Centosessanta soldati si ammalano di influenza nella base Usa di Lackland: ad aprile Hegseth ha tolto l’obbligo vaccinale
Sono passati meno di due mesi da quando il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha abolito l’obbligo vaccinale antinfluenzale per le truppe americane. Una scelta a quanto pare controproducente, dal momento che, come riporta il New York Times, nelle ultime tre settimane circa 160 soldati della base aerea di Lackland, in Texas, si sono ammalati di influenza. Lo ha annunciato l’Aeronautica militare, affermando che il focolaio si è diffuso tra il 37° Stormo di addestramento, e che una delle reclute, Keon McDaniel, è morta il 16 giugno in seguito a quella che nel comunicato viene definita un’emergenza medica. Le autorità militari stanno indagando per accertare se la sua morte, alla sesta settimana di addestramento nella base, sia collegata all’epidemia.
Non è ancora chiaro se i militari contagiati fossero vaccinati o meno. Le persone che presentano sintomi in ogni caso sono state isolate e curate, mentre il personale medico sta monitorando tutte le reclute che sono state a stretto contatto con i commilitoni ammalati. Quella di Lackland è una base molto utilizzata dal momento che ogni anno dal 37° Stormo transitano oltre 36mila reclute: al momento la struttura militare ospita 70.000 persone che condividono molti spazi, a partire dai dormitori e dalle mense.
L’obbligo vaccinale è stato abrogato da Hegseth il 21 aprile, dopo decenni. Il Segretario alla Difesa lo aveva definito “eccessivamente ampio”, descrivendo la decisione come un tentativo di “restituire libertà e forza alle nostre forze congiunte”. Aveva anche detto però che i soldati avrebbero potuto vaccinarsi se lo avessero ritenuto nel loro interesse. “La nostra nuova politica è semplice: se tu, un guerriero americano incaricato di difendere questa nazione, credi che il vaccino antinfluenzale sia nel tuo migliore interesse, allora sei libero di prenderlo; dovresti. Ma non ti costringeremo“, aveva dichiarato il Segretario alla Difesa. Così la percentuale dei vaccinati tra le reclute dell’Aeronautica Militare è scesa al 40%, rispetto al 100% favorito dall’obbligo.
L’obbligo vaccinale antinfluenzale per i militari statunitensi è in vigore dal 1945, in parte per tutelarsi dalla minaccia della guerra biologica, in parte perché la pandemia influenzale del 1918-1920 aveva ostacolato la prontezza operativa delle truppe americane durante la Prima Guerra Mondiale. All’epoca uccise oltre 26.000 soldati statunitensi . L’obbligo fu brevemente sospeso nel 1949, ma reintrodotto negli anni ’50. Come ricorda il Washington Post, il vaccino antinfluenzale è meno efficace nel prevenire le infezioni rispetto ai sieri ad esempio contro il morbillo (97% di prevenzione per chi ha ricevuto due dosi). Tuttavia, è stato dimostrato che per i vaccinati all’influenza si riduce nettamente la gravità della malattia, prevenendo ricoveri ospedalieri e decessi. Una posizione scientifica però non gradita al Segretario alla Sanità, Robert F. Kennedy Jr., da sempre contrario ai vaccini al punto da declassare le raccomandazioni per le vaccinazioni infantili. Posizioni sostenute anche dal presidente Donald Trump che, durante la sua ultima campagna elettorale, aveva promesso di riassumere i circa 8.700 militari che avevano perso il lavoro a causa dell’obbligo di vaccinazione contro il coronavirus. La scorsa estate, ricorda il New York Times, 13 di loro erano tornati in servizio mentre a marzo Hegseth ha prorogato il termine per presentare domanda di reintegro al 1° aprile 2027.
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