Archivio Tag: Roberto Giachetti

Pd, Giachetti: “Noi arrabbiati per segreteria? Macché. Non ci siamo perché non condividiamo la linea”

“Da sempre la responsabilità della segreteria è una scelta del segretario, che il segretario amministra come vuole. E’ del tutto evidente che noi abbiamo tutto il diritto di giudicarla e nessuno dovrebbe scandalizzarsene. Noi non siamo entrati in segreteria non per un capriccio o uno sgarbo, ma perché non abbiamo condiviso la linea politica del segretario dopo le primarie. Siamo minoranza e abbiamo il diritto di farlo senza che ci venga imputato di essere il ‘fuoco amicò”. Lo ha detto Roberto Giachetti, commentando, al convegno a Assisi di ‘Sempre avanti’, l’area politica ‘renziana’ del Pd, la composizione della segreteria nominata ieri dal segretario.

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Radio Radicale, Giachetti: “Inizio sciopero sete. Mi appello a Salvini e a Di Maio, al quale mi lega un’amicizia personale”

“Da radicale non posso che assumermi la responsabilità di procedere con l’atto più estremo della non violenza, e cioè con lo sciopero della sete. lo inizierò oggi, a partire da mezzanotte“. Lo annuncia in una conferenza stampa il deputato del Pd, Roberto Giachetti, a sei  giorni dalla scadenza della convenzione tra Radio Radicale e il Ministero dello Sviluppo Economico.

“Abbiamo tentato di tutto da mesi – continua – per consentire a Radio Radicale di continuare il suo servizio pubblico. Ma tutto quello che abbiamo fatto non è stato sufficiente, la situazione è ancora ferma e bloccata. Ed è del tutto evidente che in queste condizioni la vita di Radio Radicale è prossima alla fine. In questo periodo ho cercato in tutti i modi di stare in disparte e di agevolare le tantissime iniziative che si sono svolte per dare una mano a Radio Radicale. Non c’è angolo della società che non sia coinvolta in queste iniziative in difesa di Radio Radicale in modo assolutamente trasversale e partecipato: politica, magistratura, cultura, spettacolo, sport, volontariato”.

E precisa, riguardo al suo sciopero della sete: “Vorrei che fosse molto chiaro: la mia iniziativa non è in contrapposizione con nessuno, ma in continuità con le iniziative non violente prese in questi mesi a favore di Radio Radicale. E’ una forma assoluta di dialogo e di fiducia nei confronti di coloro che possono assumere la decisione di garantire che Radio Radicale prosegua nella sua vita e nelle sue funzioni di servizio pubblico. Nessuna opposizione e dialogo totale“.

Giachetti si sofferma poi sulle dichiarazioni del sottosegretario M5s Vito Crimi in Commissione Vigilanza Rai: “Del suo intervento è stata data una interpretazione negativa. Per me invece ci sono degli aspetti positivi. Crimi ha detto che parlava a titolo personale e che le competenze relative al proseguimento della convenzione con Radio Radicale spettavano al Mise, cioè al ministro Luigi Di Maio. Voglio ricordare che il ministro Di Maio qualche giorno fa ha detto che si sarebbe fatto carico di una soluzione. Io sono assolutamente fiducioso nei confronti della volontà di Di Maio, al di là delle valutazioni di Crimi. Il sottosegretario ha detto anche che la convenzione riguarda solo una parte di quello che Radio Radicale fa – continua – Ed è verissimo, perché la convenzione copre le attività parlamentari in Aula, ma non la trasmissione dei processi, del Csm, dei congressi di tutti i partiti, delle Commissioni, che è tuttta a carico di Radio Radicale. E se l’Authority per le garanzie nelle Comunicazioni arriva a invitare il governo a non interrompere un servizio pubblico, è perché è perfettamente consapevole che il servizio pubblico di Radio Radicale va ben oltre i termini della convenzione per i quali è pagata”.

Il parlamentare, quindi, fa il suo appello “formale e diretto” ai due vicepresidenti del Consiglio: “C’è una nota positiva per la posizione della Lega a favore di Radio Radicale, Ma io mi rivolgo con la stessa fiducia, con la stessa speranza, con lo stesso dialogo sia a Salvini, sia a Di Maio, col quale, al di là della siderale distanza politica, ho un rapporto di amicizia personale, perché adesso si passi dalle parole ai fatti. So perfettamente che c’è una campagna elettorale nella quale ci si mena dalla mattina alla sera. Ci sono molte cose che distraggono, ma non possiamo consentire che in questi 6 giorni che ci restano Radio Radicale finisca nel dimenticatoio e nella distrazione del quotidiano scimmiottamento della politica”.

Giachetti, infine, invita il segretario dei Radicali lucani , Maurizio Bolognetti, e coordinatrice del Partito Radicale, Rita Bernardini, che sono in sciopero della fame, rispettivamente dal 27 febbraio e dal 9 aprile, a interrompere la propria protesta: “C’è una staffetta, siamo tutti coinvolti in questa vicenda e io prendo il testimone”.

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Taglio parlamentari, Giachetti (Pd): “È una cazzata, va superato il bicameralismo perfetto come avevamo proposto”

“Volgio togliermi un sassolino e dire una cosa contro corrente: il taglio del numero dei parlamentari è una cazzata“. A dirlo, nel corso di una diretta Facebook, è il deputato del Pd, Roberto Giachetti. “Un parlamentare dovrà rappresentare 500mila persone” ha continuato, per poi presentare la sua ricetta: “Va superato il bicameralismo perfetto per dare slancio al Paese”.

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Giachetti e Morani a Zingaretti su Oliverio indagato: “Come funziona il giustizialismo nel Pd? Perché Umbria sì e Calabria no?”

Roberto Giachetti apre un nuovo fronte di polemica nel Partito Democratico. “Senza alcuna polemica ma solo per capire – ha twittato l’ex vicepresidente della Camera – vorrei sapere come funziona nel ‘nuovo pd’ sta storia del no al giustizialismo di partito. Umbria sì, Calabria no? Donna sì, uomo no? Marini sì, Oliverio no?”. Il riferimento è alle dimissioni chieste e ottenute dal segretario Nicola Zingaretti dopo l’inchiesta sulla sanità che ha travolto il Pd umbro, in seguito alla quale la presidente della Regione Catiuscia Marini aveva lasciato l’incarico. “Ma davvero solo per capire – ha scritto ancora Giachetti – Di tutto il resto ne parliamo dopo il 26”. Ovvero il giorno delle elezioni europee.

 

 

A cosa si riferisce l’ex esponente dei Radicali e della Margherita, sconfitto nella corsa al Campidoglio da Virginia Raggi e alla segreteria del Pd proprio da Zingaretti? Alle parole pronunciate da quest’ultimo sull’inchiesta sugli appalti pubblici in Calabria in cui è indagato il governatore dem Mario OliverioLo farà dimettere?, la domanda di Bruno Vespa. “Bisogna mantenere molto ferma questa linea che ci si difende ne processi e non dai processi – ha risposto il leader dei democratici – Non cedo né al giustizialismo né peggio al giustizialismo di partito“. “La politica – ha aggiunto Zingaretti – valuti a salvaguardia del territorio la scelta migliore da fare”.

A Giachetti si accoda Alessia Morani: “#Zingaretti sul caso #Oliverio dice “No al giustizialismo di partito”. – scrive su Twitter la deputata – Mi trovo d’accordo con il segretario, solo che non capisco perché vale per la #Calabria e non per l’#Umbria. Pare quasi giustizialismo di corrente“.

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