Sfratto rinviato per la centenaria della Garbatella, ma manca una presa di posizione chiara dal sindaco
A volte alcune storie riescono a rappresentare la realtà, le scelte economiche e urbanistiche meglio di qualsiasi studio scientifico. Così succede che a Roma in un surriscaldato giorno di luglio centinaia di persone abbiano fatto muro su uno sfratto. Uno sfratto particolare.
Il quartiere di questa storia è Garbatella, e la mattina del 9 luglio l’ufficiale giudiziario avrebbe dovuto eseguire uno sfratto a via Badoero 51. Lo sfratto di una signora di quasi 100 anni, che abita nel quartiere da sempre.
L’abitazione oggetto dello sfratto fa parte di un immobile di proprietà del Fondo immobiliare Cicerone, composto da 169 appartamenti; di questi sono rimasti da “svuotare” meno di 60, tra questi quello della signora di quasi cento anni. Il Fondo immobiliare Cicerone ha rilevato l’immobile dalla Cassa forense, di proprietà della Sgr Fabrica immobiliare, a sua volta detenuta da Francesco Gaetano Caltagirone. Lo stesso fondo immobiliare che a Roma ha un immobile a Magliana in via L. Rava dove – guarda caso – ha disdetto i contratti di locazione.
Analoga situazione si vive a viale Marconi, dove un altro fondo immobiliare sempre riconducibile a Caltagirone, questa volta in un intervento che vede la partecipazione anche di Cassa depositi e prestiti e Inps (due soggetti pubblici), ha sfrattato famiglie in gran parte di anziani. Dietro queste operazioni si celano le famose valorizzazioni tanto care sia al governo sia, a quanto pare, al sindaco Gualtieri e alla sua giunta.
Per tornare alla signora quasi centenaria, questa ha ricevuto lo sfratto per morosità in quanto da due anni non riesce più a sostenere le spese per l’abitazione. Una donna che ha costruito per un secolo relazioni umane nel quartiere, che dovrebbe abbandonare per andare non si sa dove.
Come si evince da altri casi similari a Roma, quello che racconto non è un caso isolato né un caso limite: è la quotidianità di un modello gestionale degli immobili, spesso ammantato anche di “interesse pubblico” e accompagnato dalla parola magica “valorizzazione”, che sta incidendo profondamente sulla vita di migliaia di persone e di famiglie. Così come a via Badoero 51 le istituzioni locali restano inermi, a fronte di un centinaio di alloggi liberi e di sfratti di persone molto anziane e vulnerabili.
Il picchetto antisfratto ha avuto successo e il muro di umanità eretto dal comitato inquilini, da sindacati, associazioni e famiglie di Garbatella ha consentito il rinvio ad ottobre, quando l’Ufficiale giudiziario tornerà di nuovo.
Cosa manca in questa storia? Manca una presa di posizione decisa e chiara da parte del sindaco e dell’amministrazione comunale, dalla quale finora è giunto quasi solo silenzio. Eppure sindaco e assessori quotidianamente fanno video social per ogni inaugurazione di aiuola. Un atto potrebbe fare la differenza oggi. Anche se a quel picchetto hanno partecipato consiglieri comunali in solidarietà dell’anziana, ci saremmo aspettati che il sindaco in prima persona si fosse esposto e avesse lanciato un segnale forte ai fondi immobiliari, gli stessi con cui sta attuando forme di rigenerazione urbana unilaterali.
Il sindaco è il responsabile della salute dei cittadini. Uno sfratto di una anziana di cento anni può arrecarle danno alla salute? E’ indubbio! Allora il sindaco Gualtieri emani un atto indifferibile e urgente motivato dalla tutela della salute di una anziana. Il diritto alla salute è diritto costituzionale al pari del diritto alla proprietà privata che dovrebbe avere anche una funzione sociale.
Il sindaco requisisca temporaneamente quell’alloggio del fondo immobiliare a tutela della salute di quella e delle altre persone vulnerabili di via Badoero. Lanci un segnale alla città e ai fondi immobiliari che prima degli affari e del mattone vengono le persone. Requisisca in nome della sua prerogativa che gli viene dalla legge di riforma sanitaria, che dà al Sindaco l’onere della tutela della salute dei cittadini. Se non ora, e se non per affermare il diritto persino di una donna di quasi cento anni, quando?
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