualcuno si approfitta, poi a pagarne sono tutti”. Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a ‘Tagadà’ su La7.

15.20 – Polizia Locale di Roma: “Fermezza anche per spostamenti a piedi”
“Si raccomanda fermezza nei controlli” degli “spostamenti a piedi”. Prevede questo la disposizione di servizio decisa oggi dal Comando generale della Polizia locale di Roma. Inoltre si prevedono maggiori verifiche nei parchi. “Esiste un preciso divieto di ingresso nei parchi ed anche l’esercizio di attività motoria deve essere svolta nel rispetto del distanziamento interpersonale ed evitando aggregazione di persone”, si legge nella disposizione di servizio.

15.03 – Roma: da domani saranno controllate tutte le auto
Controlli per tutte le auto a circolazione, previo incolonnamento, e non più solo verifiche a campione. E’ quanto ha disposto la polizia locale di Roma nell’ambito dei controlli circa le prescrizioni per contenere il coronavirus. La nuova modalità dei controlli scatterà domani “e fino a nuova diversa disposizione”.

14.55 – Palazzo Chigi: “Supermercati aperti nel week end”
“I supermercati, gli ipermercati e i negozi di generi alimentari resteranno aperti durante il fine settimana”. È quanto precisano fonti di Palazzo Chigi in merito ad alcune ipotesi circolate in queste ore.

14.20 – Chiuse spiagge di Nettuno, Anzio e Torvaianica
Vietata, tramite ordinanza, qualsiasi attività sull’arenile e sulla spiaggia lungo l’intero tratto del litorale romano che va da Torvaianica a Nettuno, fino al 3 aprile. E’ quanto deciso nella nuova riunione via Skype dei Sindaci dei Comuni di Pomezia, Ardea, Anzio e Nettuno, per mettere a punto una serie di misure condivise, finalizzate ad arginare il Covid19 nei quattro territori limitrofi. Inoltre sono stati intensificati ulteriormente i controlli coordinati dei confini territoriali, da parte delle Forze dell’Ordine, per garantire il rispetto delle misure adottate dal Governo, evitando assembramenti e spostamenti non autorizzati da un Comune all’altro.

14.07 – Fontana: “Ospedale in Fiera di Milano prosegue”
L’ospedale in Fiera a Milano “sta andando avanti, sta procedendo. La cosa sta andando avanti secondo i progetti e i programmi”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in conferenza stampa a Milano.

14 – Fontana: “Se governo non ci ascolta, ordinanza regionale”
Nel pomeriggio “concorderemo con i sindaci un documento che verrà mandato come richieste al governo. E’ ovvio che, se dovessero essere disattese, a nostra volta emaneremo dei provvedimenti, che abbiamo stabilito debbano essere congiunti con la Regione e i sindaci, per limitare comunque queste attività che riteniamo incompatibili”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in conferenza stampa.

13.55 – Fontana: “114 militari? Non sono niente”
“Ieri ho già fatto una serie di richieste, come l’uso dell’esercito per fare in modo che le misure vengano rigorosamente applicate. Questa è stata accolta, per ora in una maniera sicuramente limitativa, perché si parla di 114 militari su tutta la Lombardia, il che vuol dire praticamente niente. Credo che si debba aggiungere almeno uno zero per iniziare a discutere seriamente del problema”.

13.44 – Viminale: ieri oltre 9.400 denunciati
Nella giornata di ieri le forze di polizia hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, 200.842 persone e 9.407 sono state denunciate. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 99.806, denunciati 205 esercenti e sospesa l’attività di 21 esercizi. Si tratta del più alto numero di denunciati in un giorno, dall’inizio dei controlli. Salgono così a 1.427.011 le persone controllate dall’11 al 19 marzo 2020, 61.425 quelle denunciate; 743.532 gli esercizi commerciali controllati e 1.873 i titolari denunciati.

13.10 – Ordinanza in Veneto: spesa al massimo a 200 metri da casa
Il presidente del Veneto Luca Zaia ha firmato l’ordinanza con cui sono chiusi parchi e giardini pubblici all’aperto. Lo ha annunciato stamani ai giornalisti. La norma vale fino al 3 aprile prossimo. L’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi nei centri urbani è soggetto alle limitazioni per le motivazioni ammesse dal Dpcm e con l’autodichiarazione. Per uscite legate a spesa o a bisogni degli animali la persona è obbligata a non superare i 200 metri dall’abitazione, con obbligo di controllo. Chiusi i negozi di generi alimentari nei giorni festivi.

12.23 – Esselunga e Carrefour riducono gli orari
Orari ridotti per Esselunga da domani fino a venerdì 3 aprile. Nei negozi in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Liguria e Toscana la chiusura feriale sarà anticipata alle 20, la domenica invece i magazzini saranno aperti dalle 8 alle 15. Un’altra regione che ha già dato una stretta agli orari di apertura e chiusura dei supermercati è il Lazio dove saranno aperti nei giorni feriali e il sabato dalle 8.30 alle 19 e la domenica dalle 8 alle 15 a seguito di un’ordinanza regionale. Situazione simile negli store Carrefour: in setttimana chiuderanno alle 19, mentre domenica alle 15.

12.10 – A Milano 114 militari in strada per i controlli
Nella città metropolitana di Milano 114 unità di militari dell’esercito cominceranno a fare controlli insieme alle forze dell’ordine per contenere la diffusione del coronavirus. Lo fa sapere la prefettura di Milano, che ha rimodulato i servizi durante il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la presenza degli assessori regionali Riccardo De Corato e Pietro Foroni.

12 – Cirio: “Pronta nuova ordinanza per il Piemonte”
Nuova stretta del Piemonte per contrastare la diffusione del coronavirus. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, è pronto a firmare una nuova ordinanza per ridurre ulteriormente le attività all’aperto. “Col fine settimana alle porte, non posso più aspettare. Sono giorni che sollecito il governo”, spiega all’ANSA il governatore, che per condividere il testo della nuova ordinanza alle 13 riunirà in videoconferenza i presidenti delle Province piemontesi, i sindaci dei capoluoghi e i rappresentanti di Anci e Uncem.

11.40 – Galli: “Positivi che stanno bene vadano in albergo in quarantena”
“Milano non deve capitolare”. E’ l’appello di Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite dell’’Aria che tirà su La7. “Bisogna ragionare sul requisire gli alberghi, altrimenti questa battaglia non la vinciamo – ha aggiunto – Perché occorre farsi carico della quarantena in altri termini: bisogna trovare la maniera di essere certi che le persone positive, ma che stanno bene, facciano la quarantena senza infettare familiari o altre persone. Devono stare in una casa con una stanza e un bagno ad uso individuale. Se non è possibile, allora meglio requisire gli alberghi”.

11.22 – Isolati due conventi: le suore positive sono 59
“Sono stati isolati due istituti di suore con un totale di 59 casi positivi. Il primo Istituto è quello delle Figlie di San Camillo di via Anagnina a Grottaferrata dove sono risultate positive 40 suore e una di queste è ricoverata. Isolato anche l’istituto della congregazione delle suore angeliche di San Paolo sulla via Casilina a Roma dove sono 19 i casi di positività registrati su 21 totali”. Lo afferma l’assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato “Di entrambe le situazioni è stato avvisato il prefetto di Roma e avviate le indagini epidemiologiche delle Asl competenti e del Servizio regionale per l’epidemiologia, la sorveglianza e il controllo delle malattie infettive dello Spallanzani”, conclude l’assessore.

11.01 – Quaranta suore infette in un convento laziale
Sono risultate positive al coronavirus 40 suore dell’Istituto Figlie di San Camillo di via Anagnina a Grottaferrata, una è stata ricoverata. “Già da ieri casi sospetti, oggi confermati. E’ stato avvisato il prefetto di Roma e attivata indagine epidemiologica della Asl Roma 6. L’istituto è stato isolato”. Lo rende noto l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio sui propri social.

10.55 – Lopalco: “In Puglia aumento costante, state a casa”
“Vi prego restate chiusi in casa”: è il messaggio lanciato su Twitter dal professore Pierluigi Lopalco, epidemiologo a capo della task force scientifica pugliese per affrontare l’emergenza Coronavirus. “In Puglia – spiega il professore dell’Università di Pisa – il numero di nuovi casi è da qualche giorno costante. Sono giorni preziosi che ci permettono di preparare al meglio la risposta. Vi prego restate chiusi in casa”

10.50 – Borrelli: “Forse picco arriverà tra due settimane”
Le previsioni sul picco del coronavirus “le fanno gli esperti, sicuramente è giusto farle ma poi bisogna vedere se vengono confermate dai fatti. Forse il picco non arriverà la prossima settimana ma quella dopo. Tutti dicono che stiamo andando verso il picco e ci auguriamo che sia quanto prima”. Lo ha detto il commissario per la gestione dell’emergenza coronavirus Angelo Borrelli ai microfoni di Rai Radio2 nel corso della trasmissione ‘I Lunatici’.

10.48 – Un nuovo contagiato a Vo’, dopo giorni di ‘zero’
Un nuovo caso di contagio è stato registrato nella notte a Vò Euganeo, il primo focolaio di Coronavirus in Veneto, dopo giorni in cui il bilancio segnava zero. Dal report della Regione, i positivi nella cittadina padovana sono così 83 dall’inizio dell’epidemia. Padova – escluso Vò – è la provincia con più casi (943, +42 rispetto a ieri), seguita da Verona (784, +66) e Treviso (719, +49)

10.37 – Oltre 4mila contagi in Veneto
Il Veneto supera 4.000 contagiati da Coronavirus, arrivando a quota 4.031, con un balzo di 280 nuovi casi rispetto al pomeriggio di ieri. Lo rende noto stamani la Regione. Le persone poste in isolamento domiciliare – oltre ai positivi anche le persone che sono venute in contatto con loro – sono 12.432.
Un solo decesso è stato registrato da ieri sera, portando il totale a 131. I ricoverati in ospedale sono 834, +29 rispetto a ieri sera; in terapia intensiva vi sono 236 pazienti (+12). I pazienti dimessi sono 223.

10.30 – Fontana: “Ho parlato a Mattarella dei militari in strada”
“Io credo di si”, che l’esercito in Lombardia sia necessario, “la presenza di militari ha un grande effetto dissuasivo uno magari prima di scendere in strada se vede passare una pattuglia dell’esercito ha qualche ripensamento”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in collegamento con Mattino Cinque, parlando del rispetto dei divieti per limitare il contagio da Coronavirus. “Ne parlavo stamattina con il presidente della Repubblica, ho chiesto proprio che anche lui si impegni a fare in modo che vengano applicati in maniera più rigorosa i protocolli”.

10.10 – Galli: “Il fronte è Milano, in città i casi cresceranno”
“Ormai il fronte è Milano. In città i casi cresceranno. C’è ancora troppa gente in giro”. Così Massimo Galli, docente di malattie infettive alla Statale di Milano e primario al Sacco, su la Repubblica, facendo presente che a Milano ci sono tanti più contagiati di quelli che “registriamo. Le misure vanno rinforzate”, perché a proposito dei numeri di Milano “nella migliore delle ipotesi ci dobbiamo aspettare la crescita per i contatti precedenti a giovedì scorso, nella peggiore perché diverse persone continuano ad andare in giro, anche per futili motivi”.

9.40 – Boccia: “Si sta lavorando per tracciare tutto”
“Si sta lavorando per tracciare tutto, al lavoro la ministra Pisano e i tecnici. Speriamo di poterci tracciare tutti subito dopo la nostra autorizzazione. Se avessimo questa opportunità, sapremmo tutte le persone che abbiamo incontrato e sarebbe più facile. Oggi non è possibile, speriamo che nel futuro sia possibile dopo l’autorizzazione del singolo”. Così Francesco Boccia, ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, ad Agorà su Rai3 in merito all’eventualità di un’app per tracciare i movimenti.

9.14 – Pisano: “App di geolocalizzazione? Valutiamo privacy”
“Geolocalizzazione, dobbiamo proteggere la privacy e proteggere la salute. Dobbiamo capire se il tracciamento è utile per salvare vite umane”. Lo ha detto la ministra dell’Innovazione Paola Pisano, intervenuta ai microfoni di Radio 24, in merito alla possibilità di introdurre un’applicazione che tracci i movimenti delle persone per contrastare la diffusione del coronavirus. “Non stiamo ragionare su come tracciare spostamenti ma se tracciare sia la risposta giusta per salvare vite”, ha aggiunto.

9.10 – Lopalco: “Chiudere tutto ciò che non è necessario”
“Occorre chiudere tutto quello che non è strettamente necessario”. Lo ha spiegato Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa e coordinatore dell’emergenza coronavirus per la Regione Puglia, ospite di ‘Agorà’ su RaiTre. “Quando il sistema entra in saturazione e non riesce più a curare tutte le persone che si infettano, al numero di decessi che ci sarebbero stati nonostante le cure dobbiamo aggiungere chi muore perché il sistema è sotto stress e non ci sono più posti in rianimazione”, aggiunge Lopalco.

9.04 – Regione Lazio: “Chiusura Fondi un sacrificio necessario”
“La situazione di Fondi la conosciamo, la stiamo seguendo e purtroppo questa ulteriore misura è stata necessaria innanzitutto per tutelare i residenti del comune di Fondi, del comprensorio e della Regione. Chiederemo un ulteriore sacrificio ai cittadini di Fondi, ma è necessario. Non potranno entrare o uscire dal Comune e saranno interrotte le fermate del servizio pubblico dei trasporti e della linea ferroviaria”. Lo ha affermato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio ospite della trasmissione ‘Buongiorno Regionè su RaiTre, che annuncia: “Saranno fatti degli screening, sia attraverso tamponi che con Tac per verificare in via preventiva possibili polmoniti da Covid-19”.

9 – Piazza Affari decisamente positiva in avvio
Avvio in deciso rialzo per Piazza Affari: in apertura l’indice Ftse Mib segna un aumento del 2,02%.

8.59 – Berlusconi: “Oggi è tempo collaborazione”
“Da opposizione seria, responsabile, oggi il nostro compito è cooperare. Più avanti, ad emergenza finita, discuteremo degli errori se degli errori sono stati commessi”. Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi a Radio 1.

8.58 – Spread in calo in apertura a 193
Lo Spread Btp-Bund è in calo a 184 punti base in avvio di giornata, contro i 193 punti della chiusura di ieri. Il tasso di rendimento del decennale italiano è dell’1,57%.

8.57 – Gallera: “Penso che il trasporto pubblico vada chiuso”
Il trasporto pubblico locale dovrebbe essere fermato secondo l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera. “Penso vada chiuso il tpl, vediamo sempre metropolitane strapiene o i treni pieni di persone: penso che questo sia un elemento dirimente, la gente deve andare al lavoro con un mezzo proprio o le aziende si organizzano”, spiega l’assessore della Lombardia su Rai Tre, con evidente riferimento alla città di Milano, dove da giorni c’è molta polemica sui vagoni delle metropolitane colmi di gente nelle ore di punta per la riduzione del servizio.

8.56 – Gallera: “Bisogna stringere ancora di più, ecco cosa”
Al Governo la Regione Lombardia ha chiesto “un irrigidimento delle misure anche sul fronte delle attività produttive, ma è il Governo che deve mettere in campo queste misure. La Regione non può imporre alle attività produttive di rimanere chiuse”. Lo dice Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, ad Agorà su Rai Tre. “Ci stiamo interfacciando con il Governo, bisogna stringere ancora di più. Pensiamo – fa qualche esempio – a tutto ciò che non è necessario, come i negozi di elettrodomestici. Si potrebbero chiudere alcuni servizi e uffici pubblici, gli uffici per le licenze edilizie o commerciali, le attività dei professionisti, le società di revisione, si può fare molto di più”, dice Gallera.

8.55 – Fico: “Politica unita, collabori”
“Ieri alla capigruppo ho visto massima collaborazione come sullo scostamento di bilancio. Auspico che questa collaborazione continui e sono sicuro che debba continuare. Dobbiamo essere uniti più che mai in una emergenza che coinvolge tutti. Noi siamo semplici servitori dello Stato”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico a Radio24.

8.48 – Prete e altri 4 denunciati a Napoli: avevano tenuto un battesimo
Un prete e quattro persone sono state denunciate a San Gennaro Vesuviano (Napoli) dai Carabinieri che li hanno sorpresi durante la celebrazione di un battesimo, nonostante il divieto imposto per evitare il contagio. I militari hanno denunciato per inosservanza dei provvedimenti il parroco della chiesa, il padrino del bimbo, i due genitori e il fotografo.

8.31 – In Lombardia arriveranno medici da 5 regioni
Le cinque regioni italiane disponibili per ora a mandare personale medico in supporto della Lombardia sono Toscana, Calabria, Sicilia, Trentino e Basilicata. E’ quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate.

L’articolo Coronavirus, la diretta – 47mila casi, oltre 4mila vittime. Nuova stretta del governo: chiusi parchi e giardini, attività motoria solo vicino casa. Boccia: “Bando per 300 medici volontari, è chiamata alle armi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Coronavirus, il Pd contro Fontana per il video con la mascherina: “Inutile e dannoso, serve equilibrio”. Boccia: “Io non lo avrei fatto”

Il ministro Francesco Boccia usa toni moderati: “Io non l’avei fatto”. I compagni di partito, invece, vanno a briglie sciolte: “Inutile e dannoso, serve equilibrio”. Il video e le foto del governatore lombardo Attilio Fontana con la mascherina, dopo la positività al coronavirus di una sua collaboratrice che lo costringerà a 12 giorni di auto-isolamento, irritano pezzi di governo e il Partito Democratico. Una scelta, dice il ministro per gli Affari Regionali, che “io non avrei fatto”. Boccia spiega a SkyTg24 che “io la mascherina non l’avrei messa, o meglio non avrei fatto la foto con la mascherina ma siamo alle scelte personali”.

L’aplomb istituzionale del membro del governo scompare nelle dichiarazioni dei suoi colleghi del Pd. “Era proprio necessario per il presidente Fontana farsi immortalare sui social con una mascherina alla bocca? Penso proprio di no”, dice l’ex segretario del Pd, Maurizio Martina. “In un momento come questo – aggiunge – le istituzioni devono dare un segno di equilibrio e compostezza e lavorare sodo con serietà, evitando di alimentare panico per non danneggiare ulteriormente i cittadini e il Paese. Purtroppo non mi pare che farsi fotografare in quel modo aiuti a tenere questo atteggiamento”.

Per Matteo Orfini, “la mascherina in diretta Facebook non serve a nulla esattamente come non serve metterla in aula alla Camera”. Il deputato del Pd aggiunge: “Tutti sappiamo che è così, anche chi la indossa. Un gesto inutile e dannoso per il messaggio che diffonde. Spiace che a farlo siano rappresentati delle istituzioni”. Duro anche l’eurodeputato e leader di Azione, Carlo Calenda: “Il governatore è un completo irresponsabile. La sua foto con la mascherina farà il giro del mondo. Confermerà l’idea di un Paese assediato e paralizzato dal coronavirus”.

Le immagini, in effetti, circolano anche su alcuni media esteri. El Paìs commenta: “L’immagine del capo della Regione in quarantena non aiuta il tentativo del governo di ridurre il livello di panico e dramma che circonda la diffusione del virus”. Il sistema economico, dice ancora l’ex ministro dello Sviluppo Economico, “stava già soffrendo per un inizio di recessione, oggi è ulteriormente e drammaticamente danneggiato dal modo scomposto con cui alcune Regioni stanno gestendo la crisi”. Il governatore, conclude, “deve avere consapevolezza degli effetti delle sue azioni, altrimenti meglio che cambi lavoro”.

Anche per l’ex ministro Danilo Toninelli “sono immagini che non aiutano perché spaventano ed espongono l’Italia al rischio di un isolamento economico che non ha alcuna giustificazione”. Il senatore del Movimento 5 Stelle sottolinea che “l’altro una mascherina non adatta perché priva di filtro”. Il “panico”, aggiunge, deve essere “assolutamente arginato, non alimentato in alcun modo”.

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Coronavirus, Regione Lombardia: “I cittadini di Codogno e Castiglione rimangano a casa ed evitino contatti sociali a scopo precauzionale”

I cittadini di Codogno e Castiglione d’Adda non devono uscire da casa. I due paesi, insomma, rischiano di trovarsi in isolamento. “Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali“, è la richiesta avanzata dall’assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Giulio Gallera dopo la conferma di 3 contagi da coronavirus – marito e moglie e un loro conoscente – residenti nei due paesi del Lodigiano.

Da parte sua è giunto anche l’invito a “non recarsi in Pronto Soccorso” nel caso in cui si avvertano sintomi riconducibili a virus partito dalla Cina. “Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria – ha spiegato Gallera – è di non recarsi in pronto soccorso, ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio”.

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Sanità lombarda, le mie domande all’assessore regionale su soldi e digitalizzazione

Cari lettori, ero così contento di avervi spiegato l’intervento positivo dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia per il caso Avastin-Lucentis che, trascorsa l’estate, la Novartis ha deciso di passare nuovamente al contrattacco con un nuovo ricorso al Tar (di giovedì di inizio mese) per non perdere la battaglia e cercare di continuare ad usare, ormai solo in Italia, il farmaco più costoso per la degenerazione maculare senile. Insomma la storia infinita continua.

Oggi, invece, con questa mia lettera pubblica voglio nuovamente ammonire la giunta Lega (presidente Attilio Fontana) e Forza Italia (assessore Giulio Gallera) che capeggia ormai indisturbata da decenni – scambiandosi solo i ruoli – la Regione Lombardia.

Ho letto sul sito regionale di una delibera che autorizza una spesa di 182 milioni di euro con la quale, “attraverso l’Agenzia Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti (Aria), saranno attivate procedure di gara per la creazione di:

– Un sistema Hub centrale multimediale, composto da un data center, un archivio con spazi di back up, snodi di collegamento verso le aziende socio-sanitarie;
– Un sistema periferico di gestione delle immagini per ogni Asst, collegato a quello centrale, che renda funzionale e omogenea la consultazione diagnostica all’interno della stessa azienda (fra i vari reparti) e fra aziende diverse”. Con una sperimentazione di otto anni!

“Nell’ottica di una reale semplificazione e dematerializzazione delle procedure e dei servizi – conclude l’assessore Gallera – i cittadini non dovranno più recarsi da un ospedale all’altro carichi di referti, lastre o diagnosi. Il nuovo sistema garantirà infatti un accesso diretto alle informazioni diagnostiche indipendentemente dal luogo di visita, cura o assistenza”.

Ora, caro Gallera, nel ringraziarla per essere intervenuto pesantemente contro il collega primario del Sacco per il caso Avastin-Lucentis, le esprimo tutte le mie perplessità e il mio disappunto per le sue parole sui temi di digitalizzazione nella sanità e per la firma della delibera.

Come può un assessore al Welfare, che dovrebbe guardare alla salute di tutti – e non solo dei “suoi” cittadini – dire queste parole per giustificare una spesa enorme? Lei crede di difendere i cittadini lombardi senza interessarsi dei cittadini italiani, nella speranza di un’autonomia che con il nuovo governo diverrà più difficile? Ha destinato altri soldi a Lombardia informatica per aumentare il controllo dei dati sanitari di 10 milioni di cittadini italiani, anzi lombardi: è certo che siano spesi bene?

E’ proprio sicuro di farlo solo nell’interesse dei cittadini visto che l’immagazzinamento come specificato è solo su scala regionale? Ma se un cittadino lombardo deve farsi visitare a Piacenza, circa 50km dal centro di Milano, non potrà “vedere” più nulla! Come lo spiega? Sicuro che non sia una spesa troppo “limitata” ed utile solo per interferire nella privacy? Lei sa che proprio Lombardia informatica, alla mia proposta di History health, disse che era una bella rivoluzione?

Con History health, caro Gallera, non ci sarebbero più strutture che si collegano fra di loro e che non si consultano nemmeno se i limiti regionali lo impongono. Caro Gallera, con History health nessuno conserva i nostri dati sanitari. Caro Gallera, con History health il cittadino li conserva e li porta con sé in qualunque luogo del mondo dove esista un collegamento internet in una applicazione certificata. Caro Gallera, con History health i certificati scritti e registrati non possono essere manipolati e modificati in modo fraudolento. Caro Gallera, anche nel caso in cui lei avesse bisogno urgentemente di tutta la sua storia clinica, basterebbe, per poterla visionare, l’impronta digitale, anche se si trovasse nel pronto soccorso di un posto lontanissimo. Altro che Piacenza!

Apra al mondo, caro Gallera, non erga barricate come nel Medioevo. Il federalismo, o l’autonomia, in sanità non ha valore. Non si può essere felici di aver autorizzato una delibera così limitativa per il bene di tutti.

Sono a sua disposizione, caro Gallera, per poter spiegare anche a lei l’importanza di investire in History health, importanza personale ma allo stesso tempo universale. E io, per l’idea che ho registrato alla Camera di commercio, non le chiedo nemmeno un euro. Troppo poco? Vuole ascoltarmi visto che, grazie all’articolo V della Costituzione, ha potere decisionale?

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Tangenti Milano, il Riesame su Caianiello: “Aveva creato un sistema clientelare con la possibilità di influire sulle elezioni”

Negli ultimi dieci anni Nino Caianiello “aveva creato un radicato sistema clientelare” con la “sua concreta possibilità di influire sull’esito delle campagne elettorali dei candidati politici locali”, poiché “era una figura di assoluto rilievo ” in Forza Italia, “non solo nella provincia di Varese” ma nell’intera Lombardia. Lo scrive il Tribunale del Riesame milanese, presieduto da Cesare Tacconi, nelle prime motivazioni depositate di una delle tante decisioni con cui, nelle scorse settimane, sono stati respinti i ricorsi degli arrestati (43 le misure cautelari e molti di più gli indagati, compresa Lara Comi e il governatore Attilio Fontana), tra cui anche quello dell’ex vice coordinatore lombardo di Forza Italia, Pietro Tatarella. Nelle motivazioni, che confermano il quadro dell’inchiesta della procura di Milano, i giudici spiegano che Caianiello disponeva di un “vasto bacino di voti” e che l’associazione a delinquere era in grado di “penetrare nelle strutture societarie pubbliche”

In una trentina di pagine i giudici, oltre a spiegare nel dettaglio perché hanno respinto il ricorso di Stefano Besani, avvocato finito ai domiciliari per una presunta corruzione, tracciano il quadro della “cricca” – guidata da Caianiello, soprannominato il “Mullah” e finito in carcere con il blitz della Dda di Milano del 7 maggio scorso – che si sarebbe occupata, allo stesso tempo, di un giro di mazzette, appalti e nomine pilotate e finanziamenti illeciti alla politica, reato di cui è accusato anche il deputato azzurro Diego Sozzani, per il quale pende alla Camera la richiesta di arresto.

Caianiello, scrivono i giudici, “aveva la funzione di trait d’union tra l’area della provincia di Varese e quella milanese”, perché rappresentava anche per i “sodali milanesi” il “ruolo di fondamentale garante della realizzabilità di progetti criminosi e delle occasioni di illecito guadagno”. E le indagini “hanno dimostrato la sussistenza” di “intrecci e avvicendamenti operativi tra l’associazione capeggiata da Caianiello” e quella guidata dall’imprenditore Daniele D’Alfonso della Ecol-service, finito in carcere anche con l’accusa di aver favorito una cosca della ‘ndrangheta. Caianiello era anche “il raccordo con gli esponenti regionali e provinciali del mondo politico e delle istituzioni” e “di fatto” esercitava “funzioni pubbliche” in tutte le “più importanti società partecipate della provincia di Varese”. 

I giudici mettono in luce anche come il presunto “burattinaio” nelle Regionali lombarde del 2018 sia riuscito “a far eleggere al Consiglio regionale” un “giovanissimo candidato di sua strettissima fiducia, Angelo Palumbo, facendogli peraltro ottenere successivamente anche la presidenza di un’importante commissione consiliare (quella dell’Agricoltura), attivandosi anche per il finanziamento illecito della sua campagna elettorale”. Gli “uomini giusti al posto giusto”, scrive ancora il Riesame, garantivano “ai due sodalizi, in sinergica collaborazione e in modo trasversale, benefici e arricchimento”.

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Tangenti Milano, Tatarella: “Io innocente ma mi dimetto”. I primi interrogati non rispondono alle domande del gip

Pietro Tatarella si dice “innocente” ma lascia il suo posto in Consiglio comunale a Milano. “Le contestazioni che mi sono state mosse sono infondate, ma ho deciso di dimettermi”, sono le sue parole, affidate al legale, l’avvocato Luigi Giuliano. L’ex vice coordinatore regionale di Forza Italia (sospeso ieri) e candidato alle Europee arrestato nella maxi inchiesta della Dda milanese con al centro tangenti, appalti pilotati e finanziamenti illeciti in Lombardia, è detenuto nel carcere di Opera dove nell’interrogatorio davanti al gip ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere per potere analizzare, come ha chiarito il legale, tutti gli atti. Come lui, anche tutti gli altri indagati finora interrogati non hanno risposte alla domande del giudice per le indagini preliminari di Milano, Raffaella Mascarino.

Ha scelto il silenzio anche Gioacchino Caianiello, l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia a Varese, difeso dal legale Tiberio Massironi. Nell’ordinanza cautelare del gip è definito il “burattinaio” del sistema di corruzione, a capo di un vero e proprio “sistema feudale in cui tutte le scelte della politica nel Varesotto, ma anche in Regione, passano da lui. Nei primi interrogatori di stamani nel carcere milanese di San Vittore, quattro degli altri indagati finiti in carcere hanno deciso di non rispondere. Tra loro Alessandro Petrone, ormai ex assessore all’Urbanistica ed Ambiente del Comune di Gallarate (Varese) e ritenuto il “braccio destro di Caianiello, sul versante amministrativo ed istituzionale del Comune di Gallarate”. Poi Piermichele Miano, un professionista anche lui legato a Caianiello, Leonida Paggiaro, ritenuto nell’indagine uno dei corruttori soprattutto in relazione ad un ‘piano di governo del territorio’, e Alessandro Crescenti, accusato di corruzione e figurante nelle imputazioni assieme a Caianiello. Anche loro tre hanno scelto di non rispondere al gip, così come l’ex assessore di Gallarate Petrone che dopo l’arresto ha rimesso le deleghe.

L’articolo Tangenti Milano, Tatarella: “Io innocente ma mi dimetto”. I primi interrogati non rispondono alle domande del gip proviene da Il Fatto Quotidiano.

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