“Chiamarsi Savoia non era una cosa facile. Anche a Ballando con le stelle, mi ricordo molti fischi. Re Carlo? Gli voglio bene, ma non ha ancora fatto granché”: così Emanuele Filiberto

“Chiamarsi Savoia non era una cosa facile. Anche a Ballando con le stelle, mi ricordo molti fischi”. Emanuele Filiberto di Savoia e la non proprio amata tradizione monarchica in Italia. Ospite del podcast di Alessandro Cattelan, Supernova, il 57enne per alcuni monarchici capo del ceppo a sangue blu dei Savoia è tornato a parlare del nobile mondo antico delle teste coronate. “La monarchia ha ancora senso oggi perché raggruppa al di sopra delle parti”, ha spiegato il figlio di Vittorio Emanuele e Marina Doria. “In Italia, hanno tolto il monarca per mettere un presidente della Repubblica che ha esattamente gli stessi poteri del re. L’unica differenza è che sono i partiti a votarlo, dunque c’è sempre una trattativa”.

Emanuele Filiberto riesuma la vecchia paternale del reuccio buono con tutti i sudditi (“il sovrano è come un padre a cui guardare”) e poi la butta in chiacchiera: “Ci si riconosce perché non è né di destra né di sinistra, né cattolico né musulmano, ed è un aggregatore di questi valori, forse antichi, ma sempre più ricercati, anche dai giovani”. Eppure lo cita il principe stesso il dato degli italiani che oggi voterebbero monarchia in un referendum: il 14%. “Quando sono arrivato in Italia, c’era comunque molta avversità (gli eredi Savoia non hanno potuto mettere piede sul suolo italiano fino al 2002 ndr). “Oggi vedo tanto affetto, curiosità: c’è stata una grande evoluzione”. E per rimanere nell’anima pop del re e dei reali che sono tutt’uno con la gente ecco il tocco di classe: “A re Carlo III voglio bene, non ha ancora fatto granché, ma crescerà”, ma al primo posto nel cuore del principe c’è Michael Jackson, “l’unico re è lui”.

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