Esuberi Nestlè: accordo per ridurli a 112 in più tempo e con accompagnamento alla pensione

Il piano di riorganizzazione annunciato da Nestlé si rimpicciolisce e spalma nel tempo. Grazie alla trattativa sindacale portata avanti da Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, gli esuberi della multinazionale previsti nella sede di Assago sono ulteriormente scesi da 140 a 112 dopo una prima sforbiciata a fine maggio che aveva evitato gli iniziali 185 licenziamenti, parte di un piano globale di tagli che prevede 16.000 uscite.

L’accordo tra l’azienda e i sindacati è stato raggiunto nella notte tra l’1 e il 2 luglio nella sede di Assolombarda. L’intesa prevede anche una gestione degli esuberi più morbida rispetto agli iniziali intenti della multinazionale: i tempi delle uscite sono stati allungati e saranno pertanto scaglionati lungo tutto l’arco del 2027, comprendendo anche il primo trimestre del 2028.

Il percorso di confronto ha consentito di ridurre l’impatto occupazionale del piano e di definire strumenti condivisi per la tutela delle persone coinvolte. Nestlé ha preso l’impegno di accompagnare i lavoratori in esubero alla pensione entro un periodo massimo di 7 anni, con una integrazione della propria retribuzione pari al 70% e la copertura economica dei contributi previdenziali, nonché uscite volontarie incentivate pari a 4 anni di retribuzione totale a cui si aggiunge un qualificato servizio di ricollocamento professionale.

Inoltre, spiegano i sindacati, sono previste anche misure di ricollocazione interna, con impegni di confronti periodici e stringenti tra le parti per verificare la fattibilità e la possibilità di tali operazioni. L’accordo è stato valutato positivamente dalle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori di Assago.

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