“Rocchi accusato di frode sportiva in concorso con esponenti dell’Inter. Agivano per effetto dei rapporti con Gravina”
Gianluca Rocchi, l’ex designatore degli arbitri sotto inchiesta della procura di Milano, è stato intercettato anche ad aprile scorso. È quanto svela oggi il Corriere della Sera, spiegando anche quale sarebbe la nuova accusa nei suoi confronti: frode sportiva “in concorso con esponenti della società sportiva Inter e previo concerto con costoro, agendo questi ultimi per effetto dei rapporti preferenziali con Gabriele Gravina, presidente della Fgci“. Gravina, nel frattempo, si è dimesso da presidente della Federcalcio dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. È un’accusa pesantissima, perché tira in ballo direttamente il club nerazzurro campione d’Italia, per di più facendo riferimento alla stagione appena conclusa. Anche se, ad oggi, nessun dirigente dell’Inter né Gravina risultano indagati.
Stando a quanto riporta il Corriere, non emergono allo stato molti elementi per circostanziare questo scenario. L’unica certezza è che Rocchi non è stato intercettato solo nella primavera 2025, quando emersero i primi fatti contestati nell’inchiesta del pm Maurizio Ascione: aver scelto presunti direttori di gara “graditi all’Inter” per le partite contro Bologna, Verona e Milan in Coppa Italia. Accuse già note ma ancora tutte da dimostrare. Le intercettazioni però sono riprese ad aprile di quest’anno, a campionato in corso, autorizzate dalla gip Giulia Marozzi proprio pochi giorni prima che emergesse pubblicamente l’inchiesta.
Così una nuova partita finisce nel mirino dei pm: Torino-Inter del 26 aprile 2026. Il giorno prima Rocchi indagato si era autosospeso da designatore. Secondo la Procura, nei giorni precedenti in colloquio intercettato un dirigente dell’Associazione italiana arbitri riporta a Rocchi i presunti malori dell’Inter per la designazione dell’arbitro Maurizio Mariani. Rocchi confermerà quella designazione. Al momento, non si sa altro.
L’unico altro dettaglio sarebbe la volontà di Rocchi di parlare con gli inquirenti. Ad aprile si era avvalso della facoltà di non rispondere. Ora invece sarebbe pronto a rispondere alle domande del pm Ascione, affiancato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo che a breve prenderà in mano l’intero fascicolo (con il passaggio già previsto di Ascione a Roma nel ruolo di procuratore europeo). Potrebbe essere un primo punto di svolta in un’inchiesta che fin qui ha posto tante domande e fornite pochissime risposte. A partire dalle presunte “bussate” in sala Var, che non farebbero più parte dei fatti contestati a Rocchi.
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