Non c’è nessuno al comando del Milan, ora che succede? Ibrahimovic al vertice o la rivoluzione di Rangnick
Manca l’allenatore, ancora, e lo si cerca all’estero. Ma manca soprattutto, ancora, una struttura. Ed è questo che preoccupa soprattutto in ambiente Milan. Che si surriscalda. Vedere le immagini che stanno circolando sui social in queste ultime ore – ritraggono striscioni contro Cardinale sparsi in più punti della città – per credere. In casa rossonera la delusione della mancata qualificazione in Champions è tutt’altro che smaltita e le incognite sul futuro continuano a tormentare i tifosi, perché il vuoto di potere che al momento si è creato non è stato ancora colmato.
Ibra, che succede?
La posizione dello svedese, formalmente advisor della proprietà, è davvero spartiacque del futuro. Da un lato, c’è un Milan con Ibrahimovic al vertice. Dall’altro no. Ed è qui che si gioca la partita dei piani alti di casa rossonera. Perché nel caso in cui fosse Zlatan a prevalere, allora al Milan mancherebbe ‘solo’ un allenatore, che probabilmente arriverebbe dall’estero. Glasner, ex Crystal Palace, è uno dei candidati principali. C’è anche Pochettino. Mentre la posizione di Slot è sempre più defilata. Per non dire definitivamente tramontata. Ma come si muoverebbe Ibrahimovic? La sua idea sarebbe quella di confermare Kirovsky (attuale sport development della società) come direttore sportivo e mantenere una linea di controllo molto stretta sull’andamento del club. Ma se da giocatore era osannato, da dirigente molto meno. Lo dimostrano anche i commenti sotto i suoi recenti post sui social. E prendersi la responsabilità di rilanciare il Milan non è, al momento, la cosa più semplice.
Rivoluzione Rangnick
Un rilancio che invece Rangnick sarebbe anche disposto a portare avanti, ma alle sue condizioni. La richiesta al Milan? Potere decisionale su tutto. Almeno una ventina di persone da mettere nei punti fondamentali della società: tra direttore sportivo (piace molto Spors, ex Genoa), allenatori dei settori giovanili, osservatori… Un modello Red Bull portato in Italia, insomma. Un modello che i rossoneri avevano già valutato in passato, quando poi prevalse la linea di Paolo Maldini. L’attuale Ct dell’Austria aspetterà ancora qualche giorno, dopodiché si chiamerà fuori. Il suo arrivo sarebbe sinonimo non solo di un rilancio, ma di una vera rivoluzione. Che precluderebbe a Ibrahimovic un ruolo in primo piano.
Iscrizione
E intanto, il vuoto dirigenziale sta portando a ritardare l’iscrizione al campionato. Non è un vero e proprio problema, questo. Perché naturalmente al prossimo campionato di Serie A, il Milan ci sarà regolarmente. Ma con tante figure mancanti, la macchina burocratica si è leggermente inceppata. E più che un problema, questo diventa lo specchio di una situazione delicatissima. Che i tifosi hanno percepito.
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