Caso Schwazer, il legale insiste sulla “terza provetta” rifiutata dalla Nada: “Valutiamo un’analisi privata, vediamo se qualcuno lo farà”

Alex Schwazer vuole far analizzare privatamente la ‘terza provetta, quella delle urine residue del controllo antidoping del 26 aprile scorso risultato positivo all’eritropoietina (Epo), in un laboratorio italiano. È quanto riferisce all’AGI lo staff legale del marciatore altoatesino trovato per la terza volta nella sua carriera positivo al doping. Intanto, come già annunciato dallo stesso Schwazer, oggi al laboratorio di Colonia, non inizierà l’analisi del campione B. La rinuncia da parte del marciatore di procedere con le controanalisi è legata al fatto che la Nada, l’agenzia nazionale antidoping tedesca, ha fatto sapere che non avrebbe proceduto all’esame dell’urina residuale. Infatti, la ‘terza provetta’ non è contemplata dal Codice mondiale antidoping e non può essere presa in esame.

“Stiamo esaminando e approfondendo l’effettiva possibilità di far analizzare privatamente la terza provetta di Alex Schwazer”. Ha poi confermato Gerhard Brandstätter, avvocato del marciatore altoatesino. La provetta alla quale fa riferimento il legale è appunto quella conservata da Sandro Donati e ottenuta a margine del controllo al quale è stato sottoposto Schwazer in occasione dei campionati tedeschi.

Restano i dubbi sull’utilità dell’analisi dell’urina residuale, che in ogni caso non sarebbe riconosciuta dall’agenzia antidoping: “Bisogna vedere se è tecnicamente possibile e se troviamo qualcuno che lo faccia. Entro le prossime due settimane dovrebbe chiarirsi tutto” spiega ancora Brandstätter. Difficilmente infatti il controllo potrebbe avvenire in un normale laboratorio antidoping. Non essendo l’esame contemplato dal Codice mondiale, nessuna struttura, in questo caso la Nado Italia, si prenderebbe la responsabilità di farlo rischiando una sanzione o sospensione dell’accreditamento da parte dell’Agenzia mondiale antidoping.

Più verosimile che il marciatore e il suo staff si appoggeranno a una struttura universitaria. L’urina residua era riuscita appunto a farsela consegnare Sandro Donati nel corso del controllo al termine dei Campionati tedeschi di marcia open dove Schwazer aveva dominato la scena facendo registrare un crono ‘monstre’, 3 ore 01’55.

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