Perquisito il consulente Davide Barzan: indagine per bancarotta da un milione di euro. La difesa: “Mai preso soldi”
Una perquisizione in casa, una nello studio, e un’indagine che si allarga attorno a una società finita in liquidazione giudiziaria con un buco contestato da circa un milione di euro. È il quadro che ha portato la Guardia di Finanza a presentarsi questa mattina a Riccione, nell’appartamento e nell’ufficio di Davide Barzan, criminalista e consulente noto anche per il suo ruolo nel caso dell’omicidio di Pierina Paganelli. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Bergamo, che ipotizza a carico di Barzan il reato di bancarotta fraudolenta nell’ambito della gestione di una società attiva nella produzione di infissi, poi finita in liquidazione giudiziaria. Nel fascicolo compare anche il nome di Pierluigi Chieffi, 58 anni, consulente finanziario di Coriano, attualmente detenuto nel carcere di Rimini per cumulo di condanne, tra cui quella per un’aggressione con sfregio. Chieffi risulta inoltre indagato per il danneggiamento dell’auto dello stesso Barzan, avvenuto nel maggio 2025.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vicenda nasce quando la società viene acquisita da Barzan, che ne diventa socio unico. La fase successiva è quella della liquidazione volontaria, con la nomina di Chieffi come liquidatore, già collaboratore della stessa azienda in qualità di consulente esterno. Da lì il passaggio alla liquidazione giudiziaria e l’avvio dell’indagine, nella quale la Procura contesta presunte distrazioni di fondi e ipotesi di truffa per circa un milione di euro. La difesa del consulente, affidata agli avvocati Marlon Lepera e Nunzia Barzan, respinge ogni addebito e sostiene che Barzan non avrebbe “mai preso soldi” dalla società finita sotto procedura.
Il nome del consulente è noto anche al di fuori di questo procedimento, per il suo coinvolgimento mediatico e professionale in diverse vicende giudiziarie, tra cui il caso Pierina Paganelli. Proprio quel processo, intanto, si avvia alla fase conclusiva. A Rimini è attesa martedì l’ultima udienza in Corte d’Assise per l’omicidio della donna, uccisa il 3 ottobre 2023 nel garage di via del Ciclamino. Sarà il giorno delle repliche delle difese e del pubblico ministero, prima del ritiro della Corte in camera di consiglio per la decisione.
Il dibattimento non subirà modifiche nonostante lo sciopero degli avvocati penalisti, poiché l’imputato Louis Dassilva è detenuto dal giugno 2024. Rinviata invece a ottobre l’udienza a carico di Valeria Bartolucci, moglie dell’imputato, accusata di diffamazione aggravata e minacce per alcune frasi rivolte alla nuora della vittima, Manuela Bianchi, durante l’arresto del marito. Tra le espressioni contestate, secondo l’accusa, anche una frase ritenuta particolarmente grave: “Io non ci metto niente a scioglierla in un fusto pieno di acido, ci vuole poco a comprare un’arma a San Marino”. La sua posizione era stata inizialmente oggetto anche di una denuncia per stalking, poi archiviata dal gip, mentre per le altre imputazioni è stato disposto il rinvio a giudizio.
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