“Il biennio di sangue”, il procuratore Luca Tescaroli racconta gli attentati di Cosa Nostra: appuntamento a Firenze
Una stagione segnata dagli attentati mafiosi degli anni Novanta e dalla strategia stragista di Cosa nostra per ricattare lo Stato e le istituzioni democratiche e condizionarne le scelte legislative: di questo parla Il biennio di sangue. 1993-94. Le menti e gli esecutori materiali degli attentati di Cosa nostra nel continente, il libro del procuratore di Prato Luca Tescaroli che sarà presentato giovedì 9 luglio alle 17 nella Sala del Gonfalone del Palazzo del Consiglio Regionale della Toscana.

L’iniziativa è promossa dalla consigliera del Movimento 5 Stelle e membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale Irene Galletti, che insieme al giornalista del Corriere Fiorentino Simone Innocenti, dialogherà con l’autore del libro, edito da PaperFirst. “A oltre trent’anni di distanza sappiamo che le organizzazioni criminali sono ancor più radicate e pericolose, anche in Toscana, e gli anticorpi culturali che a lungo abbiamo ritenuto sufficienti non bastano” ha dichiarato Galletti. “Per questo dobbiamo lavorare insieme, con continuità e responsabilità, per costruire una cultura dell’antimafia che sostenga davvero chi denuncia, chi indaga, e chi difende la legalità come il procuratore Tescaroli”.
Nel corso della sua carriera come procuratore a Caltanissetta, Roma, Firenze e Prato, Tescaroli si è occupato di numerose vicende centrali nella storia giudiziaria italiana: dall’attentato all’Addaura del giugno 1989 alla strage di Capaci del 23 maggio 1992, dall’omicidio del banchiere Roberto Calvi alle Nuove Brigate Rosse, dalle sette stragi terroristico-eversive del biennio 1993-1994 a Mafia Capitale-Mondo di Mezzo. Negli ultimi anni il suo impegno si è concentrato sul contrasto alla criminalità cinese.
Il lavoro di Tescaroli, aggiunge Galletti, “ha un valore aggiunto perché lui stesso opera in un territorio, quello di Prato, che la cronaca ci mostra ogni giorno come una frontiera delicatissima, esposta a infiltrazioni, sfruttamento e illegalità organizzata. Una realtà che non deve essere marginalizzata e che deve essere posta al centro dell’attenzione istituzionale della Toscana”.
L’appuntamento è a ingresso libero.
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