L’ex consigliere comunale del Vicentino passato dal Pd a Vannacci: “Mi piace la remigrazione. Gestivo un sexy shop, non vedo molte differenze tra etero e gay”

Un tempo faceva politica con il Partito democratico a Schio, in provincia di Vicenza. Oggi è tra gli esponenti cittadini di Futuro Nazionale del generale Vannacci. Cesare Pasin, ex consigliere comunale e negoziante di 66 anni, ha già capito il senso della chiacchierata. “Volete chiedermi com’è possibile e se ho cambiato idea?”. Proprio così. Un tempo era “moderato di sinistra”, oggi guarda a destra con i cosiddetti “futuristi”. Ma non condivide tutto ciò che dicono. “Quando gestivo un sexy shop ho visto che belle persone ci sono tra etero, omosessuali, bisex e scambisti, da sinistra a destra”. E ancora, sulle uscite dei colleghi di partito: “Non mi sono mai definito un camerata e certi commenti sui gay non mi appartengono”.

La giravolta politica

Pasin entrò in Consiglio comunale nel 2004 con La Margherita. Nel 2009 e 2014 si candidò con i dem, senza essere eletto. Nel 2024 passò a una lista civica di destra e da poche settimane è responsabile ambiente e territorio per il comitato di FN a Schio. “Non è una scelta che si prende dalla sera alla mattina, in 20 anni cambiano le criticità e le idee – spiega a ilfattoquotidiano.it – c’è un problema di sicurezza, questo mi ha fatto cambiare idea, le persone fragili hanno paura a uscire di casa. Io non sono razzista, sono favorevole all’accoglienza, ma le regole vanno rispettate da tutti e l’Italia non può continuare a subire. La remigrazione mi convince”. Vannacci docet. “Lui è uno concreto, mentre Meloni e Salvini non hanno ottenuto grandi risultati, probabilmente si sono appiattiti alla linea del Pd. Il mio vecchio partito riconosce il problema, ma non ha risposte, ho rinunciato alla tessera anni fa”. Invece a Futuro Nazionale “hanno aderito tanti extracomunitari regolari perché si sentono bistrattati dai loro connazionali irregolari”. Questa volta Cesare non punta al Consiglio. “Non aspiro a una carica. Sono in pensione, faccio il volontario e voglio aiutare la mia comunità, i ragazzi e i più fragili”.

Nemici-amici

Ora si ritrova a fianco dei suoi vecchi avversari. Soprattutto in Veneto, dove il generale Vannacci sta reclutando militanti e amministratori. “Anche se non mi sono mai confrontato con loro perché mi occupavo solo di politica locale – precisa Pasin – oggi nel partito mi trovo davanti Joe Formaggio e Stefano Valdegamberi (uno è uscito da Fratelli d’Italia, l’altro dalla Lega, ndr). Arriverà un momento in cui dovremo confrontarci: io ho aderito a questo fronte per il tema della sicurezza e del rispetto, ma non condivido le loro idee al 100%”. Ad esempio, certe uscite sugli omosessuali. “Sicuramente quelle. Io sono un moderato e ho sempre rispettato tutti”. E cosa pensa di chi si definisce “camerata”, nega il femminicidio e i diritti dei gay? “Non mi sono mai permesso di dire certe cose, non mi permetterei mai perché non mi appartengono. Se c’è amore, due persone possono volersi bene anche se sono dello stesso genere”.

Il 66enne vicentino l’ha capito grazie a un lavoro particolare. “Per sei anni ho gestito un negozio di prodotti erotici. Avevo molti clienti di tutte le tendenze, veniva gente da estrema sinistra a estrema destra, dialogavo con tutti: ho visto che belle persone ci sono tra etero, gay, bisex e scambisti, non vedo molte differenze”. Un osservatorio privilegiato. “Ho notato come si comportano, le loro qualità, cosa vogliono anche nella sfera intima. Per questo dico che certi commenti non mi appartengono”. Dovrà spiegarlo ai “camerati”, anche se la definizione non gli piace. “Non ho sposato Futuro Nazionale in tutto e per tutto, dovremo discutere di certi temi nel 2027”.

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