Gli operai della Fiom ai leader del campo largo: “Non imbarcate Renzi, ci fa perdere voti. È come Vannacci, inaffidabile” – Videoracconto
Gli operai non dimenticano. Per loro Matteo Renzi è quello del Jobs Act. E per questo rischia di far perdere più voti di quelli che porterebbe al campo largo. In tanti la pensano così alla festa della Fiom di Bologna. “Se dovesse entrare nel campo largo si rischia un bagno di sangue”, racconta a Ilfattoquotidiano.it un operaio che da quarant’anni lavora in una fabbrica del bolognese. Oggi in centinaia sono arrivati in piazza Lucio Dalla per assistere alla prima uscita pubblica di Schlein, Conte e Fratoianni dopo la foto nel ristorante. Accolti da ovazioni e standing ovation. “I metalmeccanici si ricordano le tante volte che nel passato ci sono state fatte le promesse, e poi è entrata la precarietà, è aumentata l’età pensionabile e ci si è schierati con Marchionne contro i lavoratori – avverte il segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma – noi diciamo pacta sunt servanda”.
Lo sanno bene i lavoratori in appalto della Bonfiglioli di Calderare, lasciati a casa dalla sera alla mattina. “Da trent’anni la politica ha portato a una deregolamentazione del mondo del lavoro – racconta uno dei delegati Fiom – noi lo abbiamo visto sulla nostra pelle”. Serve ripartire dal lavoro. Ma come si sconfigge Giorgia Meloni? Giovani, lavoro, tasse sui grandi patrimoni. Sono queste le parole d’ordine. “E puntare su tutto quello che la destra sta scardinando: sanità, pari opportunità e diritti – racconta Maria Rosaria che dal 2000 lavora in una fabbrica del reggiano – e adesso c’è pure Vannacci che sta spingendo tanto, ed è una spinta verso l’indietro”.
Le idee di Futuro Nazionale si stanno diffondendo anche nelle fabbriche. “In questo clima di povertà diffusa non sanno più con chi prendersela – ragiona Giorgio – una volta se la prendevano con il meridionale, adesso con l’extracomunitario, c’è un clima di odio anche nelle fabbriche che spiana la terra a Vannacci”. Il generale è “bravo a mettere l’ultimo contro il penultimo. Non dà la colpa agli imprenditori che evadono e sfruttano, ma ai lavoratori sfruttati”. La fabbrica è cambiata da tempo. “La destra avanza, prima con Meloni e adesso con Vannacci, mentre il centrosinistra non ha saputo attecchirà tra i giovani”. Il centrosinistra deve provare a riconquistarsi la fiducia degli operai. E la segretaria Pd Elly Schlein sembra esserne consapevole: “Per me è una delle ragioni per cui ho scelto di candidarmi: è l’autocritica sugli errori che sono stati commessi nel passato”. Ma c’è sempre il fantasma Renzi che aleggia sul campo largo. “Non dovrebbe far parte del campo largo Anche se saliremo al governo ci si può fidare – conclude un operaio – è come Vannacci per questo centrodestra o come era Bossi per il governo Berlusconi. Sono persone che non sono affidabili”.
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