Nordio fa saltare il vertice di martedì sulla giustizia. Il nodo della responsabilità civile dei magistrati chiesta da FI

Salta, davvero a sorpresa, e per “colpa” di Carlo Nordio, il vertice sulla giustizia che avrebbe dovuto tenersi martedì. Già fissato l’appuntamento, in via Arenula, al ministero della Giustizia, per le 15. Invece, poco dopo le 18, ecco un messaggio del Guardasigilli in persona inviato a tutti i capigruppo della maggioranza di Camera e Senato. “Per sopravvenuti e improrogabili impegni istituzionali” il ministro della Giustizia chiede che l’incontro salti. Non solo. Non viene neppure indicata una prossima data di convocazione. Nordio non fornisce neppure un’adeguata spiegazione delle ragioni, perché non capita tutti i giorni che un vertice di questo tipo sia sconvocato mezza giornata prima, al punto che già serpeggiano le ipotesi più svariate. Tra queste, quella più accreditata riguarda il problema ormai politico della responsabilità civile per i magistrati ordinari, lanciata e poi chiesta con insistenza dal capogruppo di Forza Italia alla Camera Enrico Costa, mentre la stessa Marina Berlusconi continua a ripetere che proprio la responsabilità civile sarebbe una norma su cui concentrare l’attenzione.

L’effetto sorpresa è garantito. Perché il niet di Nordio sulla richiesta di Costa è stato particolarmente secco e duro, una sorta di niet preventivo, del tutto politicamente anomalo all’interno di una maggioranza che, tra l’altro, vede come vice ministro della Giustizia un altro forzista, e cioè l’avvocato barese Francesco Paolo Sisto che, ancora oggi, sostiene che “aprire una riflessione sulla responsabilità civile dei magistrati non significa attaccare la magistratura, ma rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni”. Ma c’è di più. Mentre la maggiore chiusura a occuparsi del tema è arrivata dai meloniani, nelle ultime dichiarazioni della responsabile Giustizia della Lega Giulia Bongiorno è giunta una tiepida apertura. Ma la questione resta squisitamente politica, perché rispetto alla richiesta di un partito di maggioranza come Forza Italia, per giunta fatta dai due capigruppo sia della Camera Costa che del Senato Stefania Craxi, nominata dalla stessa Marina Berlusconi, il no di Nordio è politicamente imbarazzante.

Costa fino a oggi non ha fornito un possibile testo su cui discutere, preferendo ottenere prima una via libera pieno dalla sua maggioranza. Ma proprio qui si è innestato il no di Nordio. Il quale peraltro, nel 2022, era stato il presidente del Comitato per i referendum radical leghisti, tra i quali c’era anche quello sulla responsabilità civile, per cambiare la legge del 1987 post referendum (finito con l’80% dei Sì) poi aggiornata nel 2015, saltato all’ultimo momento per lo stop della Corte costituzionale. Secondo Costa il problema della responsabilità civile del magistrato non riguarda “chi paga”, oggi lo Stato che si rivale poi sulla toga, ma il fatto che proprio il magistrato non possa essere insindacabile nel valutare le prove. Ed è quello che Marina Berlusconi vorrebbe da una legge sulla responsabilità civile. Il presidente dell’Anm Giuseppe Tango oggi ne ha parlato in questi termini: “Nel caso in cui ci fosse un testo su cui ragionare, lo valuteremo ovviamente con estrema attenzione”. Ma a questo punto è improbabile che questo testo ci possa mai essere.

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