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Sei ranger uccisi nel Parco nazionale di Virunga: “I miliziani hanno teso un’imboscata alle guardie”

Un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nel Parco nazionale Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, uccidendo almeno sei ranger impegnati nella salvaguardia di alcuni degli ultimi esemplari di gorilla di montagna rimasti al mondo. Le violenze sono avvenute domenica 10 gennaio a Nyamitwitwi, nella zona di Rutshuru del parco, come ha fatto sapere Olivier Mukisya, portavoce dell’Istituto congolese per la conservazione della natura. “Confermiamo che un gruppo di uomini armati ha attaccato le nostre posizioni – ha detto Mukisya all’Associated Press -. Ci sono morti e feriti tra i nostri colleghi ranger”.

L’attacco non è stato ancora rivendicato ma un funzionario locale, Alphonse Kambale ha fatto il nome di un gruppo armato della zona: “Miliziani Mayi-Mayi hanno teso un’imboscata alle guardie all’estremità del parco, verso Nyamitwitwi. Il bilancio provvisorio dello scontro è di sei ranger del parco e due componenti della milizia popolare Mayi-Mayi morti”, ha spiegato.

Per i passati assalti ai ranger del parco Virunga sono stati accusati diversi gruppi armati che si contendono il controllo delle risorse naturali del Congo orientale. Tra questi gruppi ribelli ci sono le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda, conosciute con l’acronimo francese Fdlr, un gruppo etnico hutu opposto al governo del vicino Ruanda e una delle ultime fazioni di ribelli ruandesi attive in Congo. Nell’aprile 2020, un’imboscata vicino al Parco nazionale di Virunga ha ucciso 12 ranger e cinque civili e ferito gravemente molte altre persone. Più di 200 ranger sono stati uccisi da quando Virunga è diventato un parco nazionale nel 1925.

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Auguri con gaffe per Biden e la moglie, in diretta sulla Abc per la fine del 2020 non riescono a lanciare i coriandoli

Piccola gaffe per il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden e la moglie Jill. La coppia ha vissuto in diretta su Abc la fine dell’anno, consegnando alla nazione un messaggio di speranza per il 2021. Ma allo scoccare della mezzanotte la moglie Jill non è riuscita a far esplodere i coriandoli. Siparietto divertente per la futura coppia presidenziale.

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L’antidoto al Covid? E’ la liquirizia. Parola del presidente del Turkmenistan

Mentre gli scienziati di tutto il mondo partecipano a una vera corsa contro il tempo per trovare una terapia per curare gli effetti del coronavirus (dopo quella per il vaccino), c’è chi ha già la soluzione. Il presidente del Turkmenistan Gurbangouly Berdymoukhamedov assicura che il toccasana sia la liquirizia, garantendo tra l’altro che il suo Paese è stato risparmiato dalla pandemia (l’altro Paese che lo sostiene è la Corea del Nord). “Scienziati di tutto il mondo stanno ricercando rimedi efficaci per il coronavirus, e uno di questi potrebbe essere la radice di liquirizia” dice Berdymoukhamedov. Senza fornire alcuna prova scientifica per le sue dichiarazioni, il presidente turkmeno sostiene che “la liquirizia impedisce lo sviluppo del coronavirus” e che “anche una bassa concentrazione di un estratto acquoso di liquirizia ha un effetto neutralizzante”. Notando che il Paese dell’Asia centrale ha “riserve sufficienti” di liquirizia, il presidente ha quindi incaricato l’Accademia Nazionale delle Scienze di condurre studi sui presunti effetti benefici di questa pianta aromatica presente anche in Europa.

A parziale giustificazione dell’uscita del presidente turkmeno c’è uno studio condotto in Italia che aveva fatto notizia a luglio che indicava nella liquirizia un’arma promettente, capace di “bloccare” l’ingresso di Sars-Cov-2 nell’organismo. La glicirrizina, il principale costituente della liquirizia, “è da sempre considerata una molecola dal grande potenziale farmacologico per le caratteristiche peculiari che la contraddistinguono – disse allora all’AdnKronos Desiderio Passali, past president Italian Society of Rhinology – in quanto, nonostante il basso profilo tossicologico, possiede spiccate proprietà antinfiammatorie e antivirali, queste ultime in particolare rispetto alla famiglia dei coronavirus Sars”. Da qui a presentarlo come la soluzione per impedire lo sviluppo del Covid ce ne passa un po’.

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Tiene l’iPhone sotto carica mentre fa il bagno nella vasca, muore fulminata a 24 anni

Morire fulminata a 24 anni per avere tenuto lo smartphone sotto carica mentre faceva il bagno nella vasca di casa. È successo a Olesya Semenova, commessa 24enne trovata senza vita dalla sua coinquilina nell’abitazione che dividevano ad Arkhangelsk, in Russia. “Ho urlato, l’ho scossa, ma era pallida, non respirava e non dava segni di vita. Ero davvero spaventata. Quando l’ho toccata, ho avuto una scossa elettrica. C’era il suo iPhone nell’acqua, attaccato alla presa elettrica”, ha raccontato la ragazza, come riferisce il tabloid britannico Mirror che dà la notizia.

Subito la giovane ha lanciato l’allarme ma quando l’ambulanza è arrivata sul posto i paramedici non hanno potuto far altro che constatare il decesso della 24enne: accanto al corpo, nella vasca, c’era l’iPhone 8 che probabilmente le è scivolato di mano cadendo in acqua e causando lo shock elettrico che l’ha uccisa. Sull’accaduto è intervenuto anche il Ministero russo per le emergenze che ha diramato una nota in cui raccomanda a tutti di usare la massima prudenza, dal momento che questo è solo l’ultimo di una serie di incidenti mortali simili che si sono verificati nel Paese. “La tragedia ci ricorda ancora una volta che l’acqua e un elettrodomestico collegato alla rete sono incompatibili. Lo stesso vale per qualsiasi dispositivo mobile”, si legge nel comunicato.

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È appena nata ma ha già 28 anni e sua madre ha solo 18 mesi più di lei: ecco come è possibile

È nata solo lo scorso ottobre, ma tecnicamente ha già 28 anni ed è “più giovane” di sua mamma di appena 18 mesi. Come è possibile? Tutto questo si spiega con il fatto che la piccola Molly Everette Gibson è nata da un embrione congelato 28 anni fa, un anno e mezzo dopo la nascita della donna che ha portato a termine la gravidanza, Tina. La vicenda è avvenuta in Tennessee ed è riportata da diversi quotidiani statunitensi, che sottolineano come la piccola Molly abbia battuto il record precedente, che appartiene sempre alla stessa coppia adottiva, che aveva fatto nascere nel 2017 un altro embrione sempre risalente al 1992, che era quello della sorella gemella di Molly.

“Siamo sulla Luna – commenta la signora Gibson al New York Post -, sono ancora senza fiato. Se qualcuno mi avesse detto cinque anni fa che avrei avuto non uno ma due figli gli avrei dato del pazzo”. Tina, una insegnante elementare, e il marito, un esperto di cybersicurezza di 36 anni, sposati da dieci anni, hanno cercato di avere una gravidanza naturale per cinque anni prima di rivolgersi al National Embryo Donation Center (NEDC), una no profit di Knoxville che raccoglie gli embrioni cosiddetti ‘orfani’, che i genitori decidono di non utilizzare. Le famiglie interessate possono optare sia per una adozione ‘chiusa’, in cui non sanno nulla dei genitori biologici, o per una aperta in cui entrano invece in contatto diretto. Delle oltre mille gravidanze ottenute dall’associazione però, solo le due che riguardano le sorelle Gibson sono state portate avanti da embrioni così ‘vecchi’.

Anche in Italia, afferma Arianna Pacchiarotti, Responsabile Pma dell’ospedale San Filippo Neri di Roma e docente dell’università Sapienza di Roma, ci sono embrioni conservati da così tanto tempo, ma sarebbe impossibile ‘adottarli’. “Le cause per cui rimangono orfani sono tante – spiega -. La principale è che le coppie riescono ad avere una gravidanza, e quindi decidono di non farsi impiantare gli altri embrioni ottenuti dalle tecniche di fecondazione assistita, magari perchè già in là con l’età . In Italia sono probabilmente migliaia ma la legge non permette di adottarli, andrebbero quantomeno portati tutti in un unico centro per tutelarli di più , perchè ora sono ‘dispersi’ in tutti i centri per la Pma del paese, e può succedere che un centro chiuda, o venga venduto”. Il fatto che un embrione dopo 30 anni sia ancora capace di dare luogo ad una gravidanza non stupisce, afferma l’esperta. “Gli embrioni che vengono selezionati per essere crioconservati sono quelli vitali, che non hanno nessun problema – spiega Pacchiarotti -, se sono conservati correttamente è possibile che ‘resistano’ anche di più“.

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Precipita dalla giostra del parco divertimenti: muore sul colpo a 21 anni

Stava salendo sulla torre di una giostra di un parco divertimenti, per svolgere un controllo di sicurezza, quando ha perso l’equilibrio ed è precitato nel vuoto, schiantandosi sulla piattaforma inferiore. Così è morto a 21 anni un ragazzo addetto alla manutenzione dell’Orlando Starflyer, la giostra rotante tra le più grandi del parco. L’incidente è successo prima delle 8 del mattino di lunedì all’Icon Park di Orlando, in Florida, negli Usa, mentre la struttura era ancora chiusa al pubblico.

Subito è scattato l’allarme: i primi ad accorrere hanno trovato il corpo dell’uomo già senza vita. Sull’incidente è stata aperta una inchiesta. Il personale dell’ambulanza ha comunque trasportato il ragazzo in ospedale, nel tentativo di rianimarlo ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.

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Si avvicinano a un camion cisterna ribaltato per rubare la benzina: il mezzo esplode, almeno sette morti carbonizzati

Almeno sette persone sono morte carbonizzate in Colombia dopo che un camion cisterna che trasportava combustibile si è ribaltato ed è esploso a Pueblo Viejo, un piccolo comune situato nel dipartimento di Magdalena. Secondo quanto riferito da radio Rcn, almeno 45 persone sono rimaste ferite gravemente per l’esplosione, ripresa in alcuni drammatici video diffusi sui social network. Secondo quanto riportato, il camion si è ribaltato mentre viaggiava lungo la strada che collega la città di Barranquilla con quella di Ciénaga, e dopo l’incidente diversi abitanti della zona si sono avvicinati al veicolo con l’intenzione di saccheggiare parte della benzina versata.

Proprio mentre stavano provando a raccogliere il carburante, questo ha preso fuoco provocando l’esplosione che ha ucciso almeno sette persone e ferito altre decine. A causa dell’emergenza del coronavirus, i reparti di terapia intensiva di Magdalena sono occupati nella maggior parte dei casi da pazienti Covid-19, e per questo alcuni dei feriti sono stati trasportati a Barranquilla e Santa Marta.

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La giornalista di Sky News è in collegamento, il figlio la interrompe: “Mamma posso avere due biscotti?”

Imbarazzo in diretta. La giornalista di Sky News Deborah Haynes era in diretta nell’edizione del mattino del telegiornale h24 del colosso dell’informazione britannico, quando improvvisamente, nella stanza in cui stava facendo il collegamento via Skype, è entrato il figlio reclamando la sua colazione: “Mamma posso avere due biscotti?“, le ha chiesto il bambino. “Scusate, questo che sta entrando è mio figlio, scusate, è molto imbarazzante”, ha detto poi la cronista scusandosi con il pubblico. Ovviamente la scena è andata in onda: la regia ha poi interrotto subito il collegamento tornando con le immagini in studio, ma ormai la gaffe era fatta.

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Sub vede una balena incastrata tra due reti e la libera: ora rischia una multa salata

Vede una balena incastrata tra due reti e non ci pensa due volte a provare a liberarla ma il salvataggio del cetaceo gli costa una denuncia. È quanto successo a un sub australiano che stava facendo un’immersione nella Gold Coast: mentre era in mare ha notato la balena incastrata in una delle barriere di protezione anti-squali situate al largo delle spiagge in cui è consentita la balneazione, per evitare pericolosi incidenti. Così non ci ha pensato due volte ad avvicinarsi all’animale e provare a liberarlo, senza attendere l’arrivo della squadra di soccorso del Dipartimento locale della Pesca.

Salvata la balena, all’uomo è arrivata una denuncia e ora rischia un multa salata perché così facendo si è spostato in un’area dove non era consentita la balneazione perché appunto oltre le barriere anti-squalo. “Stavo nuotando quando ho visto la balena e mi son avvicinato per godere dello spettacolo. Poi ho capito che era finta nella rete e ho pensato che non era così bello. Quindi sono andato oltre e mi sono avvicinato e poi l’adrenalina è salita e ho decisi di liberarla”, ha raccontato l’uomo ai giornali locali spiegando di aver svolto l’operazione con cautela per cercare di evitare di essere strattonato dall’animale o di rimanere lui stesso intrappolato nelle reti ed è riuscito nel suo obiettivo. Ora attende l’esito dell’inchiesta aperta a suo carico.

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Strage di ranger nel parco dei gorilla: 14 morti

Strage di ranger nel parco dei gorilla. No, non è stata una rivolta del mondo animale, ma una strage tra uomini. È accaduto al Vironga National Park nel Congo Orientale dove 12 ranger sono rimasti uccisi in un’imboscata tesagli, secondo la ricostruzione fornita dalle autorità del parco, da alcuni guerriglieri delle Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda. La strage è avvenuta venerdì mattina quando un gruppo di ranger rientrando in jeep nel parco si è trovato bloccato da un veicolo civile presso il villaggio di Rumangabo, a pochi chilometri dal quartier generale del Vironga.

La messa in scena non era altro che il primo atto di una feroce imboscata che ha visto cadere 12 ranger, un autista e anche quattro civili. Nell’aggressione armata sono rimasti feriti altri quattro ranger, uno in condizioni critiche. “Questa è una giornata devastante per il Parco nazionale Virunga e le comunità circostanti“, hanno dichiarato i funzionari del parco più antico dell’Africa che poi hanno segnalato come l’imboscata sia stata compiuta dalle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, uno dei più grandi gruppi armati stranieri del paese, nei cui ranghi militano membri accusati di avere legami con il genocidio del 1994 in Ruanda.

Il gruppo però non ha rivendicato la responsabilità dell’attacco di venerdì. Istituito nel 1925 il Virunga National Park si estende su 3.000 miglia quadrate ed è un sito patrimonio mondiale dell’UNESCO. Le lussureggianti foreste vulcaniche del parco nel Congo orientale ospitano una biodiversità senza precedenti, tra cui elefanti della foresta e della savana e centinaia di specie di uccelli, insieme ai gorilla di montagna in via di estinzione. Come scrive il New York Times: “Il bracconaggio, il disboscamento e i disordini derivanti dalle guerre civili del Congo hanno danneggiato la popolazione faunistica e reso il parco vulnerabile agli attacchi dei gruppi della milizia”.

Su 700 ranger che lavorano nel parco – segnala ancora il NYT – diverse centinaia sono rimasti stati uccisi: Nel 2014, ad esempio, aggressori sconosciuti hanno sparato e ferito il direttore del parco, Emmanuel de Merode, un ambientalista belga di fama internazionale. Nel maggio 2018, il parco è rimasto chiuso per otto mesi dopo l’uccisione di una donna ranger e il rapimento di due turisti britannici e del loro autista. Il 23 marzo scorso Virunga è stato temporaneamente chiuso dopo che le direttive scientifiche hanno suggerito che i gorilla potrebbero essere vulnerabili alle complicazioni derivanti da Covid-19, la malattia causata dal nuovo coronavirus.

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