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Microsoft Surface Pro 7, tablet professionale con 200 euro di sconto su Amazon

Microsoft Surface Pro 7 è un dispositivo che negli ingombri di un tablet racchiude la potenza di un notebook di fascia alta, unendo così trasportabilità e versatilità. Al suo interno infatti è integrata un’ottima piattaforma hardware, inoltre all’occorrenza l’utente potrà anche decidere di acquistare separatamente la custodia con tastiera integrata e il pennino digitale, espandendone ulteriormente le capacità in ottica di una produttività ancor più elevata. Certo, tanta flessibilità d’uso ha un prezzo elevato, ma oggi su Amazon l’allestimento base con processore Intel Core i5, 8 GB di RAM e SSD da 128 GB è disponibile in offerta con uno sconto di 204,01 euro, che abbassa il prezzo sotto la soglia psicologica dei 1000 euro, dagli originali 1069 euro a 864,99 euro.

Il Surface Pro 7 è un tablet con elegante chassis in lega di magnesio, leggero e compatto, ed un display PixelSense da 12,3 pollici di diagonale con risoluzione di 2736 x 1824 pixel, che è uno dei migliori del mercato per qualità della gamma cromatica riprodotta e risoluzione. La versione in offerta oggi prevede un processore Intel Core i5, affiancato da 8 GB di RAM e un’unità a stato solido da 128 GB dedicata all’archiviazione dei dati. L’autonomia dovrebbe attestarsi attorno alle 10 ore e mezza.

La dotazione è poi completata da moduli WiFi e Bluetooth e da un parco porte completo, che comprende due porte USB, di cui una USB-C, un connettore jack da 3.5 mm per cuffie, una Mini DisplayPort, lettore di memorie microSDXC e due porte proprietarie per l’espandibilità e il collegamento della TypeCover.

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Snowden rinuncia a oltre 5 milioni di dollari di ricavi per libri e conferenze: dovrà risarcire gli Usa

Edward Snowden, l’ex talpa della National Security Agency (Nsa), rinuncerà a oltre cinque milioni di dollari guadagnati dalla vendita del suo libro e dai compensi per le conferenze tenute dopo aver rivelato i segreti degli Stati Uniti sette anni fa. La decisione arriva dopo che un giudice federale si era schierato con il dipartimento della Giustizia nella sua causa di risarcimento contro Snowden e ora sta valutando la somma che dovrà essere restituita. Il giudice non ha ancora approvato l’accordo raggiunto tra l’ex talpa e il governo.

L’ex contractor della Cia – che vive in Russia – ha infatti pubblicato l’anno scorso il libro ‘Permanent Record’ senza l’autorizzazione del governo Usa, violando così gli accordi di non divulgazione che aveva preso con la Cia e la Nsa.

Snowden ha guadagnato 4,2 milioni di dollari dalla vendita del libro e altri 1,03 milioni di dollari dalle conferenze, con un compenso medio di 18mila dollari. Non è detto comunque che l’amministrazione Usa riceverà subito la somma, che verrà messa in un trust. Secondo l’avvocato di Snowden, Lawrence Lustberg, le autorità americane potrebbero avere difficoltà a recuperare il denaro se verrà depositato all’estero.

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Roma, racket del commercio ambulante: 18 arresti. Sequestrato un milione di euro

Racket, estorsione e corruzione a Roma nell’ambito del commercio ambulante. Diciotto misure cautelari (otto in carcere e dieci ai domiciliari) sono state eseguite questa mattina, su delega della procura, dai militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e dal personale della Polizia Locale di Roma Capitale nell’ambito dell’indagine sul cosiddetto racket delle autorizzazioni per il commercio su strada con il coinvolgimento di pubblici ufficiali, imprenditori e sindacalisti, alcuni appartenenti a una nota famiglia di ambulanti romani.

I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di associazione per delinquere, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, rivelazione del segreto d’ufficio, estorsione, abusiva attività finanziaria, usura e autoriciclaggio. Gli investigatori, nel frattempo, hanno provveduto a eseguire un sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per un milione di euro, pari ai profitti illeciti conseguiti da alcuni indagati.

L’indagine della Guardia di finanza e della polizia locale di Roma denominata “Monsone” ha consentito di ricostruire “un collaudato sistema corruttivo ed estorsivo posto in essere da un sodalizio criminale di 13 persone”: due pubblici ufficiali (l’allora responsabile degli Uffici “Disciplina” e “Rotazioni” del Dipartimento Attività Produttive del Comune di Roma e un suo diretto collaboratore), quattro esponenti di un’associazione sindacale di categoria ed un gruppo di sette imprenditori/commercianti (tre dei quali di nazionalità bangladese, siriana e israeliana). L’organizzazione – secondo gli investigatori – ha “gestito, a scopo di illecito arricchimento, le autorizzazioni amministrative per l’esercizio di attività commerciali su aree pubbliche e le numerose postazioni presenti nella capitale nel settore del commercio ambulante, avvalendosi (qualora necessario) di condotte intimidatorie, minacce e violenze per ottenere indebite somme di denaro”.

Denaro contante, ripetuti pranzi o cene, capi di abbigliamento griffati e abbonamenti annuali per assistere a partite del campionato di calcio di Serie A. Erano le ‘utilità’ ricevute dai pubblici ufficiali e dagli incaricati di pubblico servizio coinvolti, secondo la Guardia di finanza e la Polizia locale, in un sistema estorsivo nella gestione del commercio ambulante della capitale. Contestate anche ipotesi di usura con prestiti tra i 2 e i 5mila euro e l’applicazione di tassi d’interesse annui superiori anche al 500%.

(immagine d’archivio)

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Pirateria online, oscurati 58 siti web illegali e 18 canali Telegram: facevano 80 milioni di accessi l’anno, il 90% degli illeciti in Italia

Con oltre 80milioni di accessi annuali, rappresentavano il 90% della pirateria online in Italia: 58 siti web illegali, oltre 250 domini web di secondo e terzo livello e 18 canali Telegram sono stati così oscurati dalla Guardia di Finanza di Gorizia. Il provvedimento è l’esito di un’articolata indagine contro i centri di diffusione illegale in Rete di contenuti multimediali e, in generale, di prodotti editoriali coperti dal diritto d’autore, ed è stato stabilito dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gorizia.

Tra i siti oscurati dalle forze dell’ordine vi è quello che per analisi di ‘traffico’ e per contenuti divulgati è stato catalogato quale punto di riferimento in ambito nazionale per la diffusione di guide, software e metodologie informatiche utilizzabili per ottenere (su diverse piattaforme) l’accesso ai contenuti multimediali protetti dalle leggi sul diritto d’autore. A far scattare le indagini sono stati alcuni approfondimenti svolti nei confronti di un uomo, nascosto sotto il nickname di Diabolik: sono partite dal dal Friuli Venezia Giulia e si sono estese anche in Puglia, in Emilia Romagna e all’estero, in particolare in Germania, Olanda e Stati Uniti.

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M5s, Bonafede: ‘Serve riorganizzazione’. Battelli: ‘Territori abbandonati, subito gli Stati Generali’

“Storicamente, alle Regionali, non hanno mai ottenuto grandi risultati“. È il commento, dopo le elezioni, di Giuseppe Conte sul risultato del Movimento 5 stelle, sul quale non si dice “preoccupato”. Più “politica” la riflessione di Sergio Battelli, presidente della commissione Affari europei: “Bisogna cambiare, i territori sono stati abbandonati. Servono subito gli Stati Generali per avere una nuova struttura e una nuova leadership e anche per discutere il ruolo della piattaforma Rousseau”. Secondo il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, “i risultati insoddisfacenti devono essere un ulteriore elemento per portarci a una riorganizzazione“. Gli Stati generali si preannunciano anche come la sede per discutere la collocazione del Movimento. Se per Battelli “in questa fase da soli non si vince” ed è corretto guardare al modello Liguria, che dev’essere “il punto di partenza e non di arrivo”, per il capo delegazione dei 5 stelle al governo “spesso si cade nell’errore che in una Regione basta allearsi per sommare i voti. Ma non è così”.

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