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“Stai attento, alla tua età ci si può rimanere!”: Gianni Morandi racconta cosa è gli successo mentre correva

Che la seconda passione di Gianni Morandi, oltre alla musica, sia la corsa non è un mistero. A 75 anni il cantante è in gran forma e ha partecipato anche a diverse maratone, dal 1997 ha aderito ben 13 volte alla famosa maratona di New York con i suoi 42 km e 195 metri. Ogni giorno Morandi si allena e lo fa anche a casa sua a San Lazzaro di Savena (Bologna), immerso nel verde. L’artista ha sempre dichiarato il suo amore per la corsa in diverse interviste: “Quando passo un breve periodo in cui non riesco ad andare a correre mi sento vuoto, fisicamente impacciato, indolenzito. Mi sembra quasi di buttar via il tempo. Corro finché ce la faccio, divano e tv non fanno per me”.

Durante una delle sue corse mattutine però è avvenuto un incontro spiacevole. “Oggi durante la mia solita corsa – ha raccontato su Facebook l’artista – ho incontrato una persona che mi ha riconosciuto e mi ha urlato: ‘Stai attento! Alla tua età ci puoi rimanere…Io mi sono toccato dove sapete e mentre proseguivo gli ho risposto male mostrandogli le corna”. Insomma un gesto scaramantico e una risata per scongiurare quella frase che ha colpito Gianni Morandi.

I suoi fan lo hanno inondato di commenti (oltre ottomila) “Hai fatto bene!!! Gianni uno di noi!”, “qualche collega invidioso per la tua splendida forma” e anche “ma perché le persone non si fanno i propri affari….. tutta invidia”. Ma c’è anche chi ha criticato Morandi per il suo gesto: “Forse ti ha visto affaticato è per questo che ti ha detto quelle cose , ci vuole tanta pazienza , però lui non ha fatto i fatti suoi ma tu sei stato sgarbato perciò siete pari”.

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Iva Zanicchi provata dal covid: “Va a colpire dove hai patologie. Io sono vecchia ma sana e mi ha colpito in cose di 10 anni fa”

Mio fratello è ricoverato a Vimercate ed è anche un grande cardiopatico. Fausto, il mio compagno, è sotto chemioterapia e ha anche il Covid. È asintomatico ma lo vedo stanco, provato. È a casa”. Le parole sono di Iva Zanicchi e arrivano dopo che lei stessa ha combattuto contro il covid-19. Raggiunta al telefono da Alessandra Menzani per Libero racconta: “All’inizio avevo male alle ossa, febbre. Il medico decide di curarmi a casa. Il saturimetro era buono, 95. Dopo due giorni mi viene un raffreddore da non respirare. Casualmente mi chiama questo ragazzo delle Iene, Alessandro Politi, per lavoro. Mi dice: ‘Ma Iva, non parli bene, vai all’ospedale a fare una Tac’. Insiste: ‘Sei come una mamma, ti ho fissato un appuntamento’. Mi ha salvato la vita“. La storia di Iva è quella di tanti e non nasconde di aver pensato, dopo la tac, scoperta una polmonite bilaterale, “io di qui non esco più“. “Non so cosa inculchino alla gente – continua a proposito dei “negazionisti”- Se tu hai patologie gravi, sa cosa fa questa bestia? Va a colpire lì. Io sono vecchia ma sana, porco cane, ma mi ha colpito in cose che avevo anni fa. Mangio male e allora mi sono venute fuori le transaminasi al fegato che non avevo”. I ringraziamenti all’ospedale di Vimercate, la volontà di donare il plasma e una certezza: “Bisogna provarlo, il Covid. Non fai un vaccino, ma ne fai dieci”.

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“Ospitavano” e accompagnavano stranieri oltre il confine francese o austriaco: sei arresti

“Ospitavano” in cambio di soldi cittadini stranieri, anche minorenni, provenienti dal Pakistan, India e Bangladesh, e li accompagnavano in auto oltre il confine francese o austriaco, attraverso i valichi del Monginevro e del Brennero. Sono otto le persone accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della permanenza illegale sul territorio nazionale per cui il giudice per le indagini preliminari di Torino ha emesso una misura cautelare: sei arresti e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta di sei stranieri e due italiani rintracciati dai carabinieri in un’operazione condotta in tutto il Piemonte. Nel corso dell’indagine sono già state denunciate, per gli stessi reati, 67 persone e ne sono state sottoposte 7 a misura cautelare.

Intanto militari dell’Arma di Savona hanno individuato undici persone straniere che camminavano lungo la statale Aurelia. Dodici uomini ed una donna di età compresa tra i 20 e i 30 anni erano vicino al porto di Vado Ligure. Sono risultati sprovvisti di qualsiasi documento d’identità, permesso di soggiorno o altro documento che giustificasse la loro presenza in Italia, ad eccezione di due di essi che avevano già chiesto asilo politico. Gli stranieri, con l’ausilio dei volontari della Croce Rossa di Varazze, prima di essere sottoposti agli accertamenti ed alla verbalizzazione del caso, sono stati oggetto di controlli sanitari ai sensi dei protocolli anti-covid. Le successive verifiche hanno consentito di stabilire che i componenti del gruppo erano di nazionalità irachena, iraniana e siriana, giunti a Savona dalla Puglia. Alcuni di essi, in Puglia avevano trascorso un periodo di quarantena, fino al 20 novembre scorso, in quanto risultati a contatto con positivi al virus Covid-19. Tutti hanno manifestato l’intenzione di richiedere asilo politico in Italia. Sono in corso accertamenti finalizzati averificare se gli stranieri siano stati agevolati da altri soggetti, nei loro spostamenti verso il territorio francese.

Foto di archivio

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Alba Parietti: “Ho desiderato Padre Georg, invasa da fantasie peccaminose. Cos’è successo quando l’ho incontrato”

“Confesso, ho desiderato un sacerdote: padre Georg…Me lo sono trovato di fronte e la mia testa è stata invasa da fantasie peccaminose…”. A rivelarlo è Alba Parietti che, in un’intervista al settimanale DiPiù, ha confidato le sue “fantasie peccaminose”, ammettendo di aver fatto pensieri spinti nei confronti dello storico segretario di papa Benedetto XVI dopo averlo incontrato una giorno durante un viaggio in treno. “Ho sentito salire in me certe sensazioni che mi hanno costretto a voltarmi verso il finestrino…”, ha detto ancora la showgirl ricordando il loro incontro.

“Mi sono sentita come se fossi sul set di Uccelli di Rovo… Ma era la realtà, e io, ecco, stavo peccando, quantomeno con il pensiero”, ha spiegato citando uno degli storici sceneggiati della Rai. “Gli ho detto: ‘Scusi padre, deve assolvermi dai peccati che sto commettendo…’“. E Padre Georg “ha sorriso e mi ha detto che sarebbe stato pronto ad ascoltarmi…Gli ho detto dei miei pensieri peccaminosi, ma non mi ha dato l’assoluzione perché non mi sono pentita”.

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Coronavirus, per i Länder tedeschi Natale e Capodanno con massimo 10 persone. In Francia alleggerimento in tre fasi

L’accordo sarà discusso domani alla riunione con la cancelliera Angela Merkel. Ma intanto i ministri-presidenti dei Laender tedeschi hanno trovato un’intesa per le misure di contenimento per Natale e Capodanno: dal 23 dicembre al primo gennaio sarà possibile ritrovarsi con altri nuclei familiari o altri singoli per un massimo di 10 persone, esclusi i ragazzi al di sotto dei 14 anni, mentre si invitano tutti i cittadini ad una quarantena preventiva auto-imposta prima delle festività.

Un elemento contenuto nelle bozze del documento che sarà discusso mercoledì e che prevede anche l’intenzione dei Land di prolungare il lockdown-light fino al 20 dicembre. Intanto i casi in Germania aumentano: nelle ultime 24 ore si sono registrati 13.554 tamponi positivi e 249 decessi, mentre nel giorno precedente i contagi erano stati 10.864. Con gli ultimi dati diffusi dall’Istituto Robert Koch, sale a 942.687 il numero totale dei casi in Germania ed a 14.361 quello dei decessi provocati dal Covid.

La Francia invece, che ha annunciato la decisione sull’apertura o meno degli impianti sciistici entro 10 giorni, attende l’intervento del presidente Emmanuel Macron, in programma per questa sera alle 20. A tre settimane dall’entrata in vigore delle restrizioni, in mattinata il capo dello stato francese ha in programma di riunire un Consiglio di Difesa per fare il punto sulla situazione. Come per i suoi precedenti interventi pubblici, si prevedono alti indici di ascolto, anche se l’incertezza è meno forte questa volta e il quadro generale è stato anticipato. L’alleggerimento si farà in tre tappe, intorno al primo dicembre, prima di Natale e all’inizio del prossimo anno. Macron ha anticipato domenica di voler dare ‘chiarezza e coerenza” ma il premier Jean Castex – che descriverà le misure nel dettaglio giovedì pomeriggio – ha voluto sottolineare ieri sera che si va semplicemente verso un “leggero allentamento del confinamento”.

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Giletti contro De Luca: “Solo chiacchiere e distintivo. Vada negli ospedali e non predichi dietro una scrivania comoda dicendo cazzate”

Doppio intervento di Massimo Giletti nei confronti del presidente della regione Campania Vincenzo De Luca nel corso dell’ultima puntata di Non è l’Arena (La7). Prima facendo i conti in tasca alla sanità campana e accusando De Luca di non dire la verità sui fondi effettivamente a disposizione: “Lei governa una regione importante per questo paese, dovrebbe dire la verità, invece è solo chiacchiere e distintivo”. Poi sul tema della scuola: “La scuola ci permette di formare quelli che saranno i dirigenti di questo Paese, tenere a casa ai ragazzi è un danno enorme che facciamo a loro e a tutto il Paese. Basta con chi ha successo con frasi inutili, chi amministra un Paese dovrebbe stare zitto e andare negli ospedali a vedere cosa non funziona. Non a predicare dietro una scrivania comoda dicendo cazzate!”

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Qatar 2022, due anni ai mondiali di calcio e sui diritti ancora non ci siamo

Dieci anni dopo l’assegnazione e due anni prima del calcio d’inizio dei mondiali di calcio del Qatar, Amnesty International è tornata a fare il punto sulla condizione dei lavoratori migranti, oltre due milioni, presenti nel paese, metà dei quali impegnata nel settore delle costruzioni e dunque degli impianti e infrastrutture necessari per lo svolgimento dell’evento.

La sintesi è: apprezzamento per le recenti riforme anche se permangono i rischi di mancati pagamenti, sfruttamento del lavoro domestico e scarso accesso alla giustizia.

A partire dal 2017 sono state introdotte alcune riforme a beneficio dei lavoratori migranti: l’orario di lavoro per le collaboratrici domestiche, tribunali del lavoro per facilitare l’accesso alla giustizia, un fondo da cui attingere per il mancato pagamento degli stipendi, il salario minimo, l’abolizione della normativa sullo sponsor (kafala), in vigore dal 2009, che prevedeva l’assenso del datore di lavoro, per cambiare impiego o lasciare il paese, e la ratifica di due importanti trattati internazionali. Non è stato invece riconosciuto il diritto ad aderire a un sindacato.

Se adeguatamente attuate, queste riforme potrebbero superare alcuni aspetti problematici rimasti in vigore del kafala e consentire ai lavoratori migranti di abbandonare condizioni di lavoro usuranti e chiedere risarcimenti. Ma, ancora, per migliaia di essi non ci sono stati passi avanti.

Ad esempio, un recente rapporto di Amnesty International ha rivelato che, nonostante la legge preveda un orario massimo di lavoro di 10 ore al giorno e una giornata di riposo, le lavoratrici domestiche continuano a lavorare 16 ore al giorno, sette giorni su sette, a subire violenza verbale e fisica e a non riuscire a portare davanti alla giustizia i loro datori di lavoro.

Un altro rapporto di Amnesty International ha denunciato che 100 lavoratori migranti impegnati nella costruzione di uno stadio di calcio non hanno ricevuto gli stipendi anche per sette mesi, nonostante le autorità fossero ampiamente a conoscenza di questa situazione. Dopo la pubblicazione del rapporto, quasi tutti hanno ricevuto buona parte delle somme dovute.

Per modificare gli impari rapporti di forza tra datori di lavoro e lavoratori migranti e realizzare davvero gli impegni presi, è necessario che le autorità del Qatar applichino meglio le riforme esistenti e ne introducano altre, come ad esempio istituire meccanismi ispettivi per scoprire tempestivamente i casi in cui non vengono rispettate le norme, migliorare l’accesso alla giustizia e ai risarcimenti, porre fine alla cultura dell’impunità e rispettare il diritto di formare sindacati. In particolare, dovrebbero essere rafforzate le norme a protezione delle lavoratrici domestiche, trascurate da molte delle riforme.

Il Qatar ha ancora due anni di tempo per migliorare le cose prima che, fischietto in bocca, un arbitrio dia il via ai mondiali.

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