Tour de France, Pogacar vince anche senza strafare: stacca tutti a 15 km dall’arrivo e aumenta il vantaggio | La nuova classifica generale
Seconda tappa di montagna e secondo show di Tadej Pogacar. Il fuoriclasse sloveno ha vinto la 10ª frazione del Tour de France con arrivo a Le Lioran, dominando alla sua maniera. Due anni fa Jonas Vingegaard, sullo stesso percorso, lo riprese, dopo aver inizialmente subito lo scatto del rivale sul Puy Mary, e lo batté in volata. Una sconfitta dolorosa che Pogacar voleva vendicare. E come già fatto nel 2025, prima a Hautacam e poi sul Col de la Loze, ci è riuscito annichilendo il danese. Vingegaard non ha neanche provato a seguirlo, quando sul Col du Pertus il campione del mondo è partito e lo stesso vale per gli altri. A dimostrazione che ormai gli avversari sanno già che seguirlo significa saltare poco dopo. La delusione è proprio Vingegaard, che dopo la batosta patita sul Tourmalet aveva dichiarato: “La battaglia non è finita”. Ma l’impressione è che a essere finita non sia solo la battaglia, ma l’intera guerra. Il capitano della Visma ha perso altri 44”, staccandosi anche dal gruppetto degli altri negli ultimi metri. Un brutto segnale, che accende un campanello d’allarme per il vincitore del Giro d’Italia anche in chiave podio. E pensare che questa volta Pogacar si è “contenuto”, scattando ai meno 15,5 km, anche perché il suo compagno di squadra Isaac Del Toro era in difficoltà. Il messicano ha perso le ruote dei rivali per il podio, pagando 1’31” e cedendo la maglia bianca a Juan Ayuso. Resta, però, il dominio di Pogacar, che sale a 24 vittorie di tappa al Tour de France, di cui tre in quest’edizione. Il suo vantaggio in classifica generale ora è di 3’36” su Vingegaard e di 4’06” su Remco Evenepoel. Il decimo, Tom Pidcock, paga già 11’49”.
Lo strapotere dello sloveno è testimoniato anche dall’atteggiamento della sua UAE Emirates, che fin da inizio tappa ha tenuto chiusa la corsa per favorire il successo del proprio capitano. La fuga si è formata dopo oltre 50km di battaglia, ma non ha mai preso più di 1’45” di margine, sebbene fossero in 31. E uno dopo l’altro gli attaccanti sono stati riassorbiti. L’unico che ha provato a sparigliare le carte è stato Richard Carapaz, partito ai -38 sul Puy Mary e capace di guadagnare 1’10” grazie a una discesa al limite. Quando, però, la corsa è scoppiata sul Col du Pertus, l’equadoregno è stato ripreso in un attimo. In meno di un 1km Pogacar gli ha recuperato 45” e lì ha iniziato la sua cavalcata solitaria fino all’arrivo di Le Lioran. Una progressione impressionante contro cui nessuno è riuscito a resistere nemmeno 100 metri. Nella successiva discesa e poi sull’ultima salita ha allungato ancora sul gruppo inseguitore composto da Vingegaard, Paul Seixas, Ayuso, Florian Lipowitz, Mattias Skjelmose ed Evenepoel. Il belga ha avuto una reazione d’orgoglio nell’ultimo chilometro dopo essersi leggermente staccato, ma l’impressione è che ancora una volta non sia a livello dei migliori in salita e, a meno di una cronometro clamorosa, martedì prossimo a Thonon-les-Bains, difficilmente salirà sul podio di Parigi. Top-3 che rimane la sfida più interessante da seguire nelle prossime 11 tappe e vede coinvolti sei corridori, da Vingegaard a Del Toro. Tutti con le carte in regola per centrarla.
Classifica generale
- Tadej Pogacar
- Jonas Vingegaard + 3’36”
- Remco Evenepoel + 4’06”
- Juan Ayuso + 4’22”
- Paul Seixas + 4’35”
- Florian Lipowitz + 4’44”
- Isaac Del Toro + 5’08”
- Mattias Skjelmose + 5’45”
- Lenny Martinez + 6’34”
- Tom Pidcock + 11’49”
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