L’Italia ribolle (come ogni anno), Mercalli: “Noi climatologi inascoltati e insultati. Dipende dal fatto di avere un presidente Usa totalmente negazionista”
“Se questa ondata di calore mi sorprende? Direi di no: sono anni che non facciamo altro che dire che le ondate di calore sono la cifra della nuova estate italiana ed europea nell’era del riscaldamento globale, dopo il 2003 ci sono state molte altre volte. Ricordo che il record italiano ed europeo rimane quello dei 48.8 gradi a Siracusa nell’agosto del 2021, ma anche i 48 gradi in Sardegna nel 2024. Semmai i veri record attuali sono quelli francesi: 43 gradi sulla costa atlantica vuol dire 20 gradi più della media per quelle regioni di solito fresche anche d’estate. Per non parlare dei 35 gradi a Londra il 26 maggio scorso. Qui a stupire è stata la precocità, ora è la durata. E poi siamo all’inizio dell’estate, tutto può ancora capitare in luglio e agosto”. Luca Mercalli, climatologo e presidente della Società Meteorologica italiana certo non relativizza l’allarme calore. Ma afferma che occorrerà vedere l’andamento in chiusura di evento – “Se l’ondata di calore durerà come sembra fino a fine mese, giugno 2026 potrà eguagliare quello del 2003” – e soprattutto critica lo stupore di fronte agli avvenimenti: “Meravigliarsi delle ondate di calore oggi è come stupirsi della mafia in Italia. Davvero, basta, tutti gli anni ci sono, e sempre più spesso, come denunciamo noi climatologi. Inascoltati”.
È vero che il riscaldamento globale ha subito un’accelerazione che non era prevista?
Non è vero che c’è un’accelerazione non prevista, semplicemente siamo nella fascia di possibilità più alta dei vari modelli di simulazione matematica del clima. Bisogna stare attenti a parlare di accelerazione e decelerazione perché si rischia confusione, basti ricordare lo studio tanto usato strumentalmente da Trump, quello in cui alcuni ricercatori, dopo aver visto il recente massiccio investimento della Cina nei pannelli solari, avevano modificato la simulazione peggiore dell’IPCC ritenendola oggi superata. Trump ha detto che i climatologi avevano sbagliato tutto, niente apocalisse! Invece non era uno sbaglio ma un aggiornamento: era semplicemente come quando, per usare un’immagine, si toglie la prognosi riservata a un paziente perché la cura sta facendo i primi effetti. Ma se continuiamo così, con la ripresa dell’economia fossile negli Usa, rischiamo di annullare anche quel piccolo vantaggio.
Qual è l’aumento attuale medio di temperatura?
Al momento la temperatura media della Terra è aumentata di 1,4 gradi Celsius rispetto alla situazione preindustriale. Però gli anni 2024 e 2025 hanno superato 1,5 gradi, ovvero il primo limite dell’Accordo di Parigi, sforamento che non sappiamo ancora se resterà stabile. Come proiezioni al 2100 oggi siamo a 2,7 gradi, ma questo se si realizzano le promesse di decarbonizzazione globale sulla carta: siamo comunque fuori dai 2 gradi a fine secolo sempre stabiliti dall’Accordo di Parigi. E poi ci sono le differenze regionali: ad esempio l’Italia si è riscaldata quasi il doppio della media nell’ultimo secolo, ovvero 2,5 gradi. Perché? Il Mediterraneo è un mare piccolo che si scalda in fretta e siamo vicini all’Africa con i suoi roventi anticicloni sahariani. Infine, ci sono i picchi delle ondate di calore, con scostamenti dalla media come abbiamo visto anche di decine di gradi: sono proprio gli eventi estremi che provocano più danni e rischi sanitari.
Che ruolo ha El Nino in questa ondata di calore?
Non è correlato a questa ondata di calore perché si sta iniziando a formare nell’oceano Pacifico, raggiungerà il massimo verso Natale. Toccherà l’Europa? Dipende. Riguarderà tutto il pianeta da un punto di vista termico, perché se si scalda l’Oceano Pacifico si scalda tutta la Terra e il 2026 potrà diventare il nuovo record di caldo assoluto. Ma l’intensificazione di eventi violenti come alluvioni e siccità riguarderà la zona tropicale pacifica, il che vuol dire grandi siccità in Australia e alluvioni in sud America. Noi ovviamente avremo sempre eventi estremi, ma non dovremmo dare la colpa a El Nino.
È corretto allarmarsi oggi che fa caldo e non tutto l’anno?
Ovviamente no. Ma se quando fa freddo parliamo di ondate di calore, nessuno legge, quando la gente suda e soffre sì. Io però sono preoccupato soprattutto dal tentativo diffuso di sminuire le notizie scientifiche della climatologia. Ho notato crescere in questo anno il livello delle minacce e insulti così come il livello di sfiducia verso la scienza del clima: si arriva a dire che pure i dati scientifici sono inventati, è l’ennesimo complotto! È una situazione drammatica che credo dipenda anche dal fatto di avere un presidente degli Stati Uniti completamente negazionista. Sentono di avere le spalle coperte.
Cosa dovremmo fare?
Almeno fermare la cementificazione, ridurre gli sprechi, correre con le rinnovabili. Purtroppo sia il centrodestra che alcune regioni remano contro. Troppa burocrazia. Capisco che non si vogliano mettere i pannelli sui terreni agricoli, ma intanto cominciamo a metterli su tutti i capannoni e i parcheggi del paese. Anche l’eolico, non è tutto intollerabile: passi per non mettere le torri alte 200 metri vicino al duomo di Orvieto, ma ci sono aree interne che non hanno particolare pregio paesaggistico e si prestano senza problemi a ospitare questi moderni mulini a vento, così come i campi eolici in mare, quasi invisibili dalla costa. Quanto al nucleare è una vera balla: fanno credere ai cittadini che le bollette diminuiranno quando non è così. È solo un modo per arricchire i soliti noti, con tempi di realizzazione dell’ordine di vent’anni. Se metti un pannello solare sul tetto, produce subito!
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