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Aurora Ramazzotti, la figlia di Eros difende Marica Pellegrinelli: “Su di lei cattiverie inopportune”

Dopo 10 anni di matrimonio e due figli, Eros Ramazzotti e Marica Pellegrinelli hanno deciso di separarsi e la notizia ha subito scatenato i gossip, alimentati dai rumors secondo cui lei avrebbe già una nuova relazione con un ricchissimo imprenditore e questo sarebbe proprio il motivo della rottura con il cantante. Da parte sua Marica ha scelto la via del silenzio e non ha voluto commentare, neanche per replicare alle critiche ricevute. Per lei è scesa in campo Aurora Ramazzotti: le due hanno sempre avuto un ottimo rapporto e ora la figlia di Michelle Hunzicker si è schierata in sua difesa. Le due infatti, hanno stretto un fortissimo rapporto durante gli anni in cui lei e suo padre sono state insieme, diventando ottime amiche.

Marica è una grande donna e una madre straordinaria”, ha detto Aurora secondo quanto riferisce Tpi, aggiungendo che tutte le cattiverie che si stanno dicendo sul suo conto sono inopportune. In sua difesa è intervenuto anche lo stesso Eros: “Ciao ragazzi, ho letto molte cose non belle sul conto di Marica questa settimana. Volevo dirvi che non è come pensate. È una situazione che si trascinava da un po’ di tempo e adesso abbiamo deciso di dividerci”, ha detto in un video.

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Governo, Di Maio contro Salvini: ‘Se vuole crisi di governo lo dica, i suoi attacchi sono inaccettabili’

“Se Matteo Salvini vuole la crisi di governo lo dica chiaramente. I suoi attacchi sono gravi e inaccettabili”. A dirlo, in una diretta Facebook, il vicepresidente del Consiglio e capo politico del M5s, Luigi Di Maio. “La Lega inventa falsità per coprire i finanziamenti dalla Russia” aggiunge, in riferimento al voto del Movimento a favore di Ursula von der Leyen, fatto definito come un “tradimento degli italiani” da parte del leader leghista.

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Creata una pelle artificiale con un senso del tatto 1000 volte più veloce dei nervi umani

Il senso umano del tatto è una funzione fondamentale per maneggiare oggetti in modo efficiente. Conferisce allo stesso tempo consapevolezza spaziale e comunicazione sociale. Uno dei limiti maggiori delle protesi è che riescono a ridare una buona mobilità, ma il tatto è meno sviluppato di quello umano. Una soluzione potrebbe essere ACES (Asynchronously Coded Electronic Skin), una pelle artificiale costituita da sensori fisici in grado di rilevare pressione, piegamento e temperatura, posizionati all’interno di uno strato di plastica. È stata sviluppata da un gruppo di ricercatori della National University di Singapore guidati da Benjamin Tee e si è guadagnata un pubblicazione sulla rivista scientifica ScienceRobotics.

Il suo segreto è che può inviare segnali 1000 volte più velocemente del sistema nervoso umano. Le pelli elettroniche sensibili al tatto che sono state sviluppate finora trasmettono le informazioni tattili tramite sensori in serie. Una tecnica che crea “colli di bottiglia”, ossia che rallenta la lettura dei dati e quindi la percezione. Al crescere del numero dei sensori, aumentano i rallentamenti, quindi cala l’efficienza. ACES, al contrario, sfrutta un’architettura neuromimetica (che imita artificialmente quella neurologica reale) che consente la trasmissione simultanea di informazioni termotattili mantenendo latenze di lettura eccezionalmente basse, anche con set di dati provenienti da 10.000 sensori.

Tutti i sensori sono collegati tra loro utilizzando un unico cavo, quindi tutte le informazioni tattili arrivano simultaneamente, non scansionando i sensori uno per uno. Questo fa risparmiare tempo e permette di percepire, ad esempio, se una tazza di caffè scotta nel momento stesso in cui la si tocca. Ad esempio, usando 1000 sensori, di cui ciascuno impiega 1 millisecondo per la scansione, l’intera operazione di scansione richiede solo 1 secondo.

Nel corso dei test di laboratorio i ricercatori hanno usato prototipi con un massimo di 240 meccanorecettori artificiali che trasmettevano eventi in modo asincrono a una latenza costante di 1 millisecondo, mantenendo una precisione temporale inferiore a 60 nanosecondi. Tee e colleghi stimano che la piattaforma ACES possa essere integrata con una vasta gamma di sensori, Intelligenze Artificiali artificiale, neuroprostetici e dispositivi neuromorfici per la manipolazione di oggetti e la percezione somatosensoriale.







Oltre che per le protesi, questa soluzione potrebbe essere di grande importanza per i robot, che potrebbero migliorare non solo le proprie doti sensoriali, ma impiegarle per lavorare in modo collaborativo e naturale con gli esseri umani in ambienti non strutturati.

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Mafia nigeriana, 40 fermi tra Emilia Romagna e Piemonte: trovata una “Bibbia verde” con il codice di regole del clan

Duro colpo alla mafia nigeriana da anni insediata nel Nord Italia e in particolare in Emilia-Romagna e in Piemonte: due operazioni della Polizia di Stato di Bologna e di Torino hanno colpito l’associazione dei Maphite, fino ad ora rimasta in una posizione più silente rispetto alle più note Black Axe e Eye. Sono trenta, per ora, i fermi eseguiti, mentre dieci sono ancora in corso. Tra i destinatari non solo i semplici “soldati” ma anche coloro che ricoprivano un ruolo di primissimo piano all’interno dell’organizzazione criminale: si tratta dei boss che decidevano le nuove iniziazioni, gestivano la prostituzione, mantenevano i rapporti di forza con le altre organizzazioni criminali,  gestivano lo spaccio di droga nelle piazze cittadine.

L’operazione è il punto di arrivo di un’indagine avviata nel 2017, grazie anche alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia: sono stati ricostruiti ruoli, gradi, gerarchie e regole di funzionamento all’interno dell’organizzazione criminale. Sono emersi anche frequenti e violenti scontri con altri gruppi nigeriani. Ma a permettere alle procure di Torino e Bologna di colpire l’associazione mafiosa è stato in particolare il ritrovamento di una “bibbia verde“: un vero e proprio codice di regole sui comportamenti che gli affiliati dovevano adottare.

La “green bible” è stata rintracciata dagli agenti in un plico postale proveniente dalla Nigeria e diretto nel centro Italia. Nel testo gli investigatori hanno trovato la struttura del clan Maphite, le regole, le cariche e le investiture, i riti di iniziazione e le punizioni: “Ogni operazione criminale – spiega la polizia municipale di Torino, che ha intercettato il pacco – aveva un nome in codice”. Il piano di riciclaggio di denaro nei Paesi di origine, ad esempio, era indicato come “Mario Monti“.

Dentro alla “bibbia” dell’associazione mafiosa si trovano anche le rigidissime regole di comportamento, puntualmente codificate, molto simili a quelle più conosciute delle organizzazioni mafiose italiane. “Non è una mafia raffinata, non ha la capacità di pervadere settori della società come le organizzazioni criminali tradizionali ma non per questo va sottovalutata”, ha spiegato il procuratore vicario di Torino Paolo Borgna, ricordando che “la procura di Torino è stata la prima procura italiana a contestare il 416bis a gruppo criminale nigeriano”.

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Romano-Businarolo, Bruno Bossio (Pd): “Da noi mai scherno sulla gravidanza. Canea della maggioranza che voleva silenziare le proteste”

Riceviamo e pubblichiamo una nota della deputata del Pd Enza Bruno Bossio in relazione ai fatti avvenuti durante la seduta congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, avvenuta ieri, durante la quale secondo diversi partecipanti ai lavori il deputato del Pd Andrea Romano avrebbe detto alla presidente della commissione Giustizia Francesca Businarolo che non sarebbe stata in grado di gestire l’assemblea perché in stato di gravidanza (ricostruzione che Romano respinge).

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Gentile redazione, 
In riferimento al vostro articolo apparso sulla edizione web è mia cura fornirvi una diversa ricostruzione, dal momento che ero presente e, mio malgrado, per alcuni tratti protagonista della concitata mattinata nelle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia alla Camera.

I fatti sono andati in modo assai diverso e a tratti contrapposto alla vostra rappresentazione.

Né il collega Romano, né alcun esponente del Pd ha mai preferito parole di scherno sulla gravidanza della presidente di commissione Businarolo. Chi afferma il contrario, mente sapendo di mentire. Al contrario, nel pieno rispetto delle nostre prerogative di parlamentari di opposizione, abbiamo esercitato le dovute pressioni affinché i lavori parlamentari si fermassero, fintantoché non si fosse presentato il ministro Salvini: titolare del provvedimento in discussione, ovvero il Decreto sicurezza bis e notoriamente in debito di informazioni al Parlamento sul cosiddetto Russiagate.

Alle nostre civili proteste, alle nostre ripetute richieste di parola, la presidente ha ritenuto di non dover dar risposta.

Da qui è nata una incomprensibile canea, tutta alimentata dai parlamentari di maggioranza che, evidentemente, pensavano di poter usare la gravidanza della presidente come silenziatore delle proteste. Tanto è vero, che l’unica ad essere aggredita sono stata io, sol perché mi sono permessa di aver svelato i sotterfugi (questi sì, sessisti) della maggioranza. Da qui la grande sorpresa nel leggere alcune ricostruzioni assolutamente fuorvianti e poco aderenti alla realtà. Se necessario, sono disponibile a fornire – minuto per minuto – tutti i dettagli della giornata e mi auguro che vogliate prendere in considerazione quanto scritto ai fini della pubblicazione.

Enza Bruno Bossio
Deputata del Pd

Ringraziamo l’onorevole Bruno Bossio per la sua testimonianza che integra quelle che ilfattoquotidiano.it ha raccolto durante tutta la giornata sia attraverso le agenzie di stampa sia in modo autonomo. Tra le versioni fornite ai lettori già durante la giornata, attraverso il nostro articolo e diversi video, sono comprese anche quelle dei diretti interessati. Da una parte il presidente di commissione Giuseppe Brescia che dice di aver sentito quella frase (aggiungendo che lo stesso ha sentito il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni). Dall’altra il deputato Andrea Romano, che ha potuto replicare su questo giornale sia indirettamente (e nell’immediatezza dell’uscita della notizia) con la registrazione del suo intervento in Aula a Montecitorio sia con un’intervista diretta (anche questa in video) con uno dei cronisti de ilfattoquotidiano.it. Per tutto il giorno il nostro sito ha cercato anche un supporto “imparziale” (registrazioni audio o video della seduta della commissione) che andasse oltre l’inevitabile racconto delle due versioni. Se e quando quel supporto ci sarà, qualsiasi sia l’esito, certamente ilfatto.it ne darà conto con evidenza.

La redazione

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