Corpo trovato in mare in Libia, potrebbe essere il kitesurfer Mimmo Piepoli disperso dal 1° maggio: decisivo il test del Dna

Potrebbe appartenere a Mimmo Piepoli, il kitesurfer disperso dal 1° maggio scorso durante un’uscita in mare al largo della Puglia, il corpo recuperato nelle acque della Libia. A riferirlo sono le autorità locali, secondo le quali la salma è stata rinvenuta insieme a una muta e a una tavola da kitesurf che sembrerebbero appartenere al connazionale scomparso oltre due mesi fa.

Il consolato generale d’Italia a Bengasi ha avviato, in stretto raccordo con le autorità libiche, tutte le procedure necessarie per accertare l’identità del corpo. La conferma ufficiale potrà arrivare soltanto attraverso l’esame del Dna, già richiesto formalmente dal consolato alle autorità del Paese nordafricano.

Su richiesta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, la Farnesina sta seguendo costantemente l’evoluzione della vicenda, mantenendo contatti continui con i familiari del surfista disperso e con il sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti.

Oltre all’identificazione della salma, il consolato italiano sta seguendo anche le procedure necessarie per un eventuale rimpatrio del corpo, qualora gli esami genetici confermassero che si tratta effettivamente di Mimmo Piepoli.

Il kitesurfer era scomparso il 1° maggio durante un’uscita in mare. Da allora le ricerche si erano protratte senza esito, fino al ritrovamento del corpo nelle acque al largo della Libia. Sarà ora il test del Dna a stabilire se il lungo giallo della sua scomparsa possa finalmente trovare una tragica conclusione.

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