Al via la settimana della moda maschile: Pitti Uomo 110 apre le porte a Firenze, poi il testimone a Milano con la Men’s Fashion Week. Ecco il calendario degli eventi e le novità
L’Italia riapre i battenti alla moda internazionale inaugurando la stagione del menswear Primavera-Estate 2027. Un avvio segnato da un clima globale incerto e da sfide economiche pressanti, ma che trova nelle storiche piazze di Firenze e Milano le due bussole per decifrare il futuro dell’abbigliamento maschile. Il menù si divide in due tappe fondamentali: Pitti Immagine Uomo 110, di scena alla Fortezza da Basso dal 16 al 19 giugno, e a seguire la Settimana della Moda Maschile di Milano, in calendario dal 19 al 23 giugno. Una maratona di stile, innovazione e business che schiera 740 brand a Firenze e 75 appuntamenti nel capoluogo lombardo, tra ritorni storici, grandi debutti internazionali come Thom Browne e Simone Rocha, e l’ingresso dell’intelligenza artificiale nel matchmaking commerciale.
I numeri del settore: un momento di flessione e riequilibrio
Il sistema moda maschile arriva a questa edizione con numeri che richiedono riflessione. Stando alla nota di Confindustria Moda su dati Istat, il 2025 ha registrato una flessione nelle esportazioni del menswear italiano dell’1,7%, assestandosi su ricavi per 9,4 miliardi di euro, a fronte di una crescita del 2% delle importazioni (6,6 miliardi). Il ruolo dei fornitori extraeuropei si è rafforzato del 6,9%, trainato dalla Cina. Una situazione complessa che Brunello Cucinelli, colonna portante di Pitti, interpreta come un fisiologico momento di assestamento: “Invito tutti a considerare il momento attuale come un riequilibrio dopo un triennio dai risultati giganteschi“, ha spiegato il designer-imprenditore. La sua strategia misurata ha pagato: “Da quando ci siamo quotati in Borsa nel 2012, siamo cresciuti in media del 12% ogni anno. Ci aiuta essere rimasti una realtà relativamente piccola: siamo più agili e gestibili”. Cucinelli chiude il primo trimestre 2026 con ricavi per 369,1 milioni di euro e ribadisce la sua visione lontana dai loghi ostentati: “Per me, questo ha aiutato i nostri capi a essere percepiti come slegati da trend e manie: il pubblico li vede come investimenti duraturi”.
Pitti 110: “The Pool”, l’AI e i Guest Designer
L’edizione fiorentina ruota attorno al tema “The Pool” (la piscina), curato da Chris Vidal Tenomaa e Tuomas Laitinen, un concept visivo ispirato alle atmosfere di David Hockney che riflette sull’identità contemporanea. Nel Piazzale Centrale spicca l’installazione di Philéo Landowski e dell’artista Pascal Hachem, che trasforma l’infrastruttura di una piscina in un’opera attraversabile. La fiera schiera 740 brand, con un tasso di internazionalità del 45%. “Apriamo le porte della Fortezza da Basso curando un viaggio immersivo nell’innovazione”, dichiara il neo AD Ivano Cauli. In quest’ottica tecnologica si inserisce Hyperscout, il nuovo servizio di matchmaking basato sull’intelligenza artificiale sviluppato con l’omonima azienda olandese: il sistema costruisce profili accurati per suggerire incontri tra retailer e marchi ed è attualmente in fase di test su 200 espositori. Da segnalare anche il debutto del GOOS Index, strumento per mappare l’intera filiera della sostenibilità fashion con oltre 1.000 organizzazioni coinvolte.
Il percorso espositivo si snoda in sei sezioni: Fantastic Classic, Futuro Maschile, Superstyling, Dynamic Attitude, I Go Out e Hi Beauty. Tra le novità più attese, la trasformazione di I Go Out con il progetto “Outopia” curato dalla rivista Vanish, che fonde performance, moda e natura. Torna inoltre Hi Beauty, dedicata alle fragranze d’avanguardia e alla cura della persona maschile. Tanti i marchi di rilievo presenti, da Dickies a Refrigiwear, passando per Sundek, Bepositive e Castaner. L’attenzione globale è rivolta ai Guest Designer. La stilista irlandese Simone Rocha porterà la sua estetica poetica in una sfilata indipendente giovedì 18 al Teatro della Pergola. Sfileranno anche il marchio giapponese DSM Kei Ninomiya, il talento sudcoreano JiyongKim (già distintosi al LVMH Prize 2024) e l’etichetta danese Sunflower, che celebra i 20 anni della Copenhagen Fashion Week con un evento al Teatro del Maggio Musicale. Sotto i riflettori anche il giovane designer inglese William Palmer, vincitore dell’I:C Pitti Immagine Award, con la collezione “The Brief Exposure” nella Sala delle Nazioni.
Tendenze: la destrutturazione del sartoriale
La parola d’ordine in Fortezza è il “soft tailoring”. L’abito si destruttura senza perdere eleganza, assecondando la richiesta di abbinamenti fluidi e tessuti impalpabili. Cucinelli propone pantaloni lavati e stirati, polo in piqué e giacche un petto e mezzo. Luigi Bianchi Sartoria, per voce del manager Giovanni Bianchi, punta su minimalismo e linee ispirate agli anni ’60-’70: blazer doppiopetto in hopsack, lino e seta. Knt dei fratelli De Matteis mischia lino e lana per bomber e pantaloni cargo dalle tinte speziate, mentre Xacus esalta il lino puro. Tombolini rilancia la leggerissima “Wellness jacket“, evoluzione della storica giacca Zero Gravity, pensata senza collo e con un solo bottone.
Milano Fashion Week: il calendaerio
Chiuso Pitti, il circuito si sposta a Milano. La Fashion Week lombarda risente leggermente della contrazione economica, proponendo 75 appuntamenti (44 presentazioni, 15 eventi e 16 sfilate fisiche), ma aumenta il peso specifico internazionale. L’evento più atteso è il debutto assoluto di Thom Browne nel calendario ufficiale, con una sfilata in Corso Venezia il 22 giugno. Al suo fianco, si consolida la presenza di Ralph Lauren e Paul Smith.
Considerando che Zegna ha scelto Malibu e altri brand sono passati al formato co-ed a settembre, a Milano restano ormai ben pochi “big”, vedi Armani, Dolce & Gabbana e Prada. Altissima attesa proprio per Armani, che chiude il calendario lunedì 22: per la prima volta, Pantaleo Dell’Orco e Silvana Armani co-presenteranno la collezione Uomo PE 2027. Fanno il loro esordio il designer colombiano Nicolas Martin Garcia con Garcias, il danese Martin Quad e il giapponese Shinyakozuka, mentre si registra il rientro in calendario di Caruso, Massimo Alba e Piacenza 1733. A corollario, la città offrirà mostre di altissimo livello come “The Gentleman” a Palazzo Morando e l’omaggio a Giovanni Gastel a Palazzo Citterio, culminando con l’evento queer multidisciplinare “Laud End Praud” al Base Milano.
Venerdì 19 giugno
15:00 – Martin Quad
17:00 – Ralph Lauren
19:00 – Ralph Lauren
Sabato 20 giugno
11:00 – Pronounce
12:30 – Dolce&Gabbana
14:00 – Garcias
16:00 – Setchu
17:00 – Paul Smith
Domenica 21 giugno
10:00 – Simon Cracker
12:00 – Qasimi
14:00 – Prada
15:00 – Saul Nash
19:00 – Domenico Orefice
Lunedì 22 giugno
11:30 – Shinyakozuka
15:00 – Thom Browne
18:00 – Giorgio Armani
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